giovedì 1 settembre 2011

I giovani... Quali giovani?

Giovanni de Benedictis, 10 anni, mezzofondista
Ieri con un amico parlavo di atletica di base in Abruzzo; in particolare dell’attività svolta quest’anno per gli Esordienti (6-11 anni), per i Ragazzi (12-13 anni) e i Cadetti (14-15 anni). Inevitabilmente la conversazione è finita sul calendario delle gare di settembre e, nello specifico, sulla ‘scomparsa’ dei Campionati Regionali Ragazzi e Cadetti, programmati per il 10 e l’11 di questo stesso mese. Si parlava pure della bella iniziativa del Comitato Provinciale Fidal di Chieti, rivolta agli Esordienti e fortemente voluta e progettata dall’ottimo Presidente Nunzio Varrasso e dai suoi attivissimi collaboratori. Sembra che anche in questo caso un ‘inciampo’ fuori programma (e indipendente dalla inappuntabile macchina organizzativa teatina) ha fatto saltare l’evento.

L’Abruzzo è una goccia nel mare dell’atletica nazionale. Lo so. E in Abruzzo una squadra di atletica leggera, abruzzese, difenderà a giorni lo scudetto tricolore assoluto conquistato l’anno scorso. Una società che, come è possibile leggere qui, sembra aver puntato decisamente sui giovani. Ma quanti di essi sono abruzzesi?

Sembra quindi evidente che non si possa prescindere da un’atletica ‘giovane’. Per ripartire. Ed anche per raggiungere traguardi d’eccellenza. Cosa facciamo in Abruzzo per i ‘nostri’ giovani?

Dentro un cassetto ho ritrovato una foto di mio fratello Giovanni (foto in alto), leggero coi suoi dieci anni di mezzofondista precoce. Quell’anno (era il 1978) corse i 2000m in pista in 6:33.4. Da adulto di olimpiadi ne fece cinque.

mercoledì 31 agosto 2011

Rosso di mattina...


Fa impressione vedere Sandro Damilano con la divisa della nazionale cinese. Fa impressione vederlo di fianco alla nostra migliore atleta (almeno finora) in questi umidissimi campionati di Daegu, nell’immediato dopo gara, al microfono Rai di Elisabetta Caporale.

Comunque qui il team Damilano ha fatto un secondo, due quarti e un quinto posto. Alla faccia di chi critica…”. È lo sfogo a caldo di Sandro, “comunista eretico bugianen” , molto emozionato, ma anche assai determinato nel rimarcare la sua leadership tecnica non solo a livello italiano.

Venti chilometri di marcia femminile a Daegu. Difficili, si diceva ieri. Pronostici più o meno rispettati. Bravissima Elisa Rigaudo, 4^ in rimonta, dietro un’imprendibile Olga Kaniskina capace di chiudere in 43:26 gli ultimi 10 km di gara (la Rigaudo va al personale stagionale con 1:30:44; per la cronaca dettagliata della gara segnalo l’ottimo articolo di Diego Cacchiarelli su Atleticanet.it) . Seconda la cinese Hong Liu, 1:30:00, una marciatrice dal fisico tutt’altro che possente, ma dotata di una tecnica convincente che potrà offrirle ulteriori margini di miglioramento in proiezione Londra. Potrebbe essere lei il dopo-Kaniskina. Terza una meno convincente (almeno sul piano tecnico) Anisya Kirdyapkina, a precedere di circa trenta secondi la nostra (manca ancora tanto per Londra 2012, però, però…).

Podio tutto rosso quello di stamane. Con l’azzurro là là per… Chiudo riprendendo un commento caustico lasciato da Enrico nel post precedente: “Non con l'oro ma col legno si riscatta la Fidal!”. Crudele, quanto ineluttabile realtà. Quasi rassegnati, con la speranza ridotta ad un filo, ricontiamo le nostre ultime (e poche) cartucce...

martedì 30 agosto 2011

Azzurro vermiglio

Il mix tecnico Italia-Cina  non ha portato bene a Giorgio Rubino, squalificato intorno al 12° km della finale dei 20 km di marcia a Daegu. Sandro Damilano allena i marciatori cinesi, ma anche (l'intercalare veltroniano qui sembra essere d'uopo) i nostri migliori ventisti: Rubino, appunto, ed Elisa Rigaudo. Credo però che la cabala c'entri davvero poco. Più che nella sorte, quindi, per la gara di marcia femminile di  domani mattina confido nella tigna della marciatrice cuneese e, soprattutto, nella sua attuale condizione atletica che in molti ritengono essere superlativa.

Gara difficile, anzi difficilissima. Con le russe, le cinesi, la spagnola, eccetera, eccetera, eccetera...  E poi ancora l'incognita del clima.
Daegu, un nome che sembra quello di un chewing-gum. Il caldo-umido che c'è in Corea del Sud non vanificherà il lavoro di nessun dentista, ma appiccica lo stesso.

A domani allora, per un dettagliato resoconto tecnico della prova. (In culo alla balena Eli', ce n'è comunque bisogno!). 

lunedì 29 agosto 2011

Branca Branca Branca...

Oggi ero allo Stadio Adriatico di Pescara. Ad aspettarmi Erika, Giulia, Lucrezia e Sergio. Seduta impegnativa per tutti e quattro, anche se il caldo di questi giorni sembra quasi un ricordo lontano.

“Ma si fanno ‘sti Campionati Regionali Cadetti?”, mi fanno le ragazzine in coro. “E i Campionati Regionali Assoluti? È vero che li faremo insieme ad Allievi, Junior e Promesse?”, mi chiede Sergio. Rispondo con un’alzata di spalle. In questo momento l’atletica, dalle mie parti, checché ne dica l’anonimo petulante, è una chiassosa boat people che procede nella nebbia.

Consoliamoci con le medaglie (degli altri) di Daegu. Oppure attendiamo con trepidazione la finale scudetto di Sulmona. Ché il ‘resto’ sembra essere roba da sfigati.

domenica 28 agosto 2011

Brutta, marcia brutta

Foto di GIANCARLO COLOMBO/FIDAL
La finale dei 20 km di marcia maschile dei Mondiali di Daegu 2011 un bambino di tre anni l’avrebbe commentata così: brutta, marcia brutta. ‘Sta marcia che come la maratona parte e arriva fuori dallo stadio mi ha un po’ deluso. Giorgio Rubino mi ha deluso. È evidente che la sua tecnica risente dei frequenti infortuni patiti negli ultimi due anni. Giorgio oggi ‘saltellava’, ‘anticipava le spinte’ (soprattutto col sinistro), non ‘teneva dietro’, diciamo grossolanamente così; ‘fuggire’ col giapponese, passando dai 13,5 km/h dei primi due chilometri ai circa 15 km/h dei giri a seguire è stata una follia tattica. Anche perché il compagno di fuga, il giapponese Suzuki, esprimeva una marcia assai più fluida e radente, e i giudici – nonché il bambino di tre anni di cui sopra – l’hanno notato benissimo. E mentre Giorgio veniva ‘impallinato’ e poi finito, intorno al decimo chilometro, dietro al giapponese – solitario fuggitivo – si accendevano le polveri di una rimonta crudele.

40:58 il passaggio ai 10 km di Suzuki, con Rubino a tre secondi. A circa 35 secondi il resto della truppa.

Dal 10° al 15° km Borchin (Russia) fa un numero da circo equestre: 19:08 il parziale di quei 5 km, col cinese Zhen Wang a 7 secondi a patire le pene dell’inferno, con una marcia più ‘russa’ del russo (quel procedere ad anche ‘bloccate’) per niente efficace e a rischio squalifica su quelle andature.

Borchin va a vincere in 1:19:56, zuppo come una spugna del rifornimento, tecnicamente ineccepibile, ancora micidiale nel ritmo (19:13 gli ultimi 5 km; 38:21 la seconda metà di gara!). Il cinese Z. Wang ci lascia le penne: 4° e a 58 secondi dal primo. Tra lui e Borchin un ritrovato Kanaykin (Russia), 2° in 1:20:27 e un sorprendente Luis Fernando Lopez (Colombia), 3° in 1:20:34.

E Alex Schwazer? Sempre coperto nel gruppo degli inseguitori e nono nel finale, con 1:21:50 (41:34 ai 10 km e 40:16 la seconda metà di gara), a pochi passi dal giapponese della fuga iniziale. Un po’ poco? Forse. Più umano? Sicuramente. E col morale in risalita. Sembrerebbe. Diamo fiducia a lui e a Michele Didoni, il suo tecnico. La 20 km è un’altra cosa e la 50 km che conta arriverà l’anno prossimo.

E la Cina? Mmmmm… Poca Cina, verrebbe da dire. Zhen Wang 4°, Yafei Chu 11°, Hao Wang 13°. Per ora i soldi (intesi come investimenti), almeno da quelle parti, non fanno la felicità. (Ma è Londra che conta… O no?).

Brutta, marcia brutta…

mercoledì 24 agosto 2011

Cahiers de doléances (sportifs)

Lagnanze. L’anno agonistico dell’Atletica Leggera volge al termine (i cross di dicembre ci riguardano marginalmente) e qui in Abruzzo sono in molti a lamentarsi (qualcuno afferma il contrario, attribuendo al solito ‘rompiblogger’ la paternità di un fastidioso, sterile, perdurante borbottio polemico di fondo): atleti, tecnici, dirigenti, giudici di gara…

Gare cancellate, oppure spostate nel tempo e nello spazio (ma è vero che i Campionati Ragazzi e Cadetti non si terranno più a Sulmona, il 10 e l’11 di settembre? Ditemi che non è vero!); gare organizzate nel giro di pochi giorni e ‘saltate’ all’ultimo minuto…

Ecco quindi un ‘post contenitore’, da farcire, se credete, di commenti ad hoc.

Les cahiers de doléances (sportifs)…

sabato 20 agosto 2011

Teatri e teatrini

Daegu coi suoi mondiali si avvicina. Vanno in scena i Campionati del Mondo di Atletica Leggera 2011, dal 27 di agosto al 4 di settembre, in Corea del Sud. Atletica-spettacolo, rutilante, forse esagerata (riusciremo un giorno a tornare sul podio nelle distanze – una qualsiasi – del mezzofondo?); ma con un dato particolare che la rende ancora molto interessante ai miei occhi: la cultura della marcia atletica italiana potrebbe permettere alla nazionale cinese un en plein di medaglie, almeno sui 20 km maschili. E sì, pare che Sandro Damilano, oggi head coach della marcia per la Cina, abbia fatto miracoli pure là, con una tuta non più azzurra ma rossa. Rutilante anch’essa. E la cosa mi fa piacere assai (se la Cina investe tanto nella marcia, la marcia allora vale ancora qualcosa…).

Lo sport-spettacolo mi piace quando ha ‘qualcosa da dire’ (anche quando quel ‘qualcosa’ vira sul drammatico, almeno per noi italiani, come nel caso della vicenda Damilano). Non mi piace per nulla quando è fine a se stesso, fa la scimmia all’atletica ‘stellare’; miccette, raudi e scoppietti vari col deserto tutto intorno…

lunedì 15 agosto 2011

I consigli di un amico




Purtroppo ho una mia idea fissa che non vale solo per l’atletica:

non è possibile che lo stesso ente, con la stessa organizzazione, gestisca bene
allo stesso modo lo sport professionistico ad alto livello e la promozione
sportiva per i giovani. Sono due cose completamente diverse, che si basano su
logiche diverse e che hanno come solo punto di contatto il fatto di usare gli
stessi impianti”.

Così mi scriveva un caro amico un paio di anni fa, dentro un’e-mail molto intensa e ricca di spunti assai interessanti per una riflessione generale sulle tematiche del rilancio dell’Atletica Leggera, ed un’altra, particolare, sul problema del drop-out atletico.

Un proverbio indiano recita più o meno così: se non sai dove stai andando, volgiti indietro per vedere da dove sei venuto. Chissà se i fotogrammi sbiaditi dei Giochi della Gioventù di Roma, anno 1980, possano giovare ad immaginare un sentiero…

lunedì 8 agosto 2011

Un tastierista

Pensavo scrivessero di un musicista. E invece no. Qualcuno mi spieghi meglio il significato di questo post (cliccare qui), presente da un paio di giorni nel forum del sito fidalabruzzo.org, dove si scrive di un tastierista "alla continua ricerca di assistenzialismo da parte di qualche generoso Presidente disposto a tirare fuori qualche migliaia di euro l'anno, in cambio di 'collaborazione tecnica'". Un tastierista che viene invitato formalmente dall'estensore del post (registrato come "admin", suppongo amministratore del sito, e firmatosi in calce allo scritto con nome, cognome e società sportiva di appartenenza) a  fare non si sa bene cosa. 

Mmmmm... Roba forte. Grave, ritengo. Infamante (quando si scrive del tastierista "alla continua ricerca di assistenzialismo"). Il tutto dal pulpito telematico del locale sito federale. Ma si può?

giovedì 4 agosto 2011

Apologo di una regione senza allenatori

Un giorno due allenatori  di atletica leggera, abruzzesi, decisero di incrociare le braccia. La passione, resa anemica e fiacca dalla mancanza assoluta di una chiara progettualità professionale, li aveva abbandonati da un po’. Meglio chiuderla lì piuttosto che ‘sopravvivere’ dentro una stanca routine di pomeriggi incerti e grigi.

La notizia ebbe piedi veloci. Altri allenatori incrociarono le braccia, e poi altri e altri ancora. Chiusero, così, dapprima le piccole società sportive giovanili, i piccoli vivai. Poi venne il turno di quelle medie (quelle da 100-150 voti, per essere prosaicamente federali). Infine si sciolsero le società ‘migliori’.

Ne rimase in piedi soltanto una. La più blasonata. Quella con lo scudetto tricolore sul petto.

Qualcuno racconta che, durante la riunione tecnica di fine anno, ad applaudire l’eccellenza superstite furono in tre, tutti dirigenti. Gli unici presenti.

domenica 31 luglio 2011

Dall'oro allo stagno



Un'altra Pescara. Un'altra estate. Quella del Golden Gala di Atletica Leggera del 1989. Anche in quell'occasione fui abbastanza critico: poca gente sugli spalti, biglietti omaggio dati col contagocce e, se non ricordo male, cancelli aperti a spettacolo da poco iniziato per cercare di metterci una pezza. Tra i molti risultati di pregio ho ancora nel cuore l'interminabile volata sui 1500m dell'amico Gennaro Di Napoli, culminata  con uno splendido primato italiano. Il video qui sopra dà i brividi.

Quella sera non piovve. Neanche oggi è piovuto. Ho saputo da fonti assai attendibili che Giove Pluvio ha rinviato il maltempo a settembre, per dare il meglio di sé in occasione della finale scudetto di Sulmona...

sabato 30 luglio 2011

Dovrebbe piovere, governo ladro (o chi per esso)!


Questa mi mancava. Un meeting di atletica leggera rinviato per ‘sospetto’ maltempo domenicale. Salta quindi il Meeting di Pescara, I Memorial "G. Cornacchia", in programma domani nel capoluogo adriatico. È una notizia in equilibrio tra il grottesco e il surreale: tutto accade a due giorni dall’evento, col misterioso e semi-laconico annuncio via internet che potete leggere cliccando sulle foto in alto oppure sul link http://www.fidalabruzzo.org/modules/news/article.php?storyid=1673. C’è qualcos’altro sotto che non conosciamo? Forse dobbiamo aspettarci pure un rinvio, ‘a sole da destinarsi’, del concerto di Zucchero programmato il 4 di agosto p.v. nello stesso impianto sportivo pescarese?

Chissà come avrebbe reagito di fronte ad una decisione del genere proprio il compianto Professor Giovanni Cornacchia. Lui l’atletica la faceva sotto ogni cielo.

giovedì 28 luglio 2011

Solerti passionari atletici

Tra i commenti dell’anonimo di turno, di tanto in tanto, è possibile leggere il reiterato e sperticato elogio dei cosiddetti ‘passionari’ dello sport, figure non sempre ben definibili di dilettanti full time; spesso (molto spesso) volontari incompetenti dal cronometro facile, dal pensiero abbastanza contorto, sempre attivo e con licenza di massacrare quei rari talentucci in transito sulle piste, i campi e le pedane della nostra penisola. Come scrivevo in un mio recente commento, ritengo sia proprio il volontariato dei molti 'passionari' incompetenti presenti sui campi e sulle pedane, regionali e nazionali, (volontariato spesso usato da chi e' comodamente assiso sui preistorici scranni del potere sportivo e non) una delle più grosse iatture del sistema atletica.

E allora, eccovi un florilegio minimo di ‘passionarie bestialità’, udite e lette fuori e dentro i campi d’atletica, dalle mie parti. Genitori, allenatori, dirigenti… tutti insieme appassionatamente. Anche questa (ahimé!) è l’atletica, bellezza…

“Adesso deve fare i tempi. Mo’ è importante…”. (Genitore di una bimba di dieci anni; triste mezzofondista prematura).

“Appena ti arriva a tiro, cambia ritmo e smolecolalo!”. (Genitore al proprio figliolo di dodici anni; trenta chili di paura in scarpette e canotta).

“Tu sai quando devi cambiare ritmo e darle la mazzata”. (Anziano parente di un’atleta quattordicenne, poco prima della gara di quest’ultima e al passaggio della sua giovanissima ‘avversaria’).

“Basta. Da domani si fa come dico io. Mica stiamo qua per divertirci!”. (Genitore-allenatore al figliolo di tredici anni, subito dopo una gara podistica provinciale).

“Ci vuole la velocità, ci vuole”. (Allenatore di mezzofondisti dodicenni, alle prese con l’ennesima ripetuta tirata alla morte, sui 200m, in pista).

“[…] Ha allenato XY, Campione Italiano dei Giochi della Gioventù… “. (Dal curriculum di un allenatore locale).

“Le piramidi si costruiscono a partire dal vertice”. (Metafora di un noto dirigente locale durante un’assemblea).

"Perché fare un progetto per i tapascioni? Cosa portano all’atletica i tapascioni?" (Dirigente di vertice durante un’assemblea).

"Bisogna curare l’attività Masters, un bel movimento…" (Lo stesso dirigente di vertice, durante la stessa assemblea).

“Tu sai quando devi cambiare ritmo e darle la mazzata!”. (Ancora l'anziano parente di cui sopra, stavolta durante la gara).
 

sabato 23 luglio 2011

Un marciatore


(Ruggiero D'Ascanio)

Ruggiero D’Ascanio da Bernalda, ventisette anni da poco compiuti, marcia per i colori della gloriosa Polisportiva “Rocco Scotellaro” di Matera. Lo alleno da circa quattro anni; prima di me lo seguì mio fratello Giovanni. Sangue lucano e cuore un pochino abruzzese, giacché Ruggiero è spesso dalle mie parti e, in un paio di occasioni (attraverso la regola del prestito), ha vestito i colori della Bruni Pubblicità Atletica Vomano (sì proprio la società vincitrice dello scudetto 2010; sorpresi?), classificandosi sia l’anno scorso che quest’anno al terzo posto nei 10.000m di marcia della Coppa Italia (a Grosseto nel 2010 e a Firenze il mese scorso).

L’altro ieri a Molfetta, nel corso di un meeting nazionale (cliccare qui), Ruggiero ha migliorato sensibilmente il proprio personale sui 10.000m in pista (42:05.35 il suo crono), superando i fatidici 950 punti della tabella Maschile Assoluti Fidal (963 i punti da lui totalizzati). Quindi oggi Ruggiero è ufficialmente un atleta di interesse nazionale. Che cosa c’è di eccezionale in tutto ciò? Beh, per rispondervi dovrei darvi qualche informazione in più circa la vita ‘movimentata’ del marciatore bernaldese.

Ruggiero migliora ogni anno un po’, e questo è possibile leggerlo scorrendo le statistiche FIDAL dal 2007 ad oggi. Su quei documenti però non troverete mai i numeri dell'impegno che Ruggiero realizza con i suoi allenamenti, e cioè giusto un centinaio di chilometri settimanali (100/110 chilometri e non di più) strappati ai turni di lavoro (anche notturni) come discontinuo nei Vigili del Fuoco e ai mille impegni come massaggiatore sportivo. I numeri di un marciatore diciassettenne di buon livello, non di più.

Ruggiero, a differenza di alcuni suoi colleghi marciatori, non campa d’atletica. Conosce poco l’aereo come mezzo di trasporto che gli risparmierebbe non poche energie, soprattutto in occasione delle frequenti puntate al nord per ‘motivi di campionato’. Il treno ‘allunga’ terribilmente il viaggio, ma costa decisamente meno; ed associando poi il treno a ‘panino e coca-cola’, si possono pure evitare i costi di albergo e ristorante (ma non quelli di un potentissimo mal di stomaco, come in occasione dei recenti campionati italiani indoor; lì Ruggiero arrivò comunque 4°).

Ruggiero è uno degli ultimi sportivi dilettanti (forse l’unico; non ne ricordo tanti altri) di questo strano mondo che è l’atletica di livello nazionale (diciamo banalmente così). Fossi nella federazione lo manderei in giro a parlare agli studenti nelle scuole. La sua è un’esperienza vera, di altissimo significato umano ed etico.

Ha molti amici Ruggiero: nella Polisportiva “Rocco Scotellaro” di Matera, la sua società di atletica; nella sua terra, la Lucania (perdonatemi l’antica dizione). Su tutti Carmine Sinno, ex- marciatore di livello nazionale, oggi geniale medico dello sport, nonché primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, e Carmelo Ditaranto, insostituibile massoterapista. Carmine e Carmelo sono pure miei amici. Ruggiero è mio amico. Gli amici, senza nulla chiedersi, insieme si danno una mano.


giovedì 21 luglio 2011

Anonimi, omologati e non omologati


Anche gli anonimi possono avere dei pregi. Commentando commentando, ad esempio, potrebbero rendersi  protagonisti (inconsapevolmente, si intenda) di 'rivoluzionari' terremoti politici (di politica sportiva, intendo). Mi spiego. Nel post precedente chiedevo il perché di tanto accanimento nei riguardi della giovane atleta Lucrezia Anzideo; la sua recente migliore prestazione regionale Cadette sui 2000m, ottenuta in una gara coi Cadetti, a detta del Vice Presidente Vicario federale d'Abruzzo (cliccare qui) e di uno zelante commentatore telematico, anonimo, non dovrebbe essere omologata.
Scrive l'anonimo: " [...] come lei ha citato la gara di marcia con record omologato le potrei citare una gara di disco nelle marche...". Ma io intendevo l'omologazione di una gara di 2000m di corsa, sempre in gara mista Cadetti/e; la migliore prestazione nazionale di una marciatrice prestata alla corsa: Anna Clemente. (Il risultato nella foto qui in basso).

Ad essere stata omologata non era quindi una gara di marcia, anche se l'atleta, Anna Clemente, è più nota come marciatrice che come mezzofondista. Il commentatore anonimo ha però acceso in me una lampadina. Perché tanto accanimento sul risultato di Lucrezia Anzideo quando, analogamente, venti giorni fa, la migliore prestazione regionale dei 3000m di marcia Cadette (cliccare qui), dell'ottima atleta teatina Natascia Di Tizio (15:01.37 il suo tempo),  è stata ottenuta nel corso di una gara mista? Perché due pesi e due misure, ancora una volta?

Mi aspetto che l'entourage della brava Natascia chieda lumi a chi di dovere. Anche il suo record, oooops, migliore prestazione, potrebbe non venire omologata. Forse il male comune non verrà vissuto in questa bislacca vicenda, dalle atlete e dai tecnici coinvolti, loro malgrado, come il proverbiale mezzo gaudio. Sorrido però nell'immaginare qualcuno che, tra non molto, sarà disposto pure ad accoccolarsi sullo zerbino dell'abitazione di chi so io, nell'attesa di avere giustizia.

lunedì 18 luglio 2011

Gratuiti masochismi atletici, bis!

Va be'. Continuiamo così, facciamoci del male!”, avrebbe detto Nanni Moretti.

Una ragazzina simpaticissima e brava, Lucrezia, fa la migliore prestazione regionale Cadette sui 2000m, 6:55.93, e qualcuno, che avrebbe ben altre mission sulle quali indirizzare le proprie migliori energie professionali, sbraita dal pulpito telematico federale locale (fidalabruzzo.org). Lo fa in solitaria. Scrive l’articolo e da solo si dà le risposte. Ma può farlo? Cliccate qui e poi qui e giudicate voi. E poi, altra domanda: chi chiede il rispetto delle regole sportive, scrivendo dal sito federale suindicato, può essere al tempo stesso Vice Presidente Vicario federale e Delegato Provinciale di quella stessa federazione? La mia è solo una domanda.

Prima di cercare colpe improbabili (sempre su quel link che vi ho indicato potete leggere: “L'idea di far correre cadetti e cadette, ha anche penalizzato il cadetto Giulio Perpetuo che per pochi secondi non ha stabilito il nuovo primato Regionale dei mt 2000”), qualcuno si chieda quanto sia pesato a quei ragazzi (a tutti, e quindi anche all’ottimo Giulio) l’attesa estenuante, snervante, per uno start ritardato da un Tecnico (alto in grado) che non accettava la gara ‘mista’ (peraltro già programmata, come da dispositivo tecnico diramato per tempo) e che avrebbe voluto fare due partenze separate (A partire erano solo in quattordici, sette Cadette e sette Cadetti. Mah).

Inoltre vorrei chiedere all’estensore del post di cui sopra se è a conoscenza di un altro primato, analogamente realizzato in una gara mista; Anna Clemente (non una qualsiasi) il 2 luglio 2009 a Formia corse assieme ai maschietti un 2000m che fino al 21 maggio di quest'anno ha rappresentato la migliore prestazione nazionale di categoria: 6:12.97 il suo risultato (dal 22 maggio c.a. la migliore prestazione è detenuta da Nicole Svetlana Reina, con 6:12.46). Vogliamo cancellare pure quello?

domenica 17 luglio 2011

Andamento lento

(Foto Giancarlo Colombo/Fidal)

Parliamo di marcia. Marcia atletica. Una volta (non molto tempo fa) si diceva che l’Italia era (quasi) il fenomeno Kenia prestato al tacco-punta. Forse era una sorta di iperbole, ma le medaglie olimpiche e mondiali dei nostri marciatori, dal 1980 al 2008, inducevano ad una specie di ragionata esaltazione.

E oggi? Qual è lo stato dell’arte della marcia italiana? È necessario tirare fuori i numeri, ore, minuti e secondi, ché con le chiacchiere non si va da nessuna parte. In basso i primi dieci tempi di 20 km su strada, maschile e femminile e, sconforto di ogni sconforto, gli unici quattro classificati della 50 km. I dati sono aggiornati al 16 luglio 2011.

20 km Maschile


1h20:44 RUBINO Giorgio 86 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE DUBLINO 26/06

1h22:36 GIUPPONI Matteo 88 ITA BO011 C.S. CARABINIERI SEZ. ATLETICA PODEBRADY 09/04

1h26:01 TONTODONATI Federico 89 ITA TO001 C.U.S. TORINO PODEBRADY 09/04

1h27:25 ADRAGNA Andrea 89 ITA PD131 G.S. FIAMME ORO PADOVA DUBLINO 26/06

1h27:42 ROMANELLI Andrea 86 ITA FI018 TOSCANA ATLETICA CARIPIT LUGANO 20/03

1h28:18 MACCHIA Riccardo 90 ITA PD131 G.S. FIAMME ORO PADOVA PODEBRADY 09/04

1h28:54 DE LUCA Marco 81 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE MOLFETTA 02/07

1h29:06 D'ASCANIO Ruggero 84 ITA MT023 POL. ROCCO SCOTELLARO MT LUGANO 20/03

1h29:32 D'ONOFRIO Fortunato 81 ITA RM053 C.S. AERONAUTICA MILITARE PODEBRADY 09/04

1h30:15 CAPORASO Teodorico 87 ITA BN026 A.S.D. LIB. POL. AMAT. ATL. BN MOLFETTA 02/07


20 km Femminile

1h30:55 RIGAUDO Elisa 80 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

1h33:46 GIORGI Eleonora Anna 89 ITA RM002 G.S. FIAMME AZZURRE BIANCO 30/01

1h35:18 PALMISANO Antonella 91 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE BIANCO 30/01

1h35:23 FERRARO Federica 88 ITA RM053 C.S. AERONAUTICA MILITARE PODEBRADY 09/04

1h37:14 PRUNER Serena 86 ITA CA002 S G AMSICORA PODEBRADY 09/04

1h39:47 GRANGE Francesca 89 ITA MI221 CAMELOT LUGANO 20/03

1h45:46 DELL'AQUILA Nicoletta 88 ITA BA089 ALTERATLETICA LOCOROTONDO BIANCO 30/01

1h45:53 LOPARCO Sara 92 ITA BA015 A.S. OLIMPIA CLUB MOLFETTA 02/07

1h49:05 MAESANI Marta 90 ITA MI221 CAMELOT LUGANO 20/03

1h50:04 STETSKIV Cecilia 91 ITA NA014 A.S.D. AGG. HINNA MOLFETTA 02/07


50 km

3h50:13 DE LUCA Marco 81 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

3h54:19 NKOULOUKIDI Jean jacques 82 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

4h04:00 DESSI Lorenzo 89 ITA RM057 FIAMME GIALLE G. SIMONI OLHAO 21/05

4h04:12 CAPORASO Teodorico 87 ITA BN026 A.S.D. LIB. POL. AMAT. ATL. BN OLHAO 21/05

Un altro adagio definiva la marcia italiana come un movimento caleidoscopico di mille variopinte parrocchie che, spesso in virtù del proverbiale governo dell’italico stellone, consentivano al carrozzone azzurro di portare a casa, puntualmente, la tanto necessaria medaglia.

La divisione del movimento continua ancora oggi. Altre parrocchie si sono aggiunte; molte non brillano più come un tempo; di alcune altre non si ha quasi più memoria. Tra i giovanissimi pare che talenti e talentacci non manchino di certo, ma (perché c’è un “ma”) la voragine che si è aperta dietro i top walkers sopracitati (Rubino, Giupponi, Rigaudo e De Luca – e voglio giustamente inserire anche il sempre più performante Nkouloukidi) ha dell’inquietante.

Che cosa sta succedendo? Che fine fanno quei ragazzini da 17 minuti sui 4 km o quelle ragazzine da 14 minuti sui 3 km, una volta diventati adulti?


Anche la marcia sta pagando il prezzo della sedentarizzazione di questa opulenta società? Stiamo diventando tutti 'velocisti' per scapolare la fatica dei lunghi? Facili provocazioni a parte è evidente che, alla fine della fiera, le distanze che contano sono quelle olimpiche, 20 km e 50 km per gli uomini e 20 km per le donne. Non ci piove. E con 1:26:00 sulla 20 km maschile non si va da nessuna parte, come con 4:00:00 sulla 50 km, o 1:35:00 con le donne della 20 km.


Quest’anno abbiamo portato in nazionale senior uomini da 1:28:30. Si parla tanto della crisi del settore corse di resistenza, ma non ho mai sentito di atleti, senior, convocati in nazionale con 1:08:00 nella mezza maratona (1:28:30 nella 20 km maschile vale, secondo più, secondo meno, quanto 1:08:00 nella mezza maratona, appunto).


Quale marcia stiamo portando avanti? Che fine hanno fatto termini come “pianificazione”, “periodizzazione”, “programmazione”? Smarrito lo sguardo benevolo dello stellone italiano, quale Dio ci salverà?

6:55.93


(Lucrezia Anzideo, n. 20 nella foto di atleticats.com)





Brava Lucrezia! Ieri ha corso i 2000m del Meeting di Giulianova in 6:55.93, suo nuovo primato personale e Migliore Prestazione Abruzzese Cadette. Bella prova di carattere alla sua seconda esperienza sulla distanza.
Tra qualche ora (o giorno, chissà) i dettagli di una giornata da incorniciare (comprese le esilaranti espressioni facciali di certuni sul campo).

giovedì 14 luglio 2011

Fate l'onda! Fate l'onda!

Dai, un altro po’ di pazienza ed è quasi fatta. Tutto sta andando a rotoli (perdonatemi, m’è venuta così!), e questo lo sapevamo già. Ciò che non si poteva prevedere era la velocità con cui tale fenomeno si sarebbe realizzato.

Uno degli uomini migliori del Sistema, un uomo concreto e attivissimo, uno che ti chiedi che diamine ci stia a fare in mezzo al marasma, ha salutato da poco la compagnia. Due righe laconiche assai e via! Spero (è un’ironia ragazzi, un’ironia!) ci ripensi.

È come se qualcuno si fosse divertito ad aprire il celeberrimo barattolo del Manzoni e a moltiplicarne biblicamente il contenuto.

E la nave va. Nonostante tutto. Forse, come leggevo da un anonimo su facebook, bisognava spiegare, e a gran voce, che “falla a babordo” non vuol dire “caga sul ponte” (oooops, l’ho detta!). Sarà pure arte, però…

martedì 12 luglio 2011

Meeting Internazionale di Giulianova


Dai, pensiamo alle cose serie! Ecco, in alto, il programma orario del Meeting di Giulianova, che si svolgerà sabato 16 luglio. Essendo uno e non trino, vi parteciperò (con tre miei atleti), 'saltando Macerata e Civitanova Marche (il Trofeo Maxicar; anche lì ho due atleti, sigh!). Telepaticamente (va di moda) e telefonicamente sarò però collegato con Macerata dove gareggeranno due mie marciatrici (Erika e Giulia). Ah, dimenticavo: l'ottimo Luigi Chiodi, patron della manifestazione giuliese, assieme agli amici dell'Ecologica G, ha provveduto a sostituire i 2000m di marcia Ragazzi/e con un 1000m di corsa, per le stesse categorie. Ancora un grazie di cuore agli organizzatori. Portate pazienza pure voi, un anno passa presto...

Convocazioni telepatiche

Stamane apro per caso il sito http://www.fidalabruzzo.org/ e leggo: "Si svolgerà mercoledì 13 luglio allo Stadio Angelini di Chieti, con appuntamento alle ore 17.30, il raduno tecnico della Marcia, promosso dal Settore Tecnico Regionale. L’iniziativa riguarda gli atleti delle categorie Cadetti e Ragazzi. Il raduno terminerà alle ore 19.00 circa".
Un raduno che salta fuori dal cilindro il lunedì (pare che il post sia apparso ieri alle 11:56 p.m.) per il mercoledì. Per una gara, suppongo, che si terrà sabato prossimo (a Macerata, cliccare qui). Siamo alle convocazioni telepatiche.

Qualcuno dica qualcosa. Qualcuno faccia qualcosa.

sabato 9 luglio 2011

24 per 25

(foto Giancarlo Colombo/Fidal)
Campionati del Mondo di Atletica Leggera Under 18, 2011, a Lille, Francia. Finale dei 10 km di Marcia. I nostri ragazzi, Vito Minei (il 465 nella foto a sx) e Michele Palmisano (il 468) chiudono la prova un giro prima. La schermata dei risultati, impietosa, di fianco ai loro nomi (in calce alla lista) pone la scritta "DNF" (did not finish, non classificato, ritirato). Possibile che entrambi abbiano sbagliato a contare i giri? Vabbé so' gggiovani, dirà qualcuno. E poi non infieriamo, ché la mazzata su quei poveri ragazzi è stata pesante un bel po'.
La cosa è comunque sorprendente e, forse, significativa dell'attuale temperie di un ambiente, quello della marcia italiana, alla ricerca di riferimenti chiari. Di una programmazione chiara. E forse anche di qualcuno che urli sul campo i giri che mancano...

giovedì 7 luglio 2011

Programmazione, dolce chimera sei tu...

Dal sito fidalabruzzo.org si può leggere:

"In vista del Grand Prix Giovanile di Marcia su strada per Regioni, Cadetti e Ragazzi, in programma sabato 16 luglio a Macerata con le rappresentative di Marche, Campania, Lazio, Puglia e Toscana, il Settore Tecnico Regionale, sentito il parere del Responsabile della Marcia, Rodolfo Macchia, ha convocato i seguenti atleti.

Cadette Km 3:
Natascia Di Tizio (Theate Walk), Erica Fusella (Hadria Pescara), Giulia Marinucci (Hadria Pescara), Giulia Fantini (Nuova Atletica Lanciano).

Cadetti Km 4:
Daniele Manias (Serafini Sulmona), Federico Odoardi (Theate Walk), Matteo Cocco (Theate Walk).

Ragazze Km 2:
Letizia Piccirilli (Nuova Atletica Lanciano), Lorenza D’Alanno (Nuova Atletica Lanciano), Fabiana Bucci (Serafini Sulmona), Chiara Di Censo (Serafini Sulmona), Bleona Hallulli (Nuova Atletica Lanciano).

Ragazzi Km 2:
Leonardo Marcotullio (Atletica L’Aquila).

Le società interessate dovranno comunicare la disponibilità, o meno, dei propri atleti, entro mercoledì 13 luglio al Comitato regionale. Gli atleti della categoria Cadetti dovranno indossare obbligatoriamente la canotta “Abruzzo”.

La partenza della rappresentativa è fissata per sabato 16 luglio, alle ore 10.00 da Pescara, Piazza Italia.

L’arrivo a Macerata è previsto alle ore 12.00, presso il ristorante “Le Briciole di Pollicino”, in via Giovanni Falcone 27-29, dove il comitato organizzatore offrirà il pranzo.

Programma orario. Ore 15.00: ritrovo giurie e concorrenti presso Rotonda Giardini Diaz, Macerata. 15.45: Km 2 Ragazze. 16.00: Km 2 Ragazzi. 16.15: Km 3 Cadette. 16.30: Km 4 Cadetti. 19.15: premiazioni".

Il 16 di luglio p.v. ci sarà pure l'"XI Meeting Città di Giulianova" dell'ottimo Luigi Chiodi e del suo staff. Quel giorno, alle 19.40, dovrebbero partire le due gare Ragazzi/e di marcia, sulla distanza dei 2000m. Non godendo del dono dell'ubiquità (Macerata? Giulianova?), i nostri giovanissimi marciatori scontenteranno qualcuno. Evviva la programmazione!
Signori, prendete nota ché l'anno prossimo si vota...

domenica 3 luglio 2011

Un passo dopo l'altro...


... crescendo il giusto. Luigi Turilli, dopo una rocambolesca gara sui 5.000m al Meeting "Bernardini" di Teramo, va al personale: 15:21.28. Lascia per terra almeno dieci secondi (peccato davvero, per lo stop and go fuori programma); ha limato comunque sedici secondi al personale. Va bene così.
Armandino Di Ciano porta pazienza e aiuta Lucrezia Anzideo a migliorare ancora sui 1000m Cadette: 3:04.96, sempre a al "Bernardini".
Erika Fusella, con un holter metabolico sul tricipite brachiale destro e un bel lavoro di recupero e costruzione in corso, mette via un inaspettato quanto fantomatico allenamento da 15:40.40 sui 3 km di marcia Cadette, ancora al "Bernardini".
Bravi ragazzi. Grazie! (Grazie Teramo!).

martedì 28 giugno 2011

Gratuiti masochismi atletici

Torno sulla questione “allenatori”.

Meno di un piatto di lenticchie, senza cotechino. Ecco per alcuni di noi (allenatori) il valore del proprio ruolo professionale (professionale?). Sere fa, nel corso di una bonaria – neanche tanto – chiacchierata tra colleghi in riunione plenaria, ecco riaffiorare in molti (troppi) dei convenuti, ataviche frustrazioni, livelli di autostima prossimi a zero, antiche e nuove nevrosi.

“Gli atleti vanno via, verso altri lidi, se non possiamo garantire loro il materiale tecnico (scarpette, borse, tute, ecc., nds) e i soldi per le trasferte. Vanno via pure se non hanno la squadra (la possibilità cioè di fare i campionati di società a livello nazionale, nds)”. Questa la sintesi di almeno un paio di refrain menati a ciclo continuo nel corso di quella riunione. Ok, qualche mugugno ci può stare, dico io. L’atletica del volontariato sconta anche così i suoi ‘peccati’. Poi però le cose bisogna dirle tutte. E cioè: gli atleti di cui si parla sono per lo più Cadetti e Allievi. Allora avanzo una domanda: ma io, come tecnico di una associazione sportiva che praticamente svolge volontariato sociale per individui in età evolutiva, per lo più mediocri atleticamente, valgo davvero meno di un paio di scarpe l’anno e quattro spiccioli per gareggiare due tre volte in giro per l’Italia (spesso ad un paio di centinaia di chilometri da casa), tanto da essere buttato nel cestone come si farebbe con un calzino sudato? Quanto vale la mia competenza? Quanto valgono le ore che dedico all’educazione di quei ragazzi (educazione e allenamento)? Molto, dico io. Tanto che nessuno degli atleti che alleno si sognerebbe di mollare la casacca del 'mio' sodalizio sportivo. Il rispetto per il lavoro che svolgo passa anche per questo.

Ognuno è libero di fare tutto il volontariato che vuole, ci mancherebbe. Ne ho fatto tanto, ne faccio ancora (decisamente meno); altro ne farò. Quello dell’insegnante è però il mio lavoro e so che gli insegnanti non sono bravi tutti allo stesso modo. Anche quando decidono (perché è una scelta, cazzo; è una scelta!) di farsi pagare alla stessa maniera (a zero €). E so pure che il volontariato gratuito può essere il paravento naturale di zelanti dilettanti allo sbaraglio.

lunedì 27 giugno 2011

Cinque, e non più cinque...

Non suoni il titolo del post come profetico-apocalittico. Piuttosto prendiamolo come un augurio acché sia davvero l'ultima volta che a giocarsi il titolo italiano assoluto dei 10.000m maschili (ieri, a Torino) siano in cinque (Rari nantes in gurgite vasto, Virgilio, Eneide, I, 118). Complimenti al nuovo Campione Italiano dei 10.000m, Domenico Ricatti (Aeronautica Militare), con 29:51.84. Complimenti pure al suo compagno di squadra, Francesco Bona, secondo in 29:57.21, e a tutti gli atleti classificati. Chi lotta per un titolo nazionale merita il massimo rispetto possibile. A noi tecnici però, l'ennesimo momento di riflessione sulle condizioni in cui versa il  movimento dell'endurance atletico nazionale. Perché non ci sono soltanto le tristi evidenze del 10.000m maschile. Buttate pure un occhio ai 5.000m maschili o alle due prove della marcia, maschile e femminile (la marcia, dico, la marcia!): sommando i partenti di queste tre gare arriviamo a 21 atleti!
Scriveva ieri Sat in un suo interessante commento: "Leggevo ancora su Correre, che il progetto Oregon della Nike ha portato ben 19 atleti statunitensi ad abbattere il muro dei 28’ sui 10.000m. E non parliamo solo di atleti naturalizzati, ma anche e soprattutto di atleti bianchi, il cui capofila è senz’altro Chris Solinsky, dopo il 26.59” della scorsa stagione [...] Purtroppo, però, non possiamo trascurare che la Nike ha investito somme che qui ci sogniamo [...]".
Già, soldi; investimenti; progetti...


martedì 21 giugno 2011

Tutti a Teramo...

... venerdì 1 luglio! Io ci sarò, coi miei ragazzi, ed invito tutti gli appassionati di Atletica a partecipare al gioiellino di Meeting Nazionale che gli amici Maurizio Salvi, Massimo Pompei, Luigi Chiodi (assieme ai tecnici e ai collaboratori delle loro Società Sportive, l'ASD Gran Sasso Teramo e l'ASD Ecologica "G" di Giulianova, e al Comitato Provinciale AICS di Teramo) hanno saputo realizzare. Buona Atletica a Tutti, quindi. Di seguito la locandina della manifestazione, dispositivo tecnico incluso.





domenica 19 giugno 2011

Lucrezia cresce...

L’ossessione del crono, del risultato, quel bruciare le tappe perché… (chissà mai perché). Ma questa non è la dimensione che appartiene a Lucrezia. Lei corre perché le piace, come le garba assai limare i suoi primati personali, ci mancherebbe! Ma il suo approccio alle competizioni, al training necessario, è quello giusto: grinta da vendere, una vagonata di pazienza da spendere quando le cose non girano nel verso giusto, ed un sorriso intelligente e malandrino.

Ieri ad Orvieto è scesa a 3:07.62 sui 1000m (il suo secondo 1000m quest’anno). Sta crescendo bene Lucrezia (quindici anni in agosto), senza scossoni, né pressioni di sorta. I tempi che segna non sono primati mondiali, né nazionali. Sono però interessanti perché definiscono una crescita costante e ponderata nella direzione che ritengo essere giusta.

Sorride Lucrezia, alla brutta broncopolmonite dell’anno scorso in aprile (mamma mia che botta!), alla scelta – discutibilissima, ne ho già parlato – del settore tecnico locale di non convocarla al Criterium Nazionale Cadetti a Cles, sempre nel 2010, come ad altre ‘dimenticanze’ federali. Sorride pure quando le dico che il suo 7:01.4 sui 2000m, alla sua prima uscita quest’anno in pista, è a meno di due secondi dalla migliore prestazione regionale (datata 1997) sulla distanza. Ed un sorriso, quel sorriso, credete a me, dice più del mio cronometro, o di tutti gli altri mille accrocchi digitali che mi porto dietro, in pista o su strada, alla ricerca di chissà quale verità…

martedì 14 giugno 2011

Let's Run For Solidarity

Danilo Tomei è uomo concreto, d’azione. Assieme agli amici del “Let’s Run For Solidarity”, sodalizio podistico di cui è presidente, ha saputo realizzare una straordinaria successione di eventi culturali centrati sulla promozione dell’educazione al movimento e alla corretta pratica dello sport, nel decisivo segmento dell’età evolutiva che va dai 5-6 anni ai 14-15.

Ecco a voi quindi “YES WE RUN”. Leggete bene il documento cliccando sull’url http://www.letsrun.it/letsrun_g0000cc.pdf. Troverete, tra le molte iniziative di pregio (su tutte quella di sensibilizzare i giovanissimi sul delicato tema della donazione degli organi), i motivi che sono solito ripetere, a mo’ di mantra, da qualche anno a questa parte.

Bene. Bravo Danilo. Bravi gli amici del “Let’s Run For Solidarity”. Complimenti ancora per il vostro impegno intelligente e costante. La famiglia cresce, cresce…



venerdì 10 giugno 2011

Big in Japan



Di Tokyo, di quei formidabili giorni di agosto, anno 1991, ricorderò, sopra tutte le altre,  le immagini notturne di una città equorea, evanescente, avvolta dai vapori colorati 'bladerunneriani' delle cucine dei "Don Don", mense per operai, stradini che asfaltavano alle due di notte, mentre la città faceva finta di dormire. E poi c'era la pioggia. E la nebbia. E l'aria condizionata dappertutto.
Passai quasi un mese a Tokyo. A guardare le vetrine dei ristoranti con le copie in plastica dei piatti più gettonati. Macabro. (Macabro e ordinario in Giappone sono facce della stessa medaglia).

Di quei formidabili giorni di agosto ricorderò pure la 20 km di marcia dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera. Ero là per la prova di mio fratello. Nel video potete vedermi sgambettare e dare istruzioni, di fianco al gruppo di testa, dopo 13:55 di registrazione. A 3:58/km leggevo la gara, davo istruzioni... Avevo ventisei anni. Bei tempi.