domenica 5 febbraio 2012

Acido lattico e vecchi merletti

Il doping è merda che può far vincere qualche medaglia. Lapalissiano. Di quella merda bisogna però far sentire tutto il tanfo, di tanto in tanto ché, mi pare, siamo diventati un po' tutti duri d'olfatto.
Il pregio letterario di "Acido lattico" dell'amico Saverio Fattori, è proprio quello di spiegarci il doping sportivo (podistico in questo caso) attivando i nostri sensi; l'olfatto, appunto, ma anche il gusto perché Saverio riesce a far impazzire i nostri chemiocettori descrivendo naturalisticamente  la decomposizione fisica e psicologica del talento sportivo. In "Acido lattico" il marcio della frode chimica, nella sua declinazione atletica, non è metafisico. E ti porta sempre il conto.

Mi piacerebbe organizzare un seminario sul doping sportivo a Pescara. Una roba grossa che faccia rumore. È da un po' che ci sto pensando e credo proprio che la cosa, a breve, si realizzerà. Verranno sicuramente coinvolte le scuole, di ogni ordine e grado. E vorrei 'disturbare' pure qualche politico, sportivo e non, perché il problema del doping riguarda la nostra regione più di quanto si possa immaginare, ed esige un impegno costante, programmato; istituzionale. Il podismo - come lo sport tutto -, a qualsiasi circuito appartenga, dovrebbe ricordarlo più spesso, attraverso figure credibili, ai propri praticanti. 

Vi lascio con un video che è un pugno nello stomaco. Il doping però, fa più male. (A quel seminario mi piacerebbe invitare Saverio...). Buona visione.

20 commenti:

Anonimo ha detto...

"FORTE"!
A quel seminario io vorrei invitare anche un vecchio compagno di squadra, ma so già che non verrebbe mai!

Marius ha detto...

Giuro che se ti firmi non faccio il suo nome.

m

Running Free ha detto...

x Anonimo
...non so se a quel seminario venga il tuo vecchio compagno di squadra, certamente verranno tanti altri "furbetti", ma noi li riconosceremo lo stesso in mezzo alla platea....,questione di olfatto....
Marco.

Anonimo ha detto...

Si credo sia proprio il caso di fare un incontro per parlare di doping , si potrebbe unire a cosa deve fare la federazione e un EPS per stimolare la coscienza del problema anche tra i master e amatori ....anzi forse a certi EPS bisognerebbe ricordare che devono stimolare lo sport non inibirlo e creare le basi per stimolate i giovani ad avvicinarsi , poi quando diventano bravi entrano nella federazione che se ne prende cura con bravi allenatori. A proposito ho chiesto al mio EPS ( la uisp ) se mi omologa la gara di solidarietà e di promozione dello sport che da 4 anni svolgo a San salvo marina , tutto tace , potrei autorizzarmela da sola essendo presidente provinciale di Chieti , ma per correttezza ho fatto una richiesta formale .
Appena partiamo con il CORRILABRUZZO SAUCONY ci attiviamo.
March

Anonimo ha detto...

Le sigarette, l’alcol, le droghe, mangiare grassi idrogenati, anche in piccole dosi, sono tutte cose che ti presenteranno un conto un giorno o forse no, chi può dirlo?
Restano sostanze di libera vendita! Le micro polveri te le respiri gratis.

E allora di che stiamo parlando?

Ai tempi di mio zio, c’erano le anfetamine. Oggi abbiamo un bel ventaglio di possibilità.
Il dopato, come il ladro o il delinquente che imbroglia un’altro essere umano, esisterà sempre. Sino al prossimo asteroide, l’equazione sport è anche = a doping è equiparabile a e=mc2: sacrosanto!
La chiave del successo non è di demonizzare il doping, lo rendi solo più fascinoso; ma quella della liberalizzazione totale. Chi si dopa fa una scelta (e non mi vengano a raccontare che sono stati obbligati o che non conoscono i rischi) che potrebbe avere degli sviluppi drammatici per la propria salute oltre a ingannare gli altri.
Se vuole correre il rischio, faccia pure, già il fatto che nessuno glielo impedisca o che non ci siano i controlli sono un deterrente mille volte più efficace dei controlli fine gara o a casa e a sorpresa, nel caso di atleti internazionali.

Odio il doping ma questo video è un incentivo non un deterrente.

E aggiungo, rimanendo in tema di mezzo fondo, se il doping più evoluto può fruttarmi 10 secondi al km su un cinquemila metri, ed il mio personale è 18 minuti, quindi mi porto ad un indiavolato, un termine non a caso, 17’’10, che ho risolto? Semplice ho fregato il mio amico che odio dalla nascita, un movente bizzarro ma fortissimo.
Cosa diversa se valgo 14’10 e mi porto a 13’20, qui girano un bel po’ d’introiti in più, ma sono convinto che la scelta prenda spunto da un’indole geneticamente dettata e gli esempi, visti dal punto delle personalità, sono identici.
Volete battere il doping? Lasciatelo libero e perderà il suo fascino e molti ne prenderanno coscienza e non si doperanno più. Perché non si dopi più nessuno, dobbiamo aspettare il prossimo asteroide.
Saluti, un mai dopato Antonio

Marius ha detto...

Ciao Antonio (ma sei l'Antonio del commento al post precedente?), scusami ma non riesco a starti dietro:

"Le sigarette, l’alcol, le droghe, mangiare grassi idrogenati, anche in piccole dosi, sono tutte cose che ti presenteranno un conto un giorno o forse no, chi può dirlo?
Restano sostanze di libera vendita! Le micro polveri te le respiri gratis.
E allora di che stiamo parlando?"

Stiamo parlando di doping Antonio. Lascia perdere i grassi idrogenati e le polveri sottili. Un problema alla volta.

E poi continui:

"Ai tempi di mio zio, c’erano le anfetamine. Oggi abbiamo un bel ventaglio di possibilità.
Il dopato, come il ladro o il delinquente che imbroglia un’altro essere umano, esisterà sempre. Sino al prossimo asteroide, l’equazione sport è anche = a doping è equiparabile a e=mc2: sacrosanto!
La chiave del successo non è di demonizzare il doping, lo rendi solo più fascinoso; ma quella della liberalizzazione totale".

Questo è un tripudio di contraddizioni, Antonio: prima mi dici che il dopato (e quindi il doping) esisterà sempre e poi mi dai "la chiave del successo" nella lotta al doping, che dovrebbe essere una "liberalizzazione" non ben definita. Se il dopato è un delinquente, un ladro (tu lo scrivi) allora "liberalizziamo" il furto?

E ancora (come in un crescendo Rossiniano):

"Chi si dopa fa una scelta (e non mi vengano a raccontare che sono stati obbligati o che non conoscono i rischi) che potrebbe avere degli sviluppi drammatici per la propria salute oltre a ingannare gli altri.
Se vuole correre il rischio, faccia pure, già il fatto che nessuno glielo impedisca o che non ci siano i controlli sono un deterrente mille volte più efficace dei controlli fine gara o a casa e a sorpresa, nel caso di atleti internazionali".

Che deterrente è un controllo assente?
Anche i minorenni scelgono consapevolmente? Eccoti qualche dato (fonte del portale dell'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma):
Negli U.S.A. (Denver, Colorado) uno studio condotto nel 1995 evidenziò che l’età media in cui gli studenti iniziano ad usare steroidi anabolizzanti è di 14 anni (range 8-17 anni); un questionario somministrato in tale ambito rilevò l’assoluta mancanza di informazioni degli utilizzatori circa gli effetti dei farmaci da loro utilizzati e il desiderio di solo il 18% di ricevere qualche informazione dal medico di loro riferimento.
Nel 1993 il “Canadian Center for Drug-free Sport” stimò che il 2,8% di bambini/adolescenti con un’età compresa fra gli 11 e i 18 anni avevano usato steroidi anabolizzanti nei precedenti 12 mesi, stimando così la presenza di 83.000 utilizzatori fra gli scolari canadesi.
Analogamente in Europa venne condotto uno studio nel 1998 su 1.000 scolari inglesi. Emerse che gli steroidi anabolizzanti dopo i cannabinoidi e le amfetamine erano la droga più comunemente offerta; al 6,4% dei bambini e all’1,3% delle bambine era stato proposto l’uso degli steroidi anabolizzanti.

Poi scrivi:
"Odio il doping ma questo video è un incentivo non un deterrente".

Ma l'hai visto davvero il video? Mica ti piace il sadomaso? Per carità i gusti sono gusti...

E infine (taglio la tirata sul mezzofondo):

"Volete battere il doping? Lasciatelo libero e perderà il suo fascino e molti ne prenderanno coscienza e non si doperanno più. Perché non si dopi più nessuno, dobbiamo aspettare il prossimo asteroide".

Di nuovo non si capisce bene da che parte stai. Prima dici "volete battere il doping?", come se la faccenda riguardasse gli "altri" (è però coerente con il pensiero "il dopato esisterà sempre", da te espresso all'inizio del commento). Poi però mi (ci) ridai la tua ricetta per sconfiggerlo e, dulcis in fundo, chiudi con un apocalittico "perché non si dopi più nessuno, dobbiamo aspettare il prossimo asteroide"; un pensiero che, se dovessimo interpretarlo come un augurio, è il più spettacolare invito a doparsi che abbia mai letto.

un saluto, Mario

Fred ha detto...

Combattere il doping è un impresa impossibile, devi quasi lottare contro la natura umana, ma bisogna provarci. Un dopato in meno non è solo un presunto furbo in meno ma un futuro malato cronico in meno.

Penso che la strada migliore sia l'informazione, spiegando chiaramente quanto poco ci guadagna un atleta "normale", e quali sono i danni a cui il suo organismo va incontro, molto maggiori di quelli del fumo.

Un atleta "pro", e loro sono una minoranza, sa quello che fa o qualcuno lo sa per lui, è pagato per farlo, e la sua federazione lo sa perfettamente. Non a caso si parla di "doping di stato", non solo in Italia.

Mi dirai: Ma allora dov'è l'etica, o la moralità?

Sono valori che nella nostra cultura sono in via di estinzione, la scuola e la famiglia non li insegnano più. Chi questi valori li ha fatti propri dal doping, e dai suoi precursori, sarà sempre immune. Perchè sa dare il giusto valore alle cose. Il cuore del problema per me è proprio lì.

Ben venga un seminario serio, o più di uno, ma ho idea che ti farai qualche nemico. La verità non è quasi mai comoda.

Un saluto, Fred

Anonimo ha detto...

antò...con tutto il rispetto: fare sport da puliti è il gesto più coraggioso che un vero sportivo possa fare...poi che ci siano i furbi/etti è solo questione di tempo, ma verranno pescati...magari il problema è anche nella inadeguatezza delle sanzioni...guardiamo il caso di questi giorni di Contador, tocchiamogli il c.c. e magari vedremo che la convenienza a doparsi diminuirà. forse.
adesso divago: vi ricordate il bellissimo film '' La guerra degli Antò''? in una scena finale si dice "certo che ha avuto coraggio antonio ad andarsene ad Amsterdam..." gli risponde un altro "perchè noi no a tornare a Montesilvano?".....
Antò tanti onesti arrivano all'apice senza furberie...è questo lo sport visto da me
GMaK
da CASALINCONTRADA sotto un metro di neve

Marius ha detto...

Grazie Fred,

hai centrato il problema. Chiudendo il mio lungo commento-risposta ad Antonio scrivevo appunto dell'importanza di una cultura che informi seriamente, questione etica in primis, sui "costi-benefici" (passami la dizione cinica e volgare)di tale piaga millenaria. Invitavo poi Antonio (riservandogli un posto in prima fila) a partecipare al seminario che mi frulla in testa da un po'. Purtroppo però sono stato prolisso ed avendo un limite di 4000 caratteri circa per commento, l'ho dovuto tagliare.

grazie ancora

mario

Marius ha detto...

@ GMak: bentornato nel forum. Fa sempre molto piacere sentire le parole assennate di un esperto, atleta di alto livello non molti anni fa.

un abbraccio

mario

Anonimo ha detto...

Grazie per avermi pubblicato.
Mi scuso con i lettori per il mio Italiano, ma sono nato e vivo negli USA. Vengo in Italia un paio di mesi l’anno (mia madre è italiana). Rispondo a Mario.
1- I problemi che uccidono sono simili e quindi accomunarli è doveroso, specie se di libero ingurgito.
2- Paragonare il furto, in senso fisico al doping è irrazionale, potrei risponderti che liberalizzando la droga diminuirebbero i furti che si compiono per procurarsela, così pareggiamo i conti...
3- Il deterrente è già stato innescato da anni con tutta le informazioni necessarie. Un’overdose d’informazioni rischia di provocare un’effetto inverso. Una nota in sordina ma costante "mediaticamente planetaria" e “quasi” impercettibile produce più effetto di un decantato seminario che al contrario porrebbe inconsciamente incentivare… Negli USA ci vivo e lavoro in un’università come docente e ricercatore, molto stimata per la ricerca nel settore oncologico. Risparmiarmi gli studi del 1995 (avendo 63 anni lì ho metabolizzati e aggiornati da un po’ ), io vivo nel 2012.
4- No non mi piace il sadomaso, ma può sortire proprio un effetto inverso. Io ti rispetto, anche se sono capitato qui mesi fa per caso e non ti conosco, non mi sono permesso di fare del facile e irriverente sarcasmo nei tuoi confronti.
5- Sono dalla parte del NO-DOPING. La mia equazione recita lo “sport è anche”… Anche, vuol dire che ci sono anche eccellenti atleti puliti e vincenti o ti è sfuggito?
6- Più che apocalittico io lo chiamo realistico, come dire che, perché al mondo non si droghi più nessuno, dobbiamo aspettare il prossimo asteroide. Se tu lo ritieni un invito a drogarsi fai pure. Non pretendo che la chiave liberalizzazione sia compresa, ma se ti appelli agli studi e magari ti aggiorni, vedrai che puntano in quella direzione.

Con rispetto Antonio. (scusate, se potete, il mio poco chiaro Italiano spero si capisca il senso).

Se capiti negli USA, scrivi sul Blog, prometto di invitarti nell’istituto dove lavoro e sarò più che, lieto di mostrarti alcune ricerche e approfondimenti sugli effetti dei messaggi esterni e il modo di reagire della mente, anche in modo biochimico.

Enrico ha detto...

Quando, alla scorsa edizione del Salone del Libro di Torino, mi presentai allo stand Gaffi e chiesi quel libro, alla Standista sarò sembrato un marziano perché mi tempestò di domande: se conoscevo l’autore, se conoscevo la collana, dove avevo parcheggiato l’astronave …
Non ne capisco niente di doping, nel senso che non ne ho mai usufruito, ma c’è un argomento che, nelle discussioni sul doping, mi frulla in testa e che non vedo mai esplicitato.
Il doping deve essere fuorilegge nella stessa misura in cui lo deve essere l’uso di sostanze (comunemente definite droghe) stimolanti, in primis Cocaina, nella vita reale. Perché ciò che non è illecito diventa lecito e ciò che è lecito diventa, prima o poi, non solo normale, ma addirittura esigibile.
Immaginate, nel contesto del doping libero, la squadra di ciclismo che, per sottoporre un Contratto agli atleti, pretende prestazioni di altissimo livello 12 mesi su 12. Se il ciclista Tizio non regge coi suoi mezzi il doping diventa necessario, e ce ne sono altri 100 dopati, pronti a prendere il suo stipendio.
E questo - qui sta il passaggio chiave - non varrebbe solo per lo sport. Nulla impedirebbe più al comune datore di lavoro di chiedere ai suoi dipendenti (sempre meno, dati i tempi) un carico di lavoro sempre maggiore e ritmi produttivi sempre più intensi, raggiungibili solo con aiuti chimici (rovinandosi la salute, certo, ma a quel punto sarebbe legale).
Non si può neanche pensare di infilarsi in una strada del genere. In giro c’è già sicuramente qualcuno che sta cercando di realizzare l’essere umano geneticamente modificato. Non anticipiamolo avallando la nascita dell’impiegato turbocompresso.
Buona pastasciutta a tutti

Enrico Clapton

Marius ha detto...

Scusami Antonio,

ma non essendo tu registrato (Fred ad esempio lo è) diffido un tantinello della tua identità, ovvero quella del docente ricercatore statunitense, di 63 anni, eccetera eccetera. Anzi, pensa un po', credo pure di conoscere quella vera (e ti ricordo che assumerne una falsa, a mezzo Web è reato, almeno qui in Italia). Potresti rimediare registrandoti, ma so che non lo farai.

Fatta questa bella premessa non tornerò a rispondere, punto per punto, a quanto da te scritto. Forse l'italiano lo scrivi così e così ma, se quella è la tua replica, lo comprendi ancora meno. Rileggi con attenzione il mio precedente commento (sarcasmo incluso, te lo sei tirato); aggiungici anche quello di Fred e di Enrico. Credo siano abbastanza chiari.

Non so su quale Blog dovrei scrivere, come tu mi consigli, ma se ri-capito negli U.S.A. mi terrò a debita distanza da certe 'scuole di pensiero'.

un saluto

mario

Marius ha detto...

@ Antonio again:

ah, dimenticavo: il seminario sul doping (da te definito inutile) si farà. Ci stiamo già organizzando.

m

Anonimo ha detto...

Senza offesa, mi terrò anche io a debita distanza da qeusto blog dopo queste affermazioni, che sicuramente hanno una logica per te ma non per me.

Saluti
Antonio

Marius ha detto...

Eh eh eh eh eh... (come volevasi dimostrare).

m

kenya :) ha detto...

Scusate, a chi posso rivolgermi per avere del doping a prezzi economici..!? Voglio battere Luigi Turilli sul 5000!!!!

Marius ha detto...

Caro Sergio "kenia :)" Tuccio, meno male che ci sei tu, con la tua rigenerante leggerezza...

un abbraccio

mario

Anonimo ha detto...

Qualcuno si riempe ancora la bocca e soprattutto crede di mettersi in cattedra nominando un Paese e credendo di attirare a se attenzione!Caro Antonio Cacace....ne avresti accentrata di più nominandone un altro a caso....anche il Burundi!
Farai bene d'ora in poi a tenerti a debita distanza....anche perchè il tuo obiettivo è quello di disturbare!
A proposito di Muppet... che amo tanto......
da adesso se vorrò sentirti parlare lo farò attraverso il mio braccio che ti farà muovere la bocca come un pupazzo!
E' una volgarità ma credo che Mario me la possa concedere sapendo chi sono..... dopotutto Anto' con le tue ... mi hai anche superato!

Marco SANTOZZI ha detto...

Caro Mario,
come ti accennavo in altra sede ho iniziato a leggere questo libro e oggi l'ho terminato. Che dire? Una storia triste, crude, dura, sporca, volutamente negativa, beffarda, ma terribilmente reale! Il doping è un cancro che ti divora da dentro il corpo, alimentato dal soggetto che ne fa uso...Fanculo tabelle, ripetute, resistenza aerobica, acido lattico, tempi al km...mi basta mettere le scarpe e correre fuori, in libertà...

Un saluto,
Marco