sabato 29 gennaio 2011

"Gettato in avanti"

Basta con le ciance. Generano interruzioni. Fanno perdere tempo. Ci legano ad un palo. Bisogna fare, su base progettuale. E progetto viene dal latino proicio, che significa scaglio, getto in avanti. Si deve andare avanti.
I progetti, quelli buoni, hanno bisogno di dialogo e non di assurdi recinti. Necessitano di alleanze, di collaborazioni plurime ed etiche. Ho letto da qualche parte che, grazie alla mediazione di Mario Pescante, tecnici israeliani potranno allenare atleti palestinesi per le Olimpiadi del 2012. Qui in Abruzzo, invece... Mi stoppo, ché sennò ricomincio. Ma non voglio chiudere così. Vi lascio le parole di un grande poeta, Czeslaw Milosz, Nobel per la Letteratura nel 1980: "Mandare avanti un progetto, come indica la derivazione della parola, significa estrarre da sé un'idea in modo tale che essa acquisti una propria autonomia e sia realizzata non soltanto dagli sforzi di chi l'ha originata, ma anche da quelli indipendenti dal proprio Io". 

sabato 22 gennaio 2011

Cambiamenti necessari

Ci sono momenti in cui certi luoghi comuni hanno valore di saggezza assoluta. Uno su tutti: "È inutile che ti sbatti, tanto siamo in Italia!". (C'è poi l'ancor più tragica variante: "È inutile che ti sbatti, tanto siamo in Abruzzo, Italia). Bisognerebbe riflettere sui luoghi comuni. Possono schiudere universi paralleli dal potere salvifico rigenerante, quasi taumaturgico.
Andare via senza muovere un passo. Lottare senza necessariamente inzaccherarsi di fango fin dentro le orecchie. Il Tempo lavora anche di notte e chi dà segni di precoce senescenza potrà solo rincoglionire ulteriormente, col passare dei giorni; e sparire, naturalmente, dentro l'oblio di quelli che verranno. Perché dannarsi quando il Tempo è già avanti col lavoro? Pazienza, bisogna portare un po' di pazienza.
Ma quali collaborazioni, quali tentativi di ricostruire rapporti improbabili? Un amico mi ricordava un detto antico: "Ad insegnare all'asino si perde solo tempo e, anzi, si infastidisce la bestia". E l'asino, per quanto simpatico, non è neppure un animale politico.

venerdì 14 gennaio 2011

La trasparenza presa a stralci

(Immagine da toonpool.com)
Non so che cosa dire. La realtà ha doppiato più e più volte la più surreale delle fantasie. Sul sito fidalabruzzo.org è possibile leggere questa nuova: cliccare qui. Non un verbale, ma uno stralcio di esso. La trasparenza presa a stralci, verrebbe da dire. Dal 'florilegio trasparente' estraggo un paio di perle degne di pubblicazione:
  • Campionati Regionali Individuali INDOOR: non verranno disputati ma si assegneranno i titoli in base alle graduatorie regionali indoor, a conclusione della stagione; (visti gli errori dell'anno scorso, speriamo che non sbaglino a fare copia-incolla, nds).
Attività cat. Esordienti: si ribadisce che tale attività debba essere organizzata dai CC.PP.; solo per quanto concerne l’attività invernale, gli esordienti potranno gareggiare nelle campestri e nella marcia unitamente ai Ragazzi e Cadetti dell’Area promozionale; (provate un po' a rileggere il regolamento 2011 e scoprirete un mondo altro: cliccare qui, nds).

Altri due anni così son duri assai.

mercoledì 12 gennaio 2011

Querce

(Foto da easybonsai.it)
Sul sito fidalabruzzo.org ieri leggevo: "Cinque abruzzesi figurano nella lista di nomi ai quali è stata conferita, su delibera del Consiglio Federale dell’11 novembre scorso, la Quercia al Merito atletico. L’onorificenza è attribuita, dalla Federazione, a quelle personalità che si sono particolarmente distinte, nel corso della loro carriera, da dirigenti, tecnici o giudici di gara".
Non voglio tediarvi con l'elenco dei premiati che potete leggere cliccando qui. Faccio solo una domanda, anzi due: qual è la motivazione che giustifica l'attribuzione della prestigiosa onorificenza al presidente Fidal Abruzzo? E se quest'ultimo è stato premiato con la Quercia di I grado, perché al mitico prof. Bruno Olmi (Falco Azzurro Carichieti) non è stato conferito (almeno) il II grado?

sabato 8 gennaio 2011

Auguroni Giuà!


Giovanni de Benedictis e Michele Didoni
ai Campionati Italiani Outdoor, 10 km, a Cesenatico, 1995

Oggi mio fratello Giovanni compie gli anni. Oggi un anonimo col QI di una cavalletta è stato bannato (sarà la terza volta che banno qualcuno da che esiste Opinioni Aerobiche).
L'anonimo farfugliava di olimpiadi. 'Na roba sciocca assai. C'è chi si diverte così.
Ai viandanti del Web, ma anche all'anonimo sciocchino, voglio dedicare un video. Sono le riprese 'grezze' realizzate da un magico operatore Rai, Enzo Leuzzi. Un genio assoluto nel suo campo. Un amico.

Siamo a Barcellona, luglio 1992. Sta per partire la finale olimpica della 20 km di marcia. Gli atleti si riscaldano. La tensione si taglia col coltello, assieme all'euforia dei tifosi. Tra questi si può notare un immenso Renato D'Amario (uno dei più grandi talent scout dell'universo), svelto a soffiare una lattina di birra ad un giudice italiano. E poi: i rituali pregara, gli ultimi allunghi, gli esercizi di stretching. La sottile linea d'ombra sta per essere varcata.
Guardate quelle immagini, ma accendete pure le casse del computer: le voci, i rumori di quegli istanti interminabili non hanno età; suonano con la stessa freschezza di ieri.
Buona visione.

giovedì 6 gennaio 2011

Sconsolante tripudio di anonime eccellenze

Il raduno dei migliori giovani dell’atletica abruzzese, svoltosi ieri a Pescara dentro un umido e freddo pomeriggio pre-epifanico, parla agli anonimi (o al solito anonimo?) con la forza disarmante dell’evidenza.
Tra i vari protagonisti di un’atletica che non mi somiglia affatto, ieri c’era pure la penna senza firma che qualche giorno fa sentenziava così dal mio blog: “Ebbene si,dopo un Natale così pieno di sorprese e regali la Federazione Italiana Confcommercio Atleti da inizio ai saldi diINIZIO stagione.Aderiscono senza problemi all iniziativa le province di CHIETI-PESCARA.Con grande soddisfazione di tecnici e simili” (lascio in evidenza i molti refusi del testo; sono le impronte digitali dell’’anonimo’). Sono basito perché conosco l’anonimo. Quell’anonimo. E proprio a lui, che di baratti e di mercatini atletici s’intende più di ogni altro, vorrei fare questa domanda: “Quanti giovani atleti abruzzesi ha portato in raduno a Pescara la più forte società di atletica leggera maschile d’Italia?”.

Dentro il catino azzurro dell’Adriatico ieri c’era pure la marcia. Nessun responsabile di quel settore si è fatto vivo (ah, che sciocco! Sarei dovuto andare io da loro). Io stavo discosto, dietro la porta della curva sud, a filmare i miei ragazzi. Siamo a gennaio e non ho ancora letto una riga di quel progetto d’eccellenza che dovrebbe definire “Il polo della marcia atletica d’Abruzzo”. Sconsolante tripudio di anonime eccellenze. Sui blog come sui campi.

martedì 4 gennaio 2011

Mozart e raduni atletici

Domani tutti in pista a Pescara ad osservare l'intellighenzia atletica locale alle prese con i nostri giovani. Che Dio ce la mandi buona!
Consoliamoci con un bel video del solito, brillante Simon Hunt. Pure Mozart (in sottofondo) non è male.

sabato 1 gennaio 2011

Consuntivi consunti

Ieri un ‘misterioso’ anonimo ha fatto capolino tra i commenti del post del 28 dicembre u.s (clicca qui per i dettagli). Una sorta di rampogna scomposta e involontariamente comica seguita da una replica ravvicinatissima (l’anonimo non ha di meglio da fare il 31 di dicembre, intorno alle 19.00; a me i commenti di Opinioni Aerobiche arrivano sul cellulare in tempo reale, mentre lui deve ‘vigilare’ entrando e uscendo dal mio blog; evidentemente è uno che ha molto tempo libero).
Stamani scopro che, intorno alle 19.45 di ieri, il sito fidalabruzzo.org pubblicava un’intervista al presidente della Fidal Abruzzo (un’ora dopo la rampogna dell’anonimo; che coincidenza!), una specie di bilancio consuntivo dell’attività svolta dal CR nel 2010. Lascio ai viandanti del web l’interpretazione del documento (chi non lo avesse ancora letto può cliccare qui). Mi piacerebbe pure qualche commento. Possibilmente non anonimo.

Auguri di buon anno. A tutti tutti.

martedì 28 dicembre 2010

"Intanto, è sempre qualcosa..."

Tullio De Mauro - Foto da mediamente.rai.it
Ripensavo alle attività del settore tecnico Fidal Abruzzo. Passate e recenti (intendo quelle che vanno dal novembre 2009 ad oggi). A quel ‘modo di fare’ che non capisco, un attivismo che a me sembra un turbinio convulso, senza né capo né coda, di iniziative atte a ‘fare scena’ (il raduno estivo 2010 in Dalmazia, ad esempio), unito al costante bisogno di mostrare al mondo la solerzia del ‘sistema CR’ nello svolgimento del compitino quotidiano. L’ultima trovata dei ‘nostri’ è il raduno tecnico del 5 gennaio p.v. (cliccare qui), riservato agli atleti di interesse regionale della fascia d’età che va dal 1993 al 1997. “L’occasione sarà utile per aggiornare lo stato della preparazione, soprattutto in vista della stagione degli impegni indoor e di cross”, recita il proclamino federale. Che cosa vuol dire “aggiornare lo stato della preparazione”? Hanno preso i nostri ragazzi per la scheda obsoleta di un navigatore satellitare?
Qualcuno mi faceva notare che l’elenco degli atleti convocati al suddetto raduno è monco. Mancano diversi atleti di interesse, non solo regionale, ma addirittura nazionale. E allora mi ripeto e faccio copia-incolla: mi offro volontario per un corsetto di primissima alfabetizzazione informatica circa la navigazione in internet sul sito fidal.it; alcuni responsabili di settore, e pure qualche dirigente, potrebbero beneficiarne, scoprendo che bastano pochi clic del mouse – al calduccio di casa – per avere le graduatorie regionali di ogni gara e di ogni categoria, aggiornate in tempo reale; pensate, le classifiche si possono pure stampare!

Il Basset Hound
Qualcuno dica ai nostri ‘amici’ che non bisogna fare per forza qualcosa di ‘visibile’, di vacuamente coreografico. Flaiano sosteneva che abbiamo sostituito la pubblicità con la morale. Ancora una volta mi trovo d’accordo col profeta di Corso Manthonè. E mi viene in mente un episodio scolastico di una decina di anni fa. Si era al rientro dalle vacanze natalizie e cogli alunni si faceva il trito gioco del “che cosa hai fatto di bello durante le feste”. Nel tripudio di torroni, calze e play station, venne il turno del bimbo che per Natale era stato fuori città. Quel bimbo lo avevo simpaticamente ribattezzato Tullio De Mauro per la sorprendente somiglianza (non solo fisica) col noto linguista italiano: stessa espressione malinconica da intellettuale sconfitto (tutti gli intellettuali diventati ministri dell’istruzione sono degli sconfitti), orecchie a sventola e occhi tipo cane Basset Hound. Tullio De Mauro baby, aveva un linguaggio forbito ed era l’unico a darmi del “Lei”. Tulliuccio mi stava simpatico assai.

- E tu cosa hai fatto per le feste?
- Mae’, sono stato a Milano.
- Che bello! E che cosa hai visto? Sei stato in qualche posto particolare?
- Sono stato in aeroporto mae’, e ho visto Marina La Rosa del Grande Fratello!
- Embè? (Giuro che “sticazzi” l’ho solo pensato, nds)
- Mae’, intanto, è sempre qualcosa…

domenica 26 dicembre 2010

Raduni?


(Photo da http://aurum.comune.pescara.it/ - Anni '30 - Atri. Adunate di giovani italiani.
Archivio Concetta Zincani Di Febo)

Spesso mi viene rimproverato il taglio ‘regionalistico’ dei miei post. A chi possono interessare le beghe di una federazione sportiva dal fiato assolutamente corto e dall’orizzonte temporale ancora più breve ed in linea con gli sclerotizzati stilemi della politica nazionale degli ultimi quindici-vent'anni?
Io però vado avanti, col mio scrivere petulanti cahiers de doléances atletiche locali; certo che qui in Abruzzo, come altrove nella penisola, nuove ed intelligenti energie sportive stanno cominciando ad organizzarsi, politicamente e su una solida, concreta, etica, base progettuale (di più non fatemi dire!).

Il 5 gennaio 2011, presso lo Stadio Adriatico di Pescara, ci sarà un raduno tecnico regionale Fidal per Cadetti, Allievi e Juniores del 1° anno. La riunione, denominata “raduno di Natale”, francamente ritengo abbia del surreale (perché, vista la data, non chiamarlo “raduno della befana”?). Vorrei mi venisse spiegato il senso di tale iniziativa. In attesa di un chiarimento che, temo, non si realizzerà né a breve né a medio termine, provo una personalissima lettura delle oscure (almeno ai mie occhi) 'strategie' (o, meglio, tatticismi) tecniche federali, qui in terra d’Abruzzi. L’incontro del 19 dicembre u.s., quello coi tecnici sociali che allenano ‘ragazzini’ di interesse regionale, pare sia stato un mezzo fiasco (quanti tecnici vi hanno partecipato?). Adesso, facendo finta di nulla, ritenendo che tutto funzioni ‘a regola d’arte’, si cerca, attraverso la coreografica formula del raduno tecnico, di ‘fare qualcosa’, di ‘ricontare le pecore’, visti gli imminenti impegni crossistici e indoor.

I raduni costano. Forse non al CR Fidal Abruzzo. Sicuramente ai tecnici e agli atleti che devono raggiungere Pescara. Qual è lo scopo del raduno? Qual è il programma?
(Una proposta: mi offro volontario per un corsetto di primissima alfabetizzazione informatica circa la navigazione in internet sul sito fidal.it; alcuni responsabili di settore, e pure qualche dirigente, potrebbero beneficiarne, scoprendo che bastano pochi clic del mouse – al calduccio di casa – per avere le graduatorie regionali di ogni gara e di ogni categoria, aggiornate in tempo reale; pensate, le classifiche si possono pure stampare!).

sabato 25 dicembre 2010

Vigilia col Sat

Pomeriggio di Vigilia. Si corre e si marcia per la riviera sud di Pescara. Sat è sceso, ma non ha portato la neve. Forse solo un’ombra di bruma pavesina; qualcosa che però fa presto a tingersi di equoreo; il mare lì a due passi non ha nulla di padano.

Sat è in tuta, ma si è già allenato al mattino. Sat non sa stare fermo. Dopo avermi aggiornato sui suoi ultimi rendez vous podistici eccolo di nuovo in pantaloncini e maglietta. Vuole tirare il fondo medio di Lucrezia.

Più in basso ventotto secondi di fotogrammi aerobici. Il Sat e Lucrezia sul filo dei 4’00”/km.
Erika e Giulia, col ‘loro’ medio, qualche passo più indietro.

Auguri a tutti!

giovedì 23 dicembre 2010

Lettera semi-aperta a chi so io...

(Photo by Archivio personale - Maurizio Damilano)
Sandro Damilano lascia la Fidal. Ne abbiamo parlato. Abbiamo pure accennato al neonato polo di eccellenza della marcia, qui da noi in Abruzzo, e siccome è passato quasi un mese dall’annuncio ‘ufficiale’ di questa ambiziosa iniziativa federale, ecco nascere spontanee – dal fondo del mio cuore martoriato di allenatore – alcune domande. Quali sono gli obiettivi dell’equipe di lavoro del polo abruzzese della marcia? (perché c’è un gruppo di lavoro, nevvero?). Quali metodi verranno impiegati? Quali risorse verranno utilizzate? (Chi mette i soldi? È un’iniziativa federale, no?). È possibile leggere il ‘planning’ del progetto?

Giorni fa parlavo con alcuni miei illustri colleghi del taccopunta nazionale. Nessuno conosceva il polo di eccellenza della marcia in Abruzzo. Chissà se il CT dell’Atletica Nazionale ne sa qualcosa? A lui sì, vorrei fare qualche domanda…

giovedì 16 dicembre 2010

Alba rossa

Foto di Giancarlo Colombo/FIDAL
Leggevo del ‘divorzio consensuale’ tra il guru della marcia Sandro Damilano e la Fidal (cliccare qui). Sandro se ne va, restando a casa. Ossimoro bugianen, storia vera di un profeta e di una montagna che gli corre incontro. La montagna è la Cina. Sandro, per due anni e fino alle Olimpiadi di Londra 2012, vestirà la casacca rossa della nazionale cinese; allenerà a Saluzzo i migliori sei talenti – quattro uomini e due donne – di una nazione lontana e 'terribilmente' presente, disposta a coprirlo d’oro – così si dice – in caso di trionfo olimpico. Ma Sandro continuerà a seguire pure gli italianissimi Giorgio Rubino ed Elisa Rigaudo, certo che questi sapranno trarre un enorme vantaggio dall’esperienza coi colleghi cinesi.

Bravo Sandro. Lo dico con assoluta sincerità. A 60 anni riesce a realizzare un progetto milionario che vale ben più della ricchezza pecuniaria che comunque genererà. La Cina riconosce a Sandro Damilano il primato culturale nella marcia atletica mondiale e nel farlo essa significa, in modo inequivocabile, il rispetto sacro per la disciplina stessa e per chi vi attende con indubbia fortuna, da oltre trent’anni.

E adesso? Il re è nudo. Anzi no. La marcia atletica italiana è nuda. Il Dopo-Damilano è arrivato. Quanto conta la presenza carismatica – oltreché tecnica – di un allenatore di quel calibro lo scopriremo negli anni a venire (non molti suppongo). Adesso deve aprirsi la stagione dell’intelligenza senza infingimenti, non della puerile furbizia. Guai a scatenare miserrime guerre di successione. Occorre dialogo tra le molte scuole italiane del tacco punta, antiche ed emergenti; c’è bisogno di condivisione di strumenti e metodi di lavoro validati; di ricerca condivisa. Ora che il pontefice è altrove, il nostro movimento ha di fronte un destino diverso . Non so se migliore o peggiore. Ritengo che la via da seguire sia quella di una cooperazione in rete, non la costituzione di ulteriori centri di non ben definite eccellenze (purtroppo qui, nel mio Abruzzo, siamo già partiti col piede sbagliato).

Si gira pagina, quindi. Adesso è il tempo degli operai specializzati.

mercoledì 15 dicembre 2010

Programmazione opinabile

Domenica prossima il Settore Tecnico Fidal Abruzzo vorrebbe incontrare alcuni tecnici sociali (alcuni ché, mi sembra, ne manchino parecchi altri all’appello) “per uno scambio di opinioni sulla programmazione 2011”. Uno scambio di opinioni sulla programmazione 2011? A dicembre inoltrato? Queste son cose che si discutono al massimo entro ottobre. Ammesso che ci sia qualcuno disposto a ‘scambiare opinioni’ con ‘loro’. Ma sì, a pensarci bene qualcuno c’è – siamo in democrazia, e il mondo è bello perché è vario. Io però non ci sarò, per una serie sterminata di motivi. Ne cito uno su tutti: domenica mattina, alla stessa ora del succitato incontro, sarò al Parco d’Avalos per una seduta di allenamento dei miei ragazzi, programmata un paio di mesi fa.

domenica 12 dicembre 2010

Non di solo pane...

Un giovane allenatore inglese di trent’anni. Un professionista che ha scelto la Norvegia come privilegiato laboratorio atletico. Un esperto di salti in elevazione che allena un maratoneta, un amatore dal personale di circa tre ore, pronto a seguire ammaestramenti originali e pieni di senso. Reattività, flessibilità, elasticità. Propriocezione, pliometria… Per un giovane tapascione. Anche noi dovremmo tornare a riflettere. Buona visione.

giovedì 9 dicembre 2010

Come marciare...

C’è spazio davvero per tutti. Youtube è lì a mostrarcelo. Il video che segue ha un titolo puerilmente ambizioso e l’involontaria comicità delle sue immagini mi fa digerire progetti più o meno bizzarri di rilancio della marcia atletica, dalle mie parti, nella forma di polo di chissà quali eccellenze sportive.

Orsù Signori del Settore Tecnico Locale, mandateci due video in upload pure voi!

domenica 5 dicembre 2010

Il polo di fatto

Una scuola di atletica leggera (o un polo di eccellenza, che di questa è diventato pomposo sinonimo, almeno recentemente, in certi ambienti dell’atletica abruzzese) esiste se ci sono degli allievi disposti ad apprendere e degli insegnanti capaci di insegnare apprendendo (ah, quante belle cose ci mostrano i ragazzi ogni giorno sul campo!). Insomma, una scuola di questa o quella disciplina dell’atletica non è uno sportello a mo’ di consultorio. Non è neppure una trita operazione di sciatta politica sportiva, che rimanda ad altri tristissimi maquillage politici, col botulino o senza. La scuola che intendo io è un laboratorio naturale, collettivo, di idee e di risultati concreti e positivi, quantificabili; misurabili. È un luogo fisico, reale, dove gli individui per scelta reciproca (non per cooptazione ‘settaria’; non si discriminano i ragazzi per il colore di una canottiera) si incontrano, si confrontano liberamente, condividendo la bontà di metodiche di allenamento sempre perfettibili, ché nello sport solo gli imbecilli sanno già tutto.
Stefano Baldini e Donato Chiavatti
Una scuola di atletica non è l’isola che non c’è. Da almeno trent’anni il mezzofondo abruzzese che conta abita il Parco d’Avalos di Pescara. L’abitare precede sempre il costruire. Abitare vuol dire serbare la memoria di un luogo, di avere cura della cultura che esso esprime. E di questo sono ben consci il Prof. Donato Chiavatti (nella foto con Stefano Baldini) e Luciano Carchesio, il suo discepolo preferito, entrambi impegnati, settimanalmente e da alcuni anni, a far venir su bei talenti del mezzofondo breve. Donato e Luciano, a loro volta campioni di un passato per nulla sbiadito, conoscono palmo a palmo i sentieri sabbiosi di quel parco tanto ricco di memoria aerobica, assieme alle miscele di velocità allenanti e ai giusti equilibri posturali da suggerire ai loro ragazzi, metro dopo metro; giro dopo giro…

Al Parco d’Avalos ogni domenica mattina è festa. Festa dell’Atletica abruzzese che corre veloce e a lungo.
Una festa resa possibile anche grazie al supporto di una bella realtà sportiva, quella dell’Atletica Gran Sasso Teramo (la società dove operano Donato Chiavatti e Luciano Carchesio; cliccare qui). Gente seria alla Gran Sasso che, prima di inseguire qualsivoglia primato agonistico, individuale o collettivo, ha sempre sostenuto la causa dell’Atletica mettendo concretamente a disposizione di giovani tecnici e atleti, anche non tesserati per i loro colori, l’immenso patrimonio culturale dei propri allenatori (questi sì d’eccellenza, altro che poli de noantri!).

venerdì 26 novembre 2010

Di nuovo buio pesto... (forse era un sogno)

Stavo seguendo il consiglio dell'ottimo Sat, avevo cominciato a scrivere un raccontino dei miei, qualcosa di leggero, di allegro e, soprattutto, di convenientemente distante dalle beghe sportive degli ultimi post. Ma non è tempo per le narrazioni amene. Bisogna pazientare ancora un po'.

Oggi ho preso un calcio nel sedere. Un altro. E con me tanti ragazzi e ragazzini (e pure qualche altro allenatore). Nel pomeriggio si è allo Stadio Adriatico, illuminato a festa: tutti i fari, di due dei quattro tralicci dell'impianto di illuminazione, accendono a giorno pista e pedane. (Troppa grazia Sant'Antonio!). Sul circuito azzurro, per la prima volta in un freddo pomeriggio di novembre, si fa fatica con piacere. Ma alle 17.40 il giocattolo si rompe. Arriva qualcuno, molto incazzato, che sbraita all'indirizzo di ragazzini che attraversano l'erba del campo di calcio. Domani gioca il Pescara. Cerco di dirgli che quei ragazzini non sono 'miei'. I mezzofondisti e le marciatrici che seguo fanno altri 'danni', stanno 'sporcando' la pista, bagnandola di sudore. Ma quello va avanti come un treno e minaccia, anzi no, sentenzia un perentorio: "Vi abbiamo dato la luce, ma non la meritate! Da lunedì, al buio!". Poi fa ad un altro, un omino canuto che gli cammina vicino: " Spegni, spegni subito i fari. Adesso!". Ed il buio è tornato, lasciando a metà il lavoro dei miei atleti e di tanti altri attoniti sportivi.

Ora Pescara è ufficialmente Città Europea dello Sport 2012. E qualcuno (un'autorità) ha pure recentemente affermato: " Quello che che abbiamo più a cuore, però, è lo sport per la gente. Ogni territorio deve saper rendere fruibile lo sport per tutte le fasce sociali, quelle più deboli innanzitutto".

domenica 21 novembre 2010

Frantumi di povera atletica locale

Non c’è nulla di più deprimente della comicità involontaria di chi è totalmente privo di autoironia.

Non c’è peggior sordo di chi è convinto delle proprie “stronzate” (dato il reiterato uso che si è fatto del termine negli ultimi giorni, esso ha qui carattere di citazione).

Chi applaude qualcuno che ha concluso il proprio intervento durante una riunione fa sempre parte di una claque. Così taluni sembrano affermare.

Chi non applaude o non si esibisce in una ovazione da stadio, dietro il caldo invito di un tecnico responsabile, stizzisce il tecnico responsabile stesso. Così mi è sembrato di capire.

Gli Esordienti (categoria Fidal di bimbi dai 6 agli 11 anni) devono fare soltanto attività ludica. Devono giocare (forse scherzare?). Basta con quelle manifestazioni interminabili di bimbi festanti, che passano dalla pista alle pedane, alternando corsa, marcia salti e lanci, dalle 16.00 alle 20.00. Basta. Che ci pensassero i Comitati Provinciali. E che si buttassero pure cronometri e fettucce (anche i giudici sono un optional)! Lo dice il Vademecum. (Il Regolamento Esordienti 2010 della Fidal Nazionale, non un vademecum qualsiasi, esprime altri significati; chi volesse chiarirsi le idee davvero, a tal riguardo, clicchi qui).

L’atletica deve entrare nella scuola. Così qualcuno dice. L’atletica cerca la scuola primaria, quella cioè dei bambini dai 6 agli 11 anni. Ma i bambini della scuola primaria sono esordienti? Sì. E allora cosa c’entra la scuola primaria con l’atletica?

Ogni tentativo di oggettivare i criteri di selezione per la partecipazione degli atleti a campionati e/o a rappresentative è una “stronzata”.

Scopro che è nato in Abruzzo un polo pilota (no, non è uno scioglilingua) di eccellenze atletiche. È il polo della marcia. Chi ha bisogno di consigli può bussare ad un certo indirizzo (no, non è il mio; è noto che io di marcia atletica non capisca una cippa). Di più non so. E siccome dicono che la marcia atletica sia una disciplina ‘povera’, andare a bussare a casa di qualcuno che non manifesta chiaramente (pubblicamente, meglio se per iscritto, nelle sedi opportune) le finalità, gli obiettivi, i contenuti, gli strumenti e i tempi del proprio agire, mi pare un atto disperato, assai simile a quello di chi, per estrema necessità, è costretto a recarsi alla mensa dei poveri.

Il pensiero ‘frantumato’ potrebbe fluire per giorni e giorni, ma mi fermo qua.

Non parteciperò più alle riunioni tecniche federali, dalle mie parti.

mercoledì 17 novembre 2010

Sempre più in basso...

"Coraggio, il meglio è passato", scriveva Flaiano. Di cosa vado cianciando? Beh, lascio a voi il giudizio. Eccovi una dritta, un assist servitomi dall'amico Maurizio Salvi, presidente dell'Atletica Gran Sasso Teramo. Dopo i poli di eccellenza si sentiva il bisogno di un po' di poesia... Buona lettura (cliccare qui per andare all'articolo).

giovedì 11 novembre 2010

Pescara città dello sport 2012?

Pare di sì. Pescara città dello sport 2012. Il logo campeggia un po' dappertutto. Lo Stadio Adriatico ne è foderato dentro e fuori. Il logo è bello, ma non fa luce. Non dà energia. E di luce, nonché di energia tout court, ne servirebbe un tantino. Giusto quella sottratta ieri ai ragazzi dell'atletica, alle 18.05, mentre si asciugavano i capelli dopo la doccia (forse c'era ancora qualcuno che si insaponava). Un modo poco garbato ma estremamente efficace per liberarsi velocemente dei 'soliti giovani seccatori atletici', aerobici e anaerobici.
Peccato, ché a certe parole avevo iniziato a credere.
Qualcuno recentemente ha detto: "[...] Un territorio che già dall’autunno 2009 ha iniziato il suo cammino per la candidatura al Titolo di Città Europea dello Sport riconoscimento che viene assegnato annualmente dall’Aces, l’Associazione delle Capitali Europee dello Sport, a ‘capitali’, ‘città’ o ‘comuni’ secondo i principi di responsabilità e di etica, nella consapevolezza che lo sport è un fattore di aggregazione della società, di miglioramento della qualità della vita, di benessere psico-fisico degli individui e di piena integrazione delle fasce sociali in condizioni di disagio. Il titolo rappresenta un’opportunità a disposizione delle amministrazioni locali per attribuire un riconoscimento ufficiale alla qualità del loro impegno in materia sportiva sul territorio di competenza".
Parole. Suoni di un paradiso che deve venire. Chissà se le altre città candidate, quanto ad atletica, stanno messe peggio di noi?

martedì 9 novembre 2010

Memorabilia blogis (ovvero post memorabili) - 1 -

Mi è venuta in mente un'idea. Di tanto in tanto riproporrò dei post già pubblicati su questo stesso blog. Ristampe d'autore. Cosucce simpatiche e meritevoli di replica, io credo.
Si comincia col buon Augusto; col suo straordinario intuito...

Cliccate quindi su "L'occhio di Augusto" e... Buona lettura!

sabato 6 novembre 2010

IronKids!

Le immagini del video mostrano pochi ‘bambini d’acciaio’ imitare triatleti esperti, adulti. Ma non è una prova di ironman ‘bonsai’, nonostante tutto. La bimba che trema prima di immergersi nelle non tiepide acque di Mission Bay, California, sembra divertirsi. E, nonostante tutto, quella ‘strana’ competizione mi intriga assai. (Gli americani hanno ancora il coraggio del sogno).

Questo video ha dato il “la” ad una mia idea di “ironkids”. Grazie agli amici organizzatori dell’”Ironman 70.3 Pescara 2011” (in programma il 12 giugno 2011, cliccare qui) sto collaborando alla realizzazione di un “ironkids” sui generis (due giorni prima della kermesse degli ironmen): una festa del movimento plurale, amo definirla. Plurale per la presenza di circa 850 alunni del X Circolo didattico di Pescara (nessuno escluso!), assieme ai loro familiari. Plurale per la straordinaria varietà di opportunità psicomotorie, educative offerte dal multi sport, dal triathlon riletto in chiave pedagogica.

Per crescere non bisogna aver paura di cambiare.

(Chissà se dalle sagrestie di certa atletica qualcuno si farà qualche domanda…)


martedì 2 novembre 2010

Palingenesi inevitabile

Il sistema ha vita breve. Tirerà avanti ancora un po’ e poi… Moob! (non Boom, ché l’epilogo è un’implosione). Troppa arroganza, zero progetti seri, incapacità assoluta di guardare a medio, lungo termine… L’atletica ha bisogno di aria nuova, di tornare a scuola e stavolta per imparare, magari da sport più ‘giovani’, facendo ricerca vera. Finiamola col ‘nostro’ primato culturale sull’Universo Sport. Il calcio ci dà sei punti e una scopa. Così il basket e la pallavolo. Forse è anche per questo che i ‘loro’ centri di avviamento allo sport sono stracolmi di ragazzini.

La salvezza passa attraverso una polisportiva… (Io sono già al lavoro).

martedì 26 ottobre 2010

Tempo di sondaggi


Eccoci al voto. Non ve l'aspettavate vero? E invece... Dai, fatevi - facciamoci, voterò pure io - sentire. Magari gli esiti di questa mia rozza ricerca digitale per qualcuno saranno acqua fresca. Magari per qualcun altro no. Grazie anticipatamente della collaborazione.

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La Fidal Abruzzo, in quest'anno agonistico, ha risposto alle attese dei suoi tesserati?
In modo totale Parzialmente, ma in modo sufficiente Parzialmente, ma in modo insufficiente No, in modo assoluto   

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Il Settore Tecnico Fidal Abruzzo ha operato con puntualita', nel pieno rispetto delle proprie competenze e degli obiettivi programmati?
In modo totale Parzialmente, ma in modo sufficiente Parzialmente, ma in modo insufficiente No, in modo assoluto   

sabato 23 ottobre 2010

(Fanta)petizione per commenti

"Ma sia questa realtà o sogno, una sola cosa importa: agire bene; se è realtà, perché lo è, e se no, per acquistare amici per il momento del risveglio".
                                    (Pedro Calderón de la Barca)
 
Facciamo un gioco. Un gioco grottesco – ché il grottesco piace tanto a grandi e piccini – di fantatletica in salsa abruzzese. Facciamo finta che, dalle nostre parti, il settore tecnico regionale dell’atletica leggera abbia cominciato l’anno agonistico 2010 vagheggiando poli tecnici di eccellenza (ovvero Scuole di questa e/o quell’altra disciplina o settore) e progetti mirabolanti e poi, dopo un lungo e imbarazzante silenzio, abbia mestamente lasciato cadere la cosa…
Facciamo finta pure che, quello stesso settore tecnico, abbia dimostrato in più di un’occasione, sempre quest’anno, di non conoscere tempi e misure di alcuni (molti?) dei propri migliori atleti, convocando e ‘sconvocando’ (grottesco neologismo coniato all’uopo), ogni qual volta c’era una rappresentativa da comporre, ora questo ora quello, secondo criteri non scritti e imperscrutabili.
Con un ulteriore sforzo di fantasia (tenete duro lettori, vi prego) immaginate miniraduni tecnici per valutare la condizione atletica di atleti già esclusi ufficialmente dalla rappresentativa regionale per un criterium nazionale. Cercate pure di figurarvi le facce e l’allegria di quegli stessi atleti – coi loro tecnici e familiari – dopo essersi pagati benzina e tutto il resto (giornata persa e calcio in culo inclusi).
Vellicate ancora un pochino l’immaginazione, o lettori, pensando a campionati di società di corsa con un giro in meno passati per buoni, a competizioni mai più ripetute e classifiche nazionali falsate (con quello che costano alle società gli atleti in trasferta!).
E continuate a far andare il cervello in alfa sognando raduni tecnici come colonie estive, e fiduciari tecnici ‘sfiduciati’ a loro insaputa e ancora, ancora, ancora…

Bene. Il gioco è quasi finito, lettori. Commentate in massa, sempre giocando con la fantasia s’intende, fornendo una vostra interpretazione di questo ‘fantastico’ anno federale. Chissà che la fantasia, appunto, non possa correre in soccorso, una volta di più, della realtà.

giovedì 21 ottobre 2010

Föra di ball

Adesso dallo Stadio Adriatico ci buttano fuori alle sei del pomeriggio. Via dalle balle del ‘tartan’, senza troppi complimenti! (Un camioncino minaccioso fa due giri del campo per ricordarcelo). La doccia dura quasi più dell’allenamento. Con le docce non si cresce (marciatori e corridori non sono cocomeri). Ieri, finiti gli esercizi di tecnica e di rafforzamento muscolare, c’è stato giusto il tempo di correrci (e marciarci) su qualche chilometro. Roba buona per fare attività ricreative, non proprio fitness.
Così non verranno mai fuori Atleti, corridori e marciatori. Solo cocomeri e pomodori, ma a tempo debito (ché per gli ortaggi c’è bisogno del sole giusto). Forse ho capito perché dalle nostre parti molti preferiscono preparare gli 800m.
A fare Atletica (Atletica Abruzzese), non fitness, si è rimasti in pochi. I miei ‘picciriddi’ sanno già che gran parte della loro fatica necessaria si svolgerà fuori dagli orari part time del catino azzurro (È da un po’ che mi aggiro per altri sentieri, accompagnato dal rassicurante cigolare della fedele ruota metrica).
L’Atletica ha bisogno di tempi lunghi. Tutto il resto è pilates alla buona, per ortaggi in attesa di un altro sole.

sabato 16 ottobre 2010

Geremiadi di fine stagione

“Si collabora e, quindi, ammettendo l'uso e la conoscenza di qualcosa, si ha uno sconto, ma nessuna vergogna si appalesa nelle parole che ho sentito stamane...
Sai che ti dico, Mario...no, non te lo dico...mi vergogno solo di averlo pensato”. (GMak, su Opinioni Aerobiche, 16 ottobre 2010)

“Molti corridori dovrebbero fare silenzio invece di lamentarsi per le dichiarazioni di Ettore Torri sul doping nel ciclismo. Non saranno tutti dopati, certamente. Ma molti, moltissimi sì. Oggi come oggi vincere a pane e acqua è difficilissimo, non dico impossibile, ma quasi. Specie nelle grandi corse a tappe”. (Pierino Gavazzi, da www.sportpro.it, 10 ottobre 2010)

“[…] Se non fosse dannoso per la salute degli atleti, il doping andrebbe legalizzato. Non sono l'unico a dirlo, ultimamente tutti i ciclisti che ho interrogato hanno ammesso l'uso di sostanze proibite". (Ettore Torri, 5 ottobre 2010)

Lamentazioni aerobiche, oggi. Le mie. Forse vi annoieranno, ma io le scrivo lo stesso (c’è sempre la “X” nell’angolo in alto a destra del browser: il tempo di un “clic” e siete già altrove). Butto quindi un po’ di pensieri intorno al doping, allo sport – più specificamente nella variante “Atletica” –, alla Cultura, sportiva e non. Sono pensieri nomadici, non proprio riflessioni, qualcosa di ancora magmatico che scrivo di getto perché un blog, almeno il mio, può funzionare pure così.
Il doping, si diceva. Storia vecchia quanto l’uomo. Storia di interessi milionari (o miliardari) e di gretta ignoranza. Di nevrosi antiche e moderne. Di ingiustizia, reale o percepita. Sì, perché le infinite narrazioni del doping possono pure originare dalla disperazione di poveri cristi persi nel miraggio salvifico di una ‘terapia’ inevitabile. Faust oggi è un povero disoccupato, con moglie e figli a carico.
Torri dichiara: “Più lavoro in questo campo e più mi meraviglio della diffusione del doping. Non credo che il doping verrà estirpato”. E ancora: “[…] Se non fosse dannoso per la salute degli atleti, il doping andrebbe legalizzato. Non sono l'unico a dirlo, ultimamente tutti i ciclisti che ho interrogato hanno ammesso l'uso di sostanze proibite". E a molti cadono le braccia.
Non ho ricette buone per estirpare l’annosa e purulenta piaga. Forse neanche per lenirla un filo. Dal canto mio cerco di portare avanti l’impegno di sempre: coi bambini e le loro famiglie, a scuola; coi ragazzi e gli adulti al campo di atletica e per strada. Continuo a studiare, a produrre progetti insieme ad altri compagni di viaggio (cliccare qui), a dubitare… Qualcosa potrebbe cambiare. Oppure no.

domenica 10 ottobre 2010

Cles val bene una faccia

Quasi sette ore di viaggio ed eccomi a Cles, con gli amici Adriano e Lidia. Appena arrivati in albergo mi sorprendono le espressioni di certe facce. Stupore misto a disappunto (boh, valle a capire quelle facce!). Maschere ufficiali, di un'atletica che, francamente, capisco sempre meno. Io che non sono ufficiale e che tengo da sempre per il soldato semplice Nemecsek, sorrido, e aspetto con ansia i pochi raggi di sole che domani vorrà concederci questo scampolo di trentino nebbioso. Freddo umido in Val di Sole. Dentro, in albergo, c'è più nebbia che fuori. (Per fortuna ci sono i Cadetti dei Campionati Italiani di Atletica Leggera a scaldare l'ambiente; il loro casino gioioso che rimbalza da una stanza all'altra dell'albergo, stride con le espressioni surreali di facce adulte, perse dentro smorfie involontariamente comiche, presaghe di casini per niente gioiosi).

giovedì 7 ottobre 2010

Volontà

Sia lode alla volontà. Gisella Orsini è la volontà. Di seguito due video. Il primo ha diciotto anni. Era il 1992. Location: lo Stadio Adriatico di Pescara; la gara: forse un campionato regionale assoluto, sulla distanza dei 3 km. Non importa. Gisella ha poco più di vent’anni, qualche chiletto di troppo e la testa che cerca le scarpe ad ogni appoggio. Marcia ancora ‘poco’ (70 km a settimana quando le va bene), studia (e tanto) filosofia e quel filo di pinguedine ci sta tutto. In sottofondo ci sono io a darle i passaggi.


Il secondo video è del 2005. Gis ha quasi trentaquattro anni. Credo sia il miglior 5000m in pista della sua lunghissima carriera, per condotta di gara, superiorità atletica (21:55, andando via quando ha voluto), fluidità del gesto atletico.

Gisella ha dimostrato al mondo di andar forte – davvero forte – quando, generalmente, altri hanno già appeso le scarpette al chiodo. È la forza della volontà. E dell’intelligenza.