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venerdì 13 aprile 2012

Auguri Augusto!


C’è una solitudine che non ci lascerà mai troppo soli”, mi scriveva l’amico Paolo Dell’Elce, un giorno d’aprile di dieci anni fa, sulla pagina di rispetto di una copia preziosissima e consunta di “Cent’anni di solitudine” dell’immenso Marquez.

Il lettore, come il runner, è un solitario che compie un gesto collettivo. Si corre e si legge per tutti gli uomini. È la forza straordinaria e ancestrale del rito.

Dentro un giorno di aprile di cinquant’anni fa nasceva Augusto Vancini, amico-fratello dalla sensibilità sovrannaturale. Augusto corre come se leggesse un libro; il suo libro preferito che spesso ama condividere coi miei ragazzi al campo.

Ad Augusto, che è pure un raffinato cultore della buona musica, voglio dedicare un brano di una band britannica non troppo nota: “The Loneliness of the Middle Distance Runner” (Belle & Sebastian). Sono certo che apprezzerà.

Buon ascolto e, soprattutto, buon compleanno Augusto!