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venerdì 26 febbraio 2021

PALINGENESI?



Palingenesi, non è una parolaccia. Potremmo definirla "rinascita", qualcosa che ciclicamente invochiamo nella trita litania che accompagna l'insediamento di un nuovo governo, anche sportivo.

All'indomani della prima seduta del nuovo Consiglio federale FIDAL si torna dunque a parlare di rinnovamento, e tra le molte voci che ho ascoltato in questi giorni di grande e naturale euforia prevale, purtroppo, a mio modo di vedere, una nuda, stentorea richiesta di cambiamento; qualcosa che ha a che fare più con l’istinto, la pancia, che con il progetto.

Credo che non si possano pretendere miracoli da nessuno, soprattutto oggi, coi tempi durissimi che stiamo vivendo; bisogna quindi passare dalle speranze taumaturgiche a una profonda e onesta riflessione sul passato – da quello recente ai ‘gloriosi’ anni ‘80 – e sull’attuale temperie socioeconomica, per trovare, per una volta, la via di un progetto necessario che abbia il respiro più lungo – assai più lungo – di un mandato federale.

Non ho ‘ricette’ buone per tutte le stagioni. Credo che nessuno ne abbia. Ho però il vizio della memoria e, dopo esser tornato su carteggi personali di qualche anno fa, incrociati con studi recenti e rigorosi sulla Cultura sportiva del nostro Paese, vorrei cominciare a condividere qualche idea buona, per cominciare a progettare.
Inizio perciò col pubblicare l’email – datata, ha quasi dodici anni – di un amico, un ‘non addetto ai lavori’ (non addetto, ma molto addentro). A scrivermi è Enrico Longo, attento osservatore degli intricati garbugli dell’Atletica italiana. Non è un tecnico Enrico, neanche un dirigente sportivo (almeno non in atletica). È ‘soltanto’ una limpida voce critica, sanguinante ricordi di giovanissimo mezzofondista appassionato (fine anni ’70).

Con l'email che pubblico di seguito egli si inseriva in un dibattito telematico sul mio blog, "Opinioni Aerobiche", in merito al tema sempre caldo dell’organizzazione della ‘Cosa Fidal’; sul come provare a far ripartire l’Atletica. Non molte parole. Quasi uno sfiorare i temi cruciali. Ma quanta chiarezza; quanta profondità. Era il 29 settembre 2009. Il presidente della FIDAL era Franco Arese.

"Grazie, Mario,
per avermi coinvolto nella discussione. Come puoi immaginare, stando fuori dal mondo dell’atletica da molti anni, non ho più idea di quale sia oggi l’Organizzazione Federale, come siano composti i comitati, ecc.
Per parte mia ho la tendenza ad insistere sulla trasparenza della gestione economica. In un post sul tuo sito ho chiesto se qualcuno conosceva il Bilancio della Fidal (che esiste per forza). Sono andato sul sito fidal.it e non sono riuscito a trovarlo. C’è solo un accenno al consuntivo 2008 che parla di “seconda variazione di bilancio dell'esercizio 2009, per complessivi 805.000 Euro di investimenti, destinati in prevalenza ai Comitati Regionali ed alle esigenze dell'Area Tecnica”.
Non so se quei soldi sono tutto o solo parte di ciò che viene investito. Mi piacerebbe conoscere la situazione reale prima di parlare perché se i soldi sono pochi anche gli obiettivi perseguibili devono essere pochi.
Comunque, se in sede nazionale non c’è chiarezza, perché non partire dall’ambito locale? La Fidal Abruzzo fa un bilancio economico del proprio operato? Quanti soldi riceve dalla Fidal? Quanti dagli enti locali? Quanti da sponsor? Come vengono investiti? La risposta a queste domande sul sito fidalabruzzo.org non l’ho trovata. Forse è nell’area riservata. Comunque voi diretti interessati dovreste esserne a conoscenza. Se non c’è chiarezza sui danari diventa poi difficile parlare di obiettivi perseguibili. Si finisce per litigare fra poveri, come i topi in gabbia.
L’ambito locale, regionale o provinciale che sia, è quello, a mio giudizio, da cui occorre ripartire per quella che tu chiami ‘palingenesi’. I vertici nazionali non sono assolutamente in grado di riformare il movimento. Arese è il prodotto di un consiglio che lo ha eletto e non ha la forza per muoversi contro chi lo ha portato dov’è, ammesso che sia nelle sue intenzioni. Fidal è poi parte del CONI dove, a mio giudizio, la natura ‘politica’ dei rapporti si complica e porta a favorire l’uno o l’altro dei singoli, perdendo di vista il Movimento Atletico nel suo complesso.
Le rivoluzioni, ce lo insegna la storia, nascono sempre in ambito locale (Hu-Nan, Chiapas, Cantieri di Danzica, ecc.), a ‘Palazzo’ sono possibili solo colpi di mano, di solito a natura autoritaria.
Lo ribadisco, secondo me lo Sport, e quindi anche l’Atletica, deve avere due ‘attori’ principali: la Scuola e gli Enti Locali.
La scuola ha in mano i giovani, una parte degli impianti (le palestre e qualche campo) e un gruppo di insegnanti che magari sono demotivati dalle ultime ‘riforme’ ma forse sono ancora recuperabili, per dare una mano nella promozione, con qualche incentivo (esempio: punti in più in graduatoria per chi organizza Centri di Avviamento all’Atletica). Non saranno dei tecnici preparati ma spesso è più importante, per portare gente al movimento e farla gareggiare, una continuità di presenza sul campo piuttosto che una grande competenza specifica.
Gli enti locali hanno in mano il resto degli impianti (a parte le strutture private, che nell’atletica sono poche), la possibilità di tenerli aperti (distaccando personale di custodia che altrimenti si gratterebbe la pera in un ufficio) e qualche soldo da spendere. Soprattutto la Provincia (ente bistrattato, tanto che qualcuno lo vuole abolire) è l’ambito che ha la dimensione e la visibilità giusta per coordinare la disponibilità di ‘opportunità di fare atletica’ sul proprio territorio.
Recentemente ho scoperto che nello staff del presidente della provincia di Torino (Antonio Saitta) c’è una persona che si occupa di sport, ed è un allenatore di Atletica (Gianfranco Porqueddu). Spero che si muova nella direzione giusta, magari facilitando anche l’ingresso di ‘sponsor’ a livello locale.
Poi serve anche una struttura tecnica, con gente preparata, ed in questo la Fidal Regionale può fare la sua parte. Sempre che ci sia chiarezza sugli obiettivi e sui denari, altrimenti ogni discorso di qualità (efficienza ed efficacia degli investimenti) è pura fuffa.
Qualcuno, credo su Atleticanet, ha lamentato che l’Italia sia più lunga che larga e che un campionato italiano di categoria a Bari crei grossi problemi ai genovesi. Vero. Non è per fare il federalista (molto di moda oggi) ma in questo momento tutto ciò che è ‘nazionale’ è in crisi, non solo nell’atletica.
Meglio ripartire dall’ambito locale. Al vertice nazionale possiamo lasciare le dichiarazioni alla stampa (i commenti, avrai letto, parlano di ‘incredulità’ e ‘farneticazione’, per essere gentili) e i rapporti con il Ministero della Difesa (da cui dipendono quasi tutti gli atleti di vertice). Se il movimento continuerà sarà perché al ‘Città di Majano’ i ragazzini si sono divertiti a gareggiare (anche chi è arrivato in fondo alla classifica).
Complimenti per quello che riesci a fare, anche se con pochi mezzi.

Saluti cordiali
Enrico Longo"

lunedì 21 dicembre 2020

IL PROGRAMMA

 


C’è sempre bisogno di “qualcosa di scritto”. Sì, carta canta.

‒ Me lo fai un programma? ‒ è il refrain dell’atleta (o anche pseudo tale) che sogna il successo e che non vuole perder tempo a pensare, a ragionare sul da farsi.

Il programma è il programma di allenamento, of course. La bacchetta magica, l’abracadabra che tiene lontani gli infortuni di ogni sorta; la “coperta di Linus” da stringere a sé ogni qualvolta il pensiero va all’imminente competizione.

Il programma di allenamento lo vogliono liofilizzato, buttato dentro un bicchiere: due giri di cucchiaino in acqua calda, e via.
Hai voglia a ragionare di pianificazione, periodizzazione e poi – molto poi – di programmazione e, quindi, di programma; di questo distillato, sovente, si ignora del tutto la genesi; soprattutto la storia personale di chi l’ha prodotto.

È così che gli allenatori diventano distillatori di numeri in successione sessagesimale; essi trasformano i sogni in verità approssimate. E, in fondo, qualcuno tra loro gongola pure quando ciclicamente torna il puerile refrain.

‒ Me lo fai un programma?

sabato 10 dicembre 2011

Il torto degli assenti

Ieri, venerdì 9 dicembre 2011, la riunione indetta dal GGG Fidal Abruzzo (come stabilito dal Consiglio Regionale, nella seduta del 29 ottobre u.s.), presieduta dalla neoeletta Fiduciaria Regionale del GGG abruzzese l’arch. Manuela Trivarelli, “per trattare argomenti relativi ad una maggiore e migliore collaborazione fra i vari Settori del nostro Comitato, per una più oculata gestione dell’atletica abruzzese”, ha visto l’assenza totale del Settore Tecnico federale locale (intendo del fiduciario tecnico e dei responsabili di settore), nonché di quelle del Presidente e del Vice Presidente Vicario. Alla faccia dell’auspicata “maggiore e migliore collaborazione tra i vari Settori del nostro Comitato”.

Pesanti più di macigni le parole del Segretario, il Prof. Bruno De Luca; di fuoco e condivise dalla quasi totalità dei presenti quelle della Prof.ssa Concetta Balsorio (io le sottoscrivo alla grande). In soldoni: il Comitato Regionale Fidal Abruzzo nel 2011 ha toccato il minimo storico quanto a programmazione, comunicazione, gestione dei conflitti interni, conoscenza dei regolamenti (diciamo sommariamente così; spero che qualcuno abbia redatto un verbale della seduta).

Bene. Anzi no. Male. E mentre noi continuiamo a lessarci dentro una pignata spaccata, con dentro pochi fagioli e con le solite cotiche, sempre più rinsecchite ma attaccate tenacemente al fondo della stessa, ecco che altrove accade altro.
Guardate con attenzione il filmato che segue. Per carità, l’Abruzzo non è il Veneto; ma non è neppure il Botswana. Buona visione.


giovedì 7 luglio 2011

Programmazione, dolce chimera sei tu...

Dal sito fidalabruzzo.org si può leggere:

"In vista del Grand Prix Giovanile di Marcia su strada per Regioni, Cadetti e Ragazzi, in programma sabato 16 luglio a Macerata con le rappresentative di Marche, Campania, Lazio, Puglia e Toscana, il Settore Tecnico Regionale, sentito il parere del Responsabile della Marcia, Rodolfo Macchia, ha convocato i seguenti atleti.

Cadette Km 3:
Natascia Di Tizio (Theate Walk), Erica Fusella (Hadria Pescara), Giulia Marinucci (Hadria Pescara), Giulia Fantini (Nuova Atletica Lanciano).

Cadetti Km 4:
Daniele Manias (Serafini Sulmona), Federico Odoardi (Theate Walk), Matteo Cocco (Theate Walk).

Ragazze Km 2:
Letizia Piccirilli (Nuova Atletica Lanciano), Lorenza D’Alanno (Nuova Atletica Lanciano), Fabiana Bucci (Serafini Sulmona), Chiara Di Censo (Serafini Sulmona), Bleona Hallulli (Nuova Atletica Lanciano).

Ragazzi Km 2:
Leonardo Marcotullio (Atletica L’Aquila).

Le società interessate dovranno comunicare la disponibilità, o meno, dei propri atleti, entro mercoledì 13 luglio al Comitato regionale. Gli atleti della categoria Cadetti dovranno indossare obbligatoriamente la canotta “Abruzzo”.

La partenza della rappresentativa è fissata per sabato 16 luglio, alle ore 10.00 da Pescara, Piazza Italia.

L’arrivo a Macerata è previsto alle ore 12.00, presso il ristorante “Le Briciole di Pollicino”, in via Giovanni Falcone 27-29, dove il comitato organizzatore offrirà il pranzo.

Programma orario. Ore 15.00: ritrovo giurie e concorrenti presso Rotonda Giardini Diaz, Macerata. 15.45: Km 2 Ragazze. 16.00: Km 2 Ragazzi. 16.15: Km 3 Cadette. 16.30: Km 4 Cadetti. 19.15: premiazioni".

Il 16 di luglio p.v. ci sarà pure l'"XI Meeting Città di Giulianova" dell'ottimo Luigi Chiodi e del suo staff. Quel giorno, alle 19.40, dovrebbero partire le due gare Ragazzi/e di marcia, sulla distanza dei 2000m. Non godendo del dono dell'ubiquità (Macerata? Giulianova?), i nostri giovanissimi marciatori scontenteranno qualcuno. Evviva la programmazione!
Signori, prendete nota ché l'anno prossimo si vota...

mercoledì 15 dicembre 2010

Programmazione opinabile

Domenica prossima il Settore Tecnico Fidal Abruzzo vorrebbe incontrare alcuni tecnici sociali (alcuni ché, mi sembra, ne manchino parecchi altri all’appello) “per uno scambio di opinioni sulla programmazione 2011”. Uno scambio di opinioni sulla programmazione 2011? A dicembre inoltrato? Queste son cose che si discutono al massimo entro ottobre. Ammesso che ci sia qualcuno disposto a ‘scambiare opinioni’ con ‘loro’. Ma sì, a pensarci bene qualcuno c’è – siamo in democrazia, e il mondo è bello perché è vario. Io però non ci sarò, per una serie sterminata di motivi. Ne cito uno su tutti: domenica mattina, alla stessa ora del succitato incontro, sarò al Parco d’Avalos per una seduta di allenamento dei miei ragazzi, programmata un paio di mesi fa.

martedì 23 settembre 2008

Una questione di stile (le style c'est l'homme). Una questione di sostanza (bis)

A dispetto del titolo non riattizzerò il fuoco di polemiche tanto inutili quanto dannose. Vorrei invece fare alcune considerazioni circa i rapporti, oggi sempre più tenui, tra le società di Atletica Leggera e, usando un'espressione molto lata, gli operatori economici. L'Atletica, quella delle società giovanili e amatoriali, campa di volontariato. Per carità, tanto di cappello alla passione e alla strenua tenacia di tecnici, atleti e (soprattutto) genitori. L'esperienza mi fa dire che sono cose buone, destinate però a durar poco. Mi spiego meglio. Nessun progetto sportivo, serio, con i suoi bravi obiettivi a breve, medio e lungo termine, le sue verifiche, eccetera eccetera, può "camminare" senza che qualcuno ci investa del danaro. Ecco quindi evocata la parola magica: sponsor. "Bisogna trovare qualcuno che ci sponsorizzi" è il refrain di chi si accinge ad intraprendere l'"avventura" di costituirsi come associazione sportiva; qualche soldino, sogni di gloria a parte, consente comunque la possibilità di coprire le spese di alcune trasferte, di una pizzata a fine anno e del materiale sportivo essenziale (tute, completini e borse). Può capitare anche la "grazia" di un mecenate che si avvicini al tal sodalizio sportivo per effetto della presenza di un campioncino locale. E tutto funziona. Finché il campioncino gira; finché il mecenate ci crede. Sono profondamente convinto che le strade da percorrere debbano essere altre. Non quelle della fortuna, dell'occasionalità, ma quelle del Progetto. L'Atletica non ha bisogno di trovare qualcuno che scommetta su di essa. C'è bisogno, al contrario, di chi sia coinvolto in spirito e cervello (e danaro, ovvio) come investitore in un progetto finalizzato. L'Atletica, in special modo quella di livello regionale, non può certo offrire la visibilità "spettacolare" del calcio; le appartiene però un patrimonio di valori culturali forti (morali, sociali, pedagogici, storici, ambientali) che costituisce l'oro nero da raffinare in benzina per far andare il suo splendido movimento. Di gente disposta a collaborare con noi (noi dell'Atletica, intendo), investendo del proprio, ce n'è più di quanta si immagini; purché si esca dagli angusti recinti di una cultura spesso provinciale e di basso profilo, che non riesce ad andare al di là del mero risultato tecnico, sì importante, ma non più del percorso culturale che l'ha determinato.

mercoledì 3 settembre 2008

Programmazioni "casual"

I Campionati Regionali Individuali su Pista, Ragazzi/e, Cadetti/e, sono stati anticipati di una settimana (spostati a Sulmona, il 13-14 di settembre). Mi chiedo perché non ci abbiano avvertito almeno un mese prima, visto che i motivi dello spostamento pare fossero già noti da un pezzo (la coincidenza con un impegno degli Allievi a Bari il 21 settembre). Del resto è noto che gli allenatori di Atletica Leggera non programmino mai la loro attività, e questa variazione last minute nel calendario regionale ben si inserisce nel novero delle più attuali e rodate strategie del settore tecnico Fidal Nazionale (from Beijing to London, per intenderci). Mah, ironia a parte, pare che tale andazzo non ci tocchi più di tanto. Contenti noi.