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domenica 4 settembre 2011

Daegu, la sfiga e l'ambulanza

Qualche ora fa giocavo con le immagini di Daegu; mandavo avanti e indietro quelle della marcia, maschile e femminile, poi saltavo sul Bolt deluso ed infuriato ma velocissimo, a rimettersi in piedi come ad aggiungere due ori fantastici al suo già ricco palmarès. Gigione, sbruffone, buffone… Campione, marziano, Superman... Che lo si insulti o lo si osanni è stato lui, il fulmine giamaicano, ad accendere questi mondiali di atletica coreani. Mondiali così e così? No. Forse strani, per niente scontati, addirittura sfigati per molti dei campioni ritratti all’alba della loro gara sulla copertina del ‘maledetto’ “Daily Programme”.

Mondiali con tanto – troppo? – Kenia nelle corse di media e lunga lena, e con la Russia una spanna davanti a tutti nella marcia, maschile e femminile.

Per carità, non solo Kenia nel mezzofondo. Tanto di cappello all’ottocentista russa, Mariya Savinova, vincitrice di un oro limpidissimo, impreziosito da un crono di tutto rispetto (1:55.87). Chapeau pure per la nuova campionessa mondiale delle siepi, russa pure lei, Yuliya Zaripova. Standing ovation per la statunitense Jennifer Simpson, oro nei 1500, o per l’inglese (ma di origini somale) Mohamed Farah, stavolta primo nei 5000; e bravo pure l’americano del Kenia, Bernard Lagat, secondo sulla stessa distanza.

E l’Italia? Non sparo sull’ambulanza che sbanda in curva. Mi limiterò ad una breve riflessione (che forse riprenderò tra qualche giorno) sulla marcia. È molto probabile che da Londra 2012 riusciremo a portare a casa una medaglia. Rigaudo e Schwazer hanno tutti i numeri per farlo. Mi preoccupa però il dopo-Londra.

Ripubblico i primi dieci tempi italiani della 20 km su strada, maschile e femminile e, come ebbi a scrivere tempo fa, sconforto di ogni sconforto, gli unici quattro classificati della 50 km. I dati sono aggiornati al 16 luglio 2011 (tanto Daegu non ha cambiato granché le cose). Prima di lasciarvi alla raggelante verità di quei numeri, due domande da liberare nel vento: la Fidal si adopererà per far ‘rientrare’ in Italia, a pieno regime, Sandro Damilano? La Fidal sta organizzando il dopo-Damilano?


20 km Maschile

1h20:44 RUBINO Giorgio 86 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE DUBLINO 26/06

1h22:36 GIUPPONI Matteo 88 ITA BO011 C.S. CARABINIERI SEZ. ATLETICA PODEBRADY 09/04

1h26:01 TONTODONATI Federico 89 ITA TO001 C.U.S. TORINO PODEBRADY 09/04

1h27:25 ADRAGNA Andrea 89 ITA PD131 G.S. FIAMME ORO PADOVA DUBLINO 26/06

1h27:42 ROMANELLI Andrea 86 ITA FI018 TOSCANA ATLETICA CARIPIT LUGANO 20/03

1h28:18 MACCHIA Riccardo 90 ITA PD131 G.S. FIAMME ORO PADOVA PODEBRADY 09/04

1h28:54 DE LUCA Marco 81 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE MOLFETTA 02/07

1h29:06 D'ASCANIO Ruggero 84 ITA MT023 POL. ROCCO SCOTELLARO MT LUGANO 20/03

1h29:32 D'ONOFRIO Fortunato 81 ITA RM053 C.S. AERONAUTICA MILITARE PODEBRADY 09/04

1h30:15 CAPORASO Teodorico 87 ITA BN026 A.S.D. LIB. POL. AMAT. ATL. BN MOLFETTA 02/07


20 km Femminile

1h30:55 RIGAUDO Elisa 80 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

1h33:46 GIORGI Eleonora Anna 89 ITA RM002 G.S. FIAMME AZZURRE BIANCO 30/01

1h35:18 PALMISANO Antonella 91 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE BIANCO 30/01

1h35:23 FERRARO Federica 88 ITA RM053 C.S. AERONAUTICA MILITARE PODEBRADY 09/04

1h37:14 PRUNER Serena 86 ITA CA002 S G AMSICORA PODEBRADY 09/04

1h39:47 GRANGE Francesca 89 ITA MI221 CAMELOT LUGANO 20/03

1h45:46 DELL'AQUILA Nicoletta 88 ITA BA089 ALTERATLETICA LOCOROTONDO BIANCO 30/01

1h45:53 LOPARCO Sara 92 ITA BA015 A.S. OLIMPIA CLUB MOLFETTA 02/07

1h49:05 MAESANI Marta 90 ITA MI221 CAMELOT LUGANO 20/03

1h50:04 STETSKIV Cecilia 91 ITA NA014 A.S.D. AGG. HINNA MOLFETTA 02/07


50 km

3h50:13 DE LUCA Marco 81 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

3h54:19 NKOULOUKIDI Jean jacques 82 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

4h04:00 DESSI Lorenzo 89 ITA RM057 FIAMME GIALLE G. SIMONI OLHAO 21/05

4h04:12 CAPORASO Teodorico 87 ITA BN026 A.S.D. LIB. POL. AMAT. ATL. BN OLHAO 21/05

mercoledì 31 agosto 2011

Rosso di mattina...


Fa impressione vedere Sandro Damilano con la divisa della nazionale cinese. Fa impressione vederlo di fianco alla nostra migliore atleta (almeno finora) in questi umidissimi campionati di Daegu, nell’immediato dopo gara, al microfono Rai di Elisabetta Caporale.

Comunque qui il team Damilano ha fatto un secondo, due quarti e un quinto posto. Alla faccia di chi critica…”. È lo sfogo a caldo di Sandro, “comunista eretico bugianen” , molto emozionato, ma anche assai determinato nel rimarcare la sua leadership tecnica non solo a livello italiano.

Venti chilometri di marcia femminile a Daegu. Difficili, si diceva ieri. Pronostici più o meno rispettati. Bravissima Elisa Rigaudo, 4^ in rimonta, dietro un’imprendibile Olga Kaniskina capace di chiudere in 43:26 gli ultimi 10 km di gara (la Rigaudo va al personale stagionale con 1:30:44; per la cronaca dettagliata della gara segnalo l’ottimo articolo di Diego Cacchiarelli su Atleticanet.it) . Seconda la cinese Hong Liu, 1:30:00, una marciatrice dal fisico tutt’altro che possente, ma dotata di una tecnica convincente che potrà offrirle ulteriori margini di miglioramento in proiezione Londra. Potrebbe essere lei il dopo-Kaniskina. Terza una meno convincente (almeno sul piano tecnico) Anisya Kirdyapkina, a precedere di circa trenta secondi la nostra (manca ancora tanto per Londra 2012, però, però…).

Podio tutto rosso quello di stamane. Con l’azzurro là là per… Chiudo riprendendo un commento caustico lasciato da Enrico nel post precedente: “Non con l'oro ma col legno si riscatta la Fidal!”. Crudele, quanto ineluttabile realtà. Quasi rassegnati, con la speranza ridotta ad un filo, ricontiamo le nostre ultime (e poche) cartucce...

martedì 30 agosto 2011

Azzurro vermiglio

Il mix tecnico Italia-Cina  non ha portato bene a Giorgio Rubino, squalificato intorno al 12° km della finale dei 20 km di marcia a Daegu. Sandro Damilano allena i marciatori cinesi, ma anche (l'intercalare veltroniano qui sembra essere d'uopo) i nostri migliori ventisti: Rubino, appunto, ed Elisa Rigaudo. Credo però che la cabala c'entri davvero poco. Più che nella sorte, quindi, per la gara di marcia femminile di  domani mattina confido nella tigna della marciatrice cuneese e, soprattutto, nella sua attuale condizione atletica che in molti ritengono essere superlativa.

Gara difficile, anzi difficilissima. Con le russe, le cinesi, la spagnola, eccetera, eccetera, eccetera...  E poi ancora l'incognita del clima.
Daegu, un nome che sembra quello di un chewing-gum. Il caldo-umido che c'è in Corea del Sud non vanificherà il lavoro di nessun dentista, ma appiccica lo stesso.

A domani allora, per un dettagliato resoconto tecnico della prova. (In culo alla balena Eli', ce n'è comunque bisogno!). 

lunedì 29 agosto 2011

Branca Branca Branca...

Oggi ero allo Stadio Adriatico di Pescara. Ad aspettarmi Erika, Giulia, Lucrezia e Sergio. Seduta impegnativa per tutti e quattro, anche se il caldo di questi giorni sembra quasi un ricordo lontano.

“Ma si fanno ‘sti Campionati Regionali Cadetti?”, mi fanno le ragazzine in coro. “E i Campionati Regionali Assoluti? È vero che li faremo insieme ad Allievi, Junior e Promesse?”, mi chiede Sergio. Rispondo con un’alzata di spalle. In questo momento l’atletica, dalle mie parti, checché ne dica l’anonimo petulante, è una chiassosa boat people che procede nella nebbia.

Consoliamoci con le medaglie (degli altri) di Daegu. Oppure attendiamo con trepidazione la finale scudetto di Sulmona. Ché il ‘resto’ sembra essere roba da sfigati.

domenica 28 agosto 2011

Brutta, marcia brutta

Foto di GIANCARLO COLOMBO/FIDAL
La finale dei 20 km di marcia maschile dei Mondiali di Daegu 2011 un bambino di tre anni l’avrebbe commentata così: brutta, marcia brutta. ‘Sta marcia che come la maratona parte e arriva fuori dallo stadio mi ha un po’ deluso. Giorgio Rubino mi ha deluso. È evidente che la sua tecnica risente dei frequenti infortuni patiti negli ultimi due anni. Giorgio oggi ‘saltellava’, ‘anticipava le spinte’ (soprattutto col sinistro), non ‘teneva dietro’, diciamo grossolanamente così; ‘fuggire’ col giapponese, passando dai 13,5 km/h dei primi due chilometri ai circa 15 km/h dei giri a seguire è stata una follia tattica. Anche perché il compagno di fuga, il giapponese Suzuki, esprimeva una marcia assai più fluida e radente, e i giudici – nonché il bambino di tre anni di cui sopra – l’hanno notato benissimo. E mentre Giorgio veniva ‘impallinato’ e poi finito, intorno al decimo chilometro, dietro al giapponese – solitario fuggitivo – si accendevano le polveri di una rimonta crudele.

40:58 il passaggio ai 10 km di Suzuki, con Rubino a tre secondi. A circa 35 secondi il resto della truppa.

Dal 10° al 15° km Borchin (Russia) fa un numero da circo equestre: 19:08 il parziale di quei 5 km, col cinese Zhen Wang a 7 secondi a patire le pene dell’inferno, con una marcia più ‘russa’ del russo (quel procedere ad anche ‘bloccate’) per niente efficace e a rischio squalifica su quelle andature.

Borchin va a vincere in 1:19:56, zuppo come una spugna del rifornimento, tecnicamente ineccepibile, ancora micidiale nel ritmo (19:13 gli ultimi 5 km; 38:21 la seconda metà di gara!). Il cinese Z. Wang ci lascia le penne: 4° e a 58 secondi dal primo. Tra lui e Borchin un ritrovato Kanaykin (Russia), 2° in 1:20:27 e un sorprendente Luis Fernando Lopez (Colombia), 3° in 1:20:34.

E Alex Schwazer? Sempre coperto nel gruppo degli inseguitori e nono nel finale, con 1:21:50 (41:34 ai 10 km e 40:16 la seconda metà di gara), a pochi passi dal giapponese della fuga iniziale. Un po’ poco? Forse. Più umano? Sicuramente. E col morale in risalita. Sembrerebbe. Diamo fiducia a lui e a Michele Didoni, il suo tecnico. La 20 km è un’altra cosa e la 50 km che conta arriverà l’anno prossimo.

E la Cina? Mmmmm… Poca Cina, verrebbe da dire. Zhen Wang 4°, Yafei Chu 11°, Hao Wang 13°. Per ora i soldi (intesi come investimenti), almeno da quelle parti, non fanno la felicità. (Ma è Londra che conta… O no?).

Brutta, marcia brutta…

sabato 20 agosto 2011

Teatri e teatrini

Daegu coi suoi mondiali si avvicina. Vanno in scena i Campionati del Mondo di Atletica Leggera 2011, dal 27 di agosto al 4 di settembre, in Corea del Sud. Atletica-spettacolo, rutilante, forse esagerata (riusciremo un giorno a tornare sul podio nelle distanze – una qualsiasi – del mezzofondo?); ma con un dato particolare che la rende ancora molto interessante ai miei occhi: la cultura della marcia atletica italiana potrebbe permettere alla nazionale cinese un en plein di medaglie, almeno sui 20 km maschili. E sì, pare che Sandro Damilano, oggi head coach della marcia per la Cina, abbia fatto miracoli pure là, con una tuta non più azzurra ma rossa. Rutilante anch’essa. E la cosa mi fa piacere assai (se la Cina investe tanto nella marcia, la marcia allora vale ancora qualcosa…).

Lo sport-spettacolo mi piace quando ha ‘qualcosa da dire’ (anche quando quel ‘qualcosa’ vira sul drammatico, almeno per noi italiani, come nel caso della vicenda Damilano). Non mi piace per nulla quando è fine a se stesso, fa la scimmia all’atletica ‘stellare’; miccette, raudi e scoppietti vari col deserto tutto intorno…