sabato 29 dicembre 2012

Disarmare la marcia


Due anni fa, di questi tempi - precisamente il 16 dicembre 2010 - nel post Alba Rossa scrivevo così:

"[...] E adesso? Il re è nudo. Anzi no. La marcia atletica italiana è nuda. Il Dopo-Damilano è arrivato. Quanto conta la presenza carismatica – oltreché tecnica – di un allenatore di quel calibro lo scopriremo negli anni a venire (non molti suppongo). Adesso deve aprirsi la stagione dell’intelligenza senza infingimenti, non della puerile furbizia. Guai a scatenare miserrime guerre di successione. Occorre dialogo tra le molte scuole italiane del tacco punta, antiche ed emergenti; c’è bisogno di condivisione di strumenti e metodi di lavoro validati; di ricerca condivisa. Ora che il pontefice è altrove, il nostro movimento ha di fronte un destino diverso . Non so se migliore o peggiore. Ritengo che la via da seguire sia quella di una cooperazione in rete, non la costituzione di ulteriori centri di non ben definite eccellenze [...].

Si gira pagina, quindi. Adesso è il tempo degli operai specializzati".

Da quello scritto ci separano due anni che ci hanno mostrato tutta la fragilità di un movimento dai talenti sempre più rari, e abbastanza disarticolato e privo di un'idea coerente, consistente e condivisa di futuro.
La marcia atletica italiana non è saltata sulla 'polveriera' Schwazer, in quei tristi giorni di agosto. Paradossalmente la mestissima uscita di scena del marciatore di Calice ha prosaicamente, ma molto efficacemente accelerato la presa di coscienza, da parte di tecnici, atleti e dirigenti del nostro controverso mondo, della fine di un'era che sembrava non dovesse chiudersi mai.

Rimangono, come copertoni usati e scarpe sfondate sul letto di un fiume in secca, le polemiche di sempre su, e tra, 'certi giudici', 'certi tecnici', 'certi atleti'. E nell'era di Facebook i giovanissimi, credetemi, non si perdono una puntata di questo pericolosissimo gioco al massacro.
Disarmiamo la marcia finché siamo in tempo. Poi parliamo di progetti.

domenica 2 dicembre 2012

Ite, missa est

(ph da www.grossetosport.com)
La messa è finita. L'assemblea è sciolta. Alfio Giomi è il nuovo Presidente della Fidal per il quadriennio 2013-2016. Battuto nettamente Alberto Morini (già vice presidente vicario uscente), 60,61% dei voti contro 39,31%.
Dunque la funzione è finita, si ripongono i paramenti sacri; adesso si comincerà a lavorare sul serio. Bisognerà impegnarsi a fondo eticamente e con intelligenza.C'è bisogno di azioni diverse.
E si parte subito col settore tecnico: “Chiamerò a collaborare Massimo Magnani, che sarà il Direttore tecnico organizzativo, Nicola Silvaggi, che sarà il Direttore tecnico per la ricerca, e Stefano Baldini, a cui affideremo la responsabilità del settore giovanile [...]" (Alfio Giomi a caldo, dal sito www.fidal.it).
I miei migliori auguri al nuovo Presidente e ai suoi collaboratori.

Al lavoro, non c'è un minuto da perdere.

sabato 24 novembre 2012

Subito al lavoro

(La Prof.ssa Concetta Balsorio, nuovo Presidente della FIDAL Abruzzo)

Di seguito copio-incollo un documento molto interessante. Concetta Balsorio, nuovo Presidente FIDAL Abruzzo, dimostra di avere le idee ben chiare sul da farsi. E il "da farsi" è un gioco di squadra che condivido totalmente. Buona lettura.

PROGRAMMAZIONE QUADRIENNALE C.R. FIDAL ABRUZZO 2013-2016

Gruppo che fa riferimento alla candidatura a Presidente del C.R. FIDAL Abruzzo della professoressa Concetta Balsorio

PREMESSA
Per poter scrivere questa  relazione  programmatica sarà necessario  prima fare un’analisi della situazione socio-economica  italiana che inevitabilmente ha ed avrà ripercussioni nella futura gestione federale regionale.
Senza nessuna retorica si può affermare che non è possibile fare voli pindarici nella stesura di queste linee di programma, in quanto bisogna tener ben presente quanto difficoltoso sia  oggi riuscire a svolgere la normale attività istituzionale in perfetto connubio con  le spese di gestione  e  le esigue risorse a disposizione.
Sarà un quadriennio di “duro” lavoro che solo attraverso le idee, la voglia  di fare, la disponibilità delle risorse umane che hanno deciso di affrontare questo particolare “compito”, che  si potrà svolgere  l’incarico e superare questo gravoso momento.
Questo gruppo di lavoro avrà bisogno del sostegno e della messa a disposizione di tutte le competenze che sono presenti sul territorio regionale affermando  senza pericolo di smentita che non sono poche; dei suggerimenti e delle sollecitazioni che chi ha a cuore l’ atletica, sicuramente vorrà proporre.
 Partendo da un’analisi della situazione  ereditata dal precedente comitato regionale si cercherà di proseguire con animo sereno e costruttivo.

PROGRAMMA
            Il  primo punto del programma sarà tutelato con convinzione e determinazione:
ü  avere un comportamento etico e morale nei confronti di tutti;
ü  far rispettare a tutti le norme e i regolamenti della Federazione;
ü  mantenere una gestione amministrativa attenta ed equilibrata nell’utilizzo delle risorse economiche.

·         SETTORE TECNICO: il settore tecnico è l’anima della nostra disciplina e merita una fondamentale considerazione sotto tutti gli aspetti: prettamente tecnico, ma anche organizzativo, scientifico, economico e di reclutamento. La struttura Tecnica dovrà essere molto presente sul territorio sia per evitare la dispersione sia dei  talenti che di chi ha desiderio di praticare correttamente la nostra disciplina

·         CALENDARIO: la stesura del calendario terrà presente le linee giuda della federazione nazionale concernenti i vari campionati italiani di categoria e inserirà le manifestazioni regionali cercando di rispondere alle esigenze delle società organizzatrici, evitando accavallamenti e distribuendo sul territorio in maniera equa le differenti gare. Sarà dato rilievo ai diversi campionati regionali di ogni categoria con la  speranza che tornino ad avere una priorità nella programmazione tecnica degli atleti. Per rilanciare l'immagine dell'atletica nella nostra regione è necessario proseguire e incrementare le attività di informazione sia attraverso il sito internet del comitato che rafforzando i rapporti con i media locali e nazionali, fornendo loro, con regolarità, informazioni riguardanti gli atleti e le iniziative di carattere sportivo, sociale e culturale, legate al mondo dell'atletica abruzzese. Il sito internet del comitato sarà completamente rinnovato in modo da renderlo più moderno e funzionale. Le notizie saranno costantemente aggiornate e sarà più facile per gli utenti reperire le informazioni di cui avranno bisogno.

·         IMPIANTISTICA : si dovrà provvedere ad effettuare una mappatura degli impianti esistenti sul territorio con  le loro caratteristiche sia di struttura, che di attrezzature e possibilità di utilizzo , al fine di poter compilare  un calendario di manifestazioni più rispondente possibile alle esigenze degli atleti

 ·         GRUPPO GIUDICI GARE: rilanciare la figura del Giudice di Gara, non solo nel suo ruolo specifico durante le competizioni, ma quale importante collaboratore per un migliore svolgimento delle manifestazioni. Il rapporto tra il comitato e il GGG dovrà essere improntato sulla massima collaborazione nel rispetto dei rispettivi ruoli. Verranno organizzati periodicamente degli incontri tra giudici, tecnici e dirigenti di società al fine di una gestione ottimale delle manifestazioni. Saranno intraprese iniziative in collaborazione con il GGG con l’obbiettivo di reperire nuovi giudici vista la carenza numerica degli stessi cercando di coinvolgere e motivare ex atleti, genitori e quante più persone vicine al mondo dell'atletica.

 ·          SCUOLA : questo è un settore che merita uno studio particolare, inteso come collaborazione con gli istituti di ogni ordine e grado in stretta collaborazione con i dirigenti scolastici, i docenti di educazione fisica e con il MIUR, anche attraverso dei l’organizzazione di progetti mirati sul territorio, anche in collaborazione con le amministrazioni comunali.

 ·         MASTER: il settore Master  avrà una corretta attenzione  da parte di questo comitato  sia  nel coinvolgimento  della gestione dell’attività federale e societaria e nella partecipazione alle manifestazioni del settore assoluto; che nell’affrontare le esigenze delle società organizzatrici, con particolare riferimento a quelle che si occupano di gare su strada, per riuscire a offrire un servizio più adeguato ai loro bisogni, come evidenziato successivamente nello sviluppo dei punti di programma.

 ·         RISORSE: instaurare rapporti continui con gli Enti Pubblici Territoriali e gli Sponsor sia per il sostegno tecnico   ed economico alla nostra attività e alle principali manifestazioni.

 ·         INFORMAZIONE: per rilanciare l'immagine dell'atletica nella nostra regione è necessario proseguire e incrementare le attività di informazione sia attraverso il sito internet del comitato che rafforzando i rapporti con i media locali e nazionali, fornendo loro, con regolarità, informazioni riguardanti gli atleti e le iniziative di carattere sportivo, sociale e culturale, legate al mondo dell'atletica abruzzese. Il sito internet del comitato sarà completamente rinnovato in modo da renderlo più moderno e funzionale. Le notizie saranno costantemente aggiornate e sarà più facile per gli utenti reperire le informazioni di cui avranno bisogno.

Alcuni punti del programma hanno avuto la necessità , a causa della loro complessità di essere sviluppati in maniera più dettagliata.

ATTIVITÀ AREA PROMOZIONALE
Il programma dell’attività per questo nuovo quadriennio riferito al settore promozionale non necessita di particolari stravolgimenti né di modifiche radicali nelle linee guida, rispetto a quanto fatto sino ad ora; mentre sarà indispensabile razionalizzare l’attività del settore perseguendo alcuni obiettivi di carattere generale.
Questo comitato evidenzia la necessità fondamentale di rinnovare  e potenziare l’attività promozionale favorendo una maggiore facilità di reclutamento per tutte  società presenti sul territorio regionale, attraverso:
o   l’organizzazione di incontri promossi direttamente dalla federazione regionale con atleti e/o tecnici di rilevanza nazionale, creando anche mediaticamente piccoli eventi, avvalendosi della collaborazione sul territorio delle istituzioni scolastiche, delle società e delle amministrazioni comunali;
o   la sottoscrizione di accordi di collaborazione con le istituzioni scolastiche;
o   l’organizzazione di manifestazioni di base a carattere agonistico sotto l’egida delle federazione regionale che possano avvicinare i ragazzi alla pratica dell’atletica leggera in   aggiunta ai campionati federali regionali istituzionali;
o   l’incentivazione delle società sportive a impegnarsi nel settore giovanile (categorie esordienti e ragazzi) riducendo e/o contribuendo parzialmente alle spese organizzative di base (medico, cronometristi e addetti Sigma);
o   la maggiore visibilità ai vincitori di titoli regionali, a squadre ed individuali, sostituendo e/o integrando le medaglie con magliette recanti la dicitura di “campione regionale Fidal 2013” o similari;
o   l’introduzione nell’ambito di trasmissioni televisive locali, che già si occupano dell’attività podistica amatoriale, di rubriche settimanali dedicate all’attività su pista che prevedano resoconti filmati, interviste etc.
Verrà proposto un calendario delle manifestazioni federali, invernale ed estivo, attraverso:
o   la distribuzione delle gare nell’arco dell’intero anno agonistico, evitando una concentrazione di manifestazioni solo in determinati periodi ;
o   un calendario scolastico, per le singole categorie dell’area promozionale, dopo il termine dell’anno scolastico e prima dell’inizio dello stesso, al fine di evitare la sovrapposizione di campionati federali regionali nei periodi di esame;
o   un maggiore spazio all’attività indoor prevedendo espressamente l’assegnazione di titoli regionali di categoria;
o   una valorizzazione attraverso lo sviluppo dell’attività della categoria esordienti mediante delle manifestazioni dell’area promozionale con la disputa di almeno due gare dedicate agli esordienti comprensive di  staffette; 
o   l’inizio dell’attività del cross sin dall’inizio dell’anno agonistico così da permettere alle società interessate di gestire al meglio anche l’attività indoor dell’area promozionale;
o   la partecipazione all’attività di corsa campestre di tutte le categorie degli esordienti.
Saranno valorizzate le rappresentative regionali di categoria.

ATTIVITA’ SETTORE MASTER
Questo settore ha assunto una elevata rilevanza all’interno della federazione, sia per numero di praticanti che per l’apporto organizzativo ed il di supporto tecnico, pertanto andrà gestito con molta attenzione.
 Alla luce di quanto è stato fatto negli ultimi anni, tenendo ferme le ottime scelte ed il lavoro svolto, comunque saranno rivisitate alcune piccole disfunzioni  al fine di rendere più fluido il rapporto tra il settore ed il comitato e soddisfare le aspettative degli atleti di tale settore.
Negli ultimi anni con l’istituzione dei circuiti Corri Adriatico, Corri Master e Coppa Abruzzo il comitato ha messo a disposizione circa 8,000 € per premiare gli atleti ed ottenere una agevolazione sulle tasse riguardanti l’affiliazione e  il tesseramento di nuovi atleti, con un risultato non completamente soddisfacente. Si pensi che gran parte del budget è stato utilizzato per premiare poco meno di 100 atleti partecipanti, in molti casi un atleta è stato premiato più volte per la sua partecipazione contemporaneamente a più circuiti.
Si reputa che tale cifra possa essere utilizzata in modo più proficuo e differenziato nello stesso settore.
Il  comitato regionale  individuerà un referente regionale al quale si affiancheranno  dei referenti di zona che studieranno il sistema più idoneo per il coinvolgimento delle società .
Queste ultime saranno incentivate con premi in denaro al fine di ottenere una maggiore partecipazione delle stesse  ad un circuito di manifestazioni attraverso un calendario che comprenderà i campionati regionali di cross ( almeno due prove ) pista e strada ( da 4 ad 8 prove ) premiando con la maglietta di campione regionale di corsa su strada i primi di categoria in occasione della festa  dell’atletica e  ridando la giusta valenza ai campionati ed agli atleti del settore.
Si cercherà  di trovare un punto di intesa con gli organizzatori dei vari  circuiti cercando se fosse possibile di unificare tutte le gare in un unico calendario ed evitando concomitanze di gare, almeno nella stessa provincia, con la volontà di salvaguardare le manifestazioni “storiche”.
Si ipotizza di proporre a tutti gli organizzatori di gare l’utilizzo di pacchetti di servizi da concordare tra il comitato regionale, il referente del settore e i collaboratori delle varie realtà territoriali; mentre si proporranno degli incentivi sotto forma di agevolazioni per tesseramenti ed omologazioni di manifestazioni da organizzare a tutte le società che si affilieranno alla FIDAL.

Pescara 18/11/2012                                                               In fede
                                                                               Concetta  Balsorio

venerdì 16 novembre 2012

déjà vu


Domenica prossima si voterà in Abruzzo per il rinnovo del Consiglio Regionale FIDAL. Mancano meno di due giorni all'evento ed è tutto un trillare di cellulari, di amici che ti vengono a cercare - ma quanti amici ho? - di voti contati col pallottoliere (altro che tablet e smartphone!). La caccia dei ragionieri Fantozzi e Filini è cominciata ed è tutto molto, molto triste.

Un nuovo governo federale succederà a quello passato. Ma qualcosa di vecchio (non d'antico, si badi) ancora s'aggira dentro al Palazzo.

Toccato il fondo si può solo risalire? Occhio a Murphy: pare abbia già pronto il badile.

sabato 27 ottobre 2012

La marcia è viva? Evviva la marcia?


Che cos'è la Marcia? Una domanda che mi pongo da circa trentacinque anni, un quesito che all'inizio (era il 1977, avevo dodici anni) suonava come un arcano refrain, misterioso e affascinante, che mi rendeva diverso agli occhi dei miei amici ogni qualvolta attraversavo il campo, ancheggiando e sbuffando come un ossesso. Qualche anno dopo (avevo vent'anni) la Marcia la insegnavo; da atleta però l'avevo mollata e ripresa almeno tre volte e nel mio gruppo di 'faticatori atletici' convivevano pacificamente corridori e marciatori di ogni età e livello prestativo (un po' come oggi).
Da sempre cerco una risposta a quell'interrogativo, alcune volte smadonnando di fronte all'esito infausto di una gara interrotta per squalifica (uno 'smadonnamento' sempre interiore, ché sul campo non ho mai inveito contro un giudice, mai; è una questione di coerenza); altre volte interrogandomi sul futuro di una disciplina sportiva tanto ambigua quanto seducente.

La Marcia è o non è? E qui comincia l'eterno filosofeggiare a vuoto su cui spesso si infrangono gli infiniti tentativi di pacificazione di una comunità, quella della Marcia appunto, spesso (troppo spesso) caratterizzata da una comunicazione fallace tra allenatori, atleti e giudici. Frizioni di ogni tipo, scontri accesi (sul campo e sul Web); impossibilità di un dialogo sereno e costruttivo.

Nel gruppo feisbucchiano MARCIA, creato dall'amico Federico Boldrini (marciatore), l'ex atleta nazionale della marcia, Alessandro Pezzatini, ha linkato due giorni fa un filmato molto interessante che molto volentieri incollo qui in basso:



Un documento intrigante la cui ironia anglosassone, a tratti irridente - ma con misura - riaccende il refrain di cui sopra: Marcia? Ma di cosa stiamo parlando?

Per i lettori del blog poco avvezzi alle traduzioni dall'inglese offro, di seguito, lo 'sbobinamento', pedestre, in lingua italiana del video in questione:


"Questo non ha nulla a che fare con la fisica, ma con la Marcia. Ecco le regole: cammina in modo che un piede sia sempre a terra e tieni la gamba davanti tesa; in breve, cammina in modo buffo, velocemente. Qualcosa di buffo anche tra le regole, come i giudici che per determinare se un atleta sta “marciando”, possono solamente stare fermi ad un lato del percorso e giudicare ad OCCHIO NUDO se un atleta SEMBRA marciare. Potrai pensare che per uno sport definito così tecnicamente, ci si possa avvalere di tutta la tecnologia possibile per far valere le regole. Quindi la marcia è ancora ferma ai secoli bui? Voglio dire, ci sono altri sport che non permettono ai giudici di vedere i replay, ma quando pensi all’elettronica nella scherma, il foto-finish nell’atletica, i touchpad del nuoto, e il tracking 3D delle palline da tennis… I giudici della marcia, d’altro canto, sembrano piuttosto indietro. Gli è proibito guardare dal livello del suolo o usare tecnologie moderne come specchi o binocoli. Quindi come fare con tutta questa burocrazia marciante?

Se guardi attentamente il passo in slow-motion o anche una fotografia dei marciatori stessi, ti renderai conto che quasi tutti si sollevano da terra… Non solo occasionalmente per una spinta o per non inciampare, che è permesso, ma quasi ad ogni passo. Infatti, è BEN NOTO alla comunità dei marciatori che la maggior parte di loro lascia il suolo regolarmente e può anche stare in aria fino al 10% del tempo… quindi TUTTI infrangono le regole.  Ora, gli sport sono pieni di regole arbitrarie… ma il fatto che la maggior parte degli atleti infranga la regola che DEFINISCE  questo sport è perlomeno… sorprendente! E non è come il sospetto che quasi tutti i ciclisti professionisti si dopano, perché mentre ci sforziamo costantemente per beccare chi si dopa, non usiamo tutta la tecnologia a disposizione per beccare i marciatori “volanti”. Sembra chiaro che la tecnofobia nella marcia deriva dal fatto che se si iniziasse ad usare telecamere ad alta velocità, potrebbero non avere più uno sport. E questo ci porta alla domanda sulla vera essenza dello sport – perché tutti i giochi, in realtà, sono solo un insieme arbitrario di regole e limitazioni a cui ci sottoponiamo con lo scopo di divertirci e sfidarci a vicenda. Voglio dire, c’è un motivo se l’atletica vieta le biciclette, il ciclismo vieta le moto, e il motociclismo proibisce l’uso dei razzi… Forse quelle ragioni sono arbitrarie tanto quanto nella marcia è bandita la tecnologia… Perché l’obiettivo non è tenere i piedi per terra – è vedere chi è il più veloce a camminare in modo buffo, come nel salto triplo per chi va più lontano con un salto buffo, nella corsa ad ostacoli chi riesce a correre più velocemente con barriere di plastica sulla sua strada, e il tennis per vedere chi sa mandare meglio una palla oltre una rete, ma solo entro certe linee accuratamente disegnate e con una racchetta e non con pagaie o mani o piedi. Nello sport, alla fine, non si tratta di sport, ma dei giocatori e le loro sfide. È quanto siamo in grado di spingere lontano i confini delle abilità umane… entro i confini definiti dalle regole. E così è la marcia, uno sport in contraddizione, che si aggrappa disperatamente al suo passato rifiutando di accettare la tecnologia che in principio migliorerebbe i giudici di questo sport, ma in realtà scuote le sue fondamenta? Non lo so.

Ma i marciatori sono atleti? Certamente".

Atleti di quale sport?



venerdì 5 ottobre 2012

CAPTCHA


Alla fine ho ceduto anch'io. Ho attivato l'opzione "parola di verifica" (il noto codice captcha) nei commenti del mio blog. Troppa immondizia 'robot' a insozzare il mio indirizzo di posta elettronica. Da oggi commentare  su Opinioni Aerobiche sarà sì un filuccio più laborioso, ma servirà a tener lontane tantissime teste di metallo 'sparaspam' e pure qualche anonima testa di legno (e la cosa non mi dispiace affatto).

domenica 30 settembre 2012

Volemose bene


Tempo di elezioni federali, anche in Abruzzo. La Fidal va a rinnovare il suo assetto, quello politico, in prima battuta e poi quello tecnico; a livello locale e nazionale. Si chiude un altro quadriennio difficile (ma ne abbiamo mai avuti di facili?) e ritornano a sciogliersi in cordiali e poco rassicuranti sorrisi di plastica (meglio, plastilina) quelle maschere tragiche che fino a ieri ti avevano tritato come il sale (convocazioni, 'sconvocazioni', Esordienti che neanche Erode avrebbe saputo trattar peggio, sito Web federale locale usato in modo 'personale', eccetera eccetera).
Ma sì, volemose bene ché siamo italiani, sempre pronti, flaianamente, a correre in soccorso del vincitore. 

Stavolta però, io credo, qualcosuccia almeno qui da noi muterà. Ed io che mi accontento di poco, sono moderatamente felice.

- Gino, siamo con la merda fino al collo!
- Ehi, se gela pattiniamo!  
(Gino Bramieri, L'ottimista)

lunedì 10 settembre 2012

Brava Vanessa!


Alla fine Vanessa è stata convocata per il pentagonale di Marcia giovanile svoltosi ieri a Macerata. E ha fatto una gran bella gara, migliorandosi di ben un minuto e cinquanta secondi sui 3 km di un percorso molto impegnativo. Settima con 16:44 marciati in modo pulito, a soli quattro mesi dal suo 'battesimo' nel mondo del tacco-punta. 
L'anno prossimo sarà ancora Cadetta. Ed io sono molto contento.

martedì 4 settembre 2012

Aridaje!


Quindi è ufficiale. Per il meeting di marcia per rappresentative regionali (ABR - PUG - BAS - MAR - LAZ) che si svolgerà a Macerata domenica prossima è stata 'segata' l'atleta Vanessa Tomei dell'AICS HADRIA PESCARA, terza nella graduatoria regionale 2012. Ne prendiamo atto.

"In occasione della 5^ prova del Grand Prix Nazionale di Marcia, in programma domenica 9 settembre a Macerata in un circuito su strada, è stato inserito un incontro per rappresentative regionali Cadetti (14-15 anni) e Ragazzi (12-13 anni) di marcia. Vi prenderà parte anche la selezione abruzzese, insieme alle rappresentative di Basilicata, Lazio, Marche e Puglia. 
Per l’occasione il Fiduciario Tecnico Regionale, Luigi Carrozza, su proposta del responsabile di settore Rodolfo Macchia, ha convocato i seguenti atleti.
Cadette Km 3: Natascia Di Tizio (Theate Walk), Lorenza D’Alanno (Nuova Atletica Lanciano), Fabiana Bucci (Serafini Sulmona), Chiara Di Censo (Serafini Sulmona), Beona Hallulli (Nuova Atletica Lanciano). 
Cadetti Km 4: Federico Odoardi (Theate Walk), Samuele Gasbarri (Theate Walk).
Ragazze Km 2: Federica Piro (Theate Walk), Francesca D’Amicodatri (Theate Walk), Laura Di Biase (Theate Walk), Chiara Rubini (Nuova Atletica Lanciano). 
Ragazzi Km 2: Dario Di Vona (Nuova Atletica Lanciano)". (dal sito fidalabruzzo.org).

Al FTR e al Responsabile del Settore Marcia Fidal Abruzzo, grazie. Ci ricorderemo di voi il 23 novembre prossimo venturo.

venerdì 31 agosto 2012

ambarabaciccicoccò...

Non volevo scrivere questo post. Ma tant'è... Il  raduno regionale Fidal Abruzzo al Terminillo, culminato con un meeting di cui poco si sa (i risultati su www.fidalrieti.it, e non su www.fidalabruzzo.org), è in archivio. 

Ambarabaciccicoccò... Il 9 settembre prossimo venturo la marcia atletica si ritroverà a Macerata per  la 6^ prova del Grand Prix; e pure per un incontro per rappresentative Cadetti (ABR- BAS- LAZ-MAR-PUG).

Ambarabaciccicoccò... La convocazione delle marciatrici abruzzesi della categoria Cadette l'hanno fatta tirando i dadi? Nella foto in basso ho montato l'attuale graduatoria regionale e l'elenco delle convocate per Macerata. Dov'è finita l'atleta dell'AICS Hadria Pescara, terza in graduatoria? Perché non fa parte della rappresentativa? (Cliccare sulla foto per ingrandirla).



Ambarabaciccicoccò...

sabato 18 agosto 2012

Anonimia di un delitto

Mamma mia come sono grasso.
Non mi fermo più ad ingrassare.
Ingrasso giorgio per giorgio, una traggedia.
Eh… ma non è una cosa di adesso. Mi ricordo,
che la levatrice dovette prendere una gru, per togliermi di lì.
Madonna come sto ingrassando, come ingrasso.
Quando avevo cinque anni mia madre doveva affittare un tir, per portarmi a passeggio,
e fosse niente; quando mi guardavano in faccia mi dicevano "foca",
io che mi chiamavo Paolo, e loro mi dicevano "foca".
Quando mi sono depilato una volta, i peli sulla gamba hanno fatto una valigeria.
Hanno esportato peli per quindici milioni di dollari, ed è entrata valuta pregiata.
Come sto ingrassando, non mangio più.
Mangio solo verdura, verdura, verdura. Il sindaco m'ha proposto per zona verde,
e io c'ero pure stato per una modica cifra: i bambini, va bene,
ma i cani me cacavano 'n cuollo. (Dieta, Squallor - Pace, Bigazzi, Savio)

Il delitto non è l'ennesimo fattaccio di doping. Una medaglia in più o in meno a Londra, pulita o 'dopata', non avrebbe cambiato granché le cose dell'atletica leggera. Non avrebbe salvato la baracca.
Magrissimo dunque è il bottino azzurro in atletica; obesi sono i nostri alunni. L'argomento è così evidente e trito che, nelle nostre coscienze denervate, un'indolente rassegnazione ha bellamente scalzato l'idea di una  necessaria reazione razionale, collettiva.

Ma torniamo all'anonimia. All'assenza di nomi, di presenze, di atleti nelle discipline del mezzofondo in atletica in questa (per noi) mogia olimpiade londinese. Una volta - non molto tempo fa - si piangevano le medaglie che non arrivavano. Oggi lasciamo 'scoperte' diverse discipline: non un ottocentista, un millecinquecentista, un cinquemilista. E qui l'alibi degli altri che si dopano sta davvero a zero. Macché vincere, noi non partecipiamo neanche!

"Think global, act local", recita il precetto della glocalizzazione. E se il 'globale' atletico italiano è quello che è non mi sorprende il 'mio' federale locale abruzzese, col raduno regionale dei Cadetti al Terminillo, con obbligo di partecipazione (pena l'esclusione dai Campionati Italiani) e a pagamento (!!!).

"Fatto il nostro dovere", dice il nostro presidente federale alla chiusura dei Giochi. Oddio, un altro 'fatto'!, verrebbe da esclamare. Speriamo che il dovere non faccia outing a reti unificate.




domenica 5 agosto 2012

Delocalizzazioni podistiche


Chen è tornato. Anche stavolta non era dato per favorito, nonostante la prevedibile assenza di Chuck Norris. Doveva vincere il suo connazionale Wang, ben addestrato da Sandro Damilano, 'comunista eretico bugianen', l'unico al mondo ad aver 'delocalizzato' la marcia italiana in Cina rimanendo seduto a Saluzzo. Un fenomeno.
Chen ha vinto la 20 km di marcia maschile alle Olimpiadi di Londra, dicevamo. Una marcia brutta, a mio modesto vedere che sta tutta dentro al tweet geniale di Eddy Ottoz:
#olympics2012 #20km marcia metà gara: davanti cinesi e russi corrono facendo finta di marciare. Dietro corrono e basta!

C'è qualcosa che non mi torna in questa nuova 20 km di marcia maschile. Si procede a 'volo radente' (anche se lo slow motion fa venire i brividi) con un'azione fortemente muscolare e legnosa (ah, dov'è finita la regale flessibilità di un Fernandez o di un Perez? O del Borchin di Pechino 2008?) micidiale anche per un esperto come il russo Borchin, ventiseienne e perciò vecchio a livello musco-articolare per reggere accelerazioni da 7:35 sui 2 km dell'impegnativo tracciato londinese. Chen, Barrondo (Guatemala) e Wang, rispettivamente primo, secondo e terzo in questa 'particolare' finale olimpica della marcia 'veloce', fanno 62 anni in tre. Vorrà pur dire qualcosa.

Kanaykin, russo dalla marcia non più 'sporca' dei cinesi va fuori per squalifica, qualche istante prima che Borchin si spatasci bollito contro le transenne. Era nei cinque che lottavano per le medaglie.
 
E l'Italia? 42° Rubino con 1:25:28.

martedì 31 luglio 2012

Vent'anni














Il 31 luglio 1992, giusto vent'anni fa, mio fratello Giovanni vinceva il bronzo olimpico a Barcellona nella 20 km di marcia. Quanto lavoro per quella medaglia che, ahimé, fu l'unica per l'atletica leggera italiana.

Ancora una concessione alla nostalgia per un tempo dove la dizione "Marcia italiana" rimandava a radici profonde e sacre. Ancora un video. Quel video.

domenica 29 luglio 2012

Ieri abbracciavamo la natura...


Ieri (pochi mesi fa) l'Atletica dell'Endurance abbracciava più o meno idealmente la natura. Il Comitato Regionale Fidal Abruzzo aveva finalmente il suo Centro di Eccellenza per il Mezzofondo e la Marcia nella Riserva naturale di Castel Cerreto (Te). La cosa venne strombazzata ai quattro venti: cliccate qui per l'articolo ad hoc su Fidal.it e qui per quello su Atleticanet.it. Quanta magniloquenza.

Pare che il Gabibbo sia stato a Castel Cerreto ma di marciatori e 'mezzofondari', anche soltanto tapascioni scalcagnati, non ne ha beccato nemmeno uno. In compenso il raduno regionale dei migliori Cadetti abruzzesi, a pagamento e, pare, obbligatorio (pena l'escusione dal Criterium Nazionale), si svolgerà dal 20 al 24 agosto p.p.v.v. al Terminillo.
"Sapevatelo", direbbe qualcuno.

venerdì 27 luglio 2012

Giochi, giochini, giochetti...

(Immagine da repubblica.it)
Qualcuno sa nulla dello Spirito Olimpico? Mi dite che non esiste e che, forse, non è mai esistito? Oddio, e adesso chi lo dirà ai miei ragazzi al campo?

Spirito o non Spirito oggi si comincia con Londra 2012. Dentro poco meno di venti giorni si consumeranno emozioni, sogni (sì oggi  i sogni sono beni di facile consumo), illusioni, tutti rigorosamente griffati e benedetti dal Comitato Organizzatore.

Ognuno ha i giochi (e i comitati organizzatori) che si merita. Sfogliando il locale sito federale leggo questo post a firma di Nunzio Varrasso:

Obbligo di partecipazione....a pagamento!


Chi credeva che per rappresentare la propria regione al Criterium Cadetti/e di ottobre fosse sufficiente avere la miglior prestazione stagionale in regione o, ancor meglio, ottenere il minimo di partecipazione federale, dovrà ricredersi. Per partecipare ai campionati italiani infatti sarà obbligatorio partecipare al raduno tecnico regionale che si terrà a Rieti dal 20 a 24 agosto p.v. E' quanto stabilito dal nostro CR nella seduta dello scorso 26 giugno.

Fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che il raduno non sarà gratuito ma costerà 100 € a cadetto e che, giusto per non farci mancare nulla, il viaggio di andata e ritorno sarà a totale carico degli interessati.

In dirittura d'arrivo era davvero necessaria questa ennesima caduta di stile?

Nunzio si riferisce al prossimo raduno tecnico regionale dell'atletica abruzzese (per le categorie Cadetti e Allievi) in programma dal 20 al 24 di agosto p.v. (cliccare qui). Allora i Giochi (quelli olimpici) saranno finiti da poco più di una settimana. Forse che l'atletica leggera abruzzese, con infallibile preveggenza, abbia organizzato un simbolico botto finale di fine estate?

martedì 24 luglio 2012

Miopia all'orizzonte?


«Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni» (Monti cita de Gasperi).

Stanno cominciando le consuete cene e cenette pre-elettorali. Parlo di politica sportiva, nella sottovariante atletica. A novembre cambierà (cambierà?) il governo della Fidal, quello nazionale e quello delle varie realtà regionali. Dalle mie parti certi tromboni non strepitano quasi più tanto sono presi dal risistemare le loro personalissime strategie. Anche gli anonimi di questo blog stemperano la loro acrimonia in un comprensibile, fisiologico silenzio.
Monti che cita de Gasperi non pensa sicuramente a chi ha governato l'Abruzzo dell'atletica leggera in questi ultimi quattro anni (l'immagine di uno statista dello sport, nel precario e surreale equilibrio semantico di province 'italiche' e 'appennino-adriatiche' mi fa sganasciare dalle risa). A noi poveri abruzzesi 'atletici', rincoglioniti da promesse roboanti di fantomatici Poli di eccellenza (due anni fa su Opinioni Aerobiche scrivevo "Il buco senza nulla intorno"), perplessi da anacronistici sogni di serie A, irritati da convocazioni e 'sconvocazioni' di atleti capaci e meno capaci, disorientati da programmazioni federali dal respiro cortissimo (con raduni tecnici di cui non si sapeva nulla fino a cinque giorni prima), massacrati da una 'gestione' del settore promozionale senza precedenti, ecco, a noi disgraziati dal cuore non sempre forte e gentile, basterebbero pochi uomini di buon senso, appassionati e con idee concrete da spendere per la collettività in evidente affanno.

Forse ci vorranno vent'anni o giù di lì prima di tornare a riveder le stelle. Ma non dispero. Per una volta - una volta di più - voglio fidarmi di chi ha i voti, dalle mie parti, per provare, fattivamente, a cambiare le cose. Meglio se senza cene e cenette.

lunedì 23 luglio 2012

Massimiliano e l'altra atletica

Massimiliano Santovito (AICS Hadria Pescara), quindici anni e ciuffo ribelle, attualmente è il miglior mezzofondista abruzzese della categoria Cadetti. Lo alleno da circa un anno e mezzo per amichevole intercessione di Marcello Casasanta, talent scout raffinato e infaticabile organizzatore di manifestazioni podistiche qui in Abruzzo.
Sabato scorso, al XII Meeting Nazionale di Giulianova, Massimiliano ha ritoccato ancora il suo personale sui 1000m. 2:43.00 il crono finale per una gara perfetta dal punto di vista tattico (queste le frazioni,  200m per 200m: 32.0 - 34.4 - 33.2 - 32.5 - 30.9).

Massimiliano viene da Vasto (Ch); fino a qualche mese fa giocava da terzino nella Bacigalupo. Grazie agli EPS (Enti di promozione sportiva) e alle 'tapasciate' stradali è arrivato all'atletica leggera. L'Atletica ha bisogno di 'guardarsi intorno'. C'è un mondo che corre veloce dentro sentieri vicini e paralleli.

L'Atletica sta dentro un fosso. Abbiamo bisogno di un zompafossi.

sabato 21 luglio 2012

Provincialismi esodati

Chissà se il presidente del Consiglio Monti avrà pensato agli effetti della spending review sull'equilibrio emotivo dello "sportivo Chietino" che giorni fa ha scritto un post accorato nel forum del sito fidalabruzzo.org (potete leggerlo cliccando qui).
La crisi economica, reale, virtuale, pilotata e non, mette tutto dentro ad uno spietato frullatore che impappa sentimenti campanilistici e bilanci economico-finanziari, bandiere e bandierine, tute e canotte variopinte. Anche i provincialismi saranno accorpati per legge, facciamocene una ragione.

Tra qualche mese l'Atletica Leggera, locale e nazionale, si darà un nuovo governo. Sempre che, nel frattempo, il CONI non venga annesso al Deutscher Olympischer Sportbund...

sabato 14 luglio 2012

Pallonari


Tempo d'estate. Tempo di gavettoni infiniti e smargiassate balneari; e pure d'ignoranza grassa (buona per tutte le stagioni). Tempo di tormentoni, condivisibili, sacrosanti e non. E mentre Facebook amplifica vero e falso nel caleidoscopio orgiastico di immagini taggate e da taggare, la mia attenzione cade su due titoli: il "VOGLIAMO ANDREW HOWE A LONDRA" dell'omonimo gruppo feisbucchiano e un link, meraviglioso, "20 secondi in meno è record sui 10.000", su cui vi consiglio di fare "click", assolutamente.
Andrew Howe non andrà a Londra, mentre Erik Lamela, calciatore, secondo alcuni 'esperti' potrebbe addirittura impensierire l'etiope Kenenisa Bekele sulla distanza dei 10.000m ("Per scendere sin laggiù bisogna tenere una media di 2’38” al chilometro. Come si vede, non è che Lamela sia andato molto più lento", scrive il giornalista).

Siamo un popolo di pallonari, è evidente. E in occasione di olimpiadi, mondiali ed europei continuiamo a fare casini infiniti convocando e 'sconvocando' i nostri migliori ragazzi dell'atletica. Perché non aver affidato direttamente a  Giancarlo Abete la responsabilità di selezionare gli atleti  per Londra 2012?

(Bolt, trema: ho ripreso a correre e sui 100m sono solo a 5 secondi da te).

P.S.: suggerisco un gruppo per facebook: "VOGLIAMO L'ATLETICA LEGGERA NELLA SCUOLA ITALIANA".

sabato 30 giugno 2012

Bisogna saper cambiare

L'atletica diventa metafora di se stessa. L'atletica, quella italiana, deve cambiare ma non ci riesce. C'è bisogno di aria nuova ma non si può aprire una finestra che ancora non c'è. Vorrei parlarvi, tecnicamente, di questi Campionati Europei finlandesi stretti tra il martello degli Europei di Calcio e l'incudine delle Olimpiadi londinesi ma, almeno per adesso, non ne ho voglia. Magari tra qualche giorno. Vedremo.
Bisogna saper cambiare, si diceva. C'è bisogno di una squadra affiatata, che abbia la giusta stimmung atletica. E pure un orizzonte politico diverso. Altrimenti il testimone rimane per terra.

lunedì 11 giugno 2012

Inserorabili, dentate rote

Post retorico e 'barocco', questo. Post allegorico e parzialmente poetico. Post incasinato. Post di un blogger un po' stanco.


Scrive il poeta e filosofo Ciro di Pers (Pers, 1599 - San Daniele del Friuli, 1663) in Orologio da rote:

Mobile ordigno di dentate rote
lacera il giorno e lo divide in ore,
ed ha scritto di fuor con fosche note
a chi legger le sa: SEMPRE SI MORE.

È la prima quartina di un sonetto a me assai caro. Reca in sé tutta l'angoscia del tempo che passa; il tempo buono, come pure quello buttato alle ortiche.

Beato chi legger non sa, caro il mio Ciro. 

Ieri c'è stato l'Ironman 70.3 a Pescara, un fenomeno sociologico che sto studiando da un po' (un interesse che travalica gli aspetti più squisitamente tecnico-sportivi del cross training estremo). Quante 'sciocchezze' ho visto fare in preparazione dell'Evento, ed anche durante la Prova! (E non mi riferisco soltanto alla coca-cola servita a 'damigianate' nei punti ristoro). Sarebbe bastato un po' di buon senso (non voglio scomodare l'abusato aggettivo "scientifico") e centinaia di partecipanti avrebbero potuto togliere una buona ventina di minuti ai loro crono finali. (Ho visto decine e decine di atleti mangiare e bere integratori d'ogni colore fin sotto il traguardo!). Professionisti a parte, l'esercito degli amatori ha lottato per chiudere la gara e dimenticarsi del Tempo. Forse, come scriveva Gaber, per molti di noi c'è solo la strada.

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza
perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo. (Giorgio Gaber)

giovedì 31 maggio 2012

Giovanni de Benedictis is back!

Erika Fusella e Giovanni de Benedictis

Giovanni è tornato. L'ho fatto tornare. È voluto tornare. Mi imbarazza sempre un po' parlare di mio fratello, stavolta però credo mi tocchi d'ufficio. L'occasione o, meglio, le occasioni, usate a mo' di esca sono state le ultime due gare di Erika Fusella e Giulia Marinucci, giovani marciatrici entrambe tesserate per l'Atletica Gran Sasso Teramo (provenienti dal vivaio dell'AICS Hadria Pescara), atlete che ho il privilegio di allenare da circa tre anni (Erika quasi quattro).
"Giova', che fai vieni a vedere la marcia di Erika?"
"Quando?"
"Oggi pomeriggio, allo stadio di Pescara".
(Con Giovanni in questi casi conviene procedere così: lo si chiama la mattina per il pomeriggio).
"Dai, vengo".

Erika parte, e in solitaria, con Giovanni a sgolarsi di qua e di là per il campo, migliora il personale di quarantuno secondi. Ah, quanto conta il carisma del Campione! 26:30.76 il suo tempo sui 5000. Perciò mi gioco l''arma segreta' pure per il sabato successivo (sabato scorso, ai CdS Allievi, nds) a Teramo. Stavolta Giovanni si fa tecnico, cronometro, penna e taccuino, si piazza alla partenza dei 200m e mi dà una grossa mano a 'ritmare' la prova di Erika tempestandola di dritte tecniche di efficacia assoluta. 26:14.36 il risultato cronometrico. Limati altri sedici secondi al personale 'vecchio' di una settimana!
"Ma Giovanni ha forse poteri taumaturgici?", mi chiede qualcuno. A risolvere l'arcano ci pensa il mitico Augusto Vancini con questa risposta: "È come se, a sedici anni, avessi avuto Steve Ovett, bordo campo, a farmi il tifo mentre correvo un 1500. Come minimo avrei fatto il personale!".
Augusto ha ragione. Funziona così. Ed io mi chiedo perché Giovanni, cinque olimpiadi pulite (e sottolineo pulite) sul groppone e diverse medaglie pesanti e limpide nel suo palmares, stia fuori dalla federazione (parlo di quella locale!). Poi però vedi ominicchi e quaquaraquà darsi molto da fare per il track and field ed hai la certezza di stare dentro un mondo rovesciato.

Qualche anno fa su questo mio blog ebbi a scrivere: "Marciamo, corriamo, saltiamo, lanciamo, ma a testa in giù, coi piedi a cercare il cielo. Viviamo a testa in giù. I piedi però non sanno pensare. È l’adattamento dentro a un mondo rovesciato. Chi non si adatta si estingue. Chi non si adatta ha solo un’alternativa: ribaltare il mondo rovesciato". Credo sia arrivato il momento di cambiare. E spero che Giovanni possa tornare a darmi una mano.




venerdì 18 maggio 2012

Daniele, la fossa, i leoni


"I saggi brilleranno allora come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia, splenderanno come stelle per l'eternità. Or tu, Daniele, riponi queste parole e sigilla il libro fino al tempo della fine. Molti lo scruteranno e crescerà la loro conoscenza". Daniele 12,3-4

Il titolo del post e l'epigrafe veterotestamentaria che lo lancia sembrerebbero apocalitticamente fuorvianti. Il Daniele di cui scriverò non è quello delle Sacre Scritture ma ha comunque uno stretto legame col sacro.

Daniele

Daniele è Daniele D'Onofrio, diciottenne di Scontrone (AQ), mezzofondista  in forza all'Atletica Gran Sasso Teramo, allenato dal Prof. Donato Chiavatti. L'anno scorso correva la Mezza Maratona in 1:08:48, terzo tra gli junior in Italia. Sui 3000m vantava un buon 8:47.00; buono come lo stagionale sui 5000m, sempre del 2011: 15:28.26.
Quest'anno il salto di qualità: 2° tra gli junior nella Mezza Maratona; 1:06:50 alla Roma-Ostia, prestazione notevolissima ma già preceduta da un pregevole 3° posto ai Campionati Individuali di Cross Juniores a Borgo Val Sugana alla fine di gennaio. Ed è solo l'inizio di una crescita incredibile. Daniele 'rischia' di vincere il Vivicittà a Pescara (il 15 aprile) in volata con un keniano da 29 minuti e spiccioli sui 10.000m. Due settimane dopo, ad Ascoli Piceno, straccerà il suo personale sui 3000m, correndoli in 8:18.82. La settimana dopo (il 6 di maggio) stupirà ancora tutti 'volando' a Terni i 10.000m del Campionato Italiano Individuale Assoluto in 29:45.43. 5° assoluto (Daniele è ancora junior), sotto un diluvio biblico (ecco il sacro che comincia a manifestarsi; una ierofania che però appesantisce il crono finale di almeno 15 secondi).

Daniele non ha mai vestito la maglia azzurra. La Federazione sembra ignorarlo non convocandolo neppure nei raduni riservati alle eccellenze nazionali del mezzofondo under 20 (e poi ci si chiede che fine farà la Maratona in Italia dopo i fasti di Baldini e della Scuola del Prof. Luciano Gigliotti!). Ma Daniele non se ne fa un cruccio e continua a lavorare duramente.

In un commento off-topic nello scorso post l'odioso anonimo, col suo stile inconfondibile (lascio in evidenza anche gli orrori grammaticali) scrive: "un miglioramento di 10 secondi a km veramente incredibile se pubblicasse le tabelle di allenamento ne potremmo usufruire e riscontrarne la bontà noi tutti amanti della corsa . spero non siano segreti inpubblicabili !!!". Il commento è talmente odioso da generare finanche la replica, pacatissima, del mite e molto riservato Donato Chiavatti (l'allenatore di Daniele, appunto); la riporto di seguito, integralmente:

"Approfitto della disponibilità dell’amico Mario per portare un mio modestissimo e disarticolato contributo al dibattito sulla “straordinaria” crescita agonistica di Daniele D’Onofrio.
Alla base di tutto c’è la bontà della materia prima intesa come disponibilità mentale di Daniele a considerare l‘assoluta dedizione all’allenamento come l’unica arma vincente per provare a non mettere limiti alla sua crescita agonistica.
Dal momento che ho iniziato a seguire Daniele la cosa che più mi ha impressionato è stata la sua straordinaria disponibilità a non tirarsi mai indietro davanti alle difficoltà che, per forza di cose, doveva affrontare vivendo a oltre 150 Km da Pescara.
Certo, leggere che ancora qualcuno crede alle “tabelle” miracolose mi viene da riflettere… senza meravigliarmi più di tanto se ripenso che un “illuminatissimo” tecnico locale sosteneva (e forse lo pensa ancora!!) che non potevo assolutamente vantarmi dei miglioramenti cronometrici di alcuni atleti perché ero solo “fortunato” nell’usare le tabelle dell’amico Lucio Gigliotti.
Certamente la frequentazione con il “grande” Lucio mi ha arricchito moltissimo e non finirò mai di ringraziarlo nell’avermi spalancato molte porte ed introdotto in un ambiente di “cultura sportiva” assolutamente gratificante.
Tornando a “bomba” mi sento di consigliare a quest’ultimi di rivedersi quanto da me raccomandato e divulgato nei Corsi per Tecnici FIDAL in ordine alle strategie tecniche e metodologiche nella formazione del giovane mezzofondista… forse si renderebbero conto che non esistono ricette miracolose ma estremo rispetto per la crescita psico-fisica del giovane assecondando le aspirazioni personali con tanta umiltà e consapevolezza che le conoscenze tecniche non sono mai abbastanza per evitare di fare danni ad un individuo in forte evoluzione.
Umiltà, passione e tanta curiosità nel confrontarsi con gli altri… NON SONO MAI DA ABBANDONARE.
Se insieme a queste ultime cose ci mettiamo: voglia, determinazione e “madre natura” ecco fugati i tanti dubbi degli “scettici” per partito preso".

La fossa

La fossa in verità è un buco nero. È il fenomeno del drop out sportivo che tutto ingoia: i rari talenti emergenti del nostro già povero sport, nella sua variante podistica, assieme ai sogni (illusioni?) di nostalgici allenatori alla ricerca di una improbabile età dell'oro del running.
Daniele D'Onofrio salta fuori dalla fossa con irriducibile caparbietà. Da subito. In alto, nella foto a sinistra, Daniele si avvia a vincere il Campionato Regionale di Corsa su Strada Cadetti con addosso la canotta gialla della sua società sportiva d'origine, l'Atletica Alto Sangro.  È il 2008 e, in quella stessa foto, è possibile notare il buon Massimo Pompei (DT della Gran Sasso Teramo), le mani dietro la schiena e gli occhi ben puntati sull'atleta, seguire con molto interesse la prova di una categoria federale cruciale. Si esce fuori vincenti dalla fossa grazie all'azione sinergica di più intelligenze: quella dell'atleta, in primis, con le sue immense qualità volitive; quella dell'allenatore che ha favorito in modo decisivo la sua crescita atletica (il cosiddetto salto di qualità; Donato Chiavatti ha davvero realizzato un capolavoro) ed infine, last but not least, l'associazione sportiva, l'Atletica Gran Sasso Teramo del Presidente Maurizio Salvi, una delle poche società italiane prodighe nell'investire sui propri tecnici, istruttori o allenatori che siano, e nelle scuole di avviamento allo sport (dizione antidiluviana ma ancora molto efficace) piuttosto che scommettere 'al buio' sul talento di turno (spesso un campioncino extaregionale).

I leoni

Di leoni veri, dentro e fuori la fossa, ne sono rimasti pochi. Daniele è uno di essi ed ha a che fare col sacro che, come ci ricorda Umberto Galimberti, è parola indoeuropea che significa "separato". Daniele ha successo nelle discipline atletiche che pratica perché è separato dal pensiero e dall'azione dominanti della generazione cui appartiene. È una sorta di anacronismo vivente.
Lo ricordo non ancora quindicenne, alla sua prima competizione in pista nell'impianto di Lanciano, chiedere ai presenti quale fosse il senso di marcia, assieme ad altre informazioni circa la partenza ("a cronometro, individualmente ogni tot secondi o tutti insieme?"; retaggio dello sci da fondo?). Su strada però correva già a 3:20/km per circa 10 km.

Chiudo con una dedica all'anonimo dalle incursioni telematiche odiose. Ne faccia ciò che vuole.

"Perché verrà un tempo in cui gli uomini
non sopporteranno più la sana dottrina,
ma solleticati in ascoltar cose piacevoli,
si circonderanno di una folla di dottori
secondo i loro capricci e, distogliendo
l'orecchio dalla verità, si volgeranno
alle favole". Seconda lettera di Paolo a Timoteo, 4:3-4