giovedì 7 luglio 2011

Programmazione, dolce chimera sei tu...

Dal sito fidalabruzzo.org si può leggere:

"In vista del Grand Prix Giovanile di Marcia su strada per Regioni, Cadetti e Ragazzi, in programma sabato 16 luglio a Macerata con le rappresentative di Marche, Campania, Lazio, Puglia e Toscana, il Settore Tecnico Regionale, sentito il parere del Responsabile della Marcia, Rodolfo Macchia, ha convocato i seguenti atleti.

Cadette Km 3:
Natascia Di Tizio (Theate Walk), Erica Fusella (Hadria Pescara), Giulia Marinucci (Hadria Pescara), Giulia Fantini (Nuova Atletica Lanciano).

Cadetti Km 4:
Daniele Manias (Serafini Sulmona), Federico Odoardi (Theate Walk), Matteo Cocco (Theate Walk).

Ragazze Km 2:
Letizia Piccirilli (Nuova Atletica Lanciano), Lorenza D’Alanno (Nuova Atletica Lanciano), Fabiana Bucci (Serafini Sulmona), Chiara Di Censo (Serafini Sulmona), Bleona Hallulli (Nuova Atletica Lanciano).

Ragazzi Km 2:
Leonardo Marcotullio (Atletica L’Aquila).

Le società interessate dovranno comunicare la disponibilità, o meno, dei propri atleti, entro mercoledì 13 luglio al Comitato regionale. Gli atleti della categoria Cadetti dovranno indossare obbligatoriamente la canotta “Abruzzo”.

La partenza della rappresentativa è fissata per sabato 16 luglio, alle ore 10.00 da Pescara, Piazza Italia.

L’arrivo a Macerata è previsto alle ore 12.00, presso il ristorante “Le Briciole di Pollicino”, in via Giovanni Falcone 27-29, dove il comitato organizzatore offrirà il pranzo.

Programma orario. Ore 15.00: ritrovo giurie e concorrenti presso Rotonda Giardini Diaz, Macerata. 15.45: Km 2 Ragazze. 16.00: Km 2 Ragazzi. 16.15: Km 3 Cadette. 16.30: Km 4 Cadetti. 19.15: premiazioni".

Il 16 di luglio p.v. ci sarà pure l'"XI Meeting Città di Giulianova" dell'ottimo Luigi Chiodi e del suo staff. Quel giorno, alle 19.40, dovrebbero partire le due gare Ragazzi/e di marcia, sulla distanza dei 2000m. Non godendo del dono dell'ubiquità (Macerata? Giulianova?), i nostri giovanissimi marciatori scontenteranno qualcuno. Evviva la programmazione!
Signori, prendete nota ché l'anno prossimo si vota...

domenica 3 luglio 2011

Un passo dopo l'altro...


... crescendo il giusto. Luigi Turilli, dopo una rocambolesca gara sui 5.000m al Meeting "Bernardini" di Teramo, va al personale: 15:21.28. Lascia per terra almeno dieci secondi (peccato davvero, per lo stop and go fuori programma); ha limato comunque sedici secondi al personale. Va bene così.
Armandino Di Ciano porta pazienza e aiuta Lucrezia Anzideo a migliorare ancora sui 1000m Cadette: 3:04.96, sempre a al "Bernardini".
Erika Fusella, con un holter metabolico sul tricipite brachiale destro e un bel lavoro di recupero e costruzione in corso, mette via un inaspettato quanto fantomatico allenamento da 15:40.40 sui 3 km di marcia Cadette, ancora al "Bernardini".
Bravi ragazzi. Grazie! (Grazie Teramo!).

martedì 28 giugno 2011

Gratuiti masochismi atletici

Torno sulla questione “allenatori”.

Meno di un piatto di lenticchie, senza cotechino. Ecco per alcuni di noi (allenatori) il valore del proprio ruolo professionale (professionale?). Sere fa, nel corso di una bonaria – neanche tanto – chiacchierata tra colleghi in riunione plenaria, ecco riaffiorare in molti (troppi) dei convenuti, ataviche frustrazioni, livelli di autostima prossimi a zero, antiche e nuove nevrosi.

“Gli atleti vanno via, verso altri lidi, se non possiamo garantire loro il materiale tecnico (scarpette, borse, tute, ecc., nds) e i soldi per le trasferte. Vanno via pure se non hanno la squadra (la possibilità cioè di fare i campionati di società a livello nazionale, nds)”. Questa la sintesi di almeno un paio di refrain menati a ciclo continuo nel corso di quella riunione. Ok, qualche mugugno ci può stare, dico io. L’atletica del volontariato sconta anche così i suoi ‘peccati’. Poi però le cose bisogna dirle tutte. E cioè: gli atleti di cui si parla sono per lo più Cadetti e Allievi. Allora avanzo una domanda: ma io, come tecnico di una associazione sportiva che praticamente svolge volontariato sociale per individui in età evolutiva, per lo più mediocri atleticamente, valgo davvero meno di un paio di scarpe l’anno e quattro spiccioli per gareggiare due tre volte in giro per l’Italia (spesso ad un paio di centinaia di chilometri da casa), tanto da essere buttato nel cestone come si farebbe con un calzino sudato? Quanto vale la mia competenza? Quanto valgono le ore che dedico all’educazione di quei ragazzi (educazione e allenamento)? Molto, dico io. Tanto che nessuno degli atleti che alleno si sognerebbe di mollare la casacca del 'mio' sodalizio sportivo. Il rispetto per il lavoro che svolgo passa anche per questo.

Ognuno è libero di fare tutto il volontariato che vuole, ci mancherebbe. Ne ho fatto tanto, ne faccio ancora (decisamente meno); altro ne farò. Quello dell’insegnante è però il mio lavoro e so che gli insegnanti non sono bravi tutti allo stesso modo. Anche quando decidono (perché è una scelta, cazzo; è una scelta!) di farsi pagare alla stessa maniera (a zero €). E so pure che il volontariato gratuito può essere il paravento naturale di zelanti dilettanti allo sbaraglio.

lunedì 27 giugno 2011

Cinque, e non più cinque...

Non suoni il titolo del post come profetico-apocalittico. Piuttosto prendiamolo come un augurio acché sia davvero l'ultima volta che a giocarsi il titolo italiano assoluto dei 10.000m maschili (ieri, a Torino) siano in cinque (Rari nantes in gurgite vasto, Virgilio, Eneide, I, 118). Complimenti al nuovo Campione Italiano dei 10.000m, Domenico Ricatti (Aeronautica Militare), con 29:51.84. Complimenti pure al suo compagno di squadra, Francesco Bona, secondo in 29:57.21, e a tutti gli atleti classificati. Chi lotta per un titolo nazionale merita il massimo rispetto possibile. A noi tecnici però, l'ennesimo momento di riflessione sulle condizioni in cui versa il  movimento dell'endurance atletico nazionale. Perché non ci sono soltanto le tristi evidenze del 10.000m maschile. Buttate pure un occhio ai 5.000m maschili o alle due prove della marcia, maschile e femminile (la marcia, dico, la marcia!): sommando i partenti di queste tre gare arriviamo a 21 atleti!
Scriveva ieri Sat in un suo interessante commento: "Leggevo ancora su Correre, che il progetto Oregon della Nike ha portato ben 19 atleti statunitensi ad abbattere il muro dei 28’ sui 10.000m. E non parliamo solo di atleti naturalizzati, ma anche e soprattutto di atleti bianchi, il cui capofila è senz’altro Chris Solinsky, dopo il 26.59” della scorsa stagione [...] Purtroppo, però, non possiamo trascurare che la Nike ha investito somme che qui ci sogniamo [...]".
Già, soldi; investimenti; progetti...


martedì 21 giugno 2011

Tutti a Teramo...

... venerdì 1 luglio! Io ci sarò, coi miei ragazzi, ed invito tutti gli appassionati di Atletica a partecipare al gioiellino di Meeting Nazionale che gli amici Maurizio Salvi, Massimo Pompei, Luigi Chiodi (assieme ai tecnici e ai collaboratori delle loro Società Sportive, l'ASD Gran Sasso Teramo e l'ASD Ecologica "G" di Giulianova, e al Comitato Provinciale AICS di Teramo) hanno saputo realizzare. Buona Atletica a Tutti, quindi. Di seguito la locandina della manifestazione, dispositivo tecnico incluso.





domenica 19 giugno 2011

Lucrezia cresce...

L’ossessione del crono, del risultato, quel bruciare le tappe perché… (chissà mai perché). Ma questa non è la dimensione che appartiene a Lucrezia. Lei corre perché le piace, come le garba assai limare i suoi primati personali, ci mancherebbe! Ma il suo approccio alle competizioni, al training necessario, è quello giusto: grinta da vendere, una vagonata di pazienza da spendere quando le cose non girano nel verso giusto, ed un sorriso intelligente e malandrino.

Ieri ad Orvieto è scesa a 3:07.62 sui 1000m (il suo secondo 1000m quest’anno). Sta crescendo bene Lucrezia (quindici anni in agosto), senza scossoni, né pressioni di sorta. I tempi che segna non sono primati mondiali, né nazionali. Sono però interessanti perché definiscono una crescita costante e ponderata nella direzione che ritengo essere giusta.

Sorride Lucrezia, alla brutta broncopolmonite dell’anno scorso in aprile (mamma mia che botta!), alla scelta – discutibilissima, ne ho già parlato – del settore tecnico locale di non convocarla al Criterium Nazionale Cadetti a Cles, sempre nel 2010, come ad altre ‘dimenticanze’ federali. Sorride pure quando le dico che il suo 7:01.4 sui 2000m, alla sua prima uscita quest’anno in pista, è a meno di due secondi dalla migliore prestazione regionale (datata 1997) sulla distanza. Ed un sorriso, quel sorriso, credete a me, dice più del mio cronometro, o di tutti gli altri mille accrocchi digitali che mi porto dietro, in pista o su strada, alla ricerca di chissà quale verità…

martedì 14 giugno 2011

Let's Run For Solidarity

Danilo Tomei è uomo concreto, d’azione. Assieme agli amici del “Let’s Run For Solidarity”, sodalizio podistico di cui è presidente, ha saputo realizzare una straordinaria successione di eventi culturali centrati sulla promozione dell’educazione al movimento e alla corretta pratica dello sport, nel decisivo segmento dell’età evolutiva che va dai 5-6 anni ai 14-15.

Ecco a voi quindi “YES WE RUN”. Leggete bene il documento cliccando sull’url http://www.letsrun.it/letsrun_g0000cc.pdf. Troverete, tra le molte iniziative di pregio (su tutte quella di sensibilizzare i giovanissimi sul delicato tema della donazione degli organi), i motivi che sono solito ripetere, a mo’ di mantra, da qualche anno a questa parte.

Bene. Bravo Danilo. Bravi gli amici del “Let’s Run For Solidarity”. Complimenti ancora per il vostro impegno intelligente e costante. La famiglia cresce, cresce…



venerdì 10 giugno 2011

Big in Japan



Di Tokyo, di quei formidabili giorni di agosto, anno 1991, ricorderò, sopra tutte le altre,  le immagini notturne di una città equorea, evanescente, avvolta dai vapori colorati 'bladerunneriani' delle cucine dei "Don Don", mense per operai, stradini che asfaltavano alle due di notte, mentre la città faceva finta di dormire. E poi c'era la pioggia. E la nebbia. E l'aria condizionata dappertutto.
Passai quasi un mese a Tokyo. A guardare le vetrine dei ristoranti con le copie in plastica dei piatti più gettonati. Macabro. (Macabro e ordinario in Giappone sono facce della stessa medaglia).

Di quei formidabili giorni di agosto ricorderò pure la 20 km di marcia dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera. Ero là per la prova di mio fratello. Nel video potete vedermi sgambettare e dare istruzioni, di fianco al gruppo di testa, dopo 13:55 di registrazione. A 3:58/km leggevo la gara, davo istruzioni... Avevo ventisei anni. Bei tempi.

sabato 21 maggio 2011

Drop-out, dropouts e dintorni

Nel post precedente si parlava delle discipline di endurance dell’Atletica Leggera; di infanzia, pre-adolescenza e adolescenza. Di ‘pensieri pesanti’ (demotivazione; incapacità di finalizzare il proprio impegno sportivo) e, senza citarli in modo diretto, di involuzione tecnica e conseguente abbandono dell’attività. Drop-out nello sport significa abbandono dello sport agonistico prima di giungere all’apice della carriera agonistica (Elbe, Beckmann, Szymanski, 2002), un fenomeno che non dovrebbe riguardare affatto i giovanissimi. Il drop-out è l’abbandono e dropout, secondo i summenzionati autori, è il soggetto, agonista o semplice sportivo, che abbandona anzitempo la pratica sportiva.

Il drop-out sembra però fisiologico anche nei giovanissimi, nel mezzofondo e nella marcia, soprattutto oggi, nell’era delle merendine a tutte le ore, dei gadget tecnologici e dei motorini ‘obbligatori’ dai quattordici anni in su per percorrere poche centinaia di metri. Bamboccioni e bamboccetti motorizzati, dalla pappa pronta e dall’autonomia zero, è assai improbabile che possano affermarsi nei ‘podismi di elite’.

Per la selezione del talento (qualcosa di assolutamente diverso dal reclutare ragazzini cui proporre attività ludico-motorie ‘buone per la salute’ – passatemi l’infelice dizione) Paul Schmidt, ex-campione tedesco degli 800m negli anni ’50-’60, allenatore di molti campioni del mezzofondo (Thomas Wessinghage su tutti) ha stilato un profilo delle attitudini verso le corse di mezzofondo (Schmidt, 2005, nella trad. di M. Gulinelli). In esso, nella sezione "Sistemi funzionali", mi è caduto l’occhio su tre delle otto sottosezioni: quella del "Controllo dello stress", dell’"Autoorganizzazione" e delle "Condizioni ambientali". La prima recita così: “Lo stress di allenamento e di gara è tollerato e rielaborato bene; la tolleranza dello stress aumenta con l’aumento dell’esperienza in situazioni di allenamento e di gara – ciò vale anche per le delusioni”. La seconda: “Le esigenze della scuola, della formazione professionale, della professione come anche le necessità private sono coordinate in modo tale che il tempo disponibile è sufficiente per riuscire a raggiungere gli obiettivi”. La terza: “Famiglia, amici, scuola/professione, allenatore, mentore, club promuovono lo sviluppo motorio e si sforzano di creare i presupposti che sono indispensabili perché si possa realizzare completamente il potenziale individuale”.

Schmidt scrive scientificamente del talento nel mezzofondo distinguendo tra talenti e grandi talenti. Molti dei nostri migliori ragazzini, corridori e marciatori, vivono la iattura di essere considerati talenti senza esserlo. Ce lo dicono le scarne e viepiù pietose graduatorie regionali – e nazionali – delle categorie Allievi e Juniores. (Negli anni ’80 la mezz’ora di corsa in pista, categoria Allievi, in Abruzzo contava, mediamente, una quindicina di partenti; chiedete all’unico partecipante di quest’anno, l’ottimo ed eroico Antonio Lupone della Gran Sasso Teramo, cosa significhi girare in tondo mezz’ora, da solo).

mercoledì 18 maggio 2011

... e poi si cresce

Ogni tanto ci penso. Ai ragazzini di qualche anno fa che correvano su pista e su strada facendo intravedere ipotesi convincenti di runners dal futuro luminoso (mica keniani, per carità! Ma atleti sì, almeno atleti…). Qualcuno è rimasto – pochi in verità –, è cresciuto; la sua stella (o stellina, non ha importanza) brilla ancora su quel futuro che dicevamo, oggi un po’ più vicino. Qualcun altro viaggia da solo, incaponendosi ed avvitandosi su pensieri troppo pesanti; troppo distanti dall’unico modo di intendere la corsa (o la marcia, è lo stesso): fare fatica divertendosi. Altri ancora hanno smesso da un pezzo o, come quelli dai ‘pensieri pesanti’, stanno lì lì per farlo. Peccato. Peccato davvero.

Giorni fa l’amico Augusto mi diceva: “Porca miseria Mario, i tuoi ragazzini si scaldano tutti insieme, tutti insieme vengono a chiederti lumi sul lavoro della giornata; insieme, dopo il defaticamento (meglio “colding”, nds) imboccano la via degli spogliatoi. Complimenti”. Riflettevo su queste sue constatazioni. La mia deformazione professionale di insegnante elementare ha fatto sì che, prima dell’impianto metodologico adottato per la preparazione dei miei ragazzi (rispettoso delle delicate fasi dell’età evolutiva che gli appartengono) ogni mia azione abbia un significato educativo forte. E la disciplina che chiedo ai miei ragazzi è parte essenziale di quell’impronta educativa.
Di questi aspetti dell’allenamento, dell’educazione sportiva, potremmo parlare per giorni (magari qualcuno può pure intervenire con uno o più commenti). Io vado avanti per la mia strada, ostinatamente, trasferendo anche nel WJR – Scuola di Podismi il ‘mio stile’, convinto che, educando gli adulti, genitori e, perché no, nonni, si possa, sinergicamente, ritrovare i fili di un dialogo generazionale interrotto da un po’.

Ci vorrà troppo tempo? Io non ho fretta. (L’atletica non può permettersi fretta).

domenica 15 maggio 2011

Raffaello Ducceschi sulla Tregua Olimpica

Mi scrive l'amico Raffaello Ducceschi. Anche lui entusiasta dell'impegno intrapreso da Valerio Di Vincenzo. Chi più di un marciatore olimpionico può conoscere il senso profondo, etico, dell'Ekecheiria?
Raffaello è un artista - fate un salto sul suo sito: http://www.raffaduc.com/ ed è stato uno dei più grandi talenti di ogni tempo della marcia atletica italiana (ed internazionale). Fa bene leggerlo. Ed è per questo che pubblico volentieri un suo recentissimo intervento sul tema della tregua olimpica. E lo incollo così come è stato scritto, di getto, dentro un'affettuosissima mail. La voce del Campione deve fluire così. Nell'augurarvi buona lettura invito tutti, una volta di più, qualora non l'aveste ancora fatto, a compilare il questionario (che è anonimo) sulla Cessazione dei Conflitti durante il periodo Olimpico, cliccando su http://www.surveymonkey.com/s/FSSJFGZ.  Grazie ancora.

Ciao Mario,


ho già partecipato al bellissimo sondaggio ed alla bellissima iniziativa
dell'amico Valerio Di Vincenzo
ho anche aggiunto un commento
frutto di miei riflessioni
che ho già proposto più volte in conferenza.
Vedo che è perfettamente in linea con il lavoro di Valerio
e persino superato in parte dal suo lavoro.
Mi sembra bello e giusto
girartelo per pubblicarlo, se ti piacesse,
nel tuo bellissimo blog
cui partecipo sempre troppo poco.

Se vuoi lo pubblichi come mio appello/contributo a sposare e promuovere l'iniziativa di Valerio.

"Alessandro Baricco nella sua bella "iliade" scrive: Achille, Ettore, Greci e Troiani, desiderano tutti la pace. Ma perché Achille smetta di far la guerra dobbiamo inventare "qualcosa di più bello della Guerra". Io, Raffaello Ducceschi, chiedo a Baricco: Ti sei accorto che il popolo di Omero aveva già inventato "qualcosa di più bello della guerra per smettere di far la guerra"? Son lo sport e le Olimpiadi, nate per interrompere la guerra con un breve periodo di pace (religione) e sport. Nel XX secolo De Coubertin è riuscito a invertire il rapporto: abbiamo avuto pochi anni di guerra e lunghi periodi di Pace e Sport... e la politica e la guerra vistesi in difficoltà hanno attaccato le Olimpiadi e lo sport cercando di usarli come strumenti; lo Sport e le Olimpiadi gli fan forse paura..."

un abbraccio a te e a tutti gli sportivi che leggono il tuo blog

Raffaello

Tregua

Nel ripubblicare con entusiasmo una recente lettera aperta dell'amico Valerio Di Vincenzo, vi invito tutti ad una attenta navigazione sul suo sito, http://www.tregua.org/ e a compilare un questionario cliccando sul secondo link presente  nella chiusura della lettera stessa.
Buona lettura.

Caro Mario,

Ho seguito a distanza, attraverso la lettura di questo blog, l’evoluzione del tuo impegno e la crescita del movimento che si esprime nella Scuola di Podismi, che avrà una delle sue celebrazioni nell’EVENT DAY del WJR di domenica 8 Maggio e al quale mi riprometto di non mancare.
Non ho ancora avuto il piacere di partecipare direttamente ad alcuna delle attività sul campo sebbene, come sai, mi sento parte integrante dello spirito che anima ogni contributo alla promozione di stili di vita che esprimano coerenza e “sudore” (che ancora preferisco far scivolare sul telaio della mia bicicletta).
Scrivo, anche in questa occasione, per rivolgermi ad un pubblico attento e selettivo nei confronti del quale, da alcuni anni e anche grazie alla tua ospitalità, ho assunto il ruolo di comunicatore dell’aspetto “etico” che lo sport ed in particolare le manifestazioni Olimpiche – malgrado le inevitabili contraddizioni – hanno assunto e che, sempre di più, hanno la possibilità di assumere.
Nel corso del 2010 la Fondazione OLOS, per il tramite del “Concorso petizione per immagini” ospitato dal sito web www.tregua.org ha promosso la raccolta di opere originali che esprimono una declinazione dei “temi della tregua”:
 http://www.tregua.org/concorsofilmaker/elenco_concorsofilmaker.aspx. Contemporaneamente il sito ha raccolto adesioni allo spirito, ma soprattutto ad un approccio concreto, volto alla applicazione della Tregua Olimpica e, cioè, alla cessazione dei conflitti durante il periodo di celebrazione dei Giochi Olimpici.
Nel 2010 ci siamo dedicati alla comunicazione internazionale di questa volontà e, un dato per tutti, il sito , nelle sue versioni in Italiano ed in Inglese, è stato frequentato da visitatori provenienti da oltre 70 Paesi diversi.
L’effetto della raccolta delle opere è stato il vigore con il quale ci siamo sentiti di inviare la petizione che sollecita le rappresentanze diplomatiche dei Paesi membri dell’ONU , i Comitati Olimpici e Paralimpici di tutti Paesi aderenti ai Comitati Internazionali ed ad altre decine di soggetti coinvolti affinchè assumano un ruolo attivo per ottenere che le prossime risoluzioni sulla Tregua Olimpica vengano adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, assumendo un impegno vincolante per gli Stati membri e vengano sostenute da campagne di sensibilizzazione promosse e finanziate dall’ONU stessa.
Quanto siamo lontani da questo traguardo non sono io a poterlo anticipare, ma sono testimone di significative pressioni esercitate da autorevoli esponenti del mondo politico, sportivo e diplomatico che fanno pensare che il 2012 , anno delle Olimpiadi invernali della gioventù di Innsbruck e delle Olimpiadi di Londra, possa diventare un anno memorabile a questo proposito.
In attesa di questi appuntamenti la Fondazione sta consolidando, in diversi Paesi, rapporti con Organismi che siano in grado di moltiplicare le risorse e l’impatto di una iniziativa che intende promuovere un movimento che dichiara “guerra alle guerre” e raccoglie le adesioni, in particolare, tra coloro che amano e praticano lo sport.
Abbiamo predisposto un questionario http://www.surveymonkey.com/s/FSSJFGZ che per noi è di grande importanza , in quanto ci serve a capire ed a comunicare quali siano gli orientamenti delle persone che riteniamo più sensibili all’argomento. Ti prego di fartene promotore tra tutte le persone che ti seguono.

Con l’affetto e la stima di sempre, mi piacerebbe celebrare il primo ventennale del Progetto ’92 in uno scenario in cui, il nostro impegno per un mondo migliore, sia festeggiato con una nuova consapevolezza: quella di un’Umanità capace di superare la falsa convinzione che le guerre facciano parte della sua natura.

Valerio Di Vincenzo

martedì 3 maggio 2011

Podismi a convegno

Domenica prossima, 8 maggio, alle 19.00 presso la sala Pascià del CONI di Pescara, in via Botticelli n. 26 (con ingresso da viale Bovio, di fianco alla sala "Bingo"), si svolgerà l'EVENT DAY del WJR - Scuola di Podismi. All'interno di questo simpatico e, spero, utile 'meet up aerobico', ci sarà un convegno nel quale terrò una relazione dal titolo "La necessità di un approccio scientifico nella pratica dei podismi e l'importanza dei test di valutazione nel monitoraggio dell'allenamento".
Per i dettagli dell'evento cercate WJR su facebook, lì c'è tutto, anche di più.
Siete tutti invitati!

domenica 24 aprile 2011

La base sta 'in alto'...

'In basso' dovrebbero esserci i più piccini: bambini, ragazzini e adolescenti, diciamo pure così. Per 'basso' intendo la base di un movimento sportivo qualsiasi. È da lì che si dovrebbe cominciare. E invece no. Nella nostra società 'ribaltata' la base del movimento atletico-podistico, ad esempio, è rappresentata dai cosiddetti 'amatori' o masters che dir si voglia. Insomma, un bel giorno ci si ritrova quarantenni o giù di lì (molto spesso anche su di lì) e si diventa runners, aspiranti maratoneti. Se dalle piste di atletica latitano da un pezzo gli adolescenti, i marciapiedi e le (sparute) ciclabili di Pescara sono zeppi, ad ogni ora del giorno, di ultraquarantenni che trotterellano e corrono. Attraverso l'esperienza del progetto WJR sto studiando, 'sviscerando', questo dilagante fenomeno popolare, che oscilla tra la necessità di movimento e la moda. C'è davvero di tutto dentro i podismi: la ricerca della forma perduta, il sogno di New York, l'illusione di un corpo perfetto; la magica soluzione alle proprie devastazioni alimentari; la fuga dalle nevrosi quotidiane. Anche il muoversi fine a se stesso.
E ci sto dentro pure io, con una casacca gialla fluorescente ad insegnare l'equilibrio nella marcia e la corsa...

sabato 16 aprile 2011

Blog, memoria, carne...

L’altra sera sono stato davvero bene. La birra rossa del pub persiano ha un sapore diverso se condivisa con un amico che non vedi da circa trent’anni. Piccoli miracoli del blog che avete sotto gli occhi.

Biase è l’amico ritrovato, saltato fuori da un post nostalgico – ce ne sono molti in Opinioni Aerobiche, e non me ne vergogno – attraverso un commento di quelli che lasciano il segno, almeno dentro il mio cuore ballerino e ipersensibile.
Biase correva da ragazzino. Un più che discreto mezzofondista veloce (1:58 sugli 800m a diciassette anni) che interruppe anzitempo la carriera atletica per dedicarsi agli studi e poi al lavoro.
Biase oggi corre con l’obiettivo di migliorare la propria salute – e devo dire che fisicamente sta come l’avevo lasciato trent’anni fa; complimenti a lui! – divertendosi assieme agli amici dell’associazione podistica per cui è tesserato, la Podistica Adriatico di Pineto (TE).
A Biase voglio dedicare un video particolare. È del giugno 1984. Mio fratello Giovanni vince i 5000m di marcia nell’edizione fiorentina delle Gymnasiadi. Le Gymnasiadi (ISF World Gymnasiade) sono una manifestazione sportiva multidisciplinare organizzata dalla International School Sport Federation per giovani studenti in età ginnasiale. Qualcuno, impropriamente, le ha definite Campionati del Mondo Studenteschi.
Il video balla un po’ ed è in bianco e nero. Si può sentire forte e chiara la voce dello speaker, l’amico Pino Gianfreda. Essa rimbalza tra gli spalti del comunale di Firenze, oggi mutilato del manto di gomma, e quindi non più accessibile all’Atletica.
Giovanni vincerà la gara in volata sullo spagnolo Regidor. Farà pure il record della manifestazione, indossando scarpe due misure più grandi. Potete trovare pure me nel video ad 1:48 di registrazione, mentre gli corro di fianco (di là della recinzione). Avevo diciannove anni e i passaggi al giro dovevo ricavarli a mente e al volo ché il mio casio aveva l’ora, il datario e il cronometro senza memorie…
Buona visione.

martedì 12 aprile 2011

Ghost 2

I gamberi hanno fatto marcia indietro. Cioè vanno avanti. Nulla di fatto quindi per i CCPP 'atletici' di casa nostra. Cancellati. A quasi un giorno dai Giochi Sportivi Studenteschi, fasi provinciali. Di nuovo, o forse no. Forse i CCPP non sono mai esistiti. 
Nella foto lo sguardo smarrito di uno dei due fantasmatici presidenti provinciali, gli occhi che cercano un segno dal Cielo; la speranza di poter rimanere ancora un istante al governo di progetti concreti, qui, in questa valle di lacrime.
Si cerca, in fondo al tunnel, la luce di una qualsiasi giustizia...

Giulianova mon amour...

Un omaggio a Giulianova. Un saluto affettuoso all'amico Luigi Chiodi, consigliere regionale Fidal e patron della "Su e Giù per Giulianova" (l'8 di maggio p.v. alla sua 32^ edizione!). Un abbraccio ideale a tutti gli amici dell'Ecologica "G" di Giulianova.
Buona visione.


giovedì 7 aprile 2011

Vivi(vintage)città

Vivicittà Pescara 1986
L’anno prima avevo provato a vincerlo, partendo come un assassino, davanti a tutti. Chi c’è c’è. “Guarda che il forestale non ti lascia mica andare. Quello c’ha sotto i 14’ sui 5000 e viene dai 1500”, provò a dirmi un amico il giorno prima di quella gara. Il monito stava a significare: se la butti giù dura dal primo metro quello ti sta incollato dietro; se la meni tattica ti secca lo stesso. Allora decisi di partire forte. Niente tatticismi. Se il forestale era più bravo del sottoscritto avrebbe comunque dovuto sudare per vincere.

Quel giorno si sudò tanto. Dal primo metro. La foto a sinistra mi ritrae davanti al gruppo dei primi, 600 metri dopo la partenza. (Se aguzzate bene la vista potete scorgere dietro il forestale, secondo, Camillo Campitelli l’immortale, un semicoperto e giovanissimo Marco Barbone – aveva sedici anni! – e al quarto posto il mitico Renato D’Amario). 2:50, 2:58, 2:59, 3:00, 3:02, 3:01 i primi 5 km. Personale sui 5000 demolito. E ne avevo ancora di birra!
Il forestale perdeva qualche metro, ma mi aveva sempre nel mirino. Arrivò a staccarsi trenta metri, intorno all’8° km. Pensavo di avercela fatta. Pensavo male. Al 9° km, chiusi un filo sotto i 27’, vado in crisi. Al 10° il forestale rientra. L’11° km è un gioco di nervi. Spalla a spalla. Ci pesiamo reciprocamente la fatica con occhiatacce rapidissime. Il forestale rimbalza ancora bene sui piedi. So che a momenti mi lascerà sul posto. Quel momento comincia alla fine dell’11° km. Una mazzata tremenda. Sembrava stesse partendo allora per un 1500. Chiusi gli occhi e feci finta di andargli dietro (che cacchio avevo da perdere? Il terzo era ad un minuto e mezzo). A 400 metri dalla fine il forestale gira a sinistra. Sta infilando il traguardo al contrario. Non ha capito che deve fare ancora un giretto intorno ai campi da tennis. Allora è cotto pure lui! Provo a ripartire, mi avvicino (sembra). Finisco secondo in 36:11, a 5” dal primo. Era il 1986.

Vivicittà Pescara 1987
L’anno dopo Pescara era Budapest. Erano calati gli Unni. La nazionale ungherese di mezzofondo, quasi al completo, schierava per quell’edizione del Vivicittà pescarese nomi che soltanto a leggerli davano i brividi: Attila Kozma, Robert Banai, Mallar Zolt… (erano una decina). Tutta gente con personali che andavano dai 7:55 sui 3000, 28:30 sui 10.000, 2:12 sulla maratona, 8:25 sui 3000 siepi, 3:38 sui 1500. Giusto per dare un’idea. E poi c’era pure il forestale dell’anno precedente, e due carissimi amici abruzzesi al 100%, quell’anno tesserati per l’Aeronautica (scontavano l’anno di naia): Maurizio Salvi e Carlo Simongini (‘ragazzini‘ terribili da 14:07 sui 5000 il primo e 8:01 sui 3000 il secondo!).
Venivo da un inverno tribolato assai: una sciatalgia mi aveva fermato per tutto il mese di gennaio. Ripresi come un mulo a febbraio. Farcito di fatica arrivai a correre a metà marzo la mia prima ed unica (almeno con velleità agonistiche) mezza maratona: la Roma-Ostia. Lì sballai tutto andando subito dietro ai primi e passando ai 10 km abbondantemente sotto i 31’. Il vento gelido e contrario sulla Cristoforo Colombo fece il resto. Finii sulle ginocchia al 20° posto in 1:06:48 (di mezze in carriera ne ho corse due: quella, nell’’87, ed un’altra vent’anni dopo, per scommessa, in 1:18:54).
Tre settimane dopo la Roma-Ostia c’era il Vivicittà. Sì, c’erano gli ungheresi e gli altri, ma io volevo giocare con loro. E scendere sotto i 36 minuti.
La sera precedente la gara, prima di andare a nanna, feci la sciocchezza di mandare giù a canna mezzo litro di una bevanda isotonica gelata di frigo. Passai la notte al cesso tra spasmi addominali allucinanti e brividi di freddo che correvano su e giù per la schiena. Provai a prender sonno alle quattro del mattino. Alle sei mi alzai. Indossai calzamaglia, scarpette e felpa. Scesi in strada e, ‘a secco’, corsi tre chilometri così: 3:30, 3:20, 2:50 (ma che cazzo mi girava per la testa a ventidue anni?). Tornai a casa contento. Le gambe sembravano frullare come volevo (quei tre chilometri servirono a portare a metà cottura una patata che ebbe il tempo di lessarsi ben bene qualche ora dopo).
Alle 10:30 il via dello starter liberò tutte le mie tensioni e le mie paure. Ma stavo da schifo. Le gambe erano di burro. E avevo addosso pure qualche linea di febbre. Neanche stavolta però mi sottrassi al mio ruolo di front runner scassa palle. Tirai io, vento in faccia, i primi 8 km. Poi le gambe mi lasciarono. Chiusi al 9° posto, ma feci comunque il personale: 35:59. Gli ungheresi ne piazzarono cinque nei primi dieci. Primo Attila Kozma, secondo Mallar Zolt e, per il terzo, non ricordo come finì la volata tra Robert Banai e Simongini. Tutti ad una ventina di secondi da me.

Ventiquattro anni fa, avevo ventidue anni, viaggiavo a 3’00”/km su 12-15 km. E, nonostante ciò, in Italia, atleticamente, non ero un cazzo di nessuno.

martedì 5 aprile 2011

Inside the sweet crowd

Confuso tra la folla. Con un numero sul petto. Vivicittà di Pescara, 2011. Ventiquattro anni fa stavo con quelli davanti, una generazione che pestava a non meno di 20 km/h, per 12 km. Oggi vinceranno con 38 minuti; ieri con 36 minuti non entravi nei primi dieci. Bisogna farsene una ragione.

Oggi sto coi miei del camminatori sportivi, nella non competitiva di 3 km. Siamo in tanti a fare la giusta fatica. E a goderci la sorpresa di un caldo anticipo dell'estate che verrà.

Marco ci parla dell'Anabasi di Senofonte dove l'arcade Nicarco, ferito e trafelato, coi visceri in mano avverte i Greci della strage avvenuta. Marco è mio amico e fa parte del gruppo di camminatori sportivi che sto guidando al traguardo. Se si corre a 3'00"/km non puoi goderti i classici. Né le dotte narrazioni di Marco. Non puoi nemmeno goderti il mare che ti corre di fianco. Io e Marco ricordiamo Nicarco tenendo chiavi e cellulari stretti sul ventre, quasi fossero ferite di un'epoca senza più poesia.
Si continua a correre e marciare, con le auto riottose a qualsiasi podismo, anche domenicale.
Il sudore che scivola leggero sul viso sa sempre di sale, a venti chilometri orari come a dieci.

Controllo gli allievi, quelli più audaci che scappano avanti, i più prudenti qualche passo più indietro, e i miei body-guards tutti intorno, col 'classico' Marco e le sue epiche divagazioni.
Il tour però finisce presto - lo sapevamo, oggi non era previsto il mantra podistico lungo un'ora - giusto il tempo di incitare i primi della 12 km, al passaggio a metà gara.

Troppo corti tre chilometri. Non puoi nemmeno lamentarti dell'acqua - poca in verità - alle postazioni di ristoro. Ma questa è un'altra storia...

sabato 2 aprile 2011

Gamberi

Qualcuno tuonò: "Si sciolgano i comitati provinciali e si nominino dei delegati in loro vece...".  Qualcun altro volle vederci chiaro e, dopo qualche settimana... tutto come prima! O no? Ma non c'è una delibera del comitato regionale che ha abolito i CCPP? Ma dai, stiamo a fare i difficili? Se ne farà subito un'altra, ché si stava scherzando.
Si va avanti così, rinculando... 

venerdì 1 aprile 2011

Oggi si può

Si ricostituiscono i CP Fidal in Abruzzo che disporranno di un budget decuplicato rispetto a quello dell’anno precedente. Verranno invece sciolti i Comitati Regionali.

Vengono istituiti i Giochi Interregionali per gli Esordienti: un progetto pluriennale che prevederà la realizzazione di un circuito di 20 manifestazioni ludico-motorie, su base atletica, da svolgersi quindicinalmente nel corso dell’anno scolastico. Sarà totale il coinvolgimento delle scuole primarie abruzzesi.

La federazione assegnerà un bonus di 300 voti (utili per le elezioni federali del 2012) a quelle società che dimostreranno di aver concretamente promosso l’attività giovanile sul territorio. Sono già pronti i criteri per l’assegnazione di tali voti.

Gli atleti tesserati per le società militari da quest’anno non potranno più essere utilizzati dalle società civili per i campionati di società.

Da una recentissima indagine del Ministero della Sanità tutti i partecipanti alle competizioni podistiche amatoriali, di tutti i circuiti regionali e nazionali, risultano essere in regola con la visita medica d’idoneità alla pratica sportiva agonistica.

Va tutto benone quindi. Perché oggi, 1° aprile 2011, si può.

P.S.: Poi però, da qualche altra parte, qualcuno si dà da fare davvero. Leggete questa info giratami due giorni fa da Massimiliano Palumbaro:
 
Scadrà il 21 marzo 2011 il bando dell’Assessorato allo Sport della Regione Piemonte rivolto al sostegno dello sport per tutti. Lo comunica l’assessore regionale Alberto Cirio che commenta: “Dopo il bando lanciato nelle settimane passate per le attività dei Comitati Regionali delle Federazioni, delle Discipline Associate e degli Enti di Promozione, sono in arrivo adesso altre risorse importanti con cui sosterremo la pratica sportiva di base. Stiamo parlando di tutte quelle attività che non hanno valore agonistico, ma sono fondamentali per accrescere la pratica motoria e diffondere una sana cultura sportiva tra tutti i cittadini”.

Il bando di circa 1,5 milioni di euro si rivolge a:
  • Società e Associazioni sportive dilettantistiche affiliate a Federazioni Sportive, a Discipline Associate e a Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni (previsto contributo fisso di 10mila euro);
  • Comitati provinciali delle Federazioni Sportive o Discipline Associate riconosciuti dal CONI (previsto contributo fisso di 15mila euro);
  • Comitati provinciali, territoriali e infra-provinciali degli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI (previsto contributo fisso di 15mila euro).
Nel bando rientrano i progetti che si sviluppano nel tempo, che coinvolgono molteplici praticanti e le cui finalità formative e/o promozionali prevalgono su quelle agonistiche e competitive. (N.B. Non rientrano in questo bando le manifestazioni, le gare, i trofei e i tornei).

Le domande dovranno pervenire presso l’Assessorato allo Sport della Regione Piemonte con raccomandata A/R o tramite corriere (farà fede il timbro postale).

La modulistica è scaricabile da: www.regione.piemonte.it/sport

Per informazioni: infobandisport@regione.piemonte.it (tel. 011.432.3351)

giovedì 31 marzo 2011

Festa dell'atletica abruzzese 2011

"Ci vai sabato alla festa dell'atletica?", mi fa un'amica allenatrice ieri allo stadio.
"Perché, dovrei? Manco mi hanno invitato...", le rispondo io quasi divertito.
"Ma premieranno la tua atleta, la marciatrice! Sai se le è arrivato niente?", replica lei.
"No, proprio nulla" (e stavolta la mia risposta è un tantino meno divertita).
La festa dell'atletica 2011 (festa dell'atletica abruzzese) si svolgerà sabato prossimo a S.Valentino in Abruzzo Citeriore (PE), alle 16.30, presso la Sala Giannino Ammirati. Di più non so (forse gli invitati saranno stati contattati telepaticamente con un software di ultimissima generazione).
Evviva la comunicazione efficace. Evviva l'atletica.

martedì 29 marzo 2011

(micro)Chip e (micro)Chop

Recentemente ho avuto modo di apprezzare la svolta tecnologica del Settore Amatori Fidal Abruzzo: “Il circuito delle gare podistiche federali, in Abruzzo, si arricchisce di un’importante novità tecnico organizzativa, costituita dall’introduzione del servizio di cronometraggio con l’ausilio di micro chip. Un privilegio, finora, riservato saltuariamente a manifestazioni podistiche a carattere internazionale o nazionale, sostenute da bilanci economici di una certa consistenza. Ma che, dal 2011, sarà reso accessibile, con una spesa modica, a tutte le manifestazioni del calendario podistico regionale FIDAL” (dal sito fidalabruzzo.org).
Bene. Ogni innovazione tecnologica volta a facilitare ed ottimizzare il difficile impegno di giudici e cronometristi e, quindi, a rendere tempestiva la comunicazione dei risultati agli atleti, ai tecnici e a tutti gli appassionati credo ci trovi tutti d’accordo.
Talvolta però (accidenti, c’è sempre un però), nonostante lo zelo tecnologico, le cose non vanno proprio a meraviglia. Che cosa è successo domenica scorsa a Martinsicuro (TE), nella “Maratona dell’Adriatico” (valida come Campionato Regionale Fidal di Maratona)? Da un forum podistico leggo di 'problemi tecnici' avvenuti intorno al 10° km, dove i concorrenti della mezza maratona e della maratona pare siano stati ‘imbutati’ dentro un tracciato sbagliato. Morale della favola: chilometri sballati – così sembra – e risultati pure.
Peccato. Non so se i partecipanti alla “Maratona dell’Adriatico” fossero muniti di microchips; sicuramente molti di loro correvano con un gps da polso. Anche se, alla fine della fiera, per far tornare i conti sarebbe bastata una volgarissima rotella metrica stradale, un po’ di vernice ed un pizzico di antico buon senso, usati per tempo.

lunedì 28 marzo 2011

Ignare moltitudini


Ieri i podisti del WJR si godevano a Pescara una stupenda mattina di primavera. E mentre seguivo alcuni di loro nell’impegno di una seduta di fartlek non potevo non notare centinaia di altri podisti – chi al passo, chi di corsa – godersi quello stesso tiepido sole, muovendosi al ritmo di un entusiasmo che sembrava non concedere nulla al raziocinio, alla scienza del movimento. Molti dunque a camminare, trotterellare, correre, sbuffando e grondando sudore dentro improbabili tute impermeabili. Tanti. Una fiumana di persone di ogni età e ceto. Ma ieri non si gareggiava a Milano (Stramilano)? Non c’era pure la maratona di Treviso? E in Abruzzo? Non c’erano le prove di Francavilla (il Cross del Mare, prova del Corrilabruzzo) e di Martinsicuro (la Maratona dell’Adriatico, prova del Coppa Abruzzo)?
Sono sempre più convinto che il vero problema del podismo locale (e forse dello Sport, in senso lato) non è nella ‘fuga’ degli amatori dalla Fidal, ma in un'assenza, che è quella di una moltitudine di individui, bambini e adulti, ignari della  necessità e insieme della bellezza di un esercizio (la pratica dei podismi – e qui il plurale è d'obbligo) da eseguire in modo corretto, secondo scienza. Numericamente questa moltitudine surclassa il numero di affiliati e tesserati, praticanti e non, di qualsiasi ente, associazione o federazione (e posso garantire che non basterebbero mille federazioni e mille e più enti di promozione a contenerli tutti qualora decidessero di sottoscrivere una tessera, altro che fughe!).
C’è spazio per tutti. C’è lavoro – e tanto! – per tutti.

martedì 22 marzo 2011

Consigli




La notte porta consiglio. Anche se, a me pare, sono certi consigli a portare la notte. E qui da noi è notte fonda.
Volete un consiglio? Non fate come il nostro, vi prego.
Portiamo pazienza. Tra meno di due anni ci daremo un altro consiglio.
Notte.

mercoledì 16 marzo 2011

Incredibili omissioni podistiche

Fossi nel responsabile del neonato Polo Regionale di Eccellenza della Marcia m'incazzerei come una biscia tarantolata. Domenica scorsa si è svolta a Lanciano la prima prova del Trofeo Abruzzo Marcia, per le categorie Ragazzi/e, Cadetti/e e Allievi/e (questi ultimi fuori classifica). Il sito federale locale tace. Non una riga dell'evento magnificamente organizzato dalla Nuova Atletica Lanciano.
Eccellenze che si ignorano vicendevolmente. Misteri di questo scorcio di universo...

martedì 15 marzo 2011

Idi di Marzo (un dialoghetto)


- Amico Antonio, bisogna andare avanti. Un altro paio di provvedimenti e tutto comincerà, finalmente, a girare come vogliamo…

- E come vogliamo, Cesare? La storia delle piramidi che si costruiscono partendo dal vertice ci ha già creato più di un problema.

- Ma è una metafora Antonio, una metafora…

- Vabbè, ma a me sembra comunque una…

- Antonio, Antonio… Hai ancora molto da imparare.

- C’è poi la questione dei ludi atletici giovanili sotto il porticato (oggi diremmo gare di atletica al coperto, indoor; nds). Pare che quest’anno non assegneremo l’alloro regionale.

- Sì Antonio, e comunque non ti preoccupare, questo è affare delle province e dei loro pretori: saranno questi ultimi ad occuparsi dei giovanissimi. Ricorda: il vertice della piramide, è lì che dobbiamo guardare…

- Ma Cesare, qualche giorno fa abbiamo abolito pure le province!

- Dura lex, sed lex …

- Proprio ora che si vedevano i frutti! Cesare, è un suicidio!

- Piuttosto Antonio, hai provveduto a chiudere la bocca a quello strano aedo tecnologico, denigratore di ludi atletici?

- Anche quella non mi sembra una buona mossa. Uno stratega raffinato, quale tu sei, lo avrebbe avuto, ad ogni costo, dalla sua parte.

- Antonio, bada, quello è uno che sputa nel piatto dove mangia.

- Non ci sono più neanche i piatti, Cesare…

- Adesso mi hai stancato! Lasciami solo. Devo ragionare sui Ludi Vulgari Ambulatorum (oggi diremmo circuiti podistici amatoriali, nds)…

- Ma non si doveva pensare al vertice della…

- Antonio, Antonio…

- …

- Ma, Antonio, cosa è quella? Una daga? No… No… Nooo… Tu quoque Antoni… Ahaaaahah…

lunedì 7 marzo 2011

La marcia evocata

Il WJR - Scuola di Podismi va a gonfie vele, e sorrido un po' pensando ai giorni delle mie 'feroci' tirate sul polo di eccellenza regionale della marcia (ah, quanto tempo buttato via). Sono stufo dei progetti che girano attorno a vuote narrazioni anonime sui fasti di un tempo che viene richiamato ciclicamente secondo questa o quella 'convenienza'. Lo Sport è un'altra cosa. Ha la faccia e le gambe di chi lo pratica o l'ha praticato in modo corretto e appassionato. Quello Sport, quella pratica, quegli uomini si possono nominare. Vanno nominati.
E allora perdonatemi la retorica per immagini. Perdonatemi se ogni tanto urlo al mondo la 'paternità tecnica' di un pezzetto di eccellenza podistica internazionale.
Buona visione.




domenica 6 marzo 2011

Niente nasce dal nulla

Circa ventidue anni fa nasceva a Pescara il Progetto 92 (cliccare qui). Oggi, sempre a Pescara, presenteremo il WJR - Scuola di Podismi (cliccare qui).

La sintesi del comunicato stampa di presentazione del Progetto 92 recitava così:

Il progetto 92 si pone l'obiettivo di applicare una metodologia scientifica a tutti gli aspetti che riguardano la prestazione di un'atleta di eccellenza. Esso parte dall'osservazione dei molteplici fattori che in forma non strutturata rappresentano l'attività che viene svolta dall'atleta Giovanni de Benedictis e dall'entourage che lo sostiene a livello tecnico, organizzativo e medico-scientifico.
Da questo punto viene avviata una analisi che pone al centro dell'attenzione i fattori che determinano l'ottimizzazione del rendimento di una prestazione e in tal modo è possibile descrivere le linee guida da seguire allo scopo di costituire una procedura razionale, riproducibile e verificabile che va seguita allo scopo di ottimizzare la preparazione dell'atleta.

Il Progetto 92 fu il prodotto di un intuito plurale, competente e appassionato. Anche il WJR, con la sua declinazione al plurale di podismo (da qui WJR - Scuola di Podismi), nasce dal dialogo appassionato e scientifico di un gruppo di esperti nel campo delle discipline di endurance dell'atletica leggera e della gestione dei servizi per lo Sport.
È tempo che la Scienza dello Sport si faccia comprendere dalla base. È tempo che anche i podismi di base abbiano accesso a quell'immenso e straordinario patrimonio culturale che è l'esperienza teorico-pratica degli Sportivi (quelli veri!) di eccellenza.

martedì 1 marzo 2011

Misteriosa euforia


Se ne parla da un po' (cliccare qui). La scuola di podismi è arrivata. La presentiamo domenica 6 marzo, alle 18.00 presso la Sala Convegni del Centro Sportivo “Le Naiadi”, Pescara, Viale della Riviera Nord, n. 343.
Questo appuntamento ci permetterà di definire meglio il significato del progetto. Ma non solo. Avremo pure la possibilità, non virtuale, di cominciare a 'quantificare' la domanda di podismo di questa porzione di mondo. Cominceremo perciò a contarci nel dialogo. Un lungo (si spera) racconto aerobico fatto di percorsi unici e variopinti. Percorsi diversi a comporre un unico sentiero da battere insieme. 
SIETE TUTTI INVITATI.

Lo scopo primario del movimento è, probabilmente, quello di produrre un cambiamento.
Disponiamo del movimento per cambiare: chi non si muove non cambia, sappiamo che chi non può più cambiare non è più in vita. Basterebbero queste motivazioni per adottare tempi e spazi adeguati al movimento nelle pratiche educative e nell’organizzare sistemi di trasmissione culturale significativi. (E. Zocca, V. Biino)

Il campo… Voi, sani ragazzi di pianura, che con due passi soltanto vi trovate nelle distese sconfinate, sotto la splendida volta azzurra che si chiama cielo; voi, dagli occhi abituati alle grandi distanze, a guardare lontano; voi che non vivete chiusi tra le alte case, non sapete che cosa significhi per i ragazzi di Budapest un po’ di spazio libero! Esso è per loro la grande pianura; per i ragazzi di Budapest esso significa l’infinito, la libertà. (Ferenc Molnár, I ragazzi della via Pál)