venerdì 5 febbraio 2010

Integrati

Roba vera. Memoria fresca, di qualche giorno fa. Un raccontino veloce veloce per stemperare i rigori dell’inverno e dell’atletica nostrana. Buona lettura.


Non tutti i keniani corrono veloci e a lungo come gazzelle. Non tutti i cinesi sono saggi e si muovono come Bruce Lee. Quant’è facile diventare italiani…


Sono stato a pranzo dai miei genitori. Riprendo la via di casa, a piedi, concedendomi un’andatura lenta su un marciapiede interminabile che invita al passo spedito. Due ragazzini sui quattordici anni, i jeans dal cavallo basso fino al cavo popliteo, giubbini superfirmati e nike air dai lacci lentissimi, camminano pogando e ciondolando dinanzi a me. Quello a sinistra, cappellino con visiera sul naso, impugna un nunchaku, un’arma tradizionale cinese costituita da due corti bastoni uniti da una breve catena. I nunchaku vissero in Italia nella seconda metà degli anni ’70 un momento di particolare notorietà e diffusione, portati dai film di Bruce Lee. Era pure il tempo in cui fiorivano copiose le palestre di kung fu, dai nomi marziali e spesso improbabili.

Il ragazzino a mancina comincia a far ruotare pericolosamente e senza maestria alcuna i nunchaku, mentre quello di destra è tutto preso da un’inutile telefonata senza scatti alla risposta. Parla, sorride; ogni tanto si scansa per evitare i colpi dell’amico. Il cellulare sembra essere il suo unico interesse, tanto che, messa giù la telefonata, attacca subito a lavorare di sms. Lui è cinese, ma non ha i nunchaku.
Quello col nunchaku, biondino e brufoloso, ad un certo punto gli fa: «To’ Wang, fammi vede’ come si fa…». Allora Wang, riposto per un momento il cellulare, prende bastoncini e catenella e, scimmiottando un Chen surreale e spaesato, vorrebbe farli girare attorno alle scapole, ma si mena un colpo terribile dietro la nuca.
«Ma vaffangul’ Vince’, tu e ‘ste cazz’ di mazzette!», urla all’amico brufoloso.
Vincenzo recupera il nunchaku e lo fa sparire nello zaino. Wang, ancora dolorante, riprende il lavoro al cellulare. Io, dribblati i due ragazzini, ringrazio Cristo di aver evitato i segni di un immemore e maldestro furore cinese, sugli incisivi.

mercoledì 3 febbraio 2010

Habemus cohortem!

Sì, il team tecnico federale locale c'è. Ed è ufficiale (cliccare qui per leggere i dettagli). Habemus cohortem!, quindi. Buon lavoro (e ce n'è tanto!) ché la strada sembra essere in salita. C'è forse continuità (leggasi condivisione, confronto dialettico) tra il gruppo di lavoro precedente e questo appena insediato?




lunedì 1 febbraio 2010

Malgrado noi

Ieri a Giulianova è andato in scena il cross giovanile; quello degli Esordienti, dei Ragazzi e dei Cadetti (maschietti e femminucce, obviously). Molto bello il percorso ricavato attorno all’impianto di atletica leggera di via Orti. Impeccabile l’organizzazione degli amici dell’Ecologica “G” di Giulianova.
Tanti ragazzini a divertirsi, come non ne vedevo da anni. Nessun fenomeno, nessun novello Bekele, ma tanto entusiasmo e molta omogeneità nei valori espressi in gara nelle primissime piazze, tanto che già dalla prossima prova (che si svolgerà il 21 p.v. a Sulmona e che vedrà pure l’assegnazione del titolo regionale individuale) potremo vedere ribaltamenti nell’ordine di classifica, sia nei Ragazzi/e che nei Cadetti/e.

Tanti ragazzini, vi dicevo. E molti genitori, e allenatori a sbracciarsi, ad urlare, convinti di avere sotto gli occhi il talento degli ultimi vent’anni. Il campione del futuro. A scrutare quei visini cianotici e contratti, quelle gambette nervose e frenetiche, c’era pure qualche adulto che cercava di memorizzare nomi e volti. Qualcuno forse in ritardo nel comprendere che il nostro futuro è soprattutto là, tra quei ragazzini, e non altrove. Qualcuno che vuole ‘recuperare’, ma che manca, forse, di un progetto e del giusto entusiamo (che nessuno può inventarsi).

Di ieri ho un’immagine nel cervello. Una su tutte. L’abbraccio di Armando ed Emanuele (rispettivamente secondo e primo nella categoria Ragazzi), dopo una galoppata infinita ed entusiasmante. Un abbraccio che si fa beffe di ogni nostra nevrosi sportiva o pateracchio federale. I ragazzini sanno ancora divertirsi. Malgrado noi.

martedì 26 gennaio 2010

Un uccellino mi ha detto...

... che qui in Abruzzo manca ancora (e siamo quasi a febbraio) la struttura tecnica Fidal. Non sappiamo cioè chi deve fare cosa (leggasi "indirizzo tecnico federale regionale") nei vari settori della nostra amatissima - quanto tormentata - Atletica. E dire che l'anno agonistico 2010 è già cominciato. I 'politici' del nostro sport (l'Atletica, appunto) sono però tutti al loro posto. Saranno sicuramente al lavoro, e attendo con ansia la squadra di tecnici di eccellenza che andranno a comporre. Per ora tutto tace, tranne ovviamente quell'uccellino che credo sappia più di quanto non cinguetti. Qualcuno vuole cinguettare, pardon, aggiungere qualcosa?

domenica 24 gennaio 2010

Primi! (La prima volta dell’ASD AICS HADRIA PESCARA)


L’ASD AICS HADRIA PESCARA vince il Cross Lungo del CdS Regionale in Abruzzo, oggi a Penne. Nei trentacinque anni della sua gloriosissima storia non era mai accaduto (ricordiamo che l’AICS HADRIA PESCARA è stata la prima società di mio fratello Giovanni, quella di Gisella Orsini, prima di entrare in Forestale, di Luciano Carchesio e tanti, tanti altri campioni)! Alla vittoria nel lungo si aggiunge l’ottimo terzo posto dei miei (a pari merito con l'ASD Amatori Podisti Pennesi) nel Cross Corto.
Complimenti quindi a Saturnino Palombo (il mitico Sat!) secondo classificato sugli interminabili 10 km, in un duello avvincente con l’irriducibile Matteo Notarangelo (Bruni Pubblicità Atl. Vomano); grazie ancora all’emergente Luigi Turilli, terzo, davanti al sempre verde Gianluca Pelusi (Bruni Pubblicità Atl. Vomano), e grazie pure al tenace Alessio Bisogno, quinto; senza di lui non avremmo mai vinto (la Bruni Pubblicità Atl. Vomano è arrivata seconda, di un punto!).
E poi ringraziamenti a valanga per Flavio Di Bartolomeo, quarto nel Cross Corto, per l’eroico Luigi D’Alimonte, decimo (e fermo da circa un mese per guai muscolari), e per un commovente Alessandro Di Cintio, sedicesimo, armato di coraggio e fedeltà nipponiche (anche lui reduce da una serie interminabile di ‘acciacchi’). E che dire dei ‘solitari’ Luca Di Muzio (unico Allievo, partito come un matto all’inseguimento di Daniele D’Onofrio) e Denny Anzideo (junior)? Grazie ragazzi. Grazie, grazie, grazie… (Ah, se potesse tornare Vittorio Maturo!).


sabato 16 gennaio 2010

Cross

Il 24 gennaio prossimo ricomincia la stagione crossistica, qui in Abruzzo. La mia trentatreesima. Una decina di queste le ho vissute da runner, un crossista forzato, davvero poco uso a quel tipo di fatica che è propensione all’irregolarità del ritmo, agli avvii accelerati e ‘al buio’ – nel cross sovente si corre ‘al buio’, si affondano i piedi nell’ignoto, senza avere nessuna garanzia che essi, una volta al suolo, possano sopravvivere per l’appoggio successivo –, alle gomitate feroci per infilare da front runner, col petto che sfida il vento – spesso gelido – il budello di nastri bianchi e rossi e paline, quella formidabile tonnara umana che corre su un tappeto cangiante, che può essere limo fine o grosso, sterrato battuto, erba, sabbia, ghiaia, pietre; un sentiero qualche volta coperto di neve e ghiaccio, dall’altimetria clemente o bizzarra. Il cross esige incoscienza; permeata di fredda razionalità. Il cross necessita di coraggio e irruenza; governati dal giusto timore e da cosciente temperanza. È un ossimoro. È allegoria esistenziale crudele e gioiosa.

Provai il cross per la prima volta a dodici anni. Fu un’esperienza traumatica. Tutti mi spingevano, mi cacciavano indietro con delle manate incredibili; era come uscir fuori da un cinema che andava a fuoco: i più grossi e forti erano già davanti, nella parte stretta dell’imbuto che portava all’angusto sentiero che era il percorso di gara. Pieni di ormoni in subbuglio, di muscoli tonici e nervosi, gambe da calciatori incalliti e cattiveria da vendere, i primi correvano davanti sprintando ogni tre appoggi. Vedevo le loro schiene larghe di quindicenni anticipati, le gambe già pelose, bambini con la barba venuti su con strani omogeneizzati. Cercavo di superarne qualcuno. In verità non molti. E non i primissimi. Puntavo quelli che immaginavo sarebbero scoppiati dopo qualche centinaio di metri dalla partenza, ma che, da cagnacci, chiudevano sempre ogni possibile passaggio, dondolando di qua e di là ubriachi di fatica, ma sufficientemente lucidi da rompere le balle ancora cento metri. Arrivai fresco al traguardo. Fresco ma deluso. Intorno alla trentaduesima posizione (era una competizione provinciale scolastica!). Dietro di me forse un centinaio di ragazzini. Oggi, in una competizione scolastica provinciale, non fai sessanta partenti neanche se all’arrivo regali i-phone dell’ultima generazione. È un mondo che non ha più bisogno di allegorie, né di scuole.

lunedì 11 gennaio 2010

Instant movement Vancouver 2010 (by Olos)


Vi ho parlato spesso dell'amico Valerio Di Vincenzo. Ve lo presentai con un post criptico, a gennaio dell'anno scorso (cliccare qui). Poi replicai in occasione dei Giochi del Mediterraneo di Pescara, offrendogli la possibilità di descriverci, su queste pagine digitali, il suo Progetto (cliccare qui), quell'Idea formidabile che è la Tregua Olimpica, che spiegò più dettagliatamente nel post del 25 di giugno 2009 (cliccare qui).
Valerio è sempre in movimento. La Tregua Olimpica, Ekecheiria (in greco "alzare le mani"), assume maggiore forza e sostanza ogni giorno che passa. Punta dritto verso Vancouver 2010 , in un INSTANT MOVEMENT che, come ci dice Valerio stesso, si pone come "spartiacque tra i fatti e le parole".
Tornerò a brevissimo, insieme a Valerio, sul progetto che, per ora, vi invito caldamente a conoscere semplicemente facendo un ultimo click qui. Buona lettura.


venerdì 8 gennaio 2010

Riflettendoci un po’ su…

… ultimamente credo di aver confuso un bel po’ i ‘naviganti’. Me lo faceva notare un amico, chiedendosi (e chiedendomi) gli obiettivi che mi prefiggo, qualora ve ne fossero.
Non so. Più volte, su queste stesse pagine, ho cercato di significare, ‘spiegare’ le ragioni di questo mio blog. Che cos’è “Opinioni Aerobiche”? Non so. Eppure a volte ho tutto chiaro, obiettivi inclusi. A volte invece prevale una deriva umorale, esistenziale, che confligge drammaticamente con i frequenti richiami alla razionalità e all’equilibrio, che su questo stesso blog vado predicando.
“I am what I am” cantava Gloria Gaynor. «Questro è il mio mondo, e ci voglio un pizzico di orgoglio; / il mio mondo, e non un posto in cui io debba nascondermi. / La vita non vale nulla / fino a che non riesci a dire: "Ehi mondo, io sono quello che sono!". / (...)
Non voglio lodi e non voglio pietà: / suono il mio tamburo; / qualcuno dice che è solo rumore, / ma io penso che sia carino. / (...) /
Io sono quello che sono, / e quel che sono non ha bisogno di scusanti/ (...) /
C'è una vita sola, e non ci sono cauzioni o rimborsi; / una vita sola, perciò è il caso di uscire dal nascondiglio».

Sì, qui c’è un mondo. Anzi due. Quello fuori di me e quello dentro di me. Sopportateli, se potete. Sopportatemi, se potete.

martedì 5 gennaio 2010

Breve viaggio intorno all'ottuso

Nel post precedente scrivevo di nebbia e di angoli di lavoro. La nebbia può essere facile metafora. Così come un angolo. Un angolo si può dire ottuso. Anche un individuo si può dire ottuso. L’ottuso spesso è grezzo e confonde il dialogo col monologo che, sovente, viene imposto all’altro con urla ed offese. È un monologo che preferisce 'recitare' coram populo (per l’ottuso, e soltanto per lui: coram populo è dizione latina che vuol dire “alla presenza di tutti”), meglio se di fronte ad adulti e bambini (sì, tutti insieme; quanti testimoni per un ottuso!).
L’ottuso, come il cretino di Flaiano, oggi è pieno di idee. Ma non le tiene per sé. Ha il telefonino per esternarle. Ed altri ottusi pronti a sostenerlo (si può essere ottusi in molti modi; l’ottuso è una categoria che comprende un numero pressoché sterminato di sottocategorie).
L’ottuso non è colto. Non studia. Impara dagli altri (è ciò che crede), ha esperienza; ha visto cose, ha vissuto… Fa domande (sempre per telefono), ma ha già le risposte. È sempre alla ricerca di una scorciatoia. La sua vita è un andare a braccio, ché è furbo (è ciò che crede), e ci sa fare (oh quanto ci crede!).
L’ottuso è una farfalla che gioca a fare il vampiro. Va di qua e di là, succhia di qua e di là, credendo di disporre di chissà quanto credito; la verità (come la scienza) per lui è la media ponderata di quattro nozioni sentite qua e là.
L’ottuso è presuntuoso. Si è fatto da solo. Ne ha viste di cose…
L’ottuso non è uno. Ed ha l’appoggio (a volte affettuoso (!!??)) di altri, non necessariamente ottusi (anche se, parafrasando Forrest Gump, ottuso è chi l’ottuso fa, o si accompagna ad esso).

Chiudo qua. Troppa considerazione per un ottuso. Troppa considerazione per un angolo.

sabato 2 gennaio 2010

Nebbia e angoli di lavoro




Erika sbuca fuori dalla nebbia, ciclicamente, un giro dopo l’altro. Marcia da poco e la sto studiando. Lei sembra infischiarsene tanto è presa dal nuovo esercizio. Ha un’eleganza innata che dovrà però essere educata, condotta entro i crudeli canoni biomeccanici di una disciplina particolare. Canoni crudeli ma necessari.
Per ora Erika marcia ignara delle mie alchimie angolari, dei miei goniometri digitali e delle mie analisi. La nebbia la nasconde e la svela come in un gioco di magia d’altri tempi. Lascio che prevalga la bellezza selvaggia di un indomito puledro, ancora qualche giro. Stasera tutto verrà tradotto in numeri. Anche la poesia di una marciatrice che danza.

venerdì 1 gennaio 2010

Che cos'è l'educazione?

Una foto d’antan, pescata sul web. Parla di educazione; di bambini che non esistono più; di maestre come non ce ne sono più.



E poi un’altra foto. Recente. Assai recente. Parla anch’essa di educazione.
Buon anno a tutti.


(foto di Fernando Di Clerico)

martedì 29 dicembre 2009

CARTA DEI DIRITTI DEI RAGAZZI ALLO SPORT


Sarà bene che la ricordi. La Carta dei Diritti dei Ragazzi allo Sport è un documento del 1992 (Ginevra), della Commissione Tempo libero ONU.

  1. Diritto di divertirsi e giocare

  2. Diritto di fare sport

  3. Diritto di beneficiare di un ambiente sano

  4. Diritto di essere circondato e allenato da persone competenti

  5. Diritto di seguire allenamenti adeguati ai suoi ritmi

  6. Diritto di misurarsi con giovani che abbiano le sue stesse possibilità di successo

  7. Diritto di partecipare a competizioni adeguate alla sua età

  8. Diritto di praticare sport in assoluta sicurezza

  9. Diritto di avere i giusti tempi di riposo

  10. Diritto di non essere un campione

lunedì 28 dicembre 2009

Ventimila leghe andata e ritorno


Quarantamila contatti unici… Mmmmhhh… Sento quasi l’obbligo di scrivere qualcosa di importante. Macché, dai… Si scherza! Però, però, a pensarci bene… Potrei parlare del fenomeno del drop out in atletica, oppure della penosissima e coatta solitudine di certi ‘piccoli’ atleti (vista coi miei occhi, giuro!), oppure… Potrei sparare a zero su qualcuno (c’è sempre un pirla da prendere a bersaglio; in atletica i pirla hanno sempre l’alibi del dilettantismo; l’atletica non è mica il calcio), oppure… Oppure mi faccio i cavoli miei; ho deciso. Ma solo per ‘sto giro. Al prossimo post ricomincio. Giuro.

sabato 26 dicembre 2009

Quasi tre anni fa...


... cominciavo ad importunare il mondo col mio blog. All'inizio, e per quasi due anni, ho agito in sordina; pochi post, col contagocce, e pochi, pochissimi lettori. Oggi va decisamente meglio: faccio circa 1500 contatti unici al mese; lettori attenti, spesso scrittori raffinati. Insomma, il mio 'giocattolino' preferito è cresciuto, soprattutto grazie agli amici che lo abitano. Un condominio dunque, vivace e con un amministratore bizzarro; un eccentrico rompiballe telematico col vizio dell'atletica e della letteratura. Spero riusciate a sopportare ancora le mie tirate ché il 2010 promette davvero bene...
Auguri di cuore a tutti.

sabato 19 dicembre 2009

Il ponte


Ieri sbattevo i denti per il freddo scollinando due volte, andata e ritorno, il longilineo ponte sul mare di Pescara, tenendo davanti a me la fida rotella metrica, cercando di definire una specie bizzarra di circuito collinare ‘artificiale’, mille metri su cemento e acciaio sospesi, per i miei ragazzi, corridori e marciatori.

Beati quelli che corrono e marciano quando fuori si gela. Beato pure chi può marciare e correre in compagnia, e ridere di gusto, mentre fuori c’è un freddo cane.

Portavo avanti a me la rotella metrica stradale, cigolante più del solito, e mentre giravo gli occhi ora sul mare, giustamente incazzato – il mare d’inverno sa reclamare la sua quota di attenzione e lo fa muggendo e schiumando salsedine –, ora sulla città variamente illuminata, mi sorprendevo di fronte ad una macchiolina rossa su una nocca della mano. Una goccia di sangue, viva e dolciastra, era lì a ricordarmi che avevo dimenticato i guanti.

Il ponte sul mare, a Pescara, è una bella cosa. I miei ragazzi che ci corrono e marciano sopra, sono una bella immagine. Questo andavo pensando, con la rotella metrica cigolante e ormai prossima a segnare mille metri, aumentando il ritmo del mio passo per scacciare via l’ultimo brivido che si arrampicava su per la schiena, e per fuggire un ricordo, un’altra immagine forte nella sua infinita tristezza: un uomo in tuta e piumino d’oca, con le mani in tasca e la testa incastrata nelle spalle e col bavero all’insù a lasciare scoperti soltanto gli occhi, svagati; desiderosi di guardare altrove, di chiudere il compitino quotidiano.

È l’immagine di un altro freddo, di un ricordo recente eppure lontano, di un altro allenatore, di altri marciatori (marciatrici in verità). L’uomo con le mani in tasca non ha bisogno di ponti da attraversare. È fermo nella bruma di uno stadio freddo. Di tanto in tanto tira un calcio ad una bottiglietta di plastica; tira pure due strilli atoni ad un paio di eroiche atlete, che emergono ciclicamente dalla semioscurità del circuito sbiadito, annunciandosi con un’iperventilazione che è un grido di dolore.

L’uomo con le mani in tasca, nel freddo e cogli occhi altrove, è distante anni luce dal mio mondo, pur facendone drammaticamente parte. Vorrei prestargli la mia rotella metrica stradale, e pure il mio ponte. Vorrei regalargli la curiosità del bambino che ieri mi correva di fianco, mentre misuravo il percorso. “Nonno, cos’è quella ruota?”, “Nonno, cosa fa il signore?”. Vorrei regalargli anche l’amore e la pazienza del nonno di quello stesso bambino, e pure la macchiolina rossa sulla mia nocca, ancora viva, dolciastra.

mercoledì 16 dicembre 2009

Fantasmi

Ci sono eventi che, se non avessi dalla mia l’esatta conoscenza di quella parte di mondo sportivo che è l’atletica italiana – nella sottocategoria della marcia atletica –, potrebbero convincermi di essere diventato invisibile; peggio, un fantasma. Che cosa mi è capitato stavolta? Beh, nulla di trascendentale. Solo la storia (un fatterello per carità!) di una convocazione ad un convegno, mai ricevuta dal sottoscritto ma intesa come tale da chi l’avrebbe (il condizionale credo sia d’obbligo) inoltrata (la Federazione, gli organizzatori?). Sarà il caso che mi spieghi meglio. Mettetevi comodi. Sabato e domenica scorsi si è svolto a Saluzzo (CN), presso la Scuola del Cammino, il consueto seminario sulla marcia (questa è stata la settima edizione; per i dettagli cliccare qui). L’informazione di questo seminario che, a leggere il programma, si presentava come l’assemblea degli Stati Generali della specialità, mi era stata data da mio fratello Giovanni, sorpreso per l’inclusione del suo nominativo nell’elenco degli invitati (pare che la cosa gliela aveva segnalata Michele Didoni, invitato anche lui). Io non avevo ricevuto nulla, non sorprendendomi più di tanto. Una decina di giorni fa ero alle prese con un’altra ‘esclusione’: ero in partenza per il raduno tecnico di Acquaviva delle Fonti (BA), ma né il mio nome, né quello della ‘mia’ atleta (Lucia Polito) erano presenti nel foglio dei convocati. (La questione si è risolta con un giro di telefonate. Nei giorni del raduno, ogni qual volta scendevo a far colazione, non potevo non notare il mio nome e quello di Lucia scritti a penna, in coda alla lista dei presenti).
Insomma, il convegno di Saluzzo si è svolto ed io avrei voluto parteciparvi. Mi interessava, ma non ero invitato. O forse sì? Mercoledì scorso mi arriva una mail a firma della Segreteria del Comitato Regionale Fidal: “Buongiorno Mario, il Sig. X Y della Fidal Roma, ha chiesto di comunicarti che per Saluzzo l'arrivo sarà per il 12 Dicembre p.v. ora di pranzo, mentre il 13 Dicembre p.v. il rientro dopo pranzo. Cordiali saluti”. Era mercoledì 9 e siccome per domenica 13 avevo preso l’impegno di presentare l’ultimo romanzo di un mio caro amico, Saluzzo, coi suoi stati generali, andava a farsi benedire.

Concludo. Dal sito marcia italiana.com leggo: “Vittorio Visini , capo settore marcia, e Maurizio Damilano, Chairman del IAAF RWC, hanno introdotto l’incontro toccando il tema dello sviluppo della specialità sull’ambito territoriale. Particolarmente incisiva la sottolineatura di Vittorio Visini che ha richiamato l’assenza di numerosi Responsabili di settore regionale (fino al 31 dicembre 2009 dovrei ancora essere Responsabile Regionale del Settore Marcia per l'Abruzzo, nds), evidenziando così la necessità di un maggior interesse da parte di chi è preposto alla guida e allo sviluppo della specialità in ambito territoriale”.
Sul cotto l’acqua bollita, dicono gli anziani. Cornuto e mazziato, dico io.

sabato 5 dicembre 2009

Separate things

Alexandre Dumas padre scriveva: "L'arte ha bisogno o di solitudine, o di miseria, o di passione. È un fiore di roccia che richiede il vento aspro e il terreno rude".
Torno ad occuparmi di marcia e mi rituffo nella sua soave apartheid. Forse dovrei spiegarmi meglio. Sul sito fidalabruzzo.org, ma anche su “Il Centro” di ieri (nello sport), ho letto: “In programma dal 6 all’8 dicembre, al Palaindoor di Ancona, il raduno tecnico territoriale area Italia - Centro, riservato agli atleti delle categorie Juniores, Allievi e Cadetti del Progetto Talento Regionale delle specialità velocità, ostacoli, lanci, salti, mezzofondo e prove multiple.Sono sette gli atleti abruzzesi convocati. Mezzofondo: Marco Salvi (Atletica Gran Sasso Teramo, 1500), Federico Gasbarri (Falco Azzurro Carichieti, 1000). Salti: Marina Brandimarte (U.S. Aterno Pescara, asta), Zied Fekih Hassen (Atletica Gran Sasso Teramo, lungo), Valerio Di Blasio (Ecologica Giulianova, triplo). Lanci: Elia Cavalancia (Atletica Ciro Quaranta Pescara, peso), Chiara Centofanti (Falco Azzurro Carichieti, peso).
E la marcia? Non c’è la marcia? Certo che c’è, ma non ad Ancona con le altre specialità dell’Atletica. La marcia si radunerà ad Acquaviva delle Fonti (BA), sempre dal 6 all’8 dicembre, a raccontarsi i fatti suoi. Io pure sarò là, ad accompagnare Lucia Polito, giovanissima marciatrice lancianese che ho l’onore di allenare assieme all’amico Antonio Ferretti, lancianese doc pure lui. Insomma, la marcia, coi suoi migliori talenti del centro sud, starà ancora una volta per i fatti suoi (ma non tutti i ‘mali’ vengono per nuocere), col suo bravo blogger opinionista aerobico, a ricordarla agli altri, fuori da ogni ufficialità, per i corridoi del web.

venerdì 27 novembre 2009

Vado di fretta...

... ma due righe voglio lasciarle. Domenica che viene sarò impegnato con gli amici della marcia al Parco d'Avalos di Pescara, alle 10.00 (del mattino ovviamente). Un tam tam informale, affettuoso, appassionato, partito dal sempre più coinvolgente ed attivo Massimiliano Palumbaro, e subito raccolto e rilanciato dal sottoscritto, permetterà una riunione tecnica e conviviale di marciatori ed appassionati del taccopunta (giovani e meno giovani). Saremo davvero tanti (mi dispiace per il 'misterioso' forfait di qualcuno), compresi Valerio Di Vincenzo, mitico coordinatore scientifico del glorioso Progetto '92, e Claudio, "Rino", Dei Rocini, amico, ex marciatore e insostituibile medico sportivo di quello stesso Progetto.
A lunedì per il dovuto resoconto.

mercoledì 25 novembre 2009

Relata refero



La notizia è di quelle che fanno pensare amaro. Cliccate qui per saperne di più. Mi astengo da ogni commento. Buona lettura.

venerdì 20 novembre 2009

Buio sull'Atletica

Qualcuno penserà che sono tornato alla scrittura apocalittica. Ecco, adesso Mario ricomincia a piangere: sul futuro dell'Atletica, sulle sue disgrazie passate e presenti, sul reclutamento dei più giovani... No no, niente paura, solo una questione di watt. Mi spiego: la pista di atletica dello stadio Adriatico di Pescara ha luce solo quando il sole manda i suoi raggi da quei paraggi; quando il sole 'stacca' (da novembre a febbraio già dalle 17.00) bambini e adulti giocano a mosca cieca, tra ostacoli, pedane e cordoli insidiosissimi. Di tanto in tanto, alcuni faretti del vicino antistadio (edicola del calcio locale), con fare caritatevole ci prestano, di rimbalzo, qualche preziosissimo fotone. L'Atletica che vive di luce riflessa...

sabato 14 novembre 2009

Avaria (non aviaria)

Avaria nel counter Histats. Bloccato da stanotte, credo. Segna tre pagine viste e tre visitatori, dalla mezzanotte di ieri (di oggi?). Noto che anche il counter di fidalabruzzo.org ha gli stessi problemi: è inchiodato su due pagine viste e due visitatori. E allora mal comune mezzo gaudio! Invece no. Mi manca uno strumento necessario. Il mio occhio sugli amici 'invisibili', sugli IP che passano a visitarmi, per qualche minuto o qualche secondo; dall'Italia, dalla Svezia, da chissà dove; volati da me a cavallo di motori di ricerca sempre più attivi, indirizzati da chiavi di ricerca ora bislacche ora miratissime. Maledetta avaria. Fortuna che il mese scorso ho montato un software statitistico supplementare. Uno ShyniStat versione freeware, dal numero di visite totali assai più basso, ovviamente. Mortifica il mio stupido narcisismo, ma soddisfa la mia puerile curiosità, quello sbirciare - io ben nascosto e non visto - chi viene e chi va, intorno al mio mondo di parole.

venerdì 13 novembre 2009

Non solo marcia

Adesso diranno che i marciatori oltre che essere "puzzapiedi" sono pure comunisti! Che i soliti malpensanti continuino a sputar bile! Gisella Orsini, nota marciatrice pescarese, è stata capace di metter su, assieme alle organizzazioni Megachip e Donchisciotte, un notevolissimo evento culturale (e non politico-partitico, sia ben chiaro). Il 27 novembre, presso il teatro S. Andrea di Pescara, ci sarà un incontro-dibattito dal titolo "S'informi chi può", ovvero l’invisibilita’ dei fatti nell’informazione. L’evento vedra' come protagonisti principali il popolare vignettista Vauro e il giornalista ed ex-euro parlamentare europeo Giulietto Chiesa. Una bellissima serata sostenuta coralmente dalle reti associazionistiche Abruzzo Social Forum e Emergenza Ambiente Abruzzo e che vedrà la partecipazione di Renato De Nicola, Fabrizia Arduini e Corrado Di Sante. Interverrà inoltre la band abruzzese Maxiata che eseguirà i suoi brani in versione acustica. Legata all’evento del 27 novembre è la mostra “Aspettando Vauro e Chiesa” che verrà inaugurata domenica 15 novembre presso i locali di Vini e Olii di Pescara (via delle Caserme) e dove saranno esposte opere del vignettista Vauro.
Guarda un po' tu 'sta Gisella Orsini...

mercoledì 11 novembre 2009

Riunione riunione riunione riunione...

Chissà cosa bolle in pentola. Il Presidente della Fidal Abruzzo, Domenico Narcisi, convoca, per sabato prossimo, tecnici e dirigenti di tutte le società d'Abruzzo. Così recita la missiva inoltrata alla mia società:
"Sabato 14 novembre p.v., alle ore 17.00, presso la sala dei Giochi del Mediterraneo del CONI, sita in Pescara, Via Botticelli, 26, si terrà una riunione di tutti i tecnici abruzzesi per esporre la proposta di strutturazione del settore tecnico 2010. Confidando nella partecipazione di tutti, porgo cordiali saluti. Domenico Narcisi".
Finalmente un'occasione 'reale' (cioé non virtuale, telematica) di dialogo. Qualcosina da dire l'avrei... E voi? Vi prego, suina permettendo, partecipiamo in massa!

venerdì 6 novembre 2009

Homo novus

Massimiliano Palumbaro mi perdonerà se per un momento gioco ad indossare i panni dell’agiografo. Sì, gli voglio dedicare un post, breve, ché sennò qualcuno pensa davvero ad un’operazione pubblicitaria (assai artigianale, in verità). Massimiliano è l’uomo nuovo dell’atletica abruzzese. Nuovo perché dotato di intelligenza etica, raffinata e concreta, improntata alla limpidezza dei propositi e alla correttezza dei rapporti, qualità rarissima in un mondo – quello dell’atletica appunto – spesso abitato da dilettanti perditempo e stucchevoli imbonitori.
Massimiliano l’Atletica l’ha praticata, da marciatore. Ma non un walker da tapasciate domenicali. Marciava i 10.000m in 41:43 (al momento non c’è nessuno che ‘cammina’ così veloce in Abruzzo, e in molte altre regioni d’Italia)!
Oggi Massimiliano è un validissimo professionista, un manager che si occupa di financial risk management all’interno della CFI & Partnerns s.r.l., società da lui fondata nel 2007 assieme a Roberto Diodati e Giulio Caso. Ma non solo. Massimiliano è il presidente dell’AICS Hadria Pescara, la società di atletica leggera dove ho iniziato a correre e marciare (meglio, prima marciare e poi correre) trentadue anni fa, assieme a mio fratello. L’AICS Hadria Pescara è pure la società dove nel 1986 cominciai ad allenare e dove oggi, proprio grazie all’intervento di Massimiliano, sono tornato, con serenità e rinnovato entusiasmo, ad occuparmi di mezzofondo e marcia (posso finalmente dirlo!). Le rose che ho sotto gli occhi ora – ne sono certo – fioriranno.

mercoledì 4 novembre 2009

Il 'fisso' non mi bastava...

No, il computer fisso non mi bastava più. La mia seconda anima (l'anima de li mejo mortacci mia, direbbe mia moglie) si sdoppia (tre anime? azz...): adesso ho pure un portatile Asus di nuovissima generazione, ultrasottile e con batterie da otto ore di autonomia. Un gioiellino di tecnologia digitale. Una scultura a 64 bit. (Sto già provando dei giochini biomeccanici con alcuni video atletici di questa estate; prevedo una bella pubblicazione a breve).
Evelina (mia moglie) mi licenzierà?

domenica 1 novembre 2009

Mubble mubble...

Altra giornata di lavoro duro e appassionante. Rimettere mano a vecchie scartoffie e scoprire che non sono poi così vecchie rinnova l’entusiasmo, infonde nuova energia. I Progetti (rigorosamente con la maiuscola) hanno bisogno del passato. Quello buono però. La memoria e gli amici sono indispensabili per cominciare bene.

martedì 27 ottobre 2009

Riprendere la Marcia

La polemica, quella sana, può essere un utile strumento di crescita, cognitiva e morale. Se c’è la volontà di riflettere sui numeri di un confronto, difficile, (che non è sempre piano, lineare; piuttosto improntato alla ruvidezza dei toni, delle espressioni) anche la più aspra delle polemiche può diventare cherosene per volare verso orizzonti meno angusti. Ebbene, sono tanto convinto di quel che scrivo da parteciparvi una mia decisione, nata per effetto di chissà quale reazione biochimica innescata da certi fatterelli occorsimi giorni fa. Questo mio intendimento prenderà presto la forma del Progetto (sì, la maiuscola è d’uopo!). Voglio tornare ad occuparmi di Marcia (anche qui la maiuscola si rende necessaria), seriamente. Seriamente vuol dire riportare la Marcia Atletica a Pescara; un centro di avviamento per i giovanissimi e di supporto per i marciatori più esperti (anche per quelli extra-regionali, perché no, ché essere atleti abruzzesi per me vuol dire condividere cultura sportiva abruzzese). Un centro che ha già un nome: AICS Hadria Pescara. (Presidente dell’Hadria Pescara è il vulcanico Massimiliano Palumbaro, qualche anno fa marciatore da 41’ e rotti sui 10.000, avviato alla specialità da mio padre Gaetano quando a Pescara, nell’Hadria, avevamo i migliori Allievi d’Italia, mio fratello Giovanni compreso. Sarà questo un caso?).
Per ora è tutto. Stay connected.

lunedì 26 ottobre 2009

Sassolino


I regali* si fanno solo agli amici e a pochi cari parenti. Non credete?

* Anche nell'accezione iperbolica del termine: "ciò che costa così poco da sembrare regalato" (Dizionario Italiano Garzanti).

domenica 25 ottobre 2009

Sinite parvulos venire ad me (Matteo, 19, 14)

(Pietro Pastorini e gli Esordienti di Grottammare)

Memoria fresca. Grottammare oggi era la capitale italiana della marcia. Gli Allievi e le Allieve a contendersi il titolo dei 10 km su strada. Gli assoluti a guerreggiare sui 20 km. E tanti, tanti bambini. Ma voglio, per una volta, lasciar perdere i numeri delle classifiche, i risultati cronometrici. Ci sono i siti federali a spiegare questo, con molta perizia. Io che sono un romantico vi lascio la limpida eloquenza di una foto. In essa campeggia la figura rassicurante e canuta della Passione Esperta. Tutt’intorno il Futuro. (Il segreto della marcia è tutto lì).

mercoledì 21 ottobre 2009

Affari nostri

Ottobre volge alla fine e le società di atletica, quelle che contano, si affannano a chiudere gli ultimi accordi con gli atleti di punta che andranno a comporre la cosiddetta prima squadra. Potremmo parlare di atletica-mercato, scimmia di quello calcistico ché le cifre hanno qualche zero di meno. Anche in Abruzzo, com’è consuetudine da qualche anno a questa parte, arrivano talenti e talentini, giovani e meno giovani, tutti con un bel palmares da 900 punti in su in tabella finlandese. Le loro perfomances d’eccellenza porteranno in alto, nuovamente, i colori dei loro nuovi clubs e quindi pure della nostra regione; i loro successi sono espressione di una managerialità sportiva assai raffinata, capolavoro di dirigenti attenti ed efficienti.
Attenzione però. Se i numeri dell’eccellenza sopra citata sono evidenti, meno noti sono quelli dei giovanissimi (ma anche meno giovani) tesserati praticanti (sottolineo praticanti). E poi, quanto dei proventi derivanti da quei successi vengono investiti in cultura sportiva (leggasi formazione e sostegno dei tecnici sociali locali)? Se l’Abruzzo di serie A in Atletica (quello degli scudetti, per intenderci) dovesse malauguratamente sparire oggi, quante altre positive evidenze saremmo in grado di esprimere? Da dove ripartiremmo?