Non sono uso a mitizzare il senso della fatica nello sport, piuttosto cerco di rifletterci su e a fondo. La corsa campestre, svuotata della trita e pericolosa retorica del "se non fa male non fortifica" (quanti "over 30" hanno attaccato anzitempo le scarpette al chiodo per preparare un cross in più), può essere assai formativa per un giovanissimo mezzofondista. Ma non solo. Può essere molto utile anche agli allenatori-educatori, perché il fango (usando una sineddoche) è il termometro che può indicare lo stato di salute del mezzofondo giovanile (veloce o resistente che sia, si badi!). E quando si arriva distanti, lontani dai primi nel fango, qualche domanda bisognerà pur farsela.
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lunedì 16 marzo 2015
Lontani nel fango
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lunedì 9 febbraio 2015
Bisogno di "passologico"
Alessio Bisogno vince a Casetelfrentano - terra frentana, terra d'Abruzzi - il titolo di Campione
Regionale Assoluto 2015 di Corsa Campestre. Alessio corre per "passologico"; con "passologico". Ed io mi emoziono perché ha dimostrato come sia possibile migliorare, fino a raggiungere obiettivi prestigiosi (perché vincere un titolo regionale assoluto di cross vuol dire entrare nella storia abruzzese della specialità), partendo dalla più umile delle 'gavette sportive'. Oggi Alessio è un ex tapascione e lo dico con orgoglio. Come dice bene lui, ha impiegato nove anni per riuscirci. Un insegnamento per tutti, soprattutto per i più giovani; quelli che, alla prima difficoltà, o mossi dalla smania di fare subito chissà cosa, ad un certo punto 'cambiano aria'...
Bravo Alessio, andiamo avanti.
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domenica 25 gennaio 2015
Ci vuole un "passologico"
Che bella la foto d'esordio dei miei ragazzi alla prima uscita federale del 2015 (il CdS Regionale di Cross a Pescara). Che bello quel 4° posto a squadre (nella classifica provvisoria) davanti a sodalizi sportivi che hanno fatto la storia dell'atletica abruzzese. Quei volti, i volti dei miei ragazzi, dicono più di mille racconti. Peccato, ché io non c'ero, impegnato a Formia per l'ennesimo corso federale. C'era però un emozionatissimo Mauro Trubiano (nella foto il primo da destra), amico-presidente della mia-nostra nuova creatura: l'asd passologico, la risposta umana (non la sola in Abruzzo, ci mancherebbe) e pacata a certo agonismo "di ritorno".
Tapascioni che mettono le chiodate per correre intorno ai 4'/km (e qualcuno pure a 5'/km), che le scelgono con la cura che neanche un Ovett avrebbe usato, al massimo della sua condizione atletica. Amatori assatanati che massacrano ciò che rimane di muscoli e tendini ridotti a groviere di connettivo cicatriziale. Amatori sempre incazzati perché il mondo non si accorge delle loro 'imprese'. Amatori...
Amatori, vi prego: "keep calm and love yourself", ma davvero.
Qualcuno - molti in verità - dovrebbe ritrovare almeno un filo di buon senso; che non vuol dire divertirsi di meno o fare meno fatica, anzi. Ci vuole una risposta sobria, etica, razionale alla dilagante e convulsa rappresentazione di certo agonismo ossessivo e fintamente amatoriale.
Ci vuole un passo logico. E noi di "passologico" ci stiamo provando, concretamente.
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lunedì 5 marzo 2012
Il rosso e il grigio
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| (Le Allieve della Gran Sasso Teramo, 3rze nella Finale Nazionale 2012 del CdS di Cross a Correggio (RE); da sx, Claudia Del Giudice, Lucrezia Anzideo, Elena De Dominicis, Giulia Palumbi) |
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| (Gli Junior della Gran Sasso Teramo, 2ndi nella Finale Nazionale 2012 del CdS di Cross a Correggio (RE); da sx Luca Di Muzio, Lorenzo Di Stefano, Daniele D'Onofrio, Gabriele Colantonio, Salah Uddin) |
Rosso è il colore dominante della casacca dell'Atletica Gran Sasso Teramo, la società di atletica leggera che ieri a Correggio (RE), in occasione della Finale Nazionale dei CdS di Cross, ha ottenuto il secondo posto per team tra gli Junior e il terzo, sempre a squadre, tra le Allieve. Tutti abruzzesi quei ragazzi. E credo che questa sia la soddisfazione più grande. Il lavoro svolto qualche anno fa per la base del nostro movimento atletico regionale (dalla categoria Esordienti in su, per intenderci) ha dato i suoi frutti.
Per una sintesi dei risultati degli abruzzesi a Correggio potete cliccare qui.
Grigia invece è stata la prestazione dei nostri Cadetti (Cadetti e Cadette) impegnati, sempre a Correggio, nel Criterium Nazionale di Cross per Rappresentative Regionali.
Massimiliano Santovito (Hadria Pescara) col suo 60° posto è stato il migliore dei nostri (gli altri sono finiti tutti abbondantemente oltre la 100^ posizione in classifica). Tra le Cadette le cose non sono andate meglio con Sara Schirinzi (Farnese Pescara) 65^ all'arrivo (le altre, tutte intorno alla 100^ posizione).
Non so se gli annali del Cross abruzzese ricordano un risultato a squadre tanto 'magro' per la categoria Cadetti: 17^ la rappresentativa femminile e 18^ quella maschile (le regioni italiane mi pare siano ancora 20).
Credo fermamente che al Settore Promozionale vadano destinate ben altre attenzioni e risorse. Quando smetteremo di considerare gli Esordienti come dei noiosissimi rompiballe (qualcuno dalle mie parti la pensa così, sic), forse soltanto allora non dovremo ricorrere al tesseramento di atleti non abruzzesi per salire sul podio di una finale nazionale dei CdS nelle categorie giovanili (la Gran Sasso Teramo ci riesce ancora e credo che la cosa assuma un valore profondamente etico).
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martedì 21 febbraio 2012
Running Free
Questo è un post per una riflessione altra sul podismo. Oggi infatti non 'celebrerò' questo o quel campione. Non prenderò la via, sempre opinabile, dell'analisi tecnica post-gara; post-campionati di società di corsa campestre, per esser precisi. Sì, voglio scientemente deludere talune attese.
Dunque si parla di Lanciano, capitale dell'Abruzzo frentano. Domenica 19 febbraio 2012. Ippodromo delle Rose. Campionati Regionali di Società di Corsa Campestre delle categorie Allievi, Juniores e Assoluti e di quelle Cadetti e Ragazzi (1^ prova), valevoli, per queste ultime due categorie, anche per l’assegnazione del titolo individuale.
Ancora una volta gli amici della Nuova Atletica Lanciano hanno saputo allestire una magnifica manifestazione di Atletica Leggera.
Running Free è il titolo di questo post. È pure il titolo del primo singolo della mitica band heavy metal Iron Maiden. La dizione running free rimanda ad un significato preciso; a me piace tradurla, molto liberamente, con un chi corre libero. Marco Running Free Sinibaldi è il presidente corridore della ASD Running Free Pescara (nella foto in alto è il primo da sinistra), società vincitrice del Cross Lungo Maschile di questi difficili CdS di Cross abruzzesi. Marco Running Free è arrivato terzo al traguardo dei 10 km, dietro i suoi compagni di squadra, Luigi D'Alimonte, secondo, e Gianni Scappucci, primo. 125 anni in tre.
Ieri, nel fare i complimenti a Marco gli dicevo dell'importanza notevolissima di quella vittoria. Marco e i suoi compagni di squadra sono il presidio concreto di un'atletica che corre, organizza e promuove se stessa nonostante gli inciampi e le assenze di certa altra atletica.
L'immagine vittoriosa e serena degli amici della Running Free si sposa bene con la conclusione concitatissima dei 2,5 km Cadetti, sempre a Lanciano. Fatica vera che va a buon fine.
Nella foto qui in basso uno stremato Massimiliano Santovito (ASD Aics Hadria Pescara), vincitore del titolo regionale Cadetti dopo un finale kamikaze, riceve l'abbraccio dei suoi avversari più diretti subito dopo l'arrivo .
Questa è l'atletica che più mi piace. E a tal proposito permettetemi ancora un paio di ringraziamenti: uno speciale va a Marcello Casasanta, Presidente dell'Atletica Solidale di San Salvo nonché segretario dell'ASD Corrilabruzzo (l'associazione che organizza il Circuito Corrilabruzzo Saucony 2012); Marcello ogni anno porta all'atletica un bel po' di ragazzini (il sopra citato Massimiliano Santovito è uno di loro); l'impegno di uomini come Marcello realizza l'eccellente e indispensabile trait d'union tra l'attività motoria di base e l'Atletica che vuole riprendere a vivere. (Provate a dare un'occhiata al Progetto Salu'Tiamo).
L'ultimo ringraziamento va a Magda Castiglione e Guido Mariani, rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell'ASD Aics Hadria Pescara. Con loro di recente, durante le riunioni del direttivo dell'Hadria, ho discusso in modo ferocemente amichevole. Grazie però alla loro ostinata e costante determinazione, al lavoro sul campo assieme ad altri validissimi collaboratori, i Centri giovanili di avviamento allo sport dell'Hadria Pescara hanno superato i cento iscritti.
| (da sx: Armando Di Ciano, Evandro Maddes, Massimiliano Santovito; i Cadetti dell'ASD Aics Hadria Pescara in testa alla classifica provvisoria del Campionato Regionale di Società di Cross 2012) |
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martedì 17 gennaio 2012
Rosso pretuziano
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| (da sx: Salah Uddin, Daniele D'Onofrio, Lorenzo Di Stefano, tutti della Gran Sasso Teramo) |
Quando penso all’Atletica e al tirocinio obbligato di soave crudeltà pedagogica che ogni suo Campione ha dovuto affrontare prima di affermarsi come tale, ecco, il mio pensiero va alla corsa campestre. Chi vuole crescere nella corsa e crede pervicacemente che c’è ancora tanto da imparare faticando, in inverno affonda le proprie caviglie nel fango o, al meglio, nella terra molle. Ma non per qualche timido appoggio elegante. La corsa campestre rischiara l’anima e la mente, sporcando le scarpe e strozzando il respiro (altro che i ‘comodi’ legni delle indoor!).
Castel Frentano (CH), domenica 15 gennaio 2012. Campionati Regionali Assoluti Individuali di Corsa campestre. Li organizza la Nuova Atletica Lanciano sotto la guida esperta dell’illustre padrone di casa Camillo Campitelli, il runner perpetuo. L’Atletica, quella vera, che se ne strainfischia di ogni opinione (anche se aerobica) o ciancia, riparte mostrando il suo volto migliore.
| (da sx: Lucrezia Anzideo e Claudia Del Giudice) |
Un paio di gradi centigradi sopra lo zero alle nove del mattino. Non più di quattro intorno alle dieci, alla partenza dei 4 km della categoria Allieve, la prima gara della giornata. Percorso duro e a due facce. Un dedalo di un chilometro, uguale per tutti, da ripetersi quattro (Allieve), cinque (Allievi), sei (Junior F), otto (Junior M, Assoluti F), dieci volte (Assoluti M). Partenza dentro il locale campo di calcio, con i primi cinquanta metri (più o meno) sul manto erboso, rettilineo, che piega presto verso un terreno agricolo inclinato, da scalare e ridiscendere zigzagando per circa seicento metri prima di tornare dentro al veloce rettangolo di gioco, gioiosa tonnara per caviglie che hanno ancora qualcosa da dire.
Significante totale di questa splendida giornata di Sport, la tripletta degli Junior dell’Atletica Gran Sasso Teramo. Rosso pretuziano abbacinante; quasi imbarazzante. Daniele D’Onofrio, il primo dei tre, va via come un missile dal primo metro, senza alcun timore reverenziale nei confronti del blasontato Federico Gasbarri, vice campione italiano uscente sui 1500m nella categoria Allievi. Federico, in affanno dai primi metri di una gara serratissima e forse troppo lunga per il suo attuale ‘motore’, indossa la nuova canotta della Bruni Pubblicità Atletica Vomano; due esuberanti compagni di squadra (pugliesi, anch’essi da poco tesserati per la Bruni Pubblicità) avrebbero dovuto aiutarlo, come sembrava dalle battute iniziali, nell’improbabile compito di mettere in difficoltà l’irragiungibile Daniele di rosso vestito. Beata gioventù!
I rampolli della Bruni Pubblicità finiscono invece per fare il gioco della Gran Sasso Teramo, che non si accontenta di vincere il titolo individuale col mai troppo citato D’Onofrio, ma piazza Lorenzo Di Stefano al secondo posto (che bravo Lorenzo, e che testa) e un sorprendente Uddin Salah al terzo, entrambi protagonisti di una spettacolare rimonta. Rispettivamente al quarto, al quinto e al sesto posto i ragazzi della Bruni Pubblicità (e cioè Yassine Nazih, Federico Gasbarri, Giovanni D’Angelo), assai distanti dal primo classificato (Gasbarri prenderà un minuto e tredici secondi da D'Onofrio), segno che comporre un gruppo vincente di giovani runners non è il gioco del “Fantatletica”, ma innanzi tutto un lavoro tecnico-culturale (in questo caso tutto abruzzese), programmato a dovere e che si gioca con intelligenza ogni giorno sul campo e sui libri. Chiedetelo a Donato Chiavatti. Suo il merito di aver portato D’Onofrio ai risultati di oggi e alla consapevolezza di un talento ancora tutto da esplorare. Suo il merito di aver fatto dialogare, senza strepiti e clamori, le diverse anime abruzzesi di questo meraviglioso manipolo di giovani. (Tra questi non dimentichiamo il ‘veloce’ Luca Dezzi, Gabriele Colantonio e Luca Di Muzio). Bravo Donato, quindi, e complimenti a Maurizio Salvi e Massimo Pompei, rispettivamente Presidente e DT della Gran Sasso Teramo. Brava pure la Professoressa Concetta Balsorio, presente sul campo ad incitare e guidare tatticamente il ‘suo’ junior Lorenzo Di Stefano, secondo appunto, ed anche il terzo, Uddin Salah (Concetta, Lorenzo e Uddin hanno tutti cuore marsicano).
Degli assenti ‘illustri’ non si parla. Affar loro. Vengo piuttosto al mio orticello. Quattro i ‘miei’ atleti a Castel Frentano. Innanzi tutto Lucrezia Anzideo, oggi all’esordio nella categoria Allieve, con la sua nuova canotta rosso Gran Sasso e un bel titolo regionale di cross (oops, maledetto inglese!), sudato e benaugurante. Questo per lei sarà un anno importante, di crescita, difficile (ma esistono anni facili?); forse intrecciato. Lo risolverà con la mentalità di sempre, sciogliendolo dentro un sorriso.
Negli Allievi ha esordito pure Matteo Torrieri, tesserato per l’Atletica Rapino del mitico Presidente Gino Fosco. Matteo è arrivato secondo, perdendo allo sprint dal più giovane ma più esperto Alfred Kazimi (Gran Sasso Teramo). Che bello vedere due ragazzi lottare fino all’ultimo centimetro, finire stremati a terra due passi dopo il traguardo e abbracciarsi felici qualche minuto dopo. Una sorta di anacronismo. Ed io c’ero. Quale spettatore più felice di me?
| (Luigi Turilli, Aics Hadria Pescara) |
E poi, per chiudere, due righe sulla 10 km assoluta maschile. Vince un indiavolato Matteo Notarangelo (Bruni Pubblicità Vomano) a precedere di 28 secondi Luigi Turilli (Aics Hadria Pescara). Terzo un coraggiosissimo Alessio Bisogno (Aics Hadria Pescara) a meno di un minuto dal compagno di squadra. Luigi – come pure Alessio – atleticamente è cresciuto tanto. Facendo due conti (all’8° km è passato soltanto dieci secondi più lento del forte D’Onofrio) potrebbe provare a scendere sotto i 31 minuti sui 10.000 in pista, già da questa primavera. E partecipare così ai prossimi Campionati Italiani Assoluti all’aperto. Ne parlavo proprio con Donato Chiavatti: Daniele e Luigi potrebbero aiutarsi a vicenda in occasione dei 10.000 del C.d.S. di Corsa. Come scriveva qualcuno giorni fa, da qualche parte, “se son rose…”.
(Tutte le foto sono di Donato Chiavatti)
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lunedì 7 febbraio 2011
PRESENTI!
L’Aics Hadria Pescara Triathlon vince per il secondo anno consecutivo il Cross Lungo del Campionato Regionale di Società di Corsa Campestre, in Abruzzo, nella Pineta d’Avalos di Pescara. Il podismo resistente e di livello c’è. L’entusiasmo festoso di parecchi giovani disposti a far fatica, ognuno secondo le proprie capacità ‘contributive’, c’è (Luigi Turilli, vincitore del lungo ha ventuno anni… e poi, che bello veder correre nei 3 km Allieve Annabruna Di Iorio, elegante mezzofondista veloce della Falco Azzurro Carichieti!). C’è pure – nonostante tutto, e per questo sia ringraziato il cielo! – la strenua volontà di lottare ancora per un titolo regionale a squadre (che però non è un titolo qualsiasi).
L’Aics Hadria Pescara Triathlon ha guerreggiato fino all’ultimo metro con i coriacei avversari dell’Atletica Gran Sasso Teramo ed è stato uno spettacolo come non se ne vedevano da parecchi anni.
C’era pure l’urlo liberatorio e vincente di Luigi Turilli all’arrivo dei 10 km (Dio solo lo sa quanto si è lavorato per tagliare quel traguardo!). Peccato che il Presidente Regionale e il vice Presidente Vicario Fidal non abbiano potuto ascoltarlo. Loro ieri non erano presenti e questo mi dispiace assai.
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sabato 16 gennaio 2010
Cross
Il 24 gennaio prossimo ricomincia la stagione crossistica, qui in Abruzzo. La mia trentatreesima. Una decina di queste le ho vissute da runner, un crossista forzato, davvero poco uso a quel tipo di fatica che è propensione all’irregolarità del ritmo, agli avvii accelerati e ‘al buio’ – nel cross sovente si corre ‘al buio’, si affondano i piedi nell’ignoto, senza avere nessuna garanzia che essi, una volta al suolo, possano sopravvivere per l’appoggio successivo –, alle gomitate feroci per infilare da front runner, col petto che sfida il vento – spesso gelido – il budello di nastri bianchi e rossi e paline, quella formidabile tonnara umana che corre su un tappeto cangiante, che può essere limo fine o grosso, sterrato battuto, erba, sabbia, ghiaia, pietre; un sentiero qualche volta coperto di neve e ghiaccio, dall’altimetria clemente o bizzarra. Il cross esige incoscienza; permeata di fredda razionalità. Il cross necessita di coraggio e irruenza; governati dal giusto timore e da cosciente temperanza. È un ossimoro. È allegoria esistenziale crudele e gioiosa.
Provai il cross per la prima volta a dodici anni. Fu un’esperienza traumatica. Tutti mi spingevano, mi cacciavano indietro con delle manate incredibili; era come uscir fuori da un cinema che andava a fuoco: i più grossi e forti erano già davanti, nella parte stretta dell’imbuto che portava all’angusto sentiero che era il percorso di gara. Pieni di ormoni in subbuglio, di muscoli tonici e nervosi, gambe da calciatori incalliti e cattiveria da vendere, i primi correvano davanti sprintando ogni tre appoggi. Vedevo le loro schiene larghe di
quindicenni anticipati, le gambe già pelose, bambini con la barba venuti su con strani omogeneizzati. Cercavo di superarne qualcuno. In verità non molti. E non i primissimi. Puntavo quelli che immaginavo sarebbero scoppiati dopo qualche centinaio di metri dalla partenza, ma che, da cagnacci, chiudevano sempre ogni possibile passaggio, dondolando di qua e di là ubriachi di fatica, ma sufficientemente lucidi da rompere le balle ancora cento metri. Arrivai fresco al traguardo. Fresco ma deluso. Intorno alla trentaduesima posizione (era una competizione provinciale scolastica!). Dietro di me forse un centinaio di ragazzini. Oggi, in una competizione scolastica provinciale, non fai sessanta partenti neanche se all’arrivo regali i-phone dell’ultima generazione. È un mondo che non ha più bisogno di allegorie, né di scuole.
Provai il cross per la prima volta a dodici anni. Fu un’esperienza traumatica. Tutti mi spingevano, mi cacciavano indietro con delle manate incredibili; era come uscir fuori da un cinema che andava a fuoco: i più grossi e forti erano già davanti, nella parte stretta dell’imbuto che portava all’angusto sentiero che era il percorso di gara. Pieni di ormoni in subbuglio, di muscoli tonici e nervosi, gambe da calciatori incalliti e cattiveria da vendere, i primi correvano davanti sprintando ogni tre appoggi. Vedevo le loro schiene larghe di
quindicenni anticipati, le gambe già pelose, bambini con la barba venuti su con strani omogeneizzati. Cercavo di superarne qualcuno. In verità non molti. E non i primissimi. Puntavo quelli che immaginavo sarebbero scoppiati dopo qualche centinaio di metri dalla partenza, ma che, da cagnacci, chiudevano sempre ogni possibile passaggio, dondolando di qua e di là ubriachi di fatica, ma sufficientemente lucidi da rompere le balle ancora cento metri. Arrivai fresco al traguardo. Fresco ma deluso. Intorno alla trentaduesima posizione (era una competizione provinciale scolastica!). Dietro di me forse un centinaio di ragazzini. Oggi, in una competizione scolastica provinciale, non fai sessanta partenti neanche se all’arrivo regali i-phone dell’ultima generazione. È un mondo che non ha più bisogno di allegorie, né di scuole.martedì 17 marzo 2009
Federico Gasbarri e la gara perfetta
Federico Gasbarri è il nuovo Campione d’Italia Cadetti di Corsa Campestre. A Porto Potenza Picena (MC), domenica, ha messo il petto davanti al futuro del mezzofondo giovanile italiano, senza paura e con l’intelligenza tattica del Cova degli anni migliori (lui che ha solo quindici anni).
Sì, Federico mi ha emozionato. Mi ha colpito la sua strenua volontà di vittoria, quell’andare a meta consumando l’ultima stilla di energia sulla linea del traguardo, non un centimetro prima, né uno dopo. È il successo del talento individuale, il suo, ma anche dell’abnegazione silenziosa, dell’impegno quotidiano, religioso e collettivo, proprio di una comunità morale a cui sento di appartenere, con orgoglio. Federico ha vinto per se stesso e la sua famiglia, per l'allenatore Carlo Piersante, per l’Abruzzo, terza regione nella classifica a squadre Cadetti e quarta nella combinata Cadetti-Cadette, e per la sua società, la Falco Azzurro Carichieti. Una domanda: quanto vale il successo di un giovanissimo mezzofondista che non ha un campo d’atletica dove allenarsi?
Sì, Federico mi ha emozionato. Mi ha colpito la sua strenua volontà di vittoria, quell’andare a meta consumando l’ultima stilla di energia sulla linea del traguardo, non un centimetro prima, né uno dopo. È il successo del talento individuale, il suo, ma anche dell’abnegazione silenziosa, dell’impegno quotidiano, religioso e collettivo, proprio di una comunità morale a cui sento di appartenere, con orgoglio. Federico ha vinto per se stesso e la sua famiglia, per l'allenatore Carlo Piersante, per l’Abruzzo, terza regione nella classifica a squadre Cadetti e quarta nella combinata Cadetti-Cadette, e per la sua società, la Falco Azzurro Carichieti. Una domanda: quanto vale il successo di un giovanissimo mezzofondista che non ha un campo d’atletica dove allenarsi?
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lunedì 2 marzo 2009
Oooops, dimenticavo...
Potevo dimenticare il Futuro? Matteo Di Ciano (nella foto sfocata dall'alta velocità del soggetto), fratello del brillante Armando (Atl. Rapino), corre davanti ai nostri sogni. Li batte in volata. Per ora lasciamolo bramare un paio di giretti sul brucomela, un sacrosanto diversivo per il 'dopo gara'.
Grazie Matteo, grazie Armando, col cuore.
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