lunedì 29 luglio 2013
lunedì 8 luglio 2013
Il campione, la solitudine, l'ascolto, la parola
In questi meteorologicamente bizzarri giorni di inizio luglio rimbalzano, sinistre e vieppiù inquietanti, le numerose notizie di un doping sempre più sistema transnazionale. Certi 'poteri forti' però - questa sembra essere la novità - cominciano a 'balbettare' per effetto dell'incalzare di un giornalismo rivoluzionario ed estremamente efficace e, almeno qui in Italia, di una magistratura determinatissima e competente.
Ma non è di questo o quell'altro caso di 'imbroglio farmacologico' che vi voglio parlare, bensì di un aspetto, per me non meno interessante del fenomeno doping tout court; qualcosa che, probabilmente, 'vive' accanto al doping e finisce per alimentarlo. Per avere un'idea di ciò che sto per introdurre vorrei riandare ad un'intervista al giornalista-scrittore Marco Bonarrigo (trasmessa nell'ottobre del 2012 su SKY News 24; il video in calce a questo post). Nel parlare di Armstrong e dei suoi rapporti con il medico che lo aveva 'in cura', e poi del caso Schwazer, ci dice:
"[...] Due atleti seguiti da metodologi, allenatori, preparatori, dietisti e dietologi e, nel caso di Schwazer anche da una psicologa, per anni, sentono la necessità comunque di andare, clandestinamente, perché comunque non si poteva fare, dal medico Michele Ferrari. Questo deve farci riflettere proprio sul sistema delle persone che supportano gli atleti in Italia. [...] Atleti che rischiano la squalifica (perché chi va con Ferrari rischia l'inibizione; è successo già per un paio di atleti), comunque, anche per motivi che non siano strettamente legati al doping - perché io so di atleti che non ci vanno per 'farsi' - vanno, rischiano, per andare da lui. Questo per me significa una cosa di base (ho parlato con tantissimi atleti che lo hanno frequentato): molti atleti in Italia, specie nelle discipline tra virgolette 'povere, come il ciclismo, come l'atletica, come il triathlon, sono soli. Sono soli, cioè hanno decine di consulenti ma non hanno uomini in grado di parlare con loro e di risolvere i loro problemi".
I record stratosferici, le medaglie a palate si ottengono quasi sempre con il 'turbo' di micidiali alchimie farmacologiche; e questo è un fatto. Ma il campione (ed anche l'amatore) spessissimo si lega al suo 'mentore-stregone' per un bisogno vitale di ascolto, di comprensione. Prima del farmaco c'è ancora l'uomo. Il doping è innanzi tutto un problema culturale.
sabato 15 giugno 2013
Uno e trino
Ironman 70.3 Italy, a Pescara. Il "mezzo ironman", come lo definiscono (non senza un filo di sarcasmo) alcuni 'semidetrattori' del multisport in chiave endurance; il triathlon semi-esaperato, come lo chiamano alcuni sportivi di buon senso; infine una buona occasione (in verità "l'ultimo treno per Yuma") per far ripartire - ma è mai veramente partita? - la martoriatissima economia Abruzzese, come va dicendo da un po' il sottoscritto.
Nuotare per 1900 metri, inforcare una bici e andare avanti per 90 chilometri per poi scendere a terra e correre per 21 km e 100 metri circa. Difficile? Roba da eroi moderni? Macché! Magari uno sport non proprio per tutti (e per tutte le tasche), ma non un'impresa impossibile: certificata l'idoneità dell'atleta alla pratica sportiva agonistica, basta un allenamento intelligente. Ma quanti partecipanti al 70.3 hanno l'idoneità alla pratica sportiva agonistica? Quanti si allenano in modo corretto? Questa però è un'altra storia.
Swim - (Ride a ) Bike - Run, oppure Swim + (Ride a) Bike + Run, nel senso che a Pescara il 70.3 ha pure la formula della staffetta. La prova, cioè, non pesa tutta sulle spalle di un singolo atleta ma viene 'tripartita': squadre composte da un nuotatore, un ciclista e un runner. Uno e trino, insomma. Un pettorale, oggi come oggi, non si nega proprio a nessuno.
domenica 2 giugno 2013
La foto del 1982
Una foto in bianco e nero. Un sedicenne magrissimo è ritratto
frontalmente, a figura intera, mentre chiude la sua fatica al
secondo posto, dopo aver tirato la gara per quasi tutti i quattro
chilometri di un duro percorso sterrato alla periferia di Avezzano.
Erano i campionati regionali abruzzesi di corsa campestre. Era un
giorno di marzo del 1982 e quel sedicenne ero io.
Chissà quante volte,
negli anni a seguire, sono andato con la memoria a quella
competizione che segnava il mio rientro alle corse, dopo uno stop
abbastanza lungo – credo un bel mesetto – per effetto di un
infortunio da sovraccarico funzionale alla bandelletta ileo-tibiale
sinistra.
Correvo tanto in quegli
anni. Alla fine del 1981 ero capace di ‘trottare’ per oltre due
ore e mezza, senza mai fermarmi, su e giù per i colli di Pescara.
Sui 10 km andavo senza troppa fatica sotto i 3:15/km e puntavo
decisamente al podio dei Campionati Italiani di Maratonina Allievi
del 1982 (primi di luglio), sulla distanza dei 12 km. Consapevole di
avere avversari del calibro di Antonino Rapisarda (8:13 sui 3000 a 16
anni e 29:56 sui 10.000 in pista a 17!!!) e del compianto Walter
Merlo (8:12 sui 3000 e 3:50 sui 1500 a 17 anni), lavorai molto
duramente per un obiettivo forse non ancora alla mia portata. La
bandelletta ileo-tibiale sinistra ‘cedette’ perciò ai primi di
gennaio del 1982 ed io andai nel pallone.
Torniamo a quella foto in
bianco e nero. Della magrezza si diceva. Essa aveva qualcosa di
metafisico, di ascetico e, insieme, di grottesco, tanto da valermi
allora i nomignoli di “de Benedistick” e “buco di culo coi
denti” (ahimè ne ho già scritto da qualche parte). Magrezza e
tensione, con quei pugni serrati, i gomiti in fuori e le spalle
abbastanza alte e incordate. Gli occhi, che guardavano oltre il
traguardo, ormai lì a pochi passi, erano due tagli scuri su un volto
leggero e sofferente. Occhi che lasciavano trasparire l'ansia per
l'attesa di una competizione di cui non conoscevo ancora il nome
(c'era sempre un'altra gara da fare) ma che sapevo sarebbe arrivata,
col suo peso, soverchio, di aspettative (altrui) da soddisfare.
Quella foto del 1982 in
realtà non è solo un ingiallito, ma ancora vivissimo, ricordo
personale; essa rappresenta il significante assoluto della pressione
psicologica, spesso eccessiva, che un giovane è 'costretto' (le
virgolette sono necessarie) a sopportare durante il suo percorso di
formazione sportiva.
E sarà per una di quelle
coincidenze, chiamate da Jung sincronicità, che la foto del 1982
salta fuori all'improvviso da un 'cassetto' digitale, proprio nei
giorni in cui mi trovo ad assistere ad episodi di altre
esasperazioni, sempre legate all'esperienza sportiva di giovani ateti
– alcuni giovanissimi, in verità.
C'è l'allenatore
emozionato e con la voce che trema, che al campo mi fa: “Qual è il
record (sic!) sul chilometro per la categoria Esordienti (11 anni,
nds)?”. Ed io a spiegargli che, tutt'al più, possiamo parlare di
migliore prestazione e che, comunque, bisogna stare attenti ad
enfatizzare 'numeri' di quel tipo, soprattutto in presenza dei
ragazzini stessi.
C'è un altro tecnico che
scrive nel proprio curriculum sportivo,tra le note degli atleti da
lui seguiti: “Ha allenato XY, campione italiano dei Giochi della Gioventù”.
Ci sono infine altri adulti (allenatore, genitori, ecc.) tutti presi da una 'missione' irrinunciabile: il raggiungimento di un minimo di partecipazione (improbabile) ad un appuntamento internazionale.
La foto del 1982 racconta comunque una storia a lieto fine. Perché sull'agonismo, cieco e disumano, ha poi prevalso l'Educazione. Perché, vivaddio, ho avuto un'Educazione. Degli altri non so dire. E resto spaurito.
Ci sono infine altri adulti (allenatore, genitori, ecc.) tutti presi da una 'missione' irrinunciabile: il raggiungimento di un minimo di partecipazione (improbabile) ad un appuntamento internazionale.
La foto del 1982 racconta comunque una storia a lieto fine. Perché sull'agonismo, cieco e disumano, ha poi prevalso l'Educazione. Perché, vivaddio, ho avuto un'Educazione. Degli altri non so dire. E resto spaurito.
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giovedì 21 marzo 2013
sabato 29 dicembre 2012
Disarmare la marcia
Due anni fa, di questi tempi - precisamente il 16 dicembre 2010 - nel post Alba Rossa scrivevo così:
"[...] E adesso? Il re è nudo. Anzi no. La marcia atletica italiana è nuda. Il Dopo-Damilano è arrivato. Quanto conta la presenza carismatica – oltreché tecnica – di un allenatore di quel calibro lo scopriremo negli anni a venire (non molti suppongo). Adesso deve aprirsi la stagione dell’intelligenza senza infingimenti, non della puerile furbizia. Guai a scatenare miserrime guerre di successione. Occorre dialogo tra le molte scuole italiane del tacco punta, antiche ed emergenti; c’è bisogno di condivisione di strumenti e metodi di lavoro validati; di ricerca condivisa. Ora che il pontefice è altrove, il nostro movimento ha di fronte un destino diverso . Non so se migliore o peggiore. Ritengo che la via da seguire sia quella di una cooperazione in rete, non la costituzione di ulteriori centri di non ben definite eccellenze [...].
Da quello scritto ci separano due anni che ci hanno mostrato tutta la fragilità di un movimento dai talenti sempre più rari, e abbastanza disarticolato e privo di un'idea coerente, consistente e condivisa di futuro.
La marcia atletica italiana non è saltata sulla 'polveriera' Schwazer, in quei tristi giorni di agosto. Paradossalmente la mestissima uscita di scena del marciatore di Calice ha prosaicamente, ma molto efficacemente accelerato la presa di coscienza, da parte di tecnici, atleti e dirigenti del nostro controverso mondo, della fine di un'era che sembrava non dovesse chiudersi mai.
Rimangono, come copertoni usati e scarpe sfondate sul letto di un fiume in secca, le polemiche di sempre su, e tra, 'certi giudici', 'certi tecnici', 'certi atleti'. E nell'era di Facebook i giovanissimi, credetemi, non si perdono una puntata di questo pericolosissimo gioco al massacro.
Disarmiamo la marcia finché siamo in tempo. Poi parliamo di progetti.
domenica 2 dicembre 2012
Ite, missa est
![]() |
(ph da www.grossetosport.com) |
La messa è finita. L'assemblea è sciolta. Alfio Giomi è il nuovo Presidente della Fidal per il quadriennio 2013-2016. Battuto nettamente Alberto Morini (già vice presidente vicario uscente), 60,61% dei voti contro 39,31%.
Dunque la funzione è finita, si ripongono i paramenti sacri; adesso si comincerà a lavorare sul serio. Bisognerà impegnarsi a fondo eticamente e con intelligenza.C'è bisogno di azioni diverse.
E si parte subito col settore tecnico: “Chiamerò a collaborare Massimo Magnani, che sarà il Direttore tecnico organizzativo, Nicola Silvaggi, che sarà il Direttore tecnico per la ricerca, e Stefano Baldini, a cui affideremo la responsabilità del settore giovanile [...]" (Alfio Giomi a caldo, dal sito www.fidal.it).
I miei migliori auguri al nuovo Presidente e ai suoi collaboratori.
Al lavoro, non c'è un minuto da perdere.
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41^ Assemblea Nazionale Ordinaria Fidal
sabato 24 novembre 2012
Subito al lavoro
(La Prof.ssa Concetta Balsorio, nuovo Presidente della FIDAL Abruzzo) |
Di seguito copio-incollo un documento molto interessante. Concetta Balsorio, nuovo Presidente FIDAL Abruzzo, dimostra di avere le idee ben chiare sul da farsi. E il "da farsi" è un gioco di squadra che condivido totalmente. Buona lettura.
PROGRAMMAZIONE
QUADRIENNALE C.R. FIDAL ABRUZZO 2013-2016
Gruppo che fa
riferimento alla candidatura a Presidente del C.R. FIDAL Abruzzo della
professoressa Concetta Balsorio
PREMESSA
Per poter scrivere questa relazione
programmatica sarà necessario prima
fare un’analisi della situazione socio-economica italiana che inevitabilmente ha ed avrà
ripercussioni nella futura gestione federale regionale.
Senza nessuna retorica si può affermare che non è possibile
fare voli pindarici nella stesura di queste linee di programma, in quanto
bisogna tener ben presente quanto difficoltoso sia oggi riuscire a svolgere la normale attività
istituzionale in perfetto connubio con le
spese di gestione e le esigue risorse a disposizione.
Sarà un quadriennio di “duro” lavoro che solo attraverso le
idee, la voglia di fare, la
disponibilità delle risorse umane che hanno deciso di affrontare questo
particolare “compito”, che si potrà
svolgere l’incarico e superare questo
gravoso momento.
Questo gruppo di lavoro avrà bisogno del sostegno e della
messa a disposizione di tutte le competenze che sono presenti sul territorio
regionale affermando senza pericolo di
smentita che non sono poche; dei suggerimenti e delle sollecitazioni che chi ha
a cuore l’ atletica, sicuramente vorrà proporre.
Partendo da
un’analisi della situazione ereditata
dal precedente comitato regionale si cercherà di proseguire con animo sereno e
costruttivo.
PROGRAMMA
Il primo punto del programma sarà tutelato con
convinzione e determinazione:
ü
avere un comportamento etico e morale nei
confronti di tutti;
ü
far rispettare a tutti le norme e i regolamenti
della Federazione;
ü
mantenere una gestione amministrativa attenta ed
equilibrata nell’utilizzo delle risorse economiche.
·
SETTORE
TECNICO: il settore tecnico è l’anima della nostra disciplina e merita una
fondamentale considerazione sotto tutti gli aspetti: prettamente tecnico, ma
anche organizzativo, scientifico, economico e di reclutamento. La struttura
Tecnica dovrà essere molto presente sul territorio sia per evitare la
dispersione sia dei talenti che di chi
ha desiderio di praticare correttamente la nostra disciplina
·
CALENDARIO:
la stesura del calendario terrà presente le linee giuda della federazione
nazionale concernenti i vari campionati italiani di categoria e inserirà le
manifestazioni regionali cercando di rispondere alle esigenze delle società
organizzatrici, evitando accavallamenti e distribuendo sul territorio in
maniera equa le differenti gare. Sarà dato rilievo ai diversi campionati regionali
di ogni categoria con la speranza che
tornino ad avere una priorità nella programmazione tecnica degli atleti. Per
rilanciare l'immagine dell'atletica nella nostra regione è necessario
proseguire e incrementare le attività di informazione sia attraverso il sito
internet del comitato che rafforzando i rapporti con i media locali e
nazionali, fornendo loro, con regolarità, informazioni riguardanti gli atleti e
le iniziative di carattere sportivo, sociale e culturale, legate al mondo
dell'atletica abruzzese. Il sito internet del comitato sarà completamente
rinnovato in modo da renderlo più moderno e funzionale. Le notizie saranno
costantemente aggiornate e sarà più facile per gli utenti reperire le
informazioni di cui avranno bisogno.
·
IMPIANTISTICA : si
dovrà provvedere ad effettuare una mappatura degli impianti esistenti sul
territorio con le loro caratteristiche
sia di struttura, che di attrezzature e possibilità di utilizzo , al fine di
poter compilare un calendario di
manifestazioni più rispondente possibile alle esigenze degli atleti
·
GRUPPO
GIUDICI GARE: rilanciare la figura del Giudice di Gara, non solo nel suo
ruolo specifico durante le competizioni, ma quale importante collaboratore per
un migliore svolgimento delle manifestazioni. Il rapporto tra il comitato e il
GGG dovrà essere improntato sulla massima collaborazione nel rispetto dei
rispettivi ruoli. Verranno organizzati periodicamente degli incontri tra
giudici, tecnici e dirigenti di società al fine di una gestione ottimale delle
manifestazioni. Saranno intraprese iniziative in collaborazione con il GGG con
l’obbiettivo di reperire nuovi giudici vista la carenza numerica degli stessi
cercando di coinvolgere e motivare ex atleti, genitori e quante più persone
vicine al mondo dell'atletica.
·
SCUOLA : questo è un settore che merita
uno studio particolare, inteso come collaborazione con gli istituti di ogni
ordine e grado in stretta collaborazione con i dirigenti scolastici, i docenti
di educazione fisica e con il MIUR, anche attraverso dei l’organizzazione di
progetti mirati sul territorio, anche in collaborazione con le amministrazioni
comunali.
·
MASTER:
il settore Master avrà una corretta
attenzione da parte di questo comitato sia nel
coinvolgimento della gestione
dell’attività federale e societaria e nella partecipazione alle manifestazioni
del settore assoluto; che nell’affrontare le esigenze delle società
organizzatrici, con particolare riferimento a quelle che si occupano di gare su
strada, per riuscire a offrire un servizio più adeguato ai loro bisogni, come
evidenziato successivamente nello sviluppo dei punti di programma.
·
RISORSE:
instaurare rapporti continui con gli Enti Pubblici Territoriali e gli Sponsor
sia per il sostegno tecnico ed
economico alla nostra attività e alle principali manifestazioni.
·
INFORMAZIONE:
per rilanciare l'immagine dell'atletica nella nostra regione è necessario proseguire e incrementare le attività di informazione sia attraverso il sito internet
del comitato che rafforzando i rapporti con i media locali e nazionali,
fornendo loro, con regolarità, informazioni riguardanti gli atleti e le
iniziative di carattere sportivo, sociale e culturale, legate al mondo
dell'atletica abruzzese. Il sito internet del comitato sarà completamente
rinnovato in modo da renderlo più moderno e funzionale. Le notizie saranno
costantemente aggiornate e sarà più facile per gli utenti reperire le
informazioni di cui avranno bisogno.
Alcuni punti del programma hanno avuto la necessità , a
causa della loro complessità di essere sviluppati in maniera più dettagliata.
ATTIVITÀ AREA PROMOZIONALE
Il programma dell’attività per
questo nuovo quadriennio riferito al settore promozionale non necessita di
particolari stravolgimenti né di modifiche radicali nelle linee guida, rispetto
a quanto fatto sino ad ora; mentre sarà indispensabile razionalizzare l’attività
del settore perseguendo alcuni obiettivi di carattere generale.
Questo comitato evidenzia
la necessità fondamentale di rinnovare e potenziare
l’attività promozionale favorendo una maggiore facilità di reclutamento
per tutte società presenti sul territorio
regionale, attraverso:
o
l’organizzazione
di incontri promossi direttamente dalla federazione regionale con atleti e/o
tecnici di rilevanza nazionale, creando anche mediaticamente piccoli eventi,
avvalendosi della collaborazione sul territorio delle istituzioni scolastiche,
delle società e delle amministrazioni comunali;
o
la
sottoscrizione di accordi di collaborazione con le istituzioni scolastiche;
o
l’organizzazione
di manifestazioni di base a carattere agonistico sotto l’egida delle
federazione regionale che possano avvicinare i ragazzi alla pratica
dell’atletica leggera in aggiunta ai
campionati federali regionali istituzionali;
o
l’incentivazione
delle società sportive a impegnarsi nel settore giovanile (categorie esordienti
e ragazzi) riducendo e/o contribuendo parzialmente alle spese organizzative di
base (medico, cronometristi e addetti Sigma);
o
la maggiore
visibilità ai vincitori di titoli regionali, a squadre ed individuali,
sostituendo e/o integrando le medaglie con magliette recanti la dicitura di
“campione regionale Fidal 2013” o similari;
o
l’introduzione
nell’ambito di trasmissioni televisive locali, che già si occupano
dell’attività podistica amatoriale, di rubriche settimanali dedicate
all’attività su pista che prevedano resoconti filmati, interviste etc.
Verrà proposto un calendario delle manifestazioni federali,
invernale ed estivo, attraverso:
o
la
distribuzione delle gare nell’arco dell’intero anno agonistico, evitando una
concentrazione di manifestazioni solo in determinati periodi ;
o
un calendario
scolastico, per le singole categorie dell’area promozionale, dopo il termine
dell’anno scolastico e prima dell’inizio dello stesso, al fine di evitare la
sovrapposizione di campionati federali regionali nei periodi di esame;
o
un maggiore
spazio all’attività indoor prevedendo espressamente l’assegnazione di titoli
regionali di categoria;
o
una
valorizzazione attraverso lo sviluppo dell’attività della categoria esordienti
mediante delle manifestazioni dell’area promozionale con la disputa di almeno
due gare dedicate agli esordienti comprensive di staffette;
o
l’inizio
dell’attività del cross sin dall’inizio dell’anno agonistico così da permettere
alle società interessate di gestire al meglio anche l’attività indoor dell’area
promozionale;
o
la partecipazione
all’attività di corsa campestre di tutte le categorie degli esordienti.
Saranno valorizzate le rappresentative regionali di
categoria.
ATTIVITA’ SETTORE MASTER
Questo settore ha assunto una
elevata rilevanza all’interno della federazione, sia per numero di praticanti
che per l’apporto organizzativo ed il di supporto tecnico, pertanto andrà
gestito con molta attenzione.
Alla luce di quanto è
stato fatto negli ultimi anni, tenendo ferme le ottime scelte ed il lavoro
svolto, comunque saranno rivisitate alcune piccole disfunzioni al fine di rendere più fluido il rapporto tra
il settore ed il comitato e soddisfare le aspettative degli atleti di tale settore.
Negli ultimi anni con l’istituzione dei circuiti Corri
Adriatico, Corri Master e Coppa Abruzzo il comitato ha messo a disposizione
circa 8,000 € per premiare gli atleti ed ottenere una agevolazione sulle tasse
riguardanti l’affiliazione e il
tesseramento di nuovi atleti, con un risultato non completamente soddisfacente.
Si pensi che gran parte del budget è stato utilizzato per premiare poco meno di
100 atleti partecipanti, in molti casi un atleta è stato premiato più volte per
la sua partecipazione contemporaneamente a più circuiti.
Si reputa che tale cifra possa essere utilizzata in modo più
proficuo e differenziato nello stesso settore.
Il comitato
regionale individuerà un referente
regionale al quale si affiancheranno dei
referenti di zona che studieranno il sistema più idoneo per il coinvolgimento
delle società .
Queste ultime saranno incentivate con premi in denaro al
fine di ottenere una maggiore partecipazione delle stesse ad un circuito di manifestazioni attraverso
un calendario che comprenderà i campionati regionali di cross ( almeno due
prove ) pista e strada ( da 4 ad 8 prove ) premiando con la maglietta di
campione regionale di corsa su strada i primi di categoria in occasione della
festa dell’atletica e ridando la giusta valenza ai campionati ed
agli atleti del settore.
Si cercherà di
trovare un punto di intesa con gli organizzatori dei vari circuiti cercando se fosse possibile di
unificare tutte le gare in un unico calendario ed evitando concomitanze di
gare, almeno nella stessa provincia, con la volontà di salvaguardare le
manifestazioni “storiche”.
Si ipotizza di proporre a tutti gli organizzatori di gare
l’utilizzo di pacchetti di servizi da concordare tra il comitato regionale, il
referente del settore e i collaboratori delle varie realtà territoriali; mentre
si proporranno degli incentivi sotto forma di agevolazioni per tesseramenti ed
omologazioni di manifestazioni da organizzare a tutte le società che si
affilieranno alla FIDAL.
Pescara 18/11/2012 In fede
Concetta
Balsorio
venerdì 16 novembre 2012
déjà vu
Domenica prossima si voterà in Abruzzo per il rinnovo del Consiglio Regionale FIDAL. Mancano meno di due giorni all'evento ed è tutto un trillare di cellulari, di amici che ti vengono a cercare - ma quanti amici ho? - di voti contati col pallottoliere (altro che tablet e smartphone!). La caccia dei ragionieri Fantozzi e Filini è cominciata ed è tutto molto, molto triste.
Un nuovo governo federale succederà a quello passato. Ma qualcosa di vecchio (non d'antico, si badi) ancora s'aggira dentro al Palazzo.
Toccato il fondo si può solo risalire? Occhio a Murphy: pare abbia già pronto il badile.
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sabato 27 ottobre 2012
La marcia è viva? Evviva la marcia?
Che cos'è la Marcia? Una domanda che mi pongo da circa trentacinque anni, un quesito che all'inizio (era il 1977, avevo dodici anni) suonava come un arcano refrain, misterioso e affascinante, che mi rendeva diverso agli occhi dei miei amici ogni qualvolta attraversavo il campo, ancheggiando e sbuffando come un ossesso. Qualche anno dopo (avevo vent'anni) la Marcia la insegnavo; da atleta però l'avevo mollata e ripresa almeno tre volte e nel mio gruppo di 'faticatori atletici' convivevano pacificamente corridori e marciatori di ogni età e livello prestativo (un po' come oggi).
Da sempre cerco una risposta a quell'interrogativo, alcune volte smadonnando di fronte all'esito infausto di una gara interrotta per squalifica (uno 'smadonnamento' sempre interiore, ché sul campo non ho mai inveito contro un giudice, mai; è una questione di coerenza); altre volte interrogandomi sul futuro di una disciplina sportiva tanto ambigua quanto seducente.
La Marcia è o non è? E qui comincia l'eterno filosofeggiare a vuoto su cui spesso si infrangono gli infiniti tentativi di pacificazione di una comunità, quella della Marcia appunto, spesso (troppo spesso) caratterizzata da una comunicazione fallace tra allenatori, atleti e giudici. Frizioni di ogni tipo, scontri accesi (sul campo e sul Web); impossibilità di un dialogo sereno e costruttivo.
Nel gruppo feisbucchiano MARCIA, creato dall'amico Federico Boldrini (marciatore), l'ex atleta nazionale della marcia, Alessandro Pezzatini, ha linkato due giorni fa un filmato molto interessante che molto volentieri incollo qui in basso:
Un documento intrigante la cui ironia anglosassone, a tratti irridente - ma con misura - riaccende il refrain di cui sopra: Marcia? Ma di cosa stiamo parlando?
Per i lettori del blog poco avvezzi alle traduzioni dall'inglese offro, di seguito, lo 'sbobinamento', pedestre, in lingua italiana del video in questione:
La Marcia è o non è? E qui comincia l'eterno filosofeggiare a vuoto su cui spesso si infrangono gli infiniti tentativi di pacificazione di una comunità, quella della Marcia appunto, spesso (troppo spesso) caratterizzata da una comunicazione fallace tra allenatori, atleti e giudici. Frizioni di ogni tipo, scontri accesi (sul campo e sul Web); impossibilità di un dialogo sereno e costruttivo.
Nel gruppo feisbucchiano MARCIA, creato dall'amico Federico Boldrini (marciatore), l'ex atleta nazionale della marcia, Alessandro Pezzatini, ha linkato due giorni fa un filmato molto interessante che molto volentieri incollo qui in basso:
Un documento intrigante la cui ironia anglosassone, a tratti irridente - ma con misura - riaccende il refrain di cui sopra: Marcia? Ma di cosa stiamo parlando?
Per i lettori del blog poco avvezzi alle traduzioni dall'inglese offro, di seguito, lo 'sbobinamento', pedestre, in lingua italiana del video in questione:
"Questo non ha nulla a che fare con la fisica, ma con la
Marcia. Ecco le regole: cammina in modo che un piede sia sempre a terra e tieni
la gamba davanti tesa; in breve, cammina in modo buffo, velocemente. Qualcosa
di buffo anche tra le regole, come i giudici che per determinare se un atleta
sta “marciando”, possono solamente stare fermi ad un lato del percorso e
giudicare ad OCCHIO NUDO se un atleta SEMBRA marciare. Potrai pensare che per
uno sport definito così tecnicamente, ci si possa avvalere di tutta la
tecnologia possibile per far valere le regole. Quindi la marcia è ancora ferma
ai secoli bui? Voglio dire, ci sono altri sport che non permettono ai giudici
di vedere i replay, ma quando pensi all’elettronica nella scherma, il
foto-finish nell’atletica, i touchpad del nuoto, e il tracking 3D delle palline
da tennis… I giudici della marcia, d’altro canto, sembrano piuttosto indietro.
Gli è proibito guardare dal livello del suolo o usare tecnologie moderne come
specchi o binocoli. Quindi come fare con tutta questa burocrazia marciante?
Se guardi attentamente il passo in slow-motion o anche una
fotografia dei marciatori stessi, ti renderai conto che quasi tutti si
sollevano da terra… Non solo occasionalmente per una spinta o per non
inciampare, che è permesso, ma quasi ad ogni passo. Infatti, è BEN NOTO alla
comunità dei marciatori che la maggior parte di loro lascia il suolo
regolarmente e può anche stare in aria fino al 10% del tempo… quindi TUTTI
infrangono le regole. Ora, gli sport
sono pieni di regole arbitrarie… ma il fatto che la maggior parte degli atleti
infranga la regola che DEFINISCE questo
sport è perlomeno… sorprendente! E non è come il sospetto che quasi tutti i
ciclisti professionisti si dopano, perché mentre ci sforziamo costantemente per
beccare chi si dopa, non usiamo tutta la tecnologia a disposizione per beccare
i marciatori “volanti”. Sembra chiaro che la tecnofobia nella marcia deriva dal
fatto che se si iniziasse ad usare telecamere ad alta velocità, potrebbero non
avere più uno sport. E questo ci porta alla domanda sulla vera essenza dello
sport – perché tutti i giochi, in realtà, sono solo un insieme arbitrario di
regole e limitazioni a cui ci sottoponiamo con lo scopo di divertirci e
sfidarci a vicenda. Voglio dire, c’è un motivo se l’atletica vieta le
biciclette, il ciclismo vieta le moto, e il motociclismo proibisce l’uso dei
razzi… Forse quelle ragioni sono arbitrarie tanto quanto nella marcia è bandita
la tecnologia… Perché l’obiettivo non è tenere i piedi per terra – è vedere chi
è il più veloce a camminare in modo buffo, come nel salto triplo per chi va più
lontano con un salto buffo, nella corsa ad ostacoli chi riesce a correre più
velocemente con barriere di plastica sulla sua strada, e il tennis per vedere
chi sa mandare meglio una palla oltre una rete, ma solo entro certe linee
accuratamente disegnate e con una racchetta e non con pagaie o mani o piedi.
Nello sport, alla fine, non si tratta di sport, ma dei giocatori e le loro
sfide. È quanto siamo in grado di spingere lontano i confini delle abilità
umane… entro i confini definiti dalle regole. E così è la marcia, uno sport in
contraddizione, che si aggrappa disperatamente al suo passato rifiutando di
accettare la tecnologia che in principio migliorerebbe i giudici di questo sport,
ma in realtà scuote le sue fondamenta? Non lo so.
Ma i marciatori sono atleti? Certamente".
Atleti di quale sport?
venerdì 5 ottobre 2012
CAPTCHA
Alla fine ho ceduto anch'io. Ho attivato l'opzione "parola di verifica" (il noto codice captcha) nei commenti del mio blog. Troppa immondizia 'robot' a insozzare il mio indirizzo di posta elettronica. Da oggi commentare su Opinioni Aerobiche sarà sì un filuccio più laborioso, ma servirà a tener lontane tantissime teste di metallo 'sparaspam' e pure qualche anonima testa di legno (e la cosa non mi dispiace affatto).
domenica 30 settembre 2012
Volemose bene
Tempo di elezioni federali, anche in Abruzzo. La Fidal va a rinnovare il suo assetto, quello politico, in prima battuta e poi quello tecnico; a livello locale e nazionale. Si chiude un altro quadriennio difficile (ma ne abbiamo mai avuti di facili?) e ritornano a sciogliersi in cordiali e poco rassicuranti sorrisi di plastica (meglio, plastilina) quelle maschere tragiche che fino a ieri ti avevano tritato come il sale (convocazioni, 'sconvocazioni', Esordienti che neanche Erode avrebbe saputo trattar peggio, sito Web federale locale usato in modo 'personale', eccetera eccetera).
Ma sì, volemose bene ché siamo italiani, sempre pronti, flaianamente, a correre in soccorso del vincitore.
Stavolta però, io credo, qualcosuccia almeno qui da noi muterà. Ed io che mi accontento di poco, sono moderatamente felice.
- Gino, siamo con la merda fino al collo!
- Ehi, se gela pattiniamo!
(Gino Bramieri, L'ottimista)
lunedì 10 settembre 2012
Brava Vanessa!
Alla fine Vanessa è stata convocata per il pentagonale di Marcia giovanile svoltosi ieri a Macerata. E ha fatto una gran bella gara, migliorandosi di ben un minuto e cinquanta secondi sui 3 km di un percorso molto impegnativo. Settima con 16:44 marciati in modo pulito, a soli quattro mesi dal suo 'battesimo' nel mondo del tacco-punta.
L'anno prossimo sarà ancora Cadetta. Ed io sono molto contento.
martedì 4 settembre 2012
Aridaje!
Quindi è ufficiale. Per il meeting di marcia per rappresentative regionali (ABR - PUG - BAS - MAR - LAZ) che si svolgerà a Macerata domenica prossima è stata 'segata' l'atleta Vanessa Tomei dell'AICS HADRIA PESCARA, terza nella graduatoria regionale 2012. Ne prendiamo atto.
"In occasione della 5^ prova del Grand Prix Nazionale di Marcia, in programma
domenica 9 settembre a Macerata in un circuito su strada, è stato inserito un
incontro per rappresentative regionali Cadetti (14-15 anni) e Ragazzi (12-13
anni) di marcia. Vi prenderà parte anche la selezione abruzzese, insieme alle
rappresentative di Basilicata, Lazio, Marche e Puglia.
Per l’occasione il
Fiduciario Tecnico Regionale, Luigi Carrozza, su proposta del responsabile di
settore Rodolfo Macchia, ha convocato i seguenti atleti.
Cadette Km 3:
Natascia Di Tizio (Theate Walk), Lorenza D’Alanno (Nuova Atletica Lanciano),
Fabiana Bucci (Serafini Sulmona), Chiara Di Censo (Serafini Sulmona), Beona
Hallulli (Nuova Atletica Lanciano).
Cadetti Km 4: Federico Odoardi (Theate
Walk), Samuele Gasbarri (Theate Walk).
Ragazze Km 2: Federica Piro (Theate
Walk), Francesca D’Amicodatri (Theate Walk), Laura Di Biase (Theate Walk),
Chiara Rubini (Nuova Atletica Lanciano).
Ragazzi Km 2: Dario Di Vona (Nuova
Atletica Lanciano)". (dal sito fidalabruzzo.org).
Al FTR e al Responsabile del Settore Marcia Fidal Abruzzo, grazie. Ci ricorderemo di voi il 23 novembre prossimo venturo.
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venerdì 31 agosto 2012
ambarabaciccicoccò...
Non volevo scrivere questo post. Ma tant'è... Il raduno regionale Fidal Abruzzo al Terminillo, culminato con un meeting di cui poco si sa (i risultati su www.fidalrieti.it, e non su www.fidalabruzzo.org), è in archivio.
Ambarabaciccicoccò... Il 9 settembre prossimo venturo la marcia atletica si ritroverà a Macerata per la 6^ prova del Grand Prix; e pure per un incontro per rappresentative Cadetti (ABR- BAS- LAZ-MAR-PUG).
Ambarabaciccicoccò... La convocazione delle marciatrici abruzzesi della categoria Cadette l'hanno fatta tirando i dadi? Nella foto in basso ho montato l'attuale graduatoria regionale e l'elenco delle convocate per Macerata. Dov'è finita l'atleta dell'AICS Hadria Pescara, terza in graduatoria? Perché non fa parte della rappresentativa? (Cliccare sulla foto per ingrandirla).
Ambarabaciccicoccò...
Ambarabaciccicoccò...
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sabato 18 agosto 2012
Anonimia di un delitto
Mamma mia come sono grasso.
Non mi fermo più ad ingrassare.Ingrasso giorgio per giorgio, una traggedia.
Eh… ma non è una cosa di adesso. Mi ricordo,
che la levatrice dovette prendere una gru, per togliermi di lì.
Madonna come sto ingrassando, come ingrasso.
Quando avevo cinque anni mia madre doveva affittare un tir, per portarmi a passeggio,
e fosse niente; quando mi guardavano in faccia mi dicevano "foca",
io che mi chiamavo Paolo, e loro mi dicevano "foca".
Quando mi sono depilato una volta, i peli sulla gamba hanno fatto una valigeria.
Hanno esportato peli per quindici milioni di dollari, ed è entrata valuta pregiata.
Come sto ingrassando, non mangio più.
Mangio solo verdura, verdura, verdura. Il sindaco m'ha proposto per zona verde,
e io c'ero pure stato per una modica cifra: i bambini, va bene,
ma i cani me cacavano 'n cuollo. (Dieta, Squallor - Pace, Bigazzi, Savio)
Il delitto non è l'ennesimo fattaccio di doping. Una medaglia in più o in meno a Londra, pulita o 'dopata', non avrebbe cambiato granché le cose dell'atletica leggera. Non avrebbe salvato la baracca.
Magrissimo dunque è il bottino azzurro in atletica; obesi sono i nostri alunni. L'argomento è così evidente e trito che, nelle nostre coscienze denervate, un'indolente rassegnazione ha bellamente scalzato l'idea di una necessaria reazione razionale, collettiva.
Ma torniamo all'anonimia. All'assenza di nomi, di presenze, di atleti nelle discipline del mezzofondo in atletica in questa (per noi) mogia olimpiade londinese. Una volta - non molto tempo fa - si piangevano le medaglie che non arrivavano. Oggi lasciamo 'scoperte' diverse discipline: non un ottocentista, un millecinquecentista, un cinquemilista. E qui l'alibi degli altri che si dopano sta davvero a zero. Macché vincere, noi non partecipiamo neanche!
"Think global, act local", recita il precetto della glocalizzazione. E se il 'globale' atletico italiano è quello che è non mi sorprende il 'mio' federale locale abruzzese, col raduno regionale dei Cadetti al Terminillo, con obbligo di partecipazione (pena l'esclusione dai Campionati Italiani) e a pagamento (!!!).
"Fatto il nostro dovere", dice il nostro presidente federale alla chiusura dei Giochi. Oddio, un altro 'fatto'!, verrebbe da esclamare. Speriamo che il dovere non faccia outing a reti unificate.
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martedì 7 agosto 2012
Marcia
domenica 5 agosto 2012
Delocalizzazioni podistiche
Chen è tornato. Anche stavolta non era dato per favorito, nonostante la prevedibile assenza di Chuck Norris. Doveva vincere il suo connazionale Wang, ben addestrato da Sandro Damilano, 'comunista eretico bugianen', l'unico al mondo ad aver 'delocalizzato' la marcia italiana in Cina rimanendo seduto a Saluzzo. Un fenomeno.
Chen ha vinto la 20 km di marcia maschile alle Olimpiadi di Londra, dicevamo. Una marcia brutta, a mio modesto vedere che sta tutta dentro al tweet geniale di Eddy Ottoz:
#olympics2012 #20km marcia metà gara: davanti cinesi e russi corrono facendo finta di marciare. Dietro corrono e basta!
C'è qualcosa che non mi torna in questa nuova 20 km di marcia maschile. Si procede a 'volo radente' (anche se lo slow motion fa venire i brividi) con un'azione fortemente muscolare e legnosa (ah, dov'è finita la regale flessibilità di un Fernandez o di un Perez? O del Borchin di Pechino 2008?) micidiale anche per un esperto come il russo Borchin, ventiseienne e perciò vecchio a livello musco-articolare per reggere accelerazioni da 7:35 sui 2 km dell'impegnativo tracciato londinese. Chen, Barrondo (Guatemala) e Wang, rispettivamente primo, secondo e terzo in questa 'particolare' finale olimpica della marcia 'veloce', fanno 62 anni in tre. Vorrà pur dire qualcosa.
Kanaykin, russo dalla marcia non più 'sporca' dei cinesi va fuori per squalifica, qualche istante prima che Borchin si spatasci bollito contro le transenne. Era nei cinque che lottavano per le medaglie.
E l'Italia? 42° Rubino con 1:25:28.
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martedì 31 luglio 2012
Vent'anni
Il 31 luglio 1992, giusto vent'anni fa, mio fratello Giovanni vinceva il bronzo olimpico a Barcellona nella 20 km di marcia. Quanto lavoro per quella medaglia che, ahimé, fu l'unica per l'atletica leggera italiana.
Ancora una concessione alla nostalgia per un tempo dove la dizione "Marcia italiana" rimandava a radici profonde e sacre. Ancora un video. Quel video.
domenica 29 luglio 2012
Ieri abbracciavamo la natura...
Ieri (pochi mesi fa) l'Atletica dell'Endurance abbracciava più o meno idealmente la natura. Il Comitato Regionale Fidal Abruzzo aveva finalmente il suo Centro di Eccellenza per il Mezzofondo e la Marcia nella Riserva naturale di Castel Cerreto (Te). La cosa venne strombazzata ai quattro venti: cliccate qui per l'articolo ad hoc su Fidal.it e qui per quello su Atleticanet.it. Quanta magniloquenza.
Pare che il Gabibbo sia stato a Castel Cerreto ma di marciatori e 'mezzofondari', anche soltanto tapascioni scalcagnati, non ne ha beccato nemmeno uno. In compenso il raduno regionale dei migliori Cadetti abruzzesi, a pagamento e, pare, obbligatorio (pena l'escusione dal Criterium Nazionale), si svolgerà dal 20 al 24 agosto p.p.v.v. al Terminillo.
"Sapevatelo", direbbe qualcuno.
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venerdì 27 luglio 2012
Giochi, giochini, giochetti...
(Immagine da repubblica.it) |
Qualcuno sa nulla dello Spirito Olimpico? Mi dite che non esiste e che, forse, non è mai esistito? Oddio, e adesso chi lo dirà ai miei ragazzi al campo?
Spirito o non Spirito oggi si comincia con Londra 2012. Dentro poco meno di venti giorni si consumeranno emozioni, sogni (sì oggi i sogni sono beni di facile consumo), illusioni, tutti rigorosamente griffati e benedetti dal Comitato Organizzatore.
Ognuno ha i giochi (e i comitati organizzatori) che si merita. Sfogliando il locale sito federale leggo questo post a firma di Nunzio Varrasso:
Obbligo di partecipazione....a pagamento!
Chi credeva che per rappresentare la propria regione al Criterium Cadetti/e di ottobre fosse sufficiente avere la miglior prestazione stagionale in regione o, ancor meglio, ottenere il minimo di partecipazione federale, dovrà ricredersi. Per partecipare ai campionati italiani infatti sarà obbligatorio partecipare al raduno tecnico regionale che si terrà a Rieti dal 20 a 24 agosto p.v. E' quanto stabilito dal nostro CR nella seduta dello scorso 26 giugno.
Fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che il raduno non sarà gratuito ma costerà 100 € a cadetto e che, giusto per non farci mancare nulla, il viaggio di andata e ritorno sarà a totale carico degli interessati.
In dirittura d'arrivo era davvero necessaria questa ennesima caduta di stile?
Nunzio si riferisce al prossimo raduno tecnico regionale dell'atletica abruzzese (per le categorie Cadetti e Allievi) in programma dal 20 al 24 di agosto p.v. (cliccare qui). Allora i Giochi (quelli olimpici) saranno finiti da poco più di una settimana. Forse che l'atletica leggera abruzzese, con infallibile preveggenza, abbia organizzato un simbolico botto finale di fine estate?
martedì 24 luglio 2012
Miopia all'orizzonte?
«Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni» (Monti cita de Gasperi).
Stanno cominciando le consuete cene e cenette pre-elettorali. Parlo di politica sportiva, nella sottovariante atletica. A novembre cambierà (cambierà?) il governo della Fidal, quello nazionale e quello delle varie realtà regionali. Dalle mie parti certi tromboni non strepitano quasi più tanto sono presi dal risistemare le loro personalissime strategie. Anche gli anonimi di questo blog stemperano la loro acrimonia in un comprensibile, fisiologico silenzio.
Monti che cita de Gasperi non pensa sicuramente a chi ha governato l'Abruzzo dell'atletica leggera in questi ultimi quattro anni (l'immagine di uno statista dello sport, nel precario e surreale equilibrio semantico di province 'italiche' e 'appennino-adriatiche' mi fa sganasciare dalle risa). A noi poveri abruzzesi 'atletici', rincoglioniti da promesse roboanti di fantomatici Poli di eccellenza (due anni fa su Opinioni Aerobiche scrivevo "Il buco senza nulla intorno"), perplessi da anacronistici sogni di serie A, irritati da convocazioni e 'sconvocazioni' di atleti capaci e meno capaci, disorientati da programmazioni federali dal respiro cortissimo (con raduni tecnici di cui non si sapeva nulla fino a cinque giorni prima), massacrati da una 'gestione' del settore promozionale senza precedenti, ecco, a noi disgraziati dal cuore non sempre forte e gentile, basterebbero pochi uomini di buon senso, appassionati e con idee concrete da spendere per la collettività in evidente affanno.
Forse ci vorranno vent'anni o giù di lì prima di tornare a riveder le stelle. Ma non dispero. Per una volta - una volta di più - voglio fidarmi di chi ha i voti, dalle mie parti, per provare, fattivamente, a cambiare le cose. Meglio se senza cene e cenette.
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lunedì 23 luglio 2012
Massimiliano e l'altra atletica
Massimiliano Santovito (AICS Hadria Pescara), quindici anni e ciuffo ribelle, attualmente è il miglior mezzofondista abruzzese della categoria Cadetti. Lo alleno da circa un anno e mezzo per amichevole intercessione di Marcello Casasanta, talent scout raffinato e infaticabile organizzatore di manifestazioni podistiche qui in Abruzzo.
Sabato scorso, al XII Meeting Nazionale di Giulianova, Massimiliano ha ritoccato ancora il suo personale sui 1000m. 2:43.00 il crono finale per una gara perfetta dal punto di vista tattico (queste le frazioni, 200m per 200m: 32.0 - 34.4 - 33.2 - 32.5 - 30.9).
Massimiliano viene da Vasto (Ch); fino a qualche mese fa giocava da terzino nella Bacigalupo. Grazie agli EPS (Enti di promozione sportiva) e alle 'tapasciate' stradali è arrivato all'atletica leggera. L'Atletica ha bisogno di 'guardarsi intorno'. C'è un mondo che corre veloce dentro sentieri vicini e paralleli.
L'Atletica sta dentro un fosso. Abbiamo bisogno di un zompafossi.
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sabato 21 luglio 2012
Provincialismi esodati
Chissà se il presidente del Consiglio Monti avrà pensato agli effetti della spending review sull'equilibrio emotivo dello "sportivo Chietino" che giorni fa ha scritto un post accorato nel forum del sito fidalabruzzo.org (potete leggerlo cliccando qui).
La crisi economica, reale, virtuale, pilotata e non, mette tutto dentro ad uno spietato frullatore che impappa sentimenti campanilistici e bilanci economico-finanziari, bandiere e bandierine, tute e canotte variopinte. Anche i provincialismi saranno accorpati per legge, facciamocene una ragione.
Tra qualche mese l'Atletica Leggera, locale e nazionale, si darà un nuovo governo. Sempre che, nel frattempo, il CONI non venga annesso al Deutscher Olympischer Sportbund...
sabato 14 luglio 2012
Pallonari
Tempo d'estate. Tempo di gavettoni infiniti e smargiassate balneari; e pure d'ignoranza grassa (buona per tutte le stagioni). Tempo di tormentoni, condivisibili, sacrosanti e non. E mentre Facebook amplifica vero e falso nel caleidoscopio orgiastico di immagini taggate e da taggare, la mia attenzione cade su due titoli: il "VOGLIAMO ANDREW HOWE A LONDRA" dell'omonimo gruppo feisbucchiano e un link, meraviglioso, "20 secondi in meno è record sui 10.000", su cui vi consiglio di fare "click", assolutamente.
Andrew Howe non andrà a Londra, mentre Erik Lamela, calciatore, secondo alcuni 'esperti' potrebbe addirittura impensierire l'etiope Kenenisa Bekele sulla distanza dei 10.000m ("Per scendere sin laggiù bisogna tenere una media di 2’38” al chilometro. Come si vede, non è che Lamela sia andato molto più lento", scrive il giornalista).
Siamo un popolo di pallonari, è evidente. E in occasione di olimpiadi, mondiali ed europei continuiamo a fare casini infiniti convocando e 'sconvocando' i nostri migliori ragazzi dell'atletica. Perché non aver affidato direttamente a Giancarlo Abete la responsabilità di selezionare gli atleti per Londra 2012?
(Bolt, trema: ho ripreso a correre e sui 100m sono solo a 5 secondi da te).
P.S.: suggerisco un gruppo per facebook: "VOGLIAMO L'ATLETICA LEGGERA NELLA SCUOLA ITALIANA".
Andrew Howe non andrà a Londra, mentre Erik Lamela, calciatore, secondo alcuni 'esperti' potrebbe addirittura impensierire l'etiope Kenenisa Bekele sulla distanza dei 10.000m ("Per scendere sin laggiù bisogna tenere una media di 2’38” al chilometro. Come si vede, non è che Lamela sia andato molto più lento", scrive il giornalista).
Siamo un popolo di pallonari, è evidente. E in occasione di olimpiadi, mondiali ed europei continuiamo a fare casini infiniti convocando e 'sconvocando' i nostri migliori ragazzi dell'atletica. Perché non aver affidato direttamente a Giancarlo Abete la responsabilità di selezionare gli atleti per Londra 2012?
(Bolt, trema: ho ripreso a correre e sui 100m sono solo a 5 secondi da te).
P.S.: suggerisco un gruppo per facebook: "VOGLIAMO L'ATLETICA LEGGERA NELLA SCUOLA ITALIANA".
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sabato 30 giugno 2012
Bisogna saper cambiare

Bisogna saper cambiare, si diceva. C'è bisogno di una squadra affiatata, che abbia la giusta stimmung atletica. E pure un orizzonte politico diverso. Altrimenti il testimone rimane per terra.
lunedì 11 giugno 2012
Inserorabili, dentate rote
Post retorico e 'barocco', questo. Post allegorico e parzialmente poetico. Post incasinato. Post di un blogger un po' stanco.
Scrive il poeta e filosofo Ciro di Pers (Pers, 1599 - San Daniele del Friuli, 1663) in Orologio da rote:
Mobile ordigno di dentate rote
lacera il giorno e lo divide in ore,
ed ha scritto di fuor con fosche note
a chi legger le sa: SEMPRE SI MORE.
È la prima quartina di un sonetto a me assai caro. Reca in sé tutta l'angoscia del tempo che passa; il tempo buono, come pure quello buttato alle ortiche.
Beato chi legger non sa, caro il mio Ciro.
Ieri c'è stato l'Ironman 70.3 a Pescara, un fenomeno sociologico che sto studiando da un po' (un interesse che travalica gli aspetti più squisitamente tecnico-sportivi del cross training estremo). Quante 'sciocchezze' ho visto fare in preparazione dell'Evento, ed anche durante la Prova! (E non mi riferisco soltanto alla coca-cola servita a 'damigianate' nei punti ristoro). Sarebbe bastato un po' di buon senso (non voglio scomodare l'abusato aggettivo "scientifico") e centinaia di partecipanti avrebbero potuto togliere una buona ventina di minuti ai loro crono finali. (Ho visto decine e decine di atleti mangiare e bere integratori d'ogni colore fin sotto il traguardo!). Professionisti a parte, l'esercito degli amatori ha lottato per chiudere la gara e dimenticarsi del Tempo. Forse, come scriveva Gaber, per molti di noi c'è solo la strada.
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza
perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo. (Giorgio Gaber)
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