lunedì 26 marzo 2012

Fuori centro

QUESTO È UN CENTRO DI  ECCELLENZA PER LA PREPARAZIONE DEI RUNNERS

(foto da  http://lacittaditeramo.blogspot.it/2011/06/il-colore-della-natura-visita-castel.html)
E QUESTO?

Nel sito fidalabruzzo.org possiamo leggere che il 21 aprile 2012 verrà inaugurato il progetto del centro di preparazione di marcia e mezzofondo, realizzato nella riserva naturale di Castel Cerreto, a Penna Sant’Andrea in provincia di Teramo. "Un’opera destinata ad ospitare la preparazione di atleti abruzzesi e di altre regioni", così recita il comunicato federale. Finanche il solito anonimo ha tenuto a farmi sapere la cosa  postandomi, in lieve differita, un commento alle 2:00 del mattino di domenica scorsa (!!!???).

Attendendo gli sviluppi di questo interessante progetto voglio dare un'informazione di carattere tecnico: l'attività principale di un marciatore o di un runner di eccellenza non è il birdwatching.

sabato 17 marzo 2012

Distanze


Il post precedente, Genesi banale di un mostro normale, ha ricevuto finora ben cinquantanove commenti e il flusso potrebbe continuare nelle prossime ore. La cosa mi preoccupa un po' vista la caratura culturale ed etica di molti di essi. Commenti prevalentemente anonimi, puerili nella loro petulante insistenza. Qualcuno molto vicino al mondo dell'Atletica Leggera abruzzese mostra di essere in seria difficoltà. Vorrei tranquillizzarlo. Non è scrivendo compulsivamente sul mio blog che si risolvono i problemi della nostra piccola e povera atletica locale; non si sciolgono così nemmeno certi personali garbugli interiori.

Lascio lo sport 'muscolare' e 'vincente' ad altri per orientare il mio impegno intellettuale su una particolare declinazione del significato della parola "distanza". 

Non è possibile chiudere tutte le distanze. Non potrò mai intendermi con l'anonimo che scrive "solo i vincitori fanno la storia". Il dialogo non è sempre possibile e bisogna farsene una ragione.

Quanto dista la Terra dalla Luna? La cosa è nota: circa 356.000 km al perigeo e 384.000 all'apogeo. Quanto dista la Scuola dallo Sport (e dalle discipline di endurance dell'atletica in particolare)? Un abisso insondabile. Tempo fa, nella ricerca di un problema di matematica da assegnare ai miei alunni, ne trovavo uno che faceva così: "Giovanni si allena tutti i giorni per la maratona di Venezia. Ogni giorno percorre per 25 volte un circuito di 20 hm. Quanti km percorre in un giorno? E in una settimana? E in un mese? Si chiudeva una settimana scolastica abbastanza pesante e senza pensarci troppo assegnai quel problema come esercizio per il lunedì successivo. Un'alunna assai sveglia, finita la dettatura del testo, mi disse: "20 hm sono 2 km. 'Sto ragazzo corre 50 km al giorno. A me sembra un matto...". Ho faticato un bel po' a spiegarle che i maratoneti non corrono così a lungo.
I nostri bambini (gli abruzzesi intendo) sono tra i più sedentari d'Italia (clicca qui). Per molti di loro chi pratica con continuità la corsa o la marcia è un matto o, nella migliore delle ipotesi, un tipo buffo, eccentrico. E la cultura ufficiale, la scuola, coi suoi testi 'distanti' anni luce dal reale e con due ore setimanali di educazione motoria (quando va bene), procede d'inerzia, tra buoni propositi e investimenti risibili (in risorse umane e finanziarie).

Sono questi i problemi di cui dovrebbe occuparsi un Comitato Regionale Federale piuttosto che riempire il forum del proprio sito ufficiale di inutili e stucchevoli questioni personali; chiacchiere da bar che, come direbbe qualcuno, dovrebbero essere appannaggio di "blog locali di natura personale"(?!). E se ciò  non dovesse essere possibile me ne farò una ragione ché, credo, sia una questione di distanza culturale, incolmabile fino al prossimo novembre. Dopo, si vedrà.

giovedì 8 marzo 2012

Genesi banale di un mostro normale

Non è il mostro sbattuto in prima pagina l'oggetto di questa mia incursione telematica. Troppo facile. Parlerò di qualcosa di "normale". 

È proprio il carattere di normalità a determinarne la pericolosità. Il mostro cova dentro molti di noi. È il desiderio sottile di affermarsi, di apparire ad ogni costo, di realizzare il proprio gradino di celebrità. Sulla pelle di un innocente.

Spesso assume forme riconoscibili e banali e fa la scimmia alla locuzione televisiva più gettonata: "Saranno famosi". 

Il mostro dapprima è un mostriciattolo. Fa quasi simpatia. Può animare le accorate preoccupazioni di genitori e allenatori durante la "mini-non-competitiva" podistica locale, lunga 200-300m. Cronometri che suonano, per sondare quello che non esiste; per costruire ciò che non deve esistere. 

Si vince e si perde, è un gioco. Ma è meglio vincere. Bisogna vincere. E allora si iniziano a contare le vittorie. "Ecco il bambino che ha vinto 32 gare...", urla lo speaker della locale kermesse podistica. Lo spettacolo è servito. E il mostriciattolo cresce. 

Non tutti i mostriciattoli diventano mostri, per carità. Come neanche tutte le imprese realizzate con entusiasmo e passione sono salutari ed eticamente ineccepibili. Il male, come ci ha insegnato Hanna Arendt, può essere terribilmente banale.

lunedì 5 marzo 2012

Il rosso e il grigio

(Le Allieve della Gran Sasso Teramo, 3rze nella Finale Nazionale 2012 del CdS di Cross a Correggio (RE); da sx, Claudia Del Giudice, Lucrezia Anzideo, Elena De Dominicis, Giulia Palumbi)

(Gli Junior della Gran Sasso Teramo, 2ndi nella Finale Nazionale 2012 del CdS di Cross a Correggio (RE); da sx Luca Di Muzio, Lorenzo Di Stefano, Daniele D'Onofrio, Gabriele Colantonio, Salah Uddin)

Rosso è il colore dominante della casacca dell'Atletica Gran Sasso Teramo, la società di atletica leggera che ieri a Correggio (RE), in occasione della Finale Nazionale dei CdS di Cross, ha ottenuto il secondo posto per team tra gli Junior e il terzo, sempre a squadre, tra le Allieve. Tutti abruzzesi quei ragazzi. E credo che questa sia la soddisfazione più grande. Il lavoro svolto qualche anno fa per la base del nostro movimento atletico regionale (dalla categoria Esordienti in su, per intenderci) ha dato i suoi frutti.
Per una sintesi dei risultati degli abruzzesi a Correggio potete cliccare qui.

Grigia invece è stata la prestazione dei nostri Cadetti (Cadetti e Cadette) impegnati, sempre a Correggio, nel Criterium Nazionale di Cross per Rappresentative Regionali.
Massimiliano Santovito (Hadria Pescara) col suo 60° posto è stato il migliore dei nostri (gli altri sono finiti tutti abbondantemente oltre la 100^ posizione in classifica). Tra le Cadette le cose non sono andate meglio con Sara Schirinzi (Farnese Pescara) 65^ all'arrivo (le altre, tutte intorno alla 100^ posizione).
Non so se gli annali del Cross abruzzese ricordano un risultato a squadre tanto 'magro' per la categoria Cadetti: 17^ la rappresentativa femminile e 18^ quella maschile (le regioni italiane mi pare siano ancora 20).

Credo fermamente che al Settore Promozionale vadano destinate ben altre attenzioni e risorse. Quando smetteremo di considerare gli Esordienti come dei noiosissimi rompiballe (qualcuno dalle mie parti la pensa così, sic), forse soltanto allora non dovremo ricorrere al tesseramento di atleti non abruzzesi per salire sul podio di una finale nazionale dei CdS nelle categorie giovanili (la Gran Sasso Teramo ci riesce ancora e credo che la cosa assuma un valore profondamente etico).

venerdì 2 marzo 2012

Lezioni di etica

Nel forum del sito fidalabruzzo.org oggi leggevo un post dal titolo sorprendente: "Il codice Etico nell'atletica Abruzzese". Lo scritto, a firma di tale gabrieled lo potete leggere anche voi cliccando qui.
Un codice etico nell'atletica abruzzese, dunque. Mmmmm... Perché mai gabrieled sente l'esigenza di parlarne oggi?

Quando da un forum istituzionale, spesso usato a mo' di pulpito telematico personale, si vagheggia  una non ben definita etica nella forma di un codice oscuro il mio intuito sente puzza di mordacchia. Di bavagli.
"Alla luce delle tante esternazioni e comportamenti, giusti o sbagliati (non si discute su questo), di tesserati della Fidal Abruzzo [...] Affinchè, le basi e le regole imposte nel Codice Etico, diventino per tutti, obblighi generali di diligenza, corretta e lealtà..." scrive gabrieled. Sono basito.

Dov'era il codice etico di gabrieled quando qualche anno fa chi stava scontando una squalifica per doping continuava allegramente ad allenare ragazzini e ad organizzare gare per la federazione?

Il codice etico pare vada di moda e gabrieled sembra non brillare di originalità. A tal proposito gli dedico un video presente nel blog di Marco Travaglio, nel post dal titolo "Scoperta sensazionale: la Rai ha un codice etico". Buona visione.


martedì 28 febbraio 2012

Facciamo finta che...

"Facciamo finta che... Tutto va ben, tutto va ben...", cantava Ombretta Colli. Ma oggi la crisi è nera e certa lisergica, bonaria allegria degli anni '70 ritengo sia del tutto fuori luogo.
È buio pesto. E credo che il sistema Sport debba davvero ripensare se stesso per non implodere.

Girovagando sul Web ho trovato questo articolo sul sito atleticatriveneta.it dal titolo eloquente: "Treviso, La crisi economica incombe sullo sport e neppure l'atletica ne è immune" (cliccando sul titolo verrete reindirizzati sul post; leggetelo è molto interessante). E una mezza riflessione sorge spontanea: se hanno problemi in Veneto allora noi in Abruzzo... (Il resto mettetecelo voi).

Società di Marca del panorama atletico nazionale, come si legge nel succitato post, scompaiono. "Una pagina di storia si chiude, ma senza particolari rimpianti". Gli scenari cambiano e nessuno trova disdicevole "dedicarsi al triathlon, al Nordic Walking e all'attività giovanile". Ed io sereno (ed anche un po' divertito), sorrido. 

sabato 25 febbraio 2012

I buchi dell'Atletica


Le metafore dell'atletica italiana hanno abbandonato da un pezzo la poesia. E continuano a dare dolore. Oggi, ad esempio, c'è spazio solo per la cruda prosa  di un comunicato dell'Ansa  (in verità è un'Ansa di due giorni fa).

"(ANSA) - PESCARA, 23 FEB - Buchi sparsi sul rettilineo d'arrivo per fissare i teli di copertura del campo di calcio, manto corroso dal sale gettato per sciogliere il ghiaccio.

Cosi' e' stata trovata, dopo il recente maltempo, la pista di atletica leggera dello Stadio Adriatico ''Giovanni Cornacchia'' di Pescara. Era stata ricostruita solo tre anni fa, per ospitare le gare di atletica dei Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009.

Il consigliere nazionale della Fidal: ''era costata 2 milioni; ora istituzioni competenti intervengano per ripristinarne la funzionalita'''.(ANSA)".

Brutta storia. A tal proposito mi piacerebbe conoscere la posizione del Comitato Regionale Fidal Abruzzo. Qualcosa di ufficiale però; di scritto. È ora che qualcuno ci metta la faccia e pure una firma (ho apprezzato molto la reazione del Consigliere Nazionale Fidal, il pescarese Prof. Augusto D'Agostino, assieme a quella del Responsabile Velocità Fidal Abruzzo, Roberto Ragonese).

Se è vero che per vincere uno scudetto a squadre non è necessario disporre di una pista di atletica in casa, ritengo sia comunque assurdo massacrare l'unica struttura cittadina deputata alla pratica dell'atletica leggera.


martedì 21 febbraio 2012

Running Free

Questo è un post per una riflessione altra sul podismo. Oggi infatti non 'celebrerò' questo o quel campione. Non prenderò la via, sempre opinabile, dell'analisi tecnica post-gara; post-campionati di società di corsa campestre, per esser precisi. Sì, voglio scientemente deludere talune attese.

Dunque si parla di Lanciano, capitale dell'Abruzzo frentano. Domenica 19 febbraio 2012. Ippodromo delle Rose. Campionati Regionali di Società di Corsa Campestre delle categorie Allievi, Juniores e Assoluti e di quelle Cadetti e Ragazzi (1^ prova), valevoli, per queste ultime due categorie, anche per l’assegnazione del titolo individuale.
Ancora una volta gli amici della Nuova Atletica Lanciano hanno saputo allestire una magnifica manifestazione di Atletica Leggera.

Running Free è il titolo di questo post. È pure il titolo del primo singolo della mitica band heavy metal Iron Maiden. La dizione running free rimanda ad un significato preciso; a me piace tradurla, molto liberamente, con un chi corre libero. Marco Running Free Sinibaldi è il presidente corridore della ASD Running Free Pescara (nella foto in alto è il primo da sinistra), società vincitrice del Cross Lungo Maschile di questi difficili CdS di Cross abruzzesi. Marco Running Free è arrivato terzo al traguardo dei 10 km, dietro i suoi compagni di squadra, Luigi D'Alimonte, secondo, e Gianni Scappucci, primo. 125 anni in tre.
Ieri, nel fare i complimenti a Marco gli dicevo dell'importanza notevolissima di quella vittoria. Marco e i suoi compagni di squadra sono il presidio concreto di un'atletica che corre, organizza e promuove se stessa nonostante gli inciampi e le assenze di certa altra atletica.

L'immagine vittoriosa e serena degli amici della Running Free si sposa bene con la conclusione concitatissima dei 2,5 km Cadetti, sempre a Lanciano. Fatica vera che va a buon fine.
Nella foto qui in basso uno stremato Massimiliano Santovito (ASD Aics Hadria Pescara), vincitore del titolo regionale Cadetti dopo un finale kamikaze, riceve l'abbraccio dei suoi avversari più diretti subito dopo l'arrivo .


Questa è l'atletica che più mi piace. E a tal proposito permettetemi ancora un paio di ringraziamenti: uno speciale va a Marcello Casasanta, Presidente dell'Atletica Solidale di San Salvo nonché segretario dell'ASD Corrilabruzzo  (l'associazione che organizza il Circuito Corrilabruzzo Saucony 2012); Marcello ogni anno porta all'atletica un bel po' di ragazzini (il sopra citato Massimiliano Santovito è uno di loro); l'impegno di uomini come Marcello realizza l'eccellente e indispensabile trait d'union tra l'attività motoria di base e l'Atletica che vuole riprendere a vivere. (Provate a dare un'occhiata al Progetto Salu'Tiamo).
L'ultimo ringraziamento va a Magda Castiglione e Guido Mariani, rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell'ASD Aics Hadria Pescara. Con loro di recente, durante le riunioni del direttivo dell'Hadria, ho discusso in modo ferocemente amichevole. Grazie però alla loro ostinata e costante determinazione, al lavoro sul campo assieme ad altri validissimi collaboratori, i Centri giovanili di avviamento allo sport dell'Hadria Pescara hanno superato i cento iscritti.

(da sx: Armando Di Ciano, Evandro Maddes, Massimiliano Santovito; i Cadetti dell'ASD Aics Hadria Pescara in testa alla classifica provvisoria del Campionato Regionale di Società di Cross 2012)

domenica 12 febbraio 2012

Assange però ci mette la faccia

"Chi è Fidaleaks???" scrive Fonte anonima dal sito dell'amico Diego Cacchiarelli, Atleticanet.it. L'esistenza di un blog corsaro, l'ennesimo, che cerca di tener deste le coscienze di tesserati, simpatizzanti & affini del variegatissimo e 'intrecciato' mondo che è la Fidal, non mi lascia sorpreso (in fondo, in modo molto artigianale e puerile, anch'io con Opinioni Aerobiche faccio la mia parte). Ciò che mi colpisce - e, diciamolo pure, mi delude - è  che Fidaleaks, il cui nome, geniale, dovrebbe richiamare il capolavoro di Julian Assange, sia un sito anonimo, nel senso che chi redige i suoi post tiene ben celata la sua identità. Vabbé, mi direte, Assange è Assange e WikiLeaks è una cosa seria. Quello di Fidaleaks invece sembrerebbe essere un giochino che si inserisce nell'attuale tenzone elettorale federale  che appunto culminerà alla fine di quest'anno con il rinnovo di tutti gli organi centrali e periferici della Fidal. Ma è davvero un giochino? E, se sì, con l'atletica messa come sta, possiamo permetterci giochini di tal sorta?

Gli anonimi, sul mio blog ma anche altrove, non mi stanno granché simpatici perché, parafrasando Flaiano, come i giovani - bene che vada - hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui. Gli anonimi che censurano altri anonimi hanno pure un che di grottesco. Pasquino che censura Pasquino. Goliardica schizofrenia.

Assange ci mette la faccia. Fidaleaks no.
E noi, Atletica abruzzese, da che parte stiamo?

venerdì 10 febbraio 2012

Il bandito e il campione

De Gregori non c'entra nulla. Il post è una sorta di dialogo probabile. "Bandito" qui sta per "messo al bando"; qualcuno decisamente fuori dal 'sistema'. Il campione, invece, è il Campione.

° § °

B - Diamine, è un po' che non ti si vede in giro. Ma non ti manca l'ambiente?

C - Forse un po'. Più che l'ambiente in senso lato mi manca la caciara dei ragazzi in mezzo al campo.

B - Allora è davvero da un po' che manchi. Di caciara, (quella caciara) dalle mie parti, allo stadio, inizia ad essercene tanta. Le scuole di avviamento allo sport sembrano essere ripartite alla grande. Nonostante gli orari improbabili di utilizzo della struttura...

C - Ancora la storia dell'orario di chiusura? Ma quelle scritte? "Città Europea dello Sport"... Lasciamo perdere, altrimenti ti dico che l'ambiente non mi manca affatto.

B - Beh, lasciamo perdere un ciufolo. Come al solito qui se le cose ripartono il merito va ai soliti 'uomini di buona volontà', gente spesso competente col difetto del volontariato.

C - Difetto?

B - Sì, diciamo pure così. Ho visto (e vedo ancora) qualcuno (più d'uno) 'ingrassare' sui frutti di quel meritorio volontariato. Ma il volontariato indiscriminato, lo sappiamo, è la porta d'ingresso di pericolosi dilettanti, sempre molto zelanti, iperattivi...

C - ... come ad esempio diversi allenatori, pseudo-guru che nessuno controlla nel loro operato perché il volontariato sportivo in Italia è con 'licenza di uccidere'; come a dire: "io non ti pago, tu fai un po' ciò che vuoi, basta che mi crei 'movimento', mi porti tesserati...". È stato il leitmotiv dell'atletica leggera degli anni '60-'70; per certi versi, dura ancora oggi in molte province italiane.

B - Io però la vedo meno nera di te. Ripeto, le scuole di avviamento allo sport - i cosiddetti vivai giovanili - sono superpieni. Ad insegnare l'ABC del movimento ci sono fior di giovani, laureati in scienze motorie e/o istruttori federali...

C - Bene. Anche se il gap col calcio, il basket, la pallavolo, eccetera è ancora troppo ampio. Bisognava comunque cominciare. La strada intrapresa mi sembra quella giusta. Ma con la comunicazione come stiamo messi?

B - E che cosa vogliamo comunicare? I 'campioncini' dell'atletica possono forse competere coi 'mostri sacri' del calcio? Nella civiltà delle apparenze se hai un Bolt da spendere allora bon, altrimenti stiamo a raccogliere il Pacifico col colino. È pur vero che oggi anche coi 'campioncini' non stiamo messi benissimo. Piuttosto, sai cosa mi facevano notare giorni fa alcuni amici? Qui da noi, nei sacri uffici dello Sport locale, non c'è neanche una mezza foto che immortali una tua impresa. Una sorta di damnatio memoriae...

C - [Sorride] Forse, ma in modo assai traslato. La damnatio memoriae puniva pure con la rimozione delle effigi. Ma lì di immagini che mi ritraggono, mi pare, non ce ne sono mai state.

B - Tuttavia i campioni, i campionati, gli scudetti pare ci piacciano da queste parti. Pure in atletica...

C - ... ma il campione in atletica, come in ogni altro sport, deve essere funzionale ad un movimento giovanile che cresce. Un esempio da imitare, e qui, purtroppo, si apre l'annosa questione dei falsi campioni, delle patacche spacciate per roba fina...

B - Del doping parliamo dopo. Mi interessa sapere il tuo punto di vista sulla cosiddetta atletica di serie "A" dalle nostre parti.

C - Ognuno fa l'atletica che vuole, ci mancherebbe. Chi investe del proprio per raggiungere obiettivi agonistici di eccellenza nazionale, anche se per un risultato collettivo, a squadre, va rispettato. Per una vittoria leale, pulita, bisogna gioire sempre. È necessario però capire che la temperie sociale, storica, che stiamo vivendo è molto diversa da quella dei fasti delle mitiche "Iveco" di Torino, "Snia" e "Pro Patria" di Milano, di trenta e più anni fa. Il sogno dorato di quei tempi è naufragato nella realtà di una società massacrata dall'ipocinesi, da stili di vita assolutamente incompatibili con una regolare pratica sportiva, anche soltanto 'amatoriale'. Forse l'atletica di serie "A", quella dei Cova, Panetta, Mei, Antibo, per rimanere al mezzofondo resistente, la rivedremo tra un secolo, se per quel tempo ci sarà ancora umanità ad applaudirla. A mio giudizio (può darsi che sbagli) una vera società sportiva di serie "A" investe nel settore giovanile locale almeno tanto quanto impegna per la 'prima squadra'.

B - Sono d'accordo. Anche la funzione dei nostri allenatori-istruttori è cambiata. Da tecnici raffinatissimi del cronometro e della fettuccia, passami l'espressione riduttiva e volgare, a ri-educatori. Riabilitatori. Chi non si rassegna a tale evidenza può sempre provare la via del Kenia o dell'Etiopia, per restare sempre al mezzofondo in atletica. Ma la vedo un po' dura... Dai, un'altra richiesta e ti lascio andare. Dicevamo del doping. Vuoi aggiungere qualcosa al fiume di parole di questi giorni, sul caso Contador, o sul doping tout court?

C - [Sorride di nuovo]. Ieri l'altro leggevo un post sul blog Opinioni Aerobiche. "Acido lattico e vecchi merletti" il titolo. Mi piacciono le risposte di Marius, Fred ed Enrico, date ad Antonio nei commenti. Ora però devo salutarti. Ho il tread mill che mi aspetta per una quarantina di minuti di corsa. Ne approfitto. Adesso posso.

B - Ciao Campio'!

C - Ciao bandi'!

domenica 5 febbraio 2012

Acido lattico e vecchi merletti

Il doping è merda che può far vincere qualche medaglia. Lapalissiano. Di quella merda bisogna però far sentire tutto il tanfo, di tanto in tanto ché, mi pare, siamo diventati un po' tutti duri d'olfatto.
Il pregio letterario di "Acido lattico" dell'amico Saverio Fattori, è proprio quello di spiegarci il doping sportivo (podistico in questo caso) attivando i nostri sensi; l'olfatto, appunto, ma anche il gusto perché Saverio riesce a far impazzire i nostri chemiocettori descrivendo naturalisticamente  la decomposizione fisica e psicologica del talento sportivo. In "Acido lattico" il marcio della frode chimica, nella sua declinazione atletica, non è metafisico. E ti porta sempre il conto.

Mi piacerebbe organizzare un seminario sul doping sportivo a Pescara. Una roba grossa che faccia rumore. È da un po' che ci sto pensando e credo proprio che la cosa, a breve, si realizzerà. Verranno sicuramente coinvolte le scuole, di ogni ordine e grado. E vorrei 'disturbare' pure qualche politico, sportivo e non, perché il problema del doping riguarda la nostra regione più di quanto si possa immaginare, ed esige un impegno costante, programmato; istituzionale. Il podismo - come lo sport tutto -, a qualsiasi circuito appartenga, dovrebbe ricordarlo più spesso, attraverso figure credibili, ai propri praticanti. 

Vi lascio con un video che è un pugno nello stomaco. Il doping però, fa più male. (A quel seminario mi piacerebbe invitare Saverio...). Buona visione.

venerdì 3 febbraio 2012

Del virus (informatico), della neve e d'altre (sportive) amenità


Nevica. Salteranno i Campionati di Società di Cross dopodomani a Lanciano? Credo proprio di sì. Il sito fidalabruzzo.org su questo argomento tace. Colpa del virus informatico che lo ha colpito di recente? Non so. Della pericolosità del malware in questione mi parlava un amico: non dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) dare problemi a chi è solito navigare in sicurezza (il mio AVG me l'ha sgamato subito); il payload però, sempre a detta del mio amico, sembrerebbe aver colpito in primis il computer di chi gestisce fidalabruzzo.org. Insomma, forse un problema non da poco. Dal canto mio su quella piattaforma, che non amo particolarmente, oggi faccio fatica a racimolare informazioni, di qualsiasi tipo. Ripeto quindi l'appello fatto due giorni fa su questo mio blog: bisognerebbe informare il Comitato Regionale Fidal Abruzzo per provvedere ad un'eventuale 'bonifica' del sito.

Della neve, si diceva. Tread mill, corsa sulla spiaggia, sci da fondo o cos'altro? Mentre i miei ragazzi aspettano con ansia il da farsi, vi linko un video divertente. Meb Keflezighi, argento olimpico ad Atene 2004 dietro il nostro Baldini, corre in mezzo al bianco gelido di Mammoth Lakes (California). Davanti a scandire il ritmo, in sella ad una mountain bike, il suo coach Bob Larsen.
Meb sembra a suo agio nel freddo di Mammoth Lake. Forse ricorda i rigori invernali di qualche anno fa a Torino (Meb è nato ad Asmara, Eritrea, nel 1975; il padre, rifugiato politico, lasciò l'Eritrea per l'Italia, e si trasferì appunto a Torino con la sua famiglia, nel 1981; nel 1987 una nuova partenza, stavolta per gli States).

Meb, fresco vincitore dei 'Trials' U.S.A. di maratona, a 36 anni parteciperà su quella distanza, assieme a Ryan HallAbdi Abdirahman, alle Olimpiadi di Londra 2012.
Buona visione.



martedì 31 gennaio 2012

Okkio al phishing!


Il sito Fidalabruzzo.org ha problemi di phishing? Non so, ma è da diversi giorni che, accedendo al sito federale locale, vengo stoppato dall'antivirus. L'immagine in alto è relativa al messaggio di AVG sul mio desktop all'apertura del sito in questione. (Anche Avast, un altro antivirus che ho istallato sul portatile, dà un messaggio simile).

AVG recita:
La pagina a cui si sta tentando di accedere è stata identificata come minaccia conosciuta, phishing o sito Web di ingegneria sociale noto. È stata pertanto bloccata per garantire la protezione del computer. Senza protezione, ad esempio quella garantita da AVG Security Toolbar e AVG, il computer rischia di essere compromesso o danneggiato oppure si rischia il furto dei dati personali. Seguire uno dei suggerimenti seguenti per continuare.

URL: www.fidalabruzzo.org/include/xoops.js

Nome: Script Injection Redirect (type 1904)

Forse bisognerebbe informare il Comitato Regionale, non credete?



giovedì 26 gennaio 2012

Più der blogghetto de mi' fijo...


Quasi tre anni fa scrivevo "Come er blogghetto de mi' fijo", un post 'fàtico', di poche righe. Puerilmente autoreferenziale. (In fondo tutti i miei post sono un tantinello autoreferenziali, nevvero?).
Dal 9 giugno 2009 ad oggi il mio blog ha praticamente raddoppiato i contatti unici. Ne fa tanti quanti il locale sito federale. E 'sta cosa mi fa riflettere un po'. Sono io che mi sto 'sitizzando' o è fidalabruzzo che si sta 'bloghizzando'? All'anonimo di turno l'ardua scemenza.

sabato 21 gennaio 2012

Lectio magistralis?

da sx: Renzo Di Nardo, Saturnino "Sat" Paolombo, Luigi Turilli, Alessio Bisogno -  Finale Nazionale CdS Cross 2009, Campi Bisenzio (FI)

Lezione magistrale. Forse ogni tanto sarebbe necessario farne una. Qualcuno, subito dopo la pubblicazione di "Rosso pretuziano", sembra abbia voluto farmi sapere che apparterrei alla categoria dei giornalisti fai da te, di quelli buoni a produrre, quando va bene, del giornalismo mediocre. Tranquilli: non sono un giornalista. Sono però un allenatore e vorrei esprimere un paio di concetti, per me - ed anche per qualche allenatore fai da te - scontati. Un runner agonista, non più ragazzino, con ambizioni di alta classifica (diciamo grossolanamente così) può: centrare l'obiettivo programmato, oppure raggiungerlo parzialmente o, nella peggiore delle ipotesi, 'cannarlo' totalmente. In ogni caso, si vinca o si perda, bisogna riflettere attentamente sulla relazione diretta che esiste tra la preparazione effettuata e il risultato ottenuto in gara. Anche quando, per disgrazia, si finisce bocconi inciampando da qualche parte. Lapalissiano. Vi risparmio perciò la retorica del campione che diventa più forte dopo ogni batosta e vengo ad argomenti un po' più tecnici.

Qui si parlerà di competizioni per gli junior e i senior. La corsa campestre, di 8 o 10 km che sia, su un percorso noto (terreno accidentato, battuto, molle o duro che sia), al freddo o al tiepido, esige una preparazione miratissima. Sorrido quando sento frasi del tipo "faccio il cross - la gara di cross, nds - così mi potenzio per le gare su strada e in pista". Sarebbe più corretto dire "miglioro la mia efficienza muscolare, così potrò rendere al meglio nei cross".
Chi pratica la corsa campestre ha bisogno di caviglie forti, di un sistema propriocettivo massimamente efficiente, di nutrire una passione speciale per questa disciplina. Ma non solo. Chi corre il cross da adulto è un diecimilista prestato al fango (passatemi la dizione letteraria). Un diecimilista e non un mezzofondista veloce. E non è un caso se a Castel Frentano, domenica scorsa, si siano imposti atleti usi a correre 10.000m e mezze maratone (mi riferisco a Daniele D'Onofrio, junior con 1h08:56 sulla mezza, Matteo Notarangelo, 14:28 sui 5000 ed anche lui esperto della 21,1 km, oltre ai 'miei' Luigi Turilli e Alessio Bisogno, entrambi diecimilisti in cammino per la Roma-Ostia a fine febbraio). Per correre davanti a ragazzi come D'Onofrio, Notarangelo o Turilli è condizione necessaria - ma non sufficiente - macinare non meno di 100 km per settimana. Per stare davanti ad un Daniele D'Onofrio o al 'mio' Turilli, in un cross, è condizione necessaria - ma non sufficiente - avere valori di Soglia Anaerobica nell'ordine dei 19,5 km/h.
Quando nel post "Rosso pretuziano" scrivevo che "comporre un gruppo vincente di giovani runners non è il gioco del “Fantatletica”, ma innanzi tutto un lavoro tecnico-culturale (in questo caso tutto abruzzese), programmato a dovere e che si gioca con intelligenza ogni giorno sul campo e sui libri", intendevo dire che per ottenere il risultato degli junior della Gran Sasso Teramo è stato necessario effettuare una preparazione finalizzata, studiata fin nei minimi dettagli (sulla carta, a parte Daniele D'Onofrio, i ragazzi della Gran Sasso avrebbero dovuto 'prenderle' di brutto dai loro avversari più diretti; l'Atletica è bella anche per questo).

Concludo, virando verso una riflessione personale. Non sono sempre caustico (qualcuno scriverebbe addirittura "perfido") nei miei post. Credo piuttosto di essere tra i pochi a scrivere dei risultati dei nostri migliori ragazzi, indipendentemente dal colore della loro canotta (si legga, ad esempio, "Abruzzo vero"); e lo faccio da un blog personale, mica da un sito federale. Se a volte i miei post corrono lungo la china di una puerile, innocente, partigianeria, allora fate un atto di laica misericordia. Non sono un giornalista. Sono un allenatore col vizio della scrittura.



martedì 17 gennaio 2012

Rosso pretuziano

(da sx: Salah Uddin, Daniele D'Onofrio, Lorenzo Di Stefano,
tutti della Gran Sasso Teramo)
Quando penso all’Atletica e al tirocinio obbligato di soave crudeltà pedagogica che ogni suo Campione ha dovuto affrontare prima di affermarsi come tale, ecco, il mio pensiero va alla corsa campestre. Chi vuole crescere nella corsa e crede pervicacemente che c’è ancora tanto da imparare faticando, in inverno affonda le proprie caviglie nel fango o, al meglio, nella terra molle. Ma non per qualche timido appoggio elegante. La corsa campestre rischiara l’anima e la mente, sporcando le scarpe e strozzando il respiro (altro che i ‘comodi’ legni delle indoor!).

Castel Frentano (CH), domenica 15 gennaio 2012. Campionati Regionali Assoluti Individuali di Corsa campestre. Li organizza la Nuova Atletica Lanciano sotto la guida esperta dell’illustre padrone di casa Camillo Campitelli, il runner perpetuo. L’Atletica, quella vera, che se ne strainfischia di ogni opinione (anche se aerobica) o ciancia, riparte mostrando il suo volto migliore.

(da sx: Lucrezia Anzideo e Claudia Del Giudice)
Un paio di gradi centigradi sopra lo zero alle nove del mattino. Non più di quattro intorno alle dieci, alla partenza dei 4 km della categoria Allieve, la prima gara della giornata. Percorso duro e a due facce. Un dedalo di un chilometro, uguale per tutti, da ripetersi quattro (Allieve), cinque (Allievi), sei (Junior F), otto (Junior M, Assoluti F), dieci volte (Assoluti M). Partenza dentro il locale campo di calcio, con i primi cinquanta metri (più o meno) sul manto erboso, rettilineo, che piega presto verso un terreno agricolo inclinato, da scalare e ridiscendere zigzagando per circa seicento metri prima di tornare dentro al veloce rettangolo di gioco, gioiosa tonnara per caviglie che hanno ancora qualcosa da dire.

Significante totale di questa splendida giornata di Sport, la tripletta degli Junior dell’Atletica Gran Sasso Teramo. Rosso pretuziano abbacinante; quasi imbarazzante. Daniele D’Onofrio, il primo dei tre, va via come un missile dal primo metro, senza alcun timore reverenziale nei confronti del blasontato Federico Gasbarri, vice campione italiano uscente sui 1500m nella categoria Allievi. Federico, in affanno dai primi metri di una gara serratissima e forse troppo lunga per il suo attuale ‘motore’, indossa la nuova canotta della Bruni Pubblicità Atletica Vomano; due esuberanti compagni di squadra (pugliesi, anch’essi da poco tesserati per la Bruni Pubblicità) avrebbero dovuto aiutarlo, come sembrava dalle battute iniziali, nell’improbabile compito di mettere in difficoltà l’irragiungibile Daniele di rosso vestito. Beata gioventù!
I rampolli della Bruni Pubblicità finiscono invece per fare il gioco della Gran Sasso Teramo, che non si accontenta di vincere il titolo individuale col mai troppo citato D’Onofrio, ma piazza Lorenzo Di Stefano al secondo posto (che bravo Lorenzo, e che testa) e un sorprendente Uddin Salah al terzo, entrambi protagonisti di una spettacolare rimonta. Rispettivamente al quarto, al quinto e al sesto posto i ragazzi della Bruni Pubblicità (e cioè Yassine Nazih, Federico Gasbarri, Giovanni D’Angelo), assai distanti dal primo classificato (Gasbarri prenderà un minuto e tredici secondi da D'Onofrio), segno che comporre un gruppo vincente di giovani runners non è il gioco del “Fantatletica”, ma innanzi tutto un lavoro tecnico-culturale (in questo caso tutto abruzzese), programmato a dovere e che si gioca con intelligenza ogni giorno sul campo e sui libri. Chiedetelo a Donato Chiavatti. Suo il merito di aver portato D’Onofrio ai risultati di oggi e alla consapevolezza di un talento ancora tutto da esplorare. Suo il merito di aver fatto dialogare, senza strepiti e clamori, le diverse anime abruzzesi di questo meraviglioso manipolo di giovani. (Tra questi non dimentichiamo il ‘veloce’ Luca Dezzi, Gabriele Colantonio e Luca Di Muzio). Bravo Donato, quindi, e complimenti a Maurizio Salvi e Massimo Pompei, rispettivamente Presidente e DT della Gran Sasso Teramo. Brava pure la Professoressa Concetta Balsorio, presente sul campo ad incitare e guidare tatticamente il ‘suo’ junior Lorenzo Di Stefano, secondo appunto, ed anche il terzo, Uddin Salah (Concetta, Lorenzo e Uddin hanno tutti cuore marsicano).

Degli assenti ‘illustri’ non si parla. Affar loro. Vengo piuttosto al mio orticello. Quattro i ‘miei’ atleti a Castel Frentano. Innanzi tutto Lucrezia Anzideo, oggi all’esordio nella categoria Allieve, con la sua nuova canotta rosso Gran Sasso e un bel titolo regionale di cross (oops, maledetto inglese!), sudato e benaugurante. Questo per lei sarà un anno importante, di crescita, difficile (ma esistono anni facili?); forse intrecciato. Lo risolverà con la mentalità di sempre, sciogliendolo dentro un sorriso.
Negli Allievi ha esordito pure Matteo Torrieri, tesserato per l’Atletica Rapino del mitico Presidente Gino Fosco. Matteo è arrivato secondo, perdendo allo sprint dal più giovane ma più esperto Alfred Kazimi (Gran Sasso Teramo). Che bello vedere due ragazzi lottare fino all’ultimo centimetro, finire stremati a terra due passi dopo il traguardo e abbracciarsi felici qualche minuto dopo. Una sorta di anacronismo. Ed io c’ero. Quale spettatore più felice di me?
(Luigi Turilli, Aics Hadria Pescara)
E poi, per chiudere, due righe sulla 10 km assoluta maschile. Vince un indiavolato Matteo Notarangelo (Bruni Pubblicità Vomano) a precedere di 28 secondi Luigi Turilli (Aics Hadria Pescara). Terzo un coraggiosissimo Alessio Bisogno (Aics Hadria Pescara) a meno di un minuto dal compagno di squadra. Luigi – come pure Alessio – atleticamente è cresciuto tanto. Facendo due conti (all’8° km è passato soltanto dieci secondi più lento del forte D’Onofrio) potrebbe provare a scendere sotto i 31 minuti sui 10.000 in pista, già da questa primavera. E partecipare così ai prossimi Campionati Italiani Assoluti all’aperto. Ne parlavo proprio con Donato Chiavatti: Daniele e Luigi potrebbero aiutarsi a vicenda in occasione dei 10.000 del C.d.S. di Corsa. Come scriveva qualcuno giorni fa, da qualche parte, “se son rose…”.

(Tutte le foto sono di Donato Chiavatti)
 

giovedì 12 gennaio 2012

Un podista lo sa (?)

Un podista sa che una gara ben organizzata la vedi innanzi tutto dal percorso, la cui misurazione deve essere esatta e, qualora si tratti di una distanza classica (10 km, maratona o mezza maratona), certificata. Un podista sa che, in una gara ben organizzata, troverà ogni mille metri – non un metro prima né un metro dopo – il segnale dei chilometri percorsi. Sa pure che avrà acqua a volontà negli spazi adeguatamente predisposti lungo il percorso. Un podista dà per scontato che in inverno riceverà all’arrivo almeno del tè caldo , e magari qualche fetta di ciambellone, oppure ancora acqua e sali minerali, se in estate. Un podista lo sa. O, forse, più verosimilmente, dovrebbe saperlo.

Un podista sa che una gara ben organizzata non lo terrà ‘in ostaggio’ due ore sotto il palco, dopo l’ultimo arrivo, prima della premiazione. Un podista sa che una gara con la “G” maiuscola inizierà a sfornare le sue brave classifiche, assolute e di categoria, crono individuale incluso, già qualche minuto dopo l’arrivo dei primi. Un podista sa che anche una sana tapasciata con qualche velleità agonistica ha bisogno di organizzatori esperti che nulla concedono al caso.

Un organizzatore che lascia ‘a secco’ (leggasi: senza un goccio d’acqua) centinaia di podisti in una calda mattinata di primavera, come durante una maratona autunnale è un povero diavolo, tradito da chissà quale contrattempo. Se poi insiste, ‘accorciando’ di circa 300m una mezza maratona (ed una maratona), è un incompetente cui nessuno dovrebbe dar più credito. Un podista lo sa. O, forse, più verosimilmente, in un Paese normale dovrebbe saperlo.

giovedì 5 gennaio 2012

Dimmi con chi vai, ti dirò...

"Amico o nemico?", mi chiedeva trepidante, tanti anni fa, un compagno di classe alle elementari. Ciclicamente quella domanda la faceva a tutti, a noi della terza ma anche ai più piccini in prima, due aule più in là. Quello era il modo di Michele per discriminare il Bene dal Male, per stare tranquillo e tornare al proprio banco in compagnia delle sue letture preferite (una volta a scuola si leggeva).

Col tempo, forse, anche il buon Michele avrà imparato che il mondo non è 'digitale', che c'è il bianco, il nero e tutto lo spettro dei colori. E che c'è pure il buio, che se ne infischia del nero, del bianco e pure dell'arcobaleno. Anche i ciechi hanno paura del buio.

"Tu da che parte stai, Mario?". Questa è una domanda molto recente. E non me la rivolge Michele.
Bella domanda. Posso dire dove non sto. Oppure con chi non mi accompagno. Così metto le mani avanti.

Non sto con gli Anonimi, volgari cacasentenze che, almeno su questo blog, sono sempre gli stessi (due tre, non di più).

Non sto con chi ha barato giocando con la propria salute e non ha mai ammesso di aver sbagliato (che valore etico, pedagogico, avrebbe avuto il riconoscerlo pubblicamente!) ed ora, in modo disinvolto, promuove sport e salute tra adulti e bambini; ovviamente non sto con chi lo sostiene nel suo frenetico impegno.

Non sto con chi anela la vittoria (una medaglia, uno scudetto, un primato) sopra ogni altra cosa, irridendo gli 'sconfitti' e strombazzando i suoi vacui successi; la caricatura di un Faust rozzo e meschino prima o poi tornerà ad incontrare il suo Mefistofele.

Non sto con chi vagheggia e celebra improbabili Città dello Sport. Le Città dello Sport non hanno cancelli chiusi al venerdì e al lunedì; e non hanno bisogno di 'buttafuori'.

Per ora mi fermo qui. Credo che basti.

lunedì 2 gennaio 2012

Always the sun


Pescara in fondo è un'isola felice. C'è (quasi) sempre il sole. Basta salire meno di un grado di latitudine e la magia s'interrompe.

C'è (quasi) sempre il sole, a Pescara. È lunedì e il meteo parla chiaro. "Always the sun" cantavano The Stranglers nel 1986.

Buon 2012 a Tutti.

venerdì 30 dicembre 2011

Letterine, convocazioni & affini (l'anno prossimo saremo migliori?)

Verrebbe da dar ragione a Tinca (si legga qui un suo commento in un recente post). Ma siamo in Abruzzo e non in Veneto; c'è una certa differenza (e che differenza). Qui in Abruzzo si organizza un raduno federale riservato ai migliori Allievi e Cadetti (questi ultimi del secondo anno). Nel comunicato pubblicato su fidalabruzzo.org si legge: "Si svolgerà sabato 7 gennaio, a Sulmona, allo stadio Nicola Serafini, il raduno tecnico invernale riservato ai migliori atleti delle categorie Allievi e Cadetti (questi ultimi secondo anno). L’appuntamento è fissato alle ore 9.30, presso lo stadio. Previste due sedute di allenamento e una riunione con i tecnici degli atleti convocati, con i quali la struttura tecnica regionale discuterà sullo stato della loro programmazione. Programma raduno. Ore 9.30: ritrovo. 10.00 - 12.00: 1° allenamento. 13.00: pranzo offerto dal Comitato Regionale agli atleti convocati. 14.30 – 15.30: incontro dei responsabili della struttura con i tecnici intervenuti. 15.30 – 17.30: 2° allenamento. Convocati in totale 79 atleti, ai quali se ne potranno aggiungere altri, su segnalazione delle società al Settore Tecnico."

Siamo alle solite: raduno per "discutere sullo stato della programmazione" degli atleti (il 7 gennaio 2012? E poi di quale programmazione parlano?); 2 (due) sedute di allenamento in un giorno per Cadetti del secondo anno?; ma conoscono gli atleti convocati (ce ne sono alcuni al primo anno Cadetti; altri convocati con all'attivo soltanto un paio di gare nel 2011; diversi esclusi per ragioni misteriose... Ripeto: conoscono gli atleti che convocano?; ed ancora: pranzo offerto agli atleti dal CR abruzzese; e i tecnici accompagnatori pranzeranno al sacco?

Al summenzionato raduno post-natalizio dovrei accompagnare quattro miei atleti, due mezzofondisti e due marciatrici. Perché dovrei collaborare con chi ha impedito ad una marciatrice da me allenata - e convocata al raduno sulmonese - di gareggiare in una competizione interregionale per poter ottenere il minimo di partecipazione per i Campionati Italiani Cadetti 2011? 
Babbo Natale, Befana, aiutatemi voi!


martedì 27 dicembre 2011

Jambo!


(ph by http://shareint.net/538/rafikirun

"Jambo" nella lingua swahili significa "ciao". Piccoli keniani salutano e sorridono, di corsa, mentre vanno a scuola. Uteshi wa mtoto ni anga la nyumba recita un proverbio swahili ("il riso di un bambino sono le fondamenta di una casa", tradotto in modo un po' sgrammaticato, ma molto facile da comprendere). Il segreto dell'invulnerabilità podistica keniana e tutto là, nella semplicità di un sorriso ritmato da un calpestio leggero e perpetuo.
I piedi battono il tempo. Un ritmo aerobico che si fa coro (anche quando corrono da soli i bambini keniani cercano altri bambini). La corsa è vita e gioco insieme. E giocare assieme agli altri fa più leggera la vita.

Girovagando su youtube ho trovato un video meraviglioso che non ha bisogno di spiegazioni. Ve lo linko qui in basso. Guardatelo con attenzione.




Penso ai miei alunni nel triste atto quotidiano di raggiungere la scuola. Quando non sono 'scaricati' dalle micidiali automobili dei loro genitori, coprono le poche centinaia di metri che separano "casina bella" da scuola in fila indiana, dentro la solitudine di un giochino digitale, urtandosi senza vedersi, come lumache obese e senza bava a segnare il percorso.
 
I Campionati Italiani individuali, maschili, dei 10.000 in pista, nel 2020 si vinceranno in 31 minuti.

martedì 20 dicembre 2011

La muta, la dispersione e Phil...


Per muta intendo il cambiare, metaforicamente, pelle (o piume, peli, esoscheletro; non vorrei s'incazzasse qualche biologo). Per dispersione l'odiosissimo drop out atletico. Phil invece è Phil. Confusi? Procediamo con ordine. Il sito ufficiale della Fidal Nazionale, http://www.fidal.it/, è stato rinnovato. Forse è presto per gridare "evvai!", devo ancora 'girarlo' per bene, ma al primo impatto mi piace; mi fa simpatia. La funzione del sito che gradisco di più è quella "Statistiche", apprezzabile facendo scendere la 'tendina' "Attività". E devo dire che come me (forse anche più di me) l'hanno trovata intrigante i molti giovani atleti che da ieri stanno inondando Facebook di "schede risultati atleti". Già, perché nella funzione "Graduatorie on line" (vi si accede dopo aver cliccato su "Satistiche") non solo è possibile fruire delle graduatorie regionali o nazionali di ogni disciplina e categoria, dal 2005 al 2011, all times incluse (funzione presente anche nel vecchio sito), ma pure ottenere la scheda dei risultati registrati in questi ultimi sette anni, in ogni disciplina, da ogni singolo atleta presente in graduatoria. Basta cliccare sul nome dell'atleta.
Una bella cosa.
Il ragazzo X esibisce pubblicamente i propri primati sul social network preferito; oppure sputtana l'amico Y che si è sempre vantato di correre gli 800m sotto i due minuti e che invece così veloce non è stato mai. Beata gioventù.

I miei giochetti sul nuovo Fidal.it, invece, mi portano altrove. Unicuique suum. Mi conducono, ancora una volta, sul terreno minato dell'allenamento dei giovanissimi; e mi fanno rispondere ad un passaggio del lungo commento-invettiva scritto da una giovanissima marciatrice (12 anni), nel post precedente ("Il torto degli assenti"). Scrive la dodicenne: "Sei sicuro di invidiare il Veneto? Dal video che hai proposto sembra una gran bella festa, ma una regione ovviamente non si valuta dalle feste ma dai risultati e non dai risultati della categoria assoluti dove spesso meriti e soldi si fondono e confondono, ma dai risultati delle categorie giovanili. In Veneto quasi non ci sono gare di marcia nelle categorie giovanili, nella mia categoria, Ragazze/i il miglior tempo di quest`anno sui 2Km femminile e` di 11'10" mentre quello maschile e` di 10'32", la seconda prestazione maschile scende gia` a 11'37", non mi sembrano tempi consoni ai fasti delle loro feste". Mmmm... Forse la ragazzina non sa che c'è gente che comincia a 'camminare' o a correre 'solo' a quindici anni. La 'mia' Giulia, per esempio, classe 1996, a gennaio di quest'anno non era ancora tesserata e conosceva la marcia soltanto attraverso i racconti dell'amica Erika, marciatrice pure lei, arrivata al taccopunta meno di due anni fa. Giulia era una semi-sedentaria. Oggi è 13^ nella graduatoria nazionale Cadette nella marcia km 3 (Erika è 11^). E, divagando un po' (ma non troppo), Tinca (è il nome della dodicenne del commento dal piglio adulto e ribelle) ignora pure le performance mediocri (cioé nella media) nelle categorie giovanili, ad opera dell'oro olimpico sui 20 km di marcia ad Atene 2004, l'amico Ivano Brugnetti.

Chi si occupa di allenamento dei bambini e degli adolescenti deve avere competenze superiori. L'altra sera a Teramo, in occasione della Festa di Fine Anno dell'Atletica Gran Sasso Teramo, ho appreso che la direzione tecnica del vivaio di quella società è stata affidata al guru Claudio Mazzaufo. Pedagogia dello Sport, programmazione severa, monitoraggio attento e periodico, ricerca scientifica avanzatissima al servizio dei più giovani, altro che risultati anticipati in stile Circo Barnum; credo che l'Atletica Gran Sasso del Presidente (e amico) Maurizio Salvi sia oggi un bell'esempio da seguire, non solo in Abruzzo.

Giocando ancora con le 'schede risultati atleti' è possibile leggere la breve storia atletica di ragazzi oggi finiti chissà dove. Oppure, sempre giocando, immaginare chi verrà o chi andrà via. I numeri non ingannano quasi mai.

E poi Phil. Phil è Phil Collins. La sua musica ha accompagnato alcuni dei momenti più belli della mia vita. Vi lascio quindi con un suo video. È All of My Life del 1990. Il  testo l'ho capito molti anni dopo perché, è storia nota, la 'lirica' è roba da vecchi...

sabato 10 dicembre 2011

Il torto degli assenti

Ieri, venerdì 9 dicembre 2011, la riunione indetta dal GGG Fidal Abruzzo (come stabilito dal Consiglio Regionale, nella seduta del 29 ottobre u.s.), presieduta dalla neoeletta Fiduciaria Regionale del GGG abruzzese l’arch. Manuela Trivarelli, “per trattare argomenti relativi ad una maggiore e migliore collaborazione fra i vari Settori del nostro Comitato, per una più oculata gestione dell’atletica abruzzese”, ha visto l’assenza totale del Settore Tecnico federale locale (intendo del fiduciario tecnico e dei responsabili di settore), nonché di quelle del Presidente e del Vice Presidente Vicario. Alla faccia dell’auspicata “maggiore e migliore collaborazione tra i vari Settori del nostro Comitato”.

Pesanti più di macigni le parole del Segretario, il Prof. Bruno De Luca; di fuoco e condivise dalla quasi totalità dei presenti quelle della Prof.ssa Concetta Balsorio (io le sottoscrivo alla grande). In soldoni: il Comitato Regionale Fidal Abruzzo nel 2011 ha toccato il minimo storico quanto a programmazione, comunicazione, gestione dei conflitti interni, conoscenza dei regolamenti (diciamo sommariamente così; spero che qualcuno abbia redatto un verbale della seduta).

Bene. Anzi no. Male. E mentre noi continuiamo a lessarci dentro una pignata spaccata, con dentro pochi fagioli e con le solite cotiche, sempre più rinsecchite ma attaccate tenacemente al fondo della stessa, ecco che altrove accade altro.
Guardate con attenzione il filmato che segue. Per carità, l’Abruzzo non è il Veneto; ma non è neppure il Botswana. Buona visione.


giovedì 8 dicembre 2011

Gone with the wind

Anche il 2011 atletico va sfumando. E con esso qualcuno vorrebbe mandare in dissolvenza i molti 'inciampi' di un'atletica regionale - quella del 'mio' Abruzzo - a mio avviso assai carente dal punto di vista progettuale e programmatico (a voler essere sbrigativamente buoni). Ma sì, volemose bene, recitano taluni; tessiamo quelle due tre tramucce che ci restano e facciamo passare in sordina 'sto annetto che ci separa da una prevedibile e gattopardesca rivoluzione light in chiusura dell'anno olimpico londinese. Prevedibile, ma comunque patetico.

Ho memoria lunga assai. Non bramo poltrone (non ne ho mai bramate). Lo sport per me è studium et stadium. E, quando sarà, i conti si chiuderanno, serenamente, ché per i pifferai magici in cerca di un'atletica roboante, spettacolare senza averne i numeri, il tempo è finito da un pezzo. E quindi, un consiglio ai molti uomini di buona volontà delle mie parti: portate ancora un po' di pazienza; tenete le perle più lucenti del vostro lavoro per voi, per un tempo diverso; lasciamo che il 'progetto' di questi nostri simpatici governanti sportivi esaurisca l'inerzia del proprio stanco movimento. Abbiamo accettato Monti e le sue tasse; dell'assenza di altri dirigenti e tecnici, quando sarà, ce ne faremo velocemente una ragione.

sabato 3 dicembre 2011

Method, Practice, Heart


Il Metodo. La Pratica. Il Cuore. Un altro post dal titolo in inglese. L'inglese spesso 'arriva' prima. E poi le prossime Olimpiadi si terranno a Londra, no?

Si parla spesso, da un po', nel nostro piccolo Abruzzo, di poli di eccellenza, di scuole di questa e di quella disciplina. È comunque cosa buona. È il segno di una volontà che (ri)prende a camminare. Di ambizioni che si mettono in gioco. C'è voglia di fare.

Voglio stare al mio. Scrivere, brevemente, dell'esperienza che sto portando avanti assieme a Fernando e Pippi.

Il Metodo. Parlo perciò del 'mio' WJR e dei suoi seminari podistici.
Il seminario tecnico del WJR sulla Mezza Maratona
Martedì 25 ottobre u.s., presso il Centro Sportivo "Le Naiadi" di Pescara, ho tenuto un seminario tecnico sulla Maratona. Una bella esperienza. Dialogica. Coinvolgente. Giovedì 24 novembre, sempre alle Naiadi, ho replicato con la Mezza Maratona.
Il WJR - Scuola di Podismi cerca la via del confronto diretto coi podisti. Non può esserci crescita se non c'è dialogo, diretto, tra quelli che fanno ricerca in ambito sportivo (si può fare ricerca studiando da allenatori, da medici, ma anche da 'semplici' podisti, marciando e correndo).

La Pratica. Bisogna stare sul campo. Bisogna impastarsi coi mille dilemmi quotidiani di un fare che non è mai uguale, semplice semplice, scontato. Soprattutto quando si ha a che fare coi giovani.


Il Cuore. L'idea che ho di cuore è meno romantica di quanto si possa credere. Amo il mio lavoro. Amo stare con i giovani. Possono avere un'energia straordinaria, 'contagiosa'. Allenarli è sempre un educarli (educare è mestiere complicato). E quando si fa un buon lavoro (che non è solo tecnico) si cresce tutti (me compreso). E cresce pure il gruppo (allenarsi in gruppo è condizione necessaria per i giovanissimi).
Il cuore ha quindi bisogno di cervello. Una passione autentica nasce dall'interazione equilibrata di cuore e cervello.

sabato 26 novembre 2011

(Meta)Changing

"Changing", il post precedente, ha collezionato quaranta commenti. La cosa mi fa pensare. Ecco quindi un 'meta-post', cioé un post oltre il post; oppure, meglio, un post che riflette sul post. Solo due righe però.

Una rana che pensa ad una rana che pensa.

C'è chi si è sentito tirare per il bavero da qualche commento (rigorosamente anonimo) malandrino; c'è chi mi 'accusa' di incoerenza, di cambiare (di nuovo un changing) sovente opinione, ma siamo a novembre ed io, in questo mese di foglie giallastre spazzate dal vento, da che esiste questo blog, ho sempre scritto in un certo modo. Andate pure, se avete tempo e voglia, su "Palingenesi inevitabile" del 2 novembre 2010; oppure su "Homo Novus" del 6 novembre 2009; o su "I propositi della Nuova Fidal Abruzzo" del 20 novembre 2008. Coerenza nell'incoerenza? Fate un po' voi.