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mercoledì 8 settembre 2010

Uno sport per allenatori abbienti

La memoria muove il racconto. Un racconto breve. La brevità me l’impone la forma del blog.

Giorni fa incontro un collega che non vedevo da anni.
“Come stai?” mi fa d’acchito, “Alleni ancora in Atletica?”.
“Sì, sì. È quasi peggio che a scuola…”, comincio a dirgli.
“Ah, pagano poco pure là”, mi fa lui senza nessuna ironia.
“Beh, a dire il vero, io parlavo di organizzazione federale. Per quanto riguarda gli ‘stipendi’, da noi quando va bene si fa del volontariato”.
“…”. (Il collega mi guarda come un leghista della prima ora guarderebbe un pakistano con la cravatta verde).
“Guarda che dico sul serio, si anticipano pure le spese di viaggio. E spesso aspettiamo parecchio per vedercele rimborsate”.
“Beato te che te lo puoi permettere. Vuol dire che c’hai una rendita grossa. E non c’hai il mutuo. Io solo con lo stipendio non ce la faccio”, stavolta il collega si fa serio; ma non troppo, “tant’è che da qualche anno ci do sotto con le ripetizioni. Non ne faccio tantissime. Ho quattro ragazzini, tre volte a settimana. Venti euro a lezione. Non è molto. Tiro su circa mille euro al mese. Alla fine aiuta, credimi”.

Diamine se non gli credo! E comincio a farmi due conti. E parto dai dati tratteggiati dall’Ocse sull’insipienza dei nostri studenti. Forse dovrebbero farmi girare il cervello in qualche altra direzione. Inizio a capire cosa intendeva Turgenev quando affermava che la felicità di ciascuno è costruita sull’infelicità di un altro (studenti e loro genitori inclusi).

venerdì 4 settembre 2009

La passione non si mangia

Due parole sul volontariato in atletica. Non prendetemi per un bieco materialista ma finché non si avrà il coraggio di riconoscere il ‘giusto’ a chi si impegna con professionalità, per l’atletica (come altrove; si pensi alla Scuola, ad esempio) le cose andranno sempre peggio. La razionalità pare non abiti in Italia, cosicché anche per la Fidal il redde rationem sembra essere arrivato. Un allenatore federale, responsabile nazionale di settore, marcia, salti, eccetera (giusto a titolo d’esempio), sembra che percepisca qualcosa come 7000 € l’anno, spicciolo più spicciolo meno. Il mio incarico di responsabile regionale della marcia è di 500 € l’anno. Basterebbe partire da qui, da queste cifre, per capire che i risultati di Berlino sono grasso che cola. O no?