Una fase della gara di marcia 10.000m ai C.I. di Torino 2008 (foto da multimediavisini.com)La causa del “flop” dei nostri marciatori ai Mondiali Juniores di Bydgoszcz pare sia da attribuire a stress psicologico.
Cito testualmente dal sito atleticaschio.com nel link http://www.atleticaschio.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=74&func=view&id=406&catid=4 :
“La rassegna mondiale non si è chiusa molto bene per il nostro settore, infatti i nostri ragazzi in una gara di altissimo livello non si sono espressi come ci si sarebbe aspettato.
Federico Tontodonati ha chiuso al 15° posto con un tempo di medio livello 44:02:78, Riccardo Macchia è terminato in 25° posizione con un troppo modesto, per lui, 45:25:10.
Cosa dire?! Sicuramente sono entrati in gara non sereni e carichi di tensione, visto che dopo i Campionati di Torino, nell’ambiente c’erano state delle polemiche non tanto velate sulla scelta dei nomi e questo certamente non ha giovato sulla tenuta mentale dei nostri due portacolori; ora si spera che tutti facciano un passo indietro per ridare serenità a questi giovani.
Vista in quest’ottica la sconfitta ottenuta può persino risultare salutare.”
La tesi è così traballante da apparire involontariamente comica. Dovremmo dedurre che Riccardo Macchia, indiscusso titolare in questi Campionati Mondiali (ricordo che ha vinto il titolo italiano juniores a suon di primato personale: 42'10"99!), avrebbe lasciato sulla pista di Bidgoszcz più di tre minuti e almeno quindici posizioni per un improbabile senso di colpa. La questione della “sconfitta salutare” poi, è la ciliegina su questa amarissima torta. Come a dire: la prossima volta, per piacere, stiamo attenti a sollevare polemiche, ché potrebbero piangere i bambini! Così si mortificano l’intelligenza, l’indubbia maturità psicologica, l’impegno strenuo fin qui profuso, sia di Riccardo Macchia che di Federico Tontodonati. Se poi qualcuno “impreca” per la mancata partecipazione della medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali Under 18 di Ostrava, Vito Di Bari, piuttosto che glissare o mettere la sordina a certe coscienze “impertinenti” si indichino i criteri di selezione adottati per i Mondiali di Bydgoszcz.
Un’analisi seria va dunque fatta, evitando le arrampicate sugli specchi a suon di banali psicologismi, preferendo la rilettura dei dati, concreti, di una programmazione discutibile.