venerdì 26 settembre 2008

Piove, piove, piove...

Questo è un post fàtico. Serve cioé a mantenere aperta la comunicazione tra me e voi lettori. Una specie di "non ve ne andate, ci sono ancora". La butto perciò sul tempo, sul meteo.
Piove che dio la manda e non mi dispiace. Poca gente al campo, giusto quelli che hanno davvero qualcosa da fare. Per me dunque, pozzanghere e ragazzini che sgambettano. Anche qualche adulto. Qualcuno trova pure la voglia di "defaticarsi" andando gioiosamente incontro all'ultimo secchio d'acqua della giornata (esclusa la doccia negli spogliatoi). Per chi ci guarda dall'esterno sembriamo dei pazzi. Ed è questo il guaio.


giovedì 25 settembre 2008

È quasi venerdì...

Di nuovo venerdì, o quasi. Un'altra settimana è volata. Sono un po' fiacco. Stanco di scrivere le solite menate, di vivere situazioni sempre uguali, di replicare l'ovvio e, malgrado ciò, non essere compreso. Ma va bene così, lo stesso. In fondo il gioco vale la candela. In ballo c'è qualcosa che trascende ogni nostro vizio o capriccio. Bisogna essere al campo, anche se a volte mi sembra quasi di perdere il senso di questa specie di missione. Ma è solo stanchezza. È il peso di un'altra settimana che va in archivio, con pochi insegnamenti e qualche risibile inciampo di percorso.
Domani ancora all'Angelini, coi ragazzi, se dio vuole.

mercoledì 24 settembre 2008

Compare Lorenzo, scompare Lorenzo, compare Daniele...

Polemiche (se sono supportate da dati verificabili) e ironia (non il greve sarcasmo) sono il sale di ogni forum o qualsivoglia blog. Detto questo, attacco subito con una vicenda poco simpatica, relativa alla composizione della squadra che rappresenterà l'Abruzzo al Memorial Musacchio di Isernia, domenica prossima. Nei 2000m Cadetti era stato convocato il "mio" atleta Lorenzo Sammassimo (Cus Atletica Chieti). Ho notato subito, dal tempo di accredito di Lorenzo (6:12.6), che non era stata tenuta in considerazione la gara di Sulmona (Campionati Regionali Cadetti). Lì Lorenzo aveva migliorato il primato personale (6:11.8), arrivando secondo dietro Daniele D'Onofrio (Atl. Alto Sangro), vincitore col tempo di 6:09.5. Ergo, per la gara di Isernia la scelta sarebbe dovuta cadere su quest'ultimo. Ho pensato pure ad una scelta tecnica federale: mandano Lorenzo perché Daniele avrà un'altra opportunità a Roma, in ottobre (Campionati Italiani Cadetti). Macché. La rettifica, con il giusto inserimento del D'Onofrio, arriva ieri.

Gare anticipate di una settimana, con comunicato a quattordici giorni dall'evento (cfr Campionati Regionali su Pista Ragazzi/e, Cadetti/e), rettifiche di convocazioni a quattro giorni dalla competizione: ci apprestiamo a battere qualche altro record?


"... continuiamo a farci del male".

martedì 23 settembre 2008

Una questione di stile (le style c'est l'homme). Una questione di sostanza (bis)

A dispetto del titolo non riattizzerò il fuoco di polemiche tanto inutili quanto dannose. Vorrei invece fare alcune considerazioni circa i rapporti, oggi sempre più tenui, tra le società di Atletica Leggera e, usando un'espressione molto lata, gli operatori economici. L'Atletica, quella delle società giovanili e amatoriali, campa di volontariato. Per carità, tanto di cappello alla passione e alla strenua tenacia di tecnici, atleti e (soprattutto) genitori. L'esperienza mi fa dire che sono cose buone, destinate però a durar poco. Mi spiego meglio. Nessun progetto sportivo, serio, con i suoi bravi obiettivi a breve, medio e lungo termine, le sue verifiche, eccetera eccetera, può "camminare" senza che qualcuno ci investa del danaro. Ecco quindi evocata la parola magica: sponsor. "Bisogna trovare qualcuno che ci sponsorizzi" è il refrain di chi si accinge ad intraprendere l'"avventura" di costituirsi come associazione sportiva; qualche soldino, sogni di gloria a parte, consente comunque la possibilità di coprire le spese di alcune trasferte, di una pizzata a fine anno e del materiale sportivo essenziale (tute, completini e borse). Può capitare anche la "grazia" di un mecenate che si avvicini al tal sodalizio sportivo per effetto della presenza di un campioncino locale. E tutto funziona. Finché il campioncino gira; finché il mecenate ci crede. Sono profondamente convinto che le strade da percorrere debbano essere altre. Non quelle della fortuna, dell'occasionalità, ma quelle del Progetto. L'Atletica non ha bisogno di trovare qualcuno che scommetta su di essa. C'è bisogno, al contrario, di chi sia coinvolto in spirito e cervello (e danaro, ovvio) come investitore in un progetto finalizzato. L'Atletica, in special modo quella di livello regionale, non può certo offrire la visibilità "spettacolare" del calcio; le appartiene però un patrimonio di valori culturali forti (morali, sociali, pedagogici, storici, ambientali) che costituisce l'oro nero da raffinare in benzina per far andare il suo splendido movimento. Di gente disposta a collaborare con noi (noi dell'Atletica, intendo), investendo del proprio, ce n'è più di quanta si immagini; purché si esca dagli angusti recinti di una cultura spesso provinciale e di basso profilo, che non riesce ad andare al di là del mero risultato tecnico, sì importante, ma non più del percorso culturale che l'ha determinato.

Father and son

Loro sono Daniele e Luigi Turilli. Padre e figlio. La gara è ancora quella di domenica scorsa (la Maratonina Città di Fossacesia). Anche Luigi, il figlio, come Saturnino Palombo (vincitore della prova), è un mio atleta in forza al Cus Atletica Chieti. Anche Luigi era là per un test controllato a + 10" dal ritmo gara. E allora quale occasione migliore per "tirare" la gara al padre? Detto fatto: 1:19:15 per il figlio, 1:19:16 per il padre. Al di là di ogni più trita retorica l'immagine è di quelle che toccano assai. Luigi Turilli è uno junior con diciannove anni ancora da compiere e tanta strada da calpestare. Daniele Turilli è un cinquantenne che sembra aver congelato il tempo. L'immagine che li ritrae dice molto di più di ciò che mostra.

domenica 21 settembre 2008

Dilagante Sat!

Sat è Saturnino Palombo, ventotto anni, avvocato e "mio" atleta al Cus Atletica Chieti. Su strada sta iniziando a pestar forte e sono convinto che il prossimo anno si toglierà pure qualche bella soddisfazione in pista (10.000m e dintorni). Saturnino "Sat" è "dilagante": sul mio blog scrive più di me (fatevi un giro sui commenti nei vari post, per credere); all'Angelini di Chieti va a 3'30"/km durante il riscaldamento e pure sotto la doccia. Oggi era a Fossacesia per la classica mezza maratona dell'amico Tito Benvenuto. Una decisione presa a volo (a 3'30"/km, se non 3'20", pure quella; la decisione intendo) giacché Sat sta preparando la mezza del 5 ottobre a Pescara. "Facciamo una sorta di allenamento-test, a +10" dal ritmo gara", gli ho detto venerdì scorso. Detto fatto: vittoria in 1:12:45, "passeggiata" assieme ad un immenso Camillo Campitelli (1:13 e rotti, 46 anni!!!) giunto secondo e felicissimo.
Tornerò sulla gara di Fossacesia con altre immagini. Ora però lascio che dilaghino quelle di Sat.


































sabato 20 settembre 2008

Questioni di mezzofondo giovanile, questioni di Fidal

Il titolo di questo post è generico, forse troppo. Mi spiego. Scriverò di numeri e vicende che ho avuto modo di vivere in “presa diretta”; di mezzofondo giovanile in salsa nostrana (quindi, “questioni” di Fidal Abruzzo). Procediamo però con ordine.
Da un paio d'anni o giù di lì nella nostra regione hanno cominciato a far parlare di sé diversi mezzofondisti, nelle categorie Ragazzi e Cadetti. Non il talento isolato quindi, ma un bel gruppetto di ragazzini pronti a seguire i bei risultati dei corregionali Marco Salvi e Francesco Chiaverini, questi ultimi, oggi, al primo anno tra gli Allievi.
Faccio subito dei nomi. Innanzi tutto quello di Loris Di Marcantonio, Marathon Imperial Chieti, miler di quindici anni, capace di un interessantissimo (in chiave finale nazionale) 2:38.49 sui 1000m, a soli dieci centesimi dal primato regionale Cadetti del teramano Marco Salvi. Qualche passo più indietro (non molti in verità) c’è Federico Gasbarri, Falco Azzurro Carichieti, quattordicenne con un notevole 2:42.0 sui 1000m “sparato” ad inizio stagione e non riconfermato nei mesi a seguire. Loris e Federico si allenano insieme, a Chieti, sotto la guida di Carlo Piersante, tecnico del mezzofondo della Falco Azzurro Carichieti ed ex talentaccio del mezzofondo nazionale intorno agli anni ’70. Sempre nella Falco Azzurro Carichieti, e sempre sotto la conduzione tecnica di Carlo Piersante c’è l’elegante talento di Annabruna Di Iorio, classe 1995. Il suo 1:51.55 indoor quest’anno ad Ancona (01.03) sui 600m, peraltro risolto in chiave tattica, mi ha molto colpito. Passando sul versante teramano, voglio segnalare Antonio Rocci e Luca Dezzi, entrambi del GP Amatori Teramo e allenati da Giuseppe Antonini. Rocci, più a suo agio sui 2000m, vanta un 6:13.1 di gran pregio giacché è al primo anno tra i Cadetti. Dezzi, più brillante sul breve, è stato capace di un interessante 2:46.50 sui 1000m. Dezzi, come Rocci, ha quattordici anni.
Tornando a Chieti (Chieti-Pescara) e parlando “del mio”, segnalo Lorenzo Sammassimo, Cus Atletica Chieti, coetaneo di Rocci e Dezzi e capace di correre i 2000m in 6:11.8 e i 1000m in 2:48.24. Suo compagno di squadra (e di qualche mese più grande) è Luca Di Muzio, approdato ad un probante 6:15.1 sui 2000m, limando di 24 secondi il suo personale di giugno. Rimanendo al Cus Atletica Chieti, tra le Cadette si fa notare Giorgia Di Lallo. Quest’anno Giorgia ha vinto tutti i titoli del mezzofondo regionale: cross, pista (1000m e 2000m), strada (individuale e a squadre). Un unico “neo”: i tempi in pista risentono di una scelta (a mio giudizio discutibile) operata da Giorgia stessa, dettata dalla sua passione per il karate. Quando si dedicherà al mezzofondo al 100% (come suo allenatore spero molto presto) potrà concretizzare i risultati che merita. Last but not least, sempre a marca Cus, Lucrezia Anzideo. Lucrezia è ancora “piccina” (primo anno Ragazze) ma, giocando giocando, non scherza affatto: 3:24.60 il suo tempo nei 1000m. Abbiate pazienza, crescerà pure lei.
Chiudo la rassegna con due atleti. Matteo Picini, Atletica Serafini di Sulmona, primo anno Cadetti, e Daniele D’Onofrio, Atl. Alto Sangro, ultimo anno nella stessa categoria. Il primo è un bell’atleta “muscolare”, capace quest’anno di correre i 1000m in 2:46.3. Di Daniele D’Onofrio invece voglio evidenziare la crescita sorprendente degli ultimi tre mesi; è riuscito nell'impresa di aggiudicarsi il titolo regionale sui 2000m con 6:09.5 e arrivare secondo sui 1000m con un notevole 2:44.59. Daniele sarà Allievo l’anno prossimo e ci auguriamo vivamente di vederlo correre ancora con la grinta e la maestria che ha mostrato quest’anno.

Questi, sono alcuni numeri “caldi” del nostro mezzofondo giovanile. Cosa ci “preparerà” per loro la Fidal?

Una questione di stile. Una questione di sostanza

Le style c'est l'homme, diceva il naturalista francese Georges-Louis Leclerc, Comte de Buffon. Torno, per l'ultima volta (spero) sulla questione espressa nel post precedente, e chiarita con competenza giuridica dal buon Sat nei successivi commenti . Vorrei chiuderla qua perché amo l'Atletica Leggera e certi discorsi (cliccare qui per i dettagli) danno la misura di quanto, a volte, riusciamo ad essere "piccini". È una questione di stile, ma anche di sostanza. I toni e le espressioni in quegli interventi non hanno nulla a che vedere con l'educazione allo sport, oggetto sempre più misterioso su piste e pedane, in Abruzzo come altrove. Essi non appartengono neppure al buon senso. Prima della competenza tecnica (bagaglio comunque necessario di istruttori e allenatori), sul campo o quando si parla di sport nel ruolo di esperti (tecnici e dirigenti), ricordiamoci sempre del modello etico che esprimiamo. Perché anche i bambini (vivaddio) frequentano il campo; perché anche i bambini usano Internet.

venerdì 19 settembre 2008

Pensierino della notte

Ogni tanto mi capita di leggere sul Web "pensieri in libertà" a proposito di CUS (leggasi Centro Universitario Sportivo) e Atletica Leggera nella realtà teatina (leggasi attività tecnica presso lo Stadio Angelini di Chieti). Cose pesanti, a volte molto offensive. Essendo io allenatore del CUS Chieti Atletica, posso affermare di non riconoscermi affatto nel ruolo di tecnico prezzolato al soldo di una società sportiva di "facciata" (del Cus Chieti Atletica, in breve, qualcuno scrive questo). Per ora mi fermo qua, non prima di una domanda before sleeping: ma passione e professionalità (con relativa corresponsione di un congruo rimborso spese) sono termini antitetici? Se sì, allora siamo proprio messi male.
Notte.


giovedì 18 settembre 2008

Ancora un post a volo!

Gioco a tenervi sulle spine. Stavolta per farvi star buoni vi do "in pasto" qualche foto del Meeting di Sulmona. Sono i 1000m Cadetti. Occhio cari tecnici, quel "cadettame" che sgambetta è manna dal cielo. Pay attention, please!

martedì 16 settembre 2008

Un post a volo (replicherò a breve, giuro)!

Vado di corsa, mannaggia la pupazza! E latito pure da qualche giorno (l'ultimo post "solo" venerdì). Nella prossima uscita scriverò del Meeting Giovanile di Sulmona, delle belle energie del mezzofondo cadetti (il 2:38.59 di Loris Di Marcantonio sui 1000m, ma non solo). Scriverò pure di qualche "magagna" che ho notato in terra d'Ovidio. Piuttosto, c'è qualcuno tra i lettori che vuole raccontarci impressioni a "semifreddo" circa la kermesse peligna?

A voi la tastiera.

venerdì 12 settembre 2008

I Campionati Ragazzi/Cadetti a Sulmona e Frankenstein Junior

"Beh, potrebbe esser peggio... Potrebbe piovere". Partiamo oggi con una citazione di Marty Feldman dal mitico Frankenstein Junior. Non voglio fare il gufo ma, dopo le "disavventure" dei Campionati anticipati e con il programma orario modificato "a volo", adesso avremo pure la pioggia. Campionato bagnato, record rimandato. E qui la Fidal, ragazzi, non c'entra nulla. Possiamo sempre prendercela col governo...

giovedì 11 settembre 2008

Chi pensa agli Esordienti?

Gli Esordienti, nel lessico Fidal, sono la linfa del movimento atletico giovanile (quindi, se volete, linfa della linfa). Bambini dai sei agli undici anni che, gioiosamente, piano pianino vengono avviati al gioco più complesso delle discipline dell'Atletica Leggera. Si badi bene però: giocare, non scherzare. Perché il gioco per un bambino è atto serio e decisivo per la formazione della sua personalità, oltre che per lo sviluppo armonico delle capacità coordinative e condizionali. Sfumo e chiudo a malincuore il discorso psicopedagogico e fisiologico appena sfiorato (ne parleremo in un altro post in modo più dettagliato) per evidenziare la pochissime opportunità ludico-sportive offerte agli Esordienti, qui da noi, in Abruzzo. È pur vero che di bambini che sgambettano, saltano e lanciano ce ne son pochi; non è però un bel motivo per continuare a fare poco o nulla. Un bell'esempio di come ci si potrebbe muovere è nell'attività del vicino Comitato Regionale Marchigiano. "Ma loro hanno il Palaindoor...", è il refrain che amiamo tirar fuori ogni volta che cerchiamo un improbabile alibi al nostro ultradecennale immobilismo.
Il Cus Atletica Chieti ha richiesto un 600m esordienti per sabato 13 settembre a Sulmona, nel corso del Campionato Regionale Individuale su Pista, Ragazzi/e, Cadetti/e. È stato inserito nel programma. È già qualcosa.

mercoledì 10 settembre 2008

A che cosa servono i fratelli

Oggi va un po' meglio. Sono riuscito a scaricare qualche tonnellata di mail e a fare un giro sul Web. Con una metafora acida dico che ho avuto il mio metadone, sono cioé in "terapia" a casa di mio fratello Giovanni e posto dal suo accrocchio telematico (roba da Guerre Stellari, tutto robotizzato che c'ho impegato due giorni a capire l'accensione del PC). Quelli di Telecom mi hanno detto che dovrò pazientare due-tre settimane a partire da ieri. Sperem.
Prima di lasciarvi, due parole. Sì, anch'io ho ricevuto l'ennesima variazione del programma di Sulmona, con i Cadetti e le Cadette dei 2000m spostati al sabato (cronometraggio manuale) e con iscrizione sul campo. Domandina: ma l'avranno saputo tutti tutti? Domani scadono le iscrizioni (via fax) delle prove di domenica.


un salutone. mario

martedì 9 settembre 2008

Aiuto, sono senza adsl!!!

Ragazzi, sono spacciato. Ho "tagliato" Wind-Infostrada per passare ad Alice ed ora non ho la linea adsl. Sono già in astinenza e comprendo (sulla mia pelle) gli effetti devastanti di questa micidiale forma di compulsione.
Diamine, ora che avevo tante cose da scrivere (si veda la questione dei programmi dei prossimi Campionati Regionali Giovanili)!
Vuoi vedere che la Fidal mi ha segato il mezzo telematico?
Spero di tornare "normale" al più presto. Dai, ci si vede sabato e domenica a Sulmona.

lunedì 8 settembre 2008

Francesco Chiaverini: 1:57.82 sugli 800m

Insomma signori, dobbiamo metterci d'accordo: ma la stella di Francesco Chiaverini è già tramontata oppure ha ancora qualcosa da dire? La mia, ovviamente, è una provocazione. Francesco Chiaverini è un bel "puledro" di sedici anni, tesserato per la Bruni Pubblicità Atletica Vomano. Da giovanissimo, a quattordici anni, era già capace di correre i 1000m sul filo dei 2:42. L'anno scorso, ultimo anno tra i cadetti, chiuse la stagione con un ottimo 2:38.57, stessa distanza. Quest'anno ha esordito con un tempo risibile sugli 800m; qualcosa intorno ai 2:06. La cosa ha dato il "la" ad una serie di critiche sulla gestione della sua preparazione. Ieri però ad Isernia, nel Memorial "Fraraccio", eccolo al personale con 1:57.82. Complimenti a Francesco quindi. Il bello dell'Atletica, a volte, è nella forza incontrovertibile dei numeri.


venerdì 5 settembre 2008

Dove non arriva fidalabruzzo.it...

Pare che il programma orario dei prossimi (e anticipati di una settimana) Campionati Regionali Individuali su Pista Ragazzi/e, Cadetti/e, non l'abbiano ricevuto proprio tutti. Allora provo a "postarvelo" io, visto che sul sito http://www.fidalabruzzo.it/ del documento in questione non v'è traccia.

1^ giornata – Sabato 13 settembre
(cronometraggio MANUALE)
► ISCRIZIONI IN CAMPO sugli appositi moduli


15,00 - RITROVO GIURIE E CONCORRENTI e CHIUSURA ISCRIZIONI
15,30 - MARTELLO Kg. 4 CM; MARTELLO Kg. 3 CF
15,30 a seguire - ALTO RM e ALTO RF
15,30 - LUNGO RM e LUNGO RF
15,30 - 60 HS (h = 0.60 *12.00 - 5 x 7.50 –10.50) RM + RF
15,45 - 80 HS (h = 0.76 *13.00 - 7 x 8.00 –11.00) CF
16,00 - 100 HS (h = 0.84 *13.00 - 9 x 8.50 - 10.50) CM
16,15 - 300 Piani CF
16,25 - 300 Piani CM
16,30 - DISCO Kg. 1,5 CM
16,30 a seguire - TRIPLO (battuta m. 7 o 9) AF; TRIPLO (battuta m. 7 o 9) CF
16,35 - 1.000 Piani RF
16,45 - 1.000 Piani RM
17,00 a seguire - PESO di gomma Kg. RM; PESO di gomma Kg. 2 RF
17,15 a seguire - GIAVELLOTTO gr. 400 CF; GIAVELLOTTO gr. 600 CM; VORTEX RM; VORTEX RF
17,45 - TRIPLO (battuta m.9 o 11) CM

2^ giornata – Domenica 14 settembre
(Cronometraggio Elettrico)

► ISCRIZIONI preventive ENTRO GIOVEDI’ 11 Settembre (fax 0864.33068)

15,00 - RITROVO GIURIE E CONCORRENTI e RITIRO BUSTE SOCIETA’
15,30 - MARCIA Km. 5 (valida anche per il Trofeo Abruzzo) AM; MARCIA Km. 3 (valida anche per il Trofeo Abruzzo) CF; MARCIA Km. 4 (valida anche per il Trofeo Abruzzo) CM; MARCIA Km. 2 (valida anche per il Trofeo Abruzzo) RM + RF; MARCIA Km. 1 Esordienti M+F
16,00 a seguire - ASTA (gara valida per l’assegnazione del Titolo Regionale) AM; ASTA (gara valida per l’assegnazione del Titolo Regionale) AF; ASTA CM; ASTA CF
16,00 a seguire - ALTO AM; ALTO AF; ALTO CM; ALTO CF
16,00 a seguire - LUNGO CF; LUNGO CM
16,00 - DISCO KG. 1 CF
16,10 - 400 HS (0,84) AM
16,20 - 400 HS (0,76) AF
16,30 - 300 HS (0,76) CM
16,40 - 300 HS (0,76) CF
16,45 a seguire - GIAVELLOTTO gr. 700 AM; GIAVELLOTTO gr. 600 AF
16,50 - 60 Piani RM + RF
17,30 - PESO KG. 5 AM; PESO KG. 4 AF; PESO KG. 4 CM; PESO KG. 3 CF
17,10 - 80 Piani CF
17,15 - 80 Piani CM
17,25 a seguire - 100 Piani AM; 100 Piani JM
17,35 - 100 Piani AF
17,30 a seguire - LUNGO Pedana “A” AM; LUNGO Pedana “A” AF
17,45 a seguire - 1000 Piani CM; 1000 Piani CF
17,55 - 1500 Piani AM
18,05 - 1500 Piani AF
18,15 - 400 Piani AM
18,20 - 400 Piani AF
18,25 - 2000 Piani CF
18,30 - TRIPLO Pedana “B” AM
18,35 - 2000 Piani CM

NOTA: le gare contrassegnate in neretto coincidono con quelle della Finale del
Grand Prix Nazionale Giovanile.


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NORME TECNICHE
  • Iscrizioni per SABATO 13: si effettuano in campo, sugli appositi moduli.
    Gli atleti devono munirsi di numeri e spille.

  • Iscrizioni per DOMENICA 14: si effettuano entro GIOVEDI’ 11, per fax al numero 0864.33068.

  • Le gare di corsa si disputeranno in “SERIE”. Il delegato tecnico provvederà a verificare l’autenticità dei tempi dichiarati.

  • Cadetti/e: nei salti in estensione e nei lanci sono previste QUATTRO prove.

  • I Ragazzi e le Ragazze avranno a disposizione solo TRE prove nei salti e lanci.

  • I Cadetti/e e Ragazzi/e che partecipano a gare di corsa o marcia superiori ai mt. 1.000 non possono prendere parte, nella stessa giornata, ad altra gara di corsa superiore ai mt. 200.

  • Premiazioni: al termine di ogni gara saranno premiati i primi TRE classificati

mercoledì 3 settembre 2008

Programmazioni "casual"

I Campionati Regionali Individuali su Pista, Ragazzi/e, Cadetti/e, sono stati anticipati di una settimana (spostati a Sulmona, il 13-14 di settembre). Mi chiedo perché non ci abbiano avvertito almeno un mese prima, visto che i motivi dello spostamento pare fossero già noti da un pezzo (la coincidenza con un impegno degli Allievi a Bari il 21 settembre). Del resto è noto che gli allenatori di Atletica Leggera non programmino mai la loro attività, e questa variazione last minute nel calendario regionale ben si inserisce nel novero delle più attuali e rodate strategie del settore tecnico Fidal Nazionale (from Beijing to London, per intenderci). Mah, ironia a parte, pare che tale andazzo non ci tocchi più di tanto. Contenti noi.

domenica 31 agosto 2008

Campionati Regionali su Pista Ragazzi/e, Cadetti/e anticipati di una settimana?

Stamane sono stato a L'Aquila per il Campionato Regionale Individuale di Corsa su strada, Ragazzi/e e Cadetti/e. La manifestazione (cliccare qui per ulteriori informazioni), organizzata dall'Atletica L'Aquila di Corrado Fischione (nella foto, in un momento della premiazione) è stata una bella festa per i giovanissimi runners di casa nostra. Prima dell'inizio delle varie prove (alla gara in questione dedicherò un bel post nei prossimi giorni), parlando con l'amico Maurizio Salvi ho saputo di un cambiamento nel calendario delle gare di settembre. Più specificatamente i Campionati Regionali Individuali su Pista, Ragazzi/e e Cadetti/e, in programma a Teramo il 20 e il 21 settembre, verranno anticipati al 13 e 14 dello stesso mese e spostati nella sede di Sulmona. Ma non è finita qua. Per i Cadetti (e suppongo pure per le Cadette) le gare dei 1000m e dei 2000m si svolgeranno tutte nella seconda giornata, costringendo gli atleti ad optare per l'una o per l'altra (!!!???).
Per ora rimango basito. Qualcuno sa dirmi cosa sta succedendo?

See you next

giovedì 28 agosto 2008

Miglianico Tour giovanile: la "piccola" olimpiade on the road

Quest'anno la 38^ edizione della Miglianico Tour mi ha assai impressionato. La mia attenzione "interessata" (a Miglianico correvano diversi miei atleti) stavolta è caduta sul programma giovanile della bellissima kermesse podistica del patron Nicola Mincone e del suo direttore tecnico Fernando Di Clerico. Ho visto partecipare un gran numero di ragazzi (tra questi moltissimi bambini), preparati e, soprattutto, felici di giocare a far fatica insieme agli altri. La Miglianico Tour non è la solita gara su strada di livello internazionale, gioia di managers e stakanovisti del 3'00"/km; i suoi trentotto anni di vita non sono passati invano. Qui a Miglianico si respira Cultura, quella dell'accoglienza innanzi tutto e del rispetto che è devozione nei confronti di chi corre, forte o più lentamente, non ha importanza. Posso testimoniare il lavoro certosino che c'è dietro la Miglianico Tour: l'organizzazione di uno stage sull'alimentazione e l'allenamento, durante la settimana che porta alla gara, condotto dal Dott. Luca Speciani e coordinato dall'infaticabile Fernando Di Clerico; l'amorevole e totale disponibilità di tutti gli abitanti del comprensorio miglianichese a sostenere l'evento nel modo più sorprendente e spontaneo (ristori estemporanei sul percorso d'allenamento, a base di frutta fresca e acqua preceduti da un invito a entrare a casa, per esempio!). La Miglianico Tour è una classica del podismo, con un crisma che le appartiene già dalla prima edizione; Miglianico nasce già come classica, non è mai stata una "tapasciata" di paese. Neanche per un tapascione.



Dei ragazzi, dicevamo. Ho visto tanti bei talentini sgambettare con energia ed eleganza. La gara dei cadetti (14-15 anni) è stata davvero entusiasmante e con un livello tecnico addirittura superiore a quello delle precedenti edizioni. Giusto per dare un'idea è stato strapazzato il record della gara di Francesco Chiaverini (cadetto capace l'anno scorso di 2:38.57 sui 1000, oggi in forza alla Bruni Pubblicità Atletica Vomano). Loris Di Marcantonio (Imperial Marathon Chieti) ha corso i 2940m del sinuoso tracciato in 9:06, abbassando il primato della gara di ben ventotto secondi! Secondo è arrivato Daniele D'Onofrio (Atletica Alto Sangro) in 9:26, terzo Federico Gasbarri (Falco Azzurro Carichieti) in 9:33, quarto Lorenzo Sammassimo (Cus Chieti Atletica) in 9:42, quinto Luca Di Muzio (Cus Chieti Atletica) in 9:55. Tempi notevolissimi per chi è in grado di leggerli. Questo è un patrimonio atletico da salvaguardare!
Se il Track and Field in Italia sta morendo (Pechino docet), Miglianico oggi vince la sua Olimpiade giovanile on the road.

mercoledì 27 agosto 2008

Il progetto prima di andare a nanna

È quasi ora di dormire. Prima di spegnere il computer voglio dire due banalità (è o non è il mio blog?). Mettevo a posto l'archivio fotografico digitale (disordinato come il mio studio), cercando di fare un po' di pulizia, sistemando qualche cartella. Dal caos di date vecchie e più recenti salta fuori una foto di mio fratello. Giovanni indica qualcosa o qualcuno sugli spalti dell'Olimpico. Eravamo a Roma. Era il '95. Stava per partire la 20 km di marcia dei Mondiali Militari. Quella foto ha per me una forza particolare. Ha l'energia quieta di un altro gesto, identico nella postura, dove però il soggetto è mio padre; mio padre giovanissimo che mi tiene in braccio e mi fa vedere qualcosa; o qualcuno.
Sto per andare a nanna, dicevo. E vado rimuginando un progetto. Forse ve ne parlerò a giorni. Forse no. Prima di partire si cerca qualcosa (o qualcuno) che è più avanti. Dà sicurezza. Spiana la via.

martedì 26 agosto 2008

Tempo di bilanci? Noooo... perché rattristarci?

Anche Pechino (l'olimpiade cinese) va in archivio. Che dire? Mah... la botta per l'Atletica italiana c'è stata eccome. Leggevo un bel commento all'editoriale di Diego Cacchiarelli su Atleticanet.it. Per l'editoriale invece cliccare qui . Prima di lanciarmi pure io in un commentone da primato, faccio passare qualche ora. Adesso vado a correre, sennò finisco come Homer Simpson (o la quasi totalità dei bambini italiani). Oh, scherzo. Molti dei bambini italiani stanno peggio del buon Homer.
Saluti e a prestissimo.


sabato 23 agosto 2008

Alex Schwazer: i gesti, le parole, il furore calmo


A freddo vorrei riflettere su ciò che Alex Schwazer ha mostrato ieri al mondo, sia manifestando la sua incontenibile esuberanza atletica (la mimica durante gli ultimi 7 km di gara), sia nelle parole del dopogara, quando ha parlato di sé, del suo percorso umano e sportivo per arrivare al successo olimpico, e quando ha accennato al dopo Pechino. La sintesi di ciò che ho visto si può esprimere con un ossimoro: furore calmo. Provo un sentimento strano nel cercare di inquadrare meglio l’atleta e quindi l’uomo Alex Schwazer; un misto di timore (per quelle manifestazioni di “irriverente” superiorità atletica, in gara) e di attrazione (per l’intelligenza e la semplicità espresse nelle interviste, sia nell’immediato dopogara che successive).
Alex ha solo ventiquattro anni e sa già dove vuole arrivare (diamine se lo sa!). Una consapevolezza che c'era già tre anni fa, ad Helsinki, quando giunse terzo ai Mondiali di Atletica, sempre nella 50 km. Pochi allora, credo, gli diedero retta. E lui si è guardato bene dal curarsene. Ha però marciato tanto, e con uguale e sapiente determinazione; questo, mi pare, sia il suo “segreto”.
È anche simpatico Alex. Buca lo schermo. Disarma nel passare dal cappellino sbattuto con violenza a terra (Osaka 2007), dall’urlo sovrumano dopo l’arrivo olimpico, alla battuta leggera e arguta rivolta alla giornalista della Rai. Furore calmo nell’agone atletico e grazia che si scioglie nell’abbraccio con l’allenatore. E qui devo dire bravi ai Damilano, non senza un pizzico di sana invidia (e siamo già al secondo ossimoro). È evidente che a Saluzzo siano andati ben oltre il mero dato atletico: lì è da un pezzo che non sono più in tre (i fratelli Damilano intendo); a Saluzzo oggi c’è una squadra affiatatissima, coesa, pacatamente invincibile. Gente senza fronzoli, di cultura silenziosa, contadina, che come ha detto Alex stesso, “teme” i giorni che seguono la vittoria, non quelli della vigilia della competizione.

Io non posso che tornare, con malinconica nostalgia, ad altre immagini. Ad un altro abbraccio, struggente, che non generò riflessioni pacate e costruttive. Erano i giorni della doppia squalifica di mio fratello Giovanni ai Mondiali di Atletica a Goteborg nel 1995. Di quell’abbraccio mi resta l’amarezza delle successive occasioni perdute, ed anche una riflessione pacata che arrivò sì, ma molti anni dopo. Una felice tragedia quindi. Terzo ed ultimo ossimoro. Stop.









(le prime due foto in alto - con logo Fidal - sono di Giancarlo Colombo per Omega / Fidal)


venerdì 22 agosto 2008

Alex Schwazer "bolteggia"

Alex Schwazer vince l'oro nella 50 km a Pechino (foto Giancarlo Colombo per Omega / Fidal)


Altro che, stappare lo spumante in anticipo porta bene eccome! Alex Schwazer vince l'oro nella 50 km di Pechino, da fuoriclasse marziano. Ha strapazzato la concorrenza già dal primo metro, "bolteggiando" addirittura dal 43° chilometro. Il neologismo "bolteggiare" è di mia moglie; significa "gigioneggiare simpaticamente dopo un'impresa sportiva", e deriva, evidentemente, dal nome Bolt. Il problema è che, a differenza del mostruoso Usain, Schwazer ha "bolteggiato" prima del traguardo, per tutti gli ultimi 7 km di una micidiale 50 km (3:37:09 col 93% di umidità relativa proprio nell'ultima ora di gara!!!). Che dire? Innanzi tutto complimentoni. Schwazer ha solo ventiquattro anni e almeno altre due olimpiadi da protagonista assoluto. La Fidal può perdere tutti i testimoni di tutte le staffette che vuole, tanto casca sempre in piedi con il bingo della marcia.

giovedì 21 agosto 2008

Chapeou!

Elisa Rigaudo bronzo nella 20 km di marcia a Pechino (foto Giancarlo Colombo per Omega / Fidal)



E alla fine arrivò la medaglia. Bronzo che non ti aspetti, bronzo di spumanti non stappati in anticipo. Brava Elisa Rigaudo, quasi argento in un capolavoro di tattica ed eccellenza atletica. Meno male che era anemica. . .

mercoledì 20 agosto 2008

Riuscirà Alex Schwazer a salvare la Patria?

Alex Schwazer furioso a Osaka (foto Giancarlo Colombo per Omega / Fidal)


È quasi tempo di marcia. Quella che, per intenderci, dovrebbe salvare la Patria. Da cosa? Da un'inquietante assenza di medaglie nell'Atletica Leggera. Storia vecchia, diranno in molti. Già, ma con un elemento di novità. Stavolta la Patria non "esige" una medaglia qualsiasi, vuole l'oro. Certo, il caterpillar di Calice pesta davvero forte. Come nella miglior tradizione dell'epica sportiva nostrana, del nostro Schwazy (quando penso ad Alex Schwazer e alle sue imprese sulla 50 km, chissà perché, vado al Terminetor, ad Arnold Schwarzenegger) si vagheggiano allenamenti mostruosi; di lui si parla come di un E.T., capace ultimamente di marciare 30 km in allenamento sul filo dei 15 km/h (???). Mitologia metropolitana in salsa altoatesina, verità un po' pompata, o cosa? Dicono che qualcuno (in Italia) abbia già stappato lo spumante.
Ma la marcia non era la disciplina dei discreti?

martedì 19 agosto 2008

Christian Obrist come (e forse meglio di) Vittorio Fontanella?

Christian Obrist va in finale (foto Giancarlo Colombo per Omega / Fidal)


Sognare a volte è necessario. Mica illudersi, sognare. Il sogno è quella sorta di illusione "buona", che reca in sé quel fondo di probabilità per andare a segno (un posto nei sei, una medaglia?), come nel caso di Christian Obrist, mezzofondista eccellente ma non troppo (almeno nel recente passato) che non pensavamo più nel ruolo di campioncino (figuriamoci in quello di finalista olimpico!). Ventotto anni dopo Vittorio Fontanella, quinto nella finale olimpica dei 1500 di Mosca 1980, arriva Christian, oggi più forte di un Lagat (sicuramente più motivato e tatticamente più intelligente) e finalista olimpico a pienissimo titolo. Voglio chiudere questo breve post augurale ricordando la scuola che ha lanciato Obrist. Lo faccio suggerendovi il link dove potrete trovare la favola che ha plasmato il talento del giovane Christian e di tanti altri bei corridori. La parola al mitico Enrico Arcelli: http://www.novararunning.it/Arcelli/articolo_su_Ruggero_Grassi_Vipiteno.htm .

domenica 17 agosto 2008

La maratona olimpica è di chi ci prova

Dita Tomescu vince la maratona olimpica a Pechino (foto Giancarlo Colombo per Omega / Fidal)


Un'operaia specializzata. Constantina, Dita, Tomescu è un "trattore" di maratoneta, una di quelle che partono, salutano la compagnia (solo metaforicamente) e menano la rumba in solitaria, chi c'è c'è. Non è l'ultima arrivata, sia ben chiaro. Ha vinto un titolo mondiale nella mezza maratona (Edmonton, 2005, 1:09:17) e un bronzo nella maratona ai Mondiali di Helsinki, sempre nel 2005. Certo, non è la Radcliffe, ma vanta pur sempre un 2:21:35 (Chicago, 2005) sulla distanza che oggi le ha dato ciò su cui più di un esperto di "questioni aerobiche" non avrebbe mai scommesso. A 38 anni, nel mezzo del cammin della sua prova (passaggio alla mezza intorno all'ora e quindici), ha sgasato lasciando tutti sul posto. Le altre, quelle forti, marcavano stretto il fantasma della Radcliffe, giunta al traguardo in ginocchio, sei minuti dopo la prima quando, come direbbe un mio amico, anche i prodotti del ristoro erano ormai scaduti.

sabato 16 agosto 2008

Valeriy Borchin vince la 20 km di marcia a Pechino. Ma non lo avevano "pizzicato" positivo per EPO?

Valeriy Borchin (il primo a destra) in azione a Pechino (foto Corriere dello Sport)


Sarò telegrafico; qualche pensiero a caldo per una competizione su cui tornerò volentieri a riflettere tra qualche giorno.
La finale olimpica dei 20 km di marcia è stata una gara da marziani. Ivano Brugnetti, cosmico, è capace di chiudere gli ultimi 10 km in 39:09 dopo un passaggio prudente (ma non lentissimo) in 40:42. Fantastico, ma comunque quinto all'arrivo. Davanti a lui, quindi, quattro uomini : il più vicino, un cinese sgraziato (Wahn Hao) che lo ha saltato letteralmente nelle battute finali; poi il "bruttissimo" australiano Jarred Tallent, 3° e a 9" dal nostro (Ivano lo ha avuto nel mirino negli ultimi interminabili quattro chilometri) ed infine i due E.T. della giornata, il vincitore Valeriy Borchin e l'equadoregno Jefferson Perez. Borchin ha massacrato quest'ultimo, costringendolo ad un'azione tecnica grottesca, praticamente la caricatura del Perez del primato mondiale di qualche anno fa. Ho fatto due conti: Borchin ha "marciato" gli ultimi quattro chilometri in 14:56 (3:44/km la media), gli ultimi 10 km addirittura in 38:20. Tanto di cappello. Ho però un dubbio: ma non era tra i marciatori russi positivi all'EPO qualche settimana fa? Per maggiori informazioni potete cliccare su http://www.marciaitaliana.com/dett_news.asp?id=310 .
Spero qualcuno chiarisca. . .

sabato 2 agosto 2008

Raffaello Ducceschi, la memoria e i nostri giovani marciatori

Raffaello Ducceschi


Pubblico volentieri un altro scritto dell'amico Raffaello Ducceschi. Memoria in marcia la sua; sì datata, ma comunque ottima per riflettere su questioni analoghe e più recenti. Non condivido un passaggio nella sua chiusura, nel post scriptum per intenderci, quando scrive del "metodo italiano elastico del buon senso (o della mafietta) e dell'intuito". Si può conservare il buon senso, l'elasticità, eccetera, senza necessariamente ricorrere alla "mafietta". Basta stabilire dei criteri ed applicarli.


Malato di protagonismo... Mondiali Juniores
di Raffaello Ducceschi


Leggendo la storia di questi mondiali junior e i suoi tormentoni la memoria mi va ai miei europei juniores mancati (nel 1981, Utrecht; i mondiali ancora non c'erano). Ai campionati italiani juniores aveva vinto facile Walter Arena con 43’ e 10” circa, io secondo con grosso modo un 43'45” battendo di pochi secondi Sergio Spagnulo. Arena andava sicuro agli europei ma chi era il secondo? Fino a quel punto Sergio mi aveva sempre battuto ma io lo avevo sconfitto agli italiani. Che fare? Ci organizzarono una “disfida” all'Arena di Milano solo per noi due. La marcia lombarda ci venne a vedere divisa in due: “Sergisti” e “Raffaellisti”. In difficoltà chi era amico di entrambi senza preferenze.
Per la prima volta vidi Giorgio Rondelli, che allenava Sergino, perdere le staffe (le sue arrabbiature in gara sono storiche). Caldo, di sera. Fu una delle gare più dure della mia carriera. Tiratissima, un pezzetto a testa, sempre all'attacco. I giudici ci ammonirono ma non seppero scegliere, le proposte di squalifica erano ancora nascoste. A cento metri dal traguardo eravamo ancora spalla a spalla, marciavamo dritti come treni verso il nostro record personale senza il minimo sospetto su chi la potesse spuntare. Ma a quel punto i giudici entrarono in gioco e un giudice, oggi un amico, mi disse "o rallentate o vi squalifichiamo tutti e due...". Decisi io: "Sergio vai", gli dissi. Di quella scelta sono orgoglioso; era meglio che uno dei due andasse agli europei, la doppia squalifica era praticamente sicura. Gli lasciai 10 metri e poi finii dietro di lui chiudendo gli ultimi 100 metri lenti e composti in bello stile, Sergio davanti e io dieci metri dietro. Sergio aveva vinto... entrambi facemmo un tempo vicinissimo al record di Walter Arena, poco più del suo 43'10” (perdonatemi l'imprecisione). Meglio sarebbe stato, col senno di poi, tirare un giro a testa coscienziosamente per fare il record personale e magari scendere sotto i 43’. Comunque avevamo fatto uno splendido personale! Ma i giudici non erano contenti nonostante li avessimo ascoltati e da "bravi bambini" avevamo scelto di rallentare, di non fare la fatale "volata". Dopo essere stati incapaci di scegliere per 9 km e 900 metri chi dei due marciasse meglio, non seppero nemmeno accettare il "nostro verdetto" e ci squalificarono entrambi...!! Non mi bruciava non andare agli europei. Fino a 100 metri dal traguardo non ero riuscito a sconfiggere Sergio o lui me. Qualche settimana prima l'avevo battuto di un soffio solo perché lui si era “prosciugato” tentando di seguire Walter e io avevo scelto serenamente che un squalifica in volata era idiota. No, mi bruciava l'idiozia di quella squalifica ingiusta; la loro minaccia includeva implicita la promessa che se NON avessimo finito in volata NON ci avrebbero squalificato... La pagò la porta di uno spogliatoio dell'Arena. La chiusi, piangendo per la rabbia, con tanta violenza che il suo vetro della andò in frantumi (spero che l'Arena, nel senso dello stadio, che non era proprietà dei giudici, non voglia farmelo pagare ora...). Quindi fuori tutti e due. A casa. Ma per fortuna Sergio era della Pro Patria e Mastropasqua, suo dirigente, ci pensò lui a far giustizia degli iniqui "trials". Sergio andò agli europei, ma né lui né Walter Arena fecero grandi risultati. Il fatto è che ci siamo rifatti dopo: 4º ai mondiali, 5º alle olimpiadi e 11º agli europei, questi i nostri migliori risultati (se non mi sbaglio) più oro alle Universiadi, ai giochi del mediterraneo e ai mondiali militari; molte maglie azzurre e anni da professionisti. Direi che a tutti e tre quelle battaglie da juniores ci han portato fortuna.
Ho visto le foto di Macchia, di Di Bari e Tontodonati; per quel che ho visto, ragazzi, mi piacete tutti e tre... marciate veramente bene, non mollate, insistete, il futuro vi darà grandi soddisfazioni.
Ultimi dettagli: Campione europeo quell'anno (1981, nds) fu Ralf Kovalsky. Per scherno mi chiamarono più volte Kovalsky per analogia di nome. Da senior Ralf incominciò con un record mondiale indoor sui 30 km e una lotta con Maurizio Damilano e Pezzatini sui 20 km a Piacenza, ma poi scappò in Germania ovest per un posto in Banca, un'auto e una casa... senza rendersi conto che la sua carriera di campione finiva lì... Poco tempo dopo su quell'auto (su quella o su un'altra) ci moriva in un incidente. La vita è strana e crudele. Invece il secondo degli eurojunior... arrivò tante volte secondo... ai mondiali... alle olimpiadi... era Potashov il russo secondo più volte all'amico Perlov. Le storie di sport specialmente quelle di marcia sono anche belle storie di amicizia.

P.S.: Trials
Ricordo che Pino Dordoni alla fine della mia carriera in una occasione mi disse sorridente, ironico e sornione: "indicativa... Raffaello... non ti confondere... è una indicativa, NON una selezione... non l'hai ancora imparato?". Risi di gusto. La polemica è antica: noi italiani mafiosi e falsi (sicuro che Giuda era italiano) scegliamo l'indicativa al posto dei trials. È vero che anche i trials sono fallaci ed à anche vero che noi italiani siamo famosi per il nostro ingegno, il nostro fiuto... A Dordoni e a Waldemaro Meneguzzo bastò vedermi una volta da allievo, invece a Visini una volta da junior. Mi incoraggiarono e ci videro giusto. Anche se ai miei europei juniores son rimasto fuori son contento così: preferisco il metodo italiano elastico del buon senso (o della mafietta) e dell'intuito.