sabato 12 novembre 2022
LEGGENDO CERTI AMERICANI
sabato 13 agosto 2022
SE SON ROSE NON BASTA IL GIARDINIERE
![]() |
| (foto da farm-it.desigusxpro.com) |
lunedì 21 dicembre 2020
IL PROGRAMMA
domenica 4 dicembre 2016
Tutto subito; e male
| (1993, altra Marcia: da sx Giovanni Perricelli, Giovanni de Benedictis, Michail Schennikov) |
lunedì 22 giugno 2015
Eppur si cresce...
mercoledì 4 marzo 2009
Dialogo probabile
Due uomini sulla quarantina stanno seduti in un bar del centro. L’incontro è un appuntamento programmato da giorni, il caffè un pretesto. Un genitore chiede lumi ad un tecnico di atletica leggera. I due sono vecchi conoscenti.« Tu la conosci Francesca, no? Lei ha talento, c’ha proprio il fisico. Due anni fa arrivo allo stadio e conosco Franco, Franco Burazzi. Io le ho affidato mia figlia, subito. Franco è un allenatore che si presenta bene: “Sono questo, faccio quello, con me Francesca arriverà…”. E io gli ho creduto, anche perché all’inizio lui aveva attenzioni solo per lei: alimentazione, tecnica sul campo… eravamo tutti entusiasti ».
« E poi, cosa è successo? ».
« È successo che per un annetto, forse anche meno, tutto è filato liscio, o quasi: Francesca migliorava, su tutte le distanze, corsa campestre compresa. Però… ».
« Però? ».
« Però gli allenamenti erano troppo pesanti. Salite, spiaggia, discese, chilometri, palestra, ostacoli alti e bassi. Sono arrivati i primi infortuni, la stanchezza. Francesca è un talento, ha bisogno di essere valorizzata, di fare certi lavori. Deve velocizzarsi ».
« Ah, ho capito. Deve velocizzarsi… ».
« Sì sì, perché ha bisogno di velocità in questo momento. Poi penseremo alle altre distanze. Guarda, in allenamento fa delle cose strabilianti, poi in gara si rifiuta di andare ai ritmi che sicuramente vale. È una questione di testa. Non si impegna abbastanza ».
« Ma, scusa, è lei che non si impegna o è una questione di metodo? Non capisco ».
« Francesca deve imparare a fare fatica, a finire stremata dopo ogni prova, proprio come faccio io in allenamento ».
Stavolta il viso del genitore si accende di una luce strana. La bocca gli si torce in un inquietante sorriso di autocompiacimento; le parole descrivono le sue inumane fatiche da mezzofondista tardivo, i suoi crudeli allenamenti di attempato ottocentista. Allora il tecnico di atletica ha come un’illuminazione, un pensiero veloce e ‘salvifico’ che gli fa dire:
« Ma Francesca ha bisogno di te, e di nessun altro! ».
Da un bar del centro si allontanano un tecnico di atletica leggera e un nuovo allenatore.
sabato 13 dicembre 2008
Pensando ai bambini
Il bambino non è un adulto in miniatura e la sua mentalità non è solo quantitativamente, ma anche qualitativamente diversa da quella degli adulti, e per questa ragione un bambino non soltanto è più piccolo, ma anche diverso. Claparède 1937
In questi giorni sto studiando tanto. Non un impegno intellettuale “nomadico”, ma uno studio profondo e attento alle problematiche dell’allenamento dei bambini e degli adolescenti.
Sento molto la responsabilità di un’azione che è innanzi tutto educativa, e che agisce su strutture e funzioni psicofisiche regolate da meccanismi complessi, all’interno di una crescita caratterizzata dalla non linearità. L’allenamento dagli 11 ai 16 anni è “mestiere” difficile che esige una preparazione meticolosa e in progress da parte di istruttori e allenatori.
Mi piacerebbe vedere corsi federali di formazione istruttori/allenatori strutturati in modo diverso: il livello operante nel settore giovanile dovrebbe essere l’ultimo (inteso come punto di arrivo di un lungo percorso formativo), e il più impegnativo. Chi inizia ad “allenare” spesso lo fa partendo dai bambini e/o dagli adolescenti, sovente senza il conforto di una guida esperta. (A proposito: ho saputo da amici di essere stato inserito tra i relatori del Corso Regionale Istruttori Fidal. “Il ruolo della forza nella marcia”, o giù di lì, dovrebbe essere l’argomento del mio intervento. Dovrei tenere questa lezione il primo marzo 2009. Io però non sono stato ancora informato ufficialmente della cosa. Peraltro il primo marzo sarò impegnato con circa una ventina di mezzofondisti ai Campionati Regionali Individuali di Cross. Ma chi fa il calendario dei corsi non fa pure quello agonistico?).
Mi permetto di concludere questo mio post suggerendovi un testo notevolissimo di teoria dell’allenamento: “L’Allenamento Ottimale” di Jürgen Weineck, Calzetti Mariucci Editori.
Esso si caratterizza per la costante e particolare attenzione alle problematiche dell’allenamento infantile e giovanile, oltre che per la rigorosa “trattazione delle metodologie dell’allenamento, compresi gli aspetti applicativi, in funzione dei principi della medicina sportiva e dei fondamenti della fisiologia che regolano la prestazione atletica”.
In esso leggevo un elenco di “condizioni preliminari” per l’avviamento ad un allenamento di alto livello nell’età infantile e nell’adolescenza. Tra queste mi piace ricordarne alcune, evidenti e cruciali: l’allenamento come atto intrapreso volontariamente dal bambino, e non imposto da genitori o allenatori; l’allenamento come attività che non sottragga tempo utile a coltivare interessi diversi da quelli sportivi; l’allenamento come impegno che non danneggia la formazione scolastica.
Lapalissiano? Non per tutti, ahimè.

