domenica 31 luglio 2011

Dall'oro allo stagno



Un'altra Pescara. Un'altra estate. Quella del Golden Gala di Atletica Leggera del 1989. Anche in quell'occasione fui abbastanza critico: poca gente sugli spalti, biglietti omaggio dati col contagocce e, se non ricordo male, cancelli aperti a spettacolo da poco iniziato per cercare di metterci una pezza. Tra i molti risultati di pregio ho ancora nel cuore l'interminabile volata sui 1500m dell'amico Gennaro Di Napoli, culminata  con uno splendido primato italiano. Il video qui sopra dà i brividi.

Quella sera non piovve. Neanche oggi è piovuto. Ho saputo da fonti assai attendibili che Giove Pluvio ha rinviato il maltempo a settembre, per dare il meglio di sé in occasione della finale scudetto di Sulmona...

sabato 30 luglio 2011

Dovrebbe piovere, governo ladro (o chi per esso)!


Questa mi mancava. Un meeting di atletica leggera rinviato per ‘sospetto’ maltempo domenicale. Salta quindi il Meeting di Pescara, I Memorial "G. Cornacchia", in programma domani nel capoluogo adriatico. È una notizia in equilibrio tra il grottesco e il surreale: tutto accade a due giorni dall’evento, col misterioso e semi-laconico annuncio via internet che potete leggere cliccando sulle foto in alto oppure sul link http://www.fidalabruzzo.org/modules/news/article.php?storyid=1673. C’è qualcos’altro sotto che non conosciamo? Forse dobbiamo aspettarci pure un rinvio, ‘a sole da destinarsi’, del concerto di Zucchero programmato il 4 di agosto p.v. nello stesso impianto sportivo pescarese?

Chissà come avrebbe reagito di fronte ad una decisione del genere proprio il compianto Professor Giovanni Cornacchia. Lui l’atletica la faceva sotto ogni cielo.

giovedì 28 luglio 2011

Solerti passionari atletici

Tra i commenti dell’anonimo di turno, di tanto in tanto, è possibile leggere il reiterato e sperticato elogio dei cosiddetti ‘passionari’ dello sport, figure non sempre ben definibili di dilettanti full time; spesso (molto spesso) volontari incompetenti dal cronometro facile, dal pensiero abbastanza contorto, sempre attivo e con licenza di massacrare quei rari talentucci in transito sulle piste, i campi e le pedane della nostra penisola. Come scrivevo in un mio recente commento, ritengo sia proprio il volontariato dei molti 'passionari' incompetenti presenti sui campi e sulle pedane, regionali e nazionali, (volontariato spesso usato da chi e' comodamente assiso sui preistorici scranni del potere sportivo e non) una delle più grosse iatture del sistema atletica.

E allora, eccovi un florilegio minimo di ‘passionarie bestialità’, udite e lette fuori e dentro i campi d’atletica, dalle mie parti. Genitori, allenatori, dirigenti… tutti insieme appassionatamente. Anche questa (ahimé!) è l’atletica, bellezza…

“Adesso deve fare i tempi. Mo’ è importante…”. (Genitore di una bimba di dieci anni; triste mezzofondista prematura).

“Appena ti arriva a tiro, cambia ritmo e smolecolalo!”. (Genitore al proprio figliolo di dodici anni; trenta chili di paura in scarpette e canotta).

“Tu sai quando devi cambiare ritmo e darle la mazzata”. (Anziano parente di un’atleta quattordicenne, poco prima della gara di quest’ultima e al passaggio della sua giovanissima ‘avversaria’).

“Basta. Da domani si fa come dico io. Mica stiamo qua per divertirci!”. (Genitore-allenatore al figliolo di tredici anni, subito dopo una gara podistica provinciale).

“Ci vuole la velocità, ci vuole”. (Allenatore di mezzofondisti dodicenni, alle prese con l’ennesima ripetuta tirata alla morte, sui 200m, in pista).

“[…] Ha allenato XY, Campione Italiano dei Giochi della Gioventù… “. (Dal curriculum di un allenatore locale).

“Le piramidi si costruiscono a partire dal vertice”. (Metafora di un noto dirigente locale durante un’assemblea).

"Perché fare un progetto per i tapascioni? Cosa portano all’atletica i tapascioni?" (Dirigente di vertice durante un’assemblea).

"Bisogna curare l’attività Masters, un bel movimento…" (Lo stesso dirigente di vertice, durante la stessa assemblea).

“Tu sai quando devi cambiare ritmo e darle la mazzata!”. (Ancora l'anziano parente di cui sopra, stavolta durante la gara).
 

sabato 23 luglio 2011

Un marciatore


(Ruggiero D'Ascanio)

Ruggiero D’Ascanio da Bernalda, ventisette anni da poco compiuti, marcia per i colori della gloriosa Polisportiva “Rocco Scotellaro” di Matera. Lo alleno da circa quattro anni; prima di me lo seguì mio fratello Giovanni. Sangue lucano e cuore un pochino abruzzese, giacché Ruggiero è spesso dalle mie parti e, in un paio di occasioni (attraverso la regola del prestito), ha vestito i colori della Bruni Pubblicità Atletica Vomano (sì proprio la società vincitrice dello scudetto 2010; sorpresi?), classificandosi sia l’anno scorso che quest’anno al terzo posto nei 10.000m di marcia della Coppa Italia (a Grosseto nel 2010 e a Firenze il mese scorso).

L’altro ieri a Molfetta, nel corso di un meeting nazionale (cliccare qui), Ruggiero ha migliorato sensibilmente il proprio personale sui 10.000m in pista (42:05.35 il suo crono), superando i fatidici 950 punti della tabella Maschile Assoluti Fidal (963 i punti da lui totalizzati). Quindi oggi Ruggiero è ufficialmente un atleta di interesse nazionale. Che cosa c’è di eccezionale in tutto ciò? Beh, per rispondervi dovrei darvi qualche informazione in più circa la vita ‘movimentata’ del marciatore bernaldese.

Ruggiero migliora ogni anno un po’, e questo è possibile leggerlo scorrendo le statistiche FIDAL dal 2007 ad oggi. Su quei documenti però non troverete mai i numeri dell'impegno che Ruggiero realizza con i suoi allenamenti, e cioè giusto un centinaio di chilometri settimanali (100/110 chilometri e non di più) strappati ai turni di lavoro (anche notturni) come discontinuo nei Vigili del Fuoco e ai mille impegni come massaggiatore sportivo. I numeri di un marciatore diciassettenne di buon livello, non di più.

Ruggiero, a differenza di alcuni suoi colleghi marciatori, non campa d’atletica. Conosce poco l’aereo come mezzo di trasporto che gli risparmierebbe non poche energie, soprattutto in occasione delle frequenti puntate al nord per ‘motivi di campionato’. Il treno ‘allunga’ terribilmente il viaggio, ma costa decisamente meno; ed associando poi il treno a ‘panino e coca-cola’, si possono pure evitare i costi di albergo e ristorante (ma non quelli di un potentissimo mal di stomaco, come in occasione dei recenti campionati italiani indoor; lì Ruggiero arrivò comunque 4°).

Ruggiero è uno degli ultimi sportivi dilettanti (forse l’unico; non ne ricordo tanti altri) di questo strano mondo che è l’atletica di livello nazionale (diciamo banalmente così). Fossi nella federazione lo manderei in giro a parlare agli studenti nelle scuole. La sua è un’esperienza vera, di altissimo significato umano ed etico.

Ha molti amici Ruggiero: nella Polisportiva “Rocco Scotellaro” di Matera, la sua società di atletica; nella sua terra, la Lucania (perdonatemi l’antica dizione). Su tutti Carmine Sinno, ex- marciatore di livello nazionale, oggi geniale medico dello sport, nonché primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, e Carmelo Ditaranto, insostituibile massoterapista. Carmine e Carmelo sono pure miei amici. Ruggiero è mio amico. Gli amici, senza nulla chiedersi, insieme si danno una mano.


giovedì 21 luglio 2011

Anonimi, omologati e non omologati


Anche gli anonimi possono avere dei pregi. Commentando commentando, ad esempio, potrebbero rendersi  protagonisti (inconsapevolmente, si intenda) di 'rivoluzionari' terremoti politici (di politica sportiva, intendo). Mi spiego. Nel post precedente chiedevo il perché di tanto accanimento nei riguardi della giovane atleta Lucrezia Anzideo; la sua recente migliore prestazione regionale Cadette sui 2000m, ottenuta in una gara coi Cadetti, a detta del Vice Presidente Vicario federale d'Abruzzo (cliccare qui) e di uno zelante commentatore telematico, anonimo, non dovrebbe essere omologata.
Scrive l'anonimo: " [...] come lei ha citato la gara di marcia con record omologato le potrei citare una gara di disco nelle marche...". Ma io intendevo l'omologazione di una gara di 2000m di corsa, sempre in gara mista Cadetti/e; la migliore prestazione nazionale di una marciatrice prestata alla corsa: Anna Clemente. (Il risultato nella foto qui in basso).

Ad essere stata omologata non era quindi una gara di marcia, anche se l'atleta, Anna Clemente, è più nota come marciatrice che come mezzofondista. Il commentatore anonimo ha però acceso in me una lampadina. Perché tanto accanimento sul risultato di Lucrezia Anzideo quando, analogamente, venti giorni fa, la migliore prestazione regionale dei 3000m di marcia Cadette (cliccare qui), dell'ottima atleta teatina Natascia Di Tizio (15:01.37 il suo tempo),  è stata ottenuta nel corso di una gara mista? Perché due pesi e due misure, ancora una volta?

Mi aspetto che l'entourage della brava Natascia chieda lumi a chi di dovere. Anche il suo record, oooops, migliore prestazione, potrebbe non venire omologata. Forse il male comune non verrà vissuto in questa bislacca vicenda, dalle atlete e dai tecnici coinvolti, loro malgrado, come il proverbiale mezzo gaudio. Sorrido però nell'immaginare qualcuno che, tra non molto, sarà disposto pure ad accoccolarsi sullo zerbino dell'abitazione di chi so io, nell'attesa di avere giustizia.

lunedì 18 luglio 2011

Gratuiti masochismi atletici, bis!

“Va be'. Continuiamo così, facciamoci del male!”, avrebbe detto Nanni Moretti.

Una ragazzina simpaticissima e brava, Lucrezia, fa la migliore prestazione regionale Cadette sui 2000m, 6:55.93, e qualcuno, che avrebbe ben altre mission sulle quali indirizzare le proprie migliori energie professionali, sbraita dal pulpito telematico federale locale (fidalabruzzo.org). Lo fa in solitaria. Scrive l’articolo e da solo si dà le risposte. Ma può farlo? Cliccate qui e poi qui e giudicate voi. E poi, altra domanda: chi chiede il rispetto delle regole sportive, scrivendo dal sito federale suindicato, può essere al tempo stesso Vice Presidente Vicario federale e Delegato Provinciale di quella stessa federazione? La mia è solo una domanda.

Prima di cercare colpe improbabili (sempre su quel link che vi ho indicato potete leggere: “L'idea di far correre cadetti e cadette, ha anche penalizzato il cadetto Giulio Perpetuo che per pochi secondi non ha stabilito il nuovo primato Regionale dei mt 2000”), qualcuno si chieda quanto sia pesato a quei ragazzi (a tutti, e quindi anche all’ottimo Giulio) l’attesa estenuante, snervante, per uno start ritardato da un Tecnico (alto in grado) che non accettava la gara ‘mista’ (peraltro già programmata, come da dispositivo tecnico diramato per tempo) e che avrebbe voluto fare due partenze separate (A partire erano solo in quattordici, sette Cadette e sette Cadetti. Mah).

Inoltre vorrei chiedere all’estensore del post di cui sopra se è a conoscenza di un altro primato, analogamente realizzato in una gara mista; Anna Clemente (non una qualsiasi) il 2 luglio 2009 a Formia corse assieme ai maschietti un 2000m che fino al 21 maggio di quest'anno ha rappresentato la migliore prestazione nazionale di categoria: 6:12.97 il suo risultato (dal 22 maggio c.a. la migliore prestazione è detenuta da Nicole Svetlana Reina, con 6:12.46). Vogliamo cancellare pure quello?

domenica 17 luglio 2011

Andamento lento

(Foto Giancarlo Colombo/Fidal)

Parliamo di marcia. Marcia atletica. Una volta (non molto tempo fa) si diceva che l’Italia era (quasi) il fenomeno Kenia prestato al tacco-punta. Forse era una sorta di iperbole, ma le medaglie olimpiche e mondiali dei nostri marciatori, dal 1980 al 2008, inducevano ad una specie di ragionata esaltazione.

E oggi? Qual è lo stato dell’arte della marcia italiana? È necessario tirare fuori i numeri, ore, minuti e secondi, ché con le chiacchiere non si va da nessuna parte. In basso i primi dieci tempi di 20 km su strada, maschile e femminile e, sconforto di ogni sconforto, gli unici quattro classificati della 50 km. I dati sono aggiornati al 16 luglio 2011.

20 km Maschile


1h20:44 RUBINO Giorgio 86 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE DUBLINO 26/06

1h22:36 GIUPPONI Matteo 88 ITA BO011 C.S. CARABINIERI SEZ. ATLETICA PODEBRADY 09/04

1h26:01 TONTODONATI Federico 89 ITA TO001 C.U.S. TORINO PODEBRADY 09/04

1h27:25 ADRAGNA Andrea 89 ITA PD131 G.S. FIAMME ORO PADOVA DUBLINO 26/06

1h27:42 ROMANELLI Andrea 86 ITA FI018 TOSCANA ATLETICA CARIPIT LUGANO 20/03

1h28:18 MACCHIA Riccardo 90 ITA PD131 G.S. FIAMME ORO PADOVA PODEBRADY 09/04

1h28:54 DE LUCA Marco 81 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE MOLFETTA 02/07

1h29:06 D'ASCANIO Ruggero 84 ITA MT023 POL. ROCCO SCOTELLARO MT LUGANO 20/03

1h29:32 D'ONOFRIO Fortunato 81 ITA RM053 C.S. AERONAUTICA MILITARE PODEBRADY 09/04

1h30:15 CAPORASO Teodorico 87 ITA BN026 A.S.D. LIB. POL. AMAT. ATL. BN MOLFETTA 02/07


20 km Femminile

1h30:55 RIGAUDO Elisa 80 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

1h33:46 GIORGI Eleonora Anna 89 ITA RM002 G.S. FIAMME AZZURRE BIANCO 30/01

1h35:18 PALMISANO Antonella 91 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE BIANCO 30/01

1h35:23 FERRARO Federica 88 ITA RM053 C.S. AERONAUTICA MILITARE PODEBRADY 09/04

1h37:14 PRUNER Serena 86 ITA CA002 S G AMSICORA PODEBRADY 09/04

1h39:47 GRANGE Francesca 89 ITA MI221 CAMELOT LUGANO 20/03

1h45:46 DELL'AQUILA Nicoletta 88 ITA BA089 ALTERATLETICA LOCOROTONDO BIANCO 30/01

1h45:53 LOPARCO Sara 92 ITA BA015 A.S. OLIMPIA CLUB MOLFETTA 02/07

1h49:05 MAESANI Marta 90 ITA MI221 CAMELOT LUGANO 20/03

1h50:04 STETSKIV Cecilia 91 ITA NA014 A.S.D. AGG. HINNA MOLFETTA 02/07


50 km

3h50:13 DE LUCA Marco 81 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

3h54:19 NKOULOUKIDI Jean jacques 82 ITA RM056 G.A. FIAMME GIALLE OLHAO 21/05

4h04:00 DESSI Lorenzo 89 ITA RM057 FIAMME GIALLE G. SIMONI OLHAO 21/05

4h04:12 CAPORASO Teodorico 87 ITA BN026 A.S.D. LIB. POL. AMAT. ATL. BN OLHAO 21/05

Un altro adagio definiva la marcia italiana come un movimento caleidoscopico di mille variopinte parrocchie che, spesso in virtù del proverbiale governo dell’italico stellone, consentivano al carrozzone azzurro di portare a casa, puntualmente, la tanto necessaria medaglia.

La divisione del movimento continua ancora oggi. Altre parrocchie si sono aggiunte; molte non brillano più come un tempo; di alcune altre non si ha quasi più memoria. Tra i giovanissimi pare che talenti e talentacci non manchino di certo, ma (perché c’è un “ma”) la voragine che si è aperta dietro i top walkers sopracitati (Rubino, Giupponi, Rigaudo e De Luca – e voglio giustamente inserire anche il sempre più performante Nkouloukidi) ha dell’inquietante.

Che cosa sta succedendo? Che fine fanno quei ragazzini da 17 minuti sui 4 km o quelle ragazzine da 14 minuti sui 3 km, una volta diventati adulti?


Anche la marcia sta pagando il prezzo della sedentarizzazione di questa opulenta società? Stiamo diventando tutti 'velocisti' per scapolare la fatica dei lunghi? Facili provocazioni a parte è evidente che, alla fine della fiera, le distanze che contano sono quelle olimpiche, 20 km e 50 km per gli uomini e 20 km per le donne. Non ci piove. E con 1:26:00 sulla 20 km maschile non si va da nessuna parte, come con 4:00:00 sulla 50 km, o 1:35:00 con le donne della 20 km.


Quest’anno abbiamo portato in nazionale senior uomini da 1:28:30. Si parla tanto della crisi del settore corse di resistenza, ma non ho mai sentito di atleti, senior, convocati in nazionale con 1:08:00 nella mezza maratona (1:28:30 nella 20 km maschile vale, secondo più, secondo meno, quanto 1:08:00 nella mezza maratona, appunto).


Quale marcia stiamo portando avanti? Che fine hanno fatto termini come “pianificazione”, “periodizzazione”, “programmazione”? Smarrito lo sguardo benevolo dello stellone italiano, quale Dio ci salverà?

6:55.93


(Lucrezia Anzideo, n. 20 nella foto di atleticats.com)





Brava Lucrezia! Ieri ha corso i 2000m del Meeting di Giulianova in 6:55.93, suo nuovo primato personale e Migliore Prestazione Abruzzese Cadette. Bella prova di carattere alla sua seconda esperienza sulla distanza.
Tra qualche ora (o giorno, chissà) i dettagli di una giornata da incorniciare (comprese le esilaranti espressioni facciali di certuni sul campo).

giovedì 14 luglio 2011

Fate l'onda! Fate l'onda!

Dai, un altro po’ di pazienza ed è quasi fatta. Tutto sta andando a rotoli (perdonatemi, m’è venuta così!), e questo lo sapevamo già. Ciò che non si poteva prevedere era la velocità con cui tale fenomeno si sarebbe realizzato.

Uno degli uomini migliori del Sistema, un uomo concreto e attivissimo, uno che ti chiedi che diamine ci stia a fare in mezzo al marasma, ha salutato da poco la compagnia. Due righe laconiche assai e via! Spero (è un’ironia ragazzi, un’ironia!) ci ripensi.

È come se qualcuno si fosse divertito ad aprire il celeberrimo barattolo del Manzoni e a moltiplicarne biblicamente il contenuto.

E la nave va. Nonostante tutto. Forse, come leggevo da un anonimo su facebook, bisognava spiegare, e a gran voce, che “falla a babordo” non vuol dire “caga sul ponte” (oooops, l’ho detta!). Sarà pure arte, però…

martedì 12 luglio 2011

Meeting Internazionale di Giulianova


Dai, pensiamo alle cose serie! Ecco, in alto, il programma orario del Meeting di Giulianova, che si svolgerà sabato 16 luglio. Essendo uno e non trino, vi parteciperò (con tre miei atleti), 'saltando Macerata e Civitanova Marche (il Trofeo Maxicar; anche lì ho due atleti, sigh!). Telepaticamente (va di moda) e telefonicamente sarò però collegato con Macerata dove gareggeranno due mie marciatrici (Erika e Giulia). Ah, dimenticavo: l'ottimo Luigi Chiodi, patron della manifestazione giuliese, assieme agli amici dell'Ecologica G, ha provveduto a sostituire i 2000m di marcia Ragazzi/e con un 1000m di corsa, per le stesse categorie. Ancora un grazie di cuore agli organizzatori. Portate pazienza pure voi, un anno passa presto...

Convocazioni telepatiche

Stamane apro per caso il sito http://www.fidalabruzzo.org/ e leggo: "Si svolgerà mercoledì 13 luglio allo Stadio Angelini di Chieti, con appuntamento alle ore 17.30, il raduno tecnico della Marcia, promosso dal Settore Tecnico Regionale. L’iniziativa riguarda gli atleti delle categorie Cadetti e Ragazzi. Il raduno terminerà alle ore 19.00 circa".
Un raduno che salta fuori dal cilindro il lunedì (pare che il post sia apparso ieri alle 11:56 p.m.) per il mercoledì. Per una gara, suppongo, che si terrà sabato prossimo (a Macerata, cliccare qui). Siamo alle convocazioni telepatiche.

Qualcuno dica qualcosa. Qualcuno faccia qualcosa.

sabato 9 luglio 2011

24 per 25

(foto Giancarlo Colombo/Fidal)
Campionati del Mondo di Atletica Leggera Under 18, 2011, a Lille, Francia. Finale dei 10 km di Marcia. I nostri ragazzi, Vito Minei (il 465 nella foto a sx) e Michele Palmisano (il 468) chiudono la prova un giro prima. La schermata dei risultati, impietosa, di fianco ai loro nomi (in calce alla lista) pone la scritta "DNF" (did not finish, non classificato, ritirato). Possibile che entrambi abbiano sbagliato a contare i giri? Vabbé so' gggiovani, dirà qualcuno. E poi non infieriamo, ché la mazzata su quei poveri ragazzi è stata pesante un bel po'.
La cosa è comunque sorprendente e, forse, significativa dell'attuale temperie di un ambiente, quello della marcia italiana, alla ricerca di riferimenti chiari. Di una programmazione chiara. E forse anche di qualcuno che urli sul campo i giri che mancano...

giovedì 7 luglio 2011

Programmazione, dolce chimera sei tu...

Dal sito fidalabruzzo.org si può leggere:

"In vista del Grand Prix Giovanile di Marcia su strada per Regioni, Cadetti e Ragazzi, in programma sabato 16 luglio a Macerata con le rappresentative di Marche, Campania, Lazio, Puglia e Toscana, il Settore Tecnico Regionale, sentito il parere del Responsabile della Marcia, Rodolfo Macchia, ha convocato i seguenti atleti.

Cadette Km 3:
Natascia Di Tizio (Theate Walk), Erica Fusella (Hadria Pescara), Giulia Marinucci (Hadria Pescara), Giulia Fantini (Nuova Atletica Lanciano).

Cadetti Km 4:
Daniele Manias (Serafini Sulmona), Federico Odoardi (Theate Walk), Matteo Cocco (Theate Walk).

Ragazze Km 2:
Letizia Piccirilli (Nuova Atletica Lanciano), Lorenza D’Alanno (Nuova Atletica Lanciano), Fabiana Bucci (Serafini Sulmona), Chiara Di Censo (Serafini Sulmona), Bleona Hallulli (Nuova Atletica Lanciano).

Ragazzi Km 2:
Leonardo Marcotullio (Atletica L’Aquila).

Le società interessate dovranno comunicare la disponibilità, o meno, dei propri atleti, entro mercoledì 13 luglio al Comitato regionale. Gli atleti della categoria Cadetti dovranno indossare obbligatoriamente la canotta “Abruzzo”.

La partenza della rappresentativa è fissata per sabato 16 luglio, alle ore 10.00 da Pescara, Piazza Italia.

L’arrivo a Macerata è previsto alle ore 12.00, presso il ristorante “Le Briciole di Pollicino”, in via Giovanni Falcone 27-29, dove il comitato organizzatore offrirà il pranzo.

Programma orario. Ore 15.00: ritrovo giurie e concorrenti presso Rotonda Giardini Diaz, Macerata. 15.45: Km 2 Ragazze. 16.00: Km 2 Ragazzi. 16.15: Km 3 Cadette. 16.30: Km 4 Cadetti. 19.15: premiazioni".

Il 16 di luglio p.v. ci sarà pure l'"XI Meeting Città di Giulianova" dell'ottimo Luigi Chiodi e del suo staff. Quel giorno, alle 19.40, dovrebbero partire le due gare Ragazzi/e di marcia, sulla distanza dei 2000m. Non godendo del dono dell'ubiquità (Macerata? Giulianova?), i nostri giovanissimi marciatori scontenteranno qualcuno. Evviva la programmazione!
Signori, prendete nota ché l'anno prossimo si vota...

domenica 3 luglio 2011

Un passo dopo l'altro...


... crescendo il giusto. Luigi Turilli, dopo una rocambolesca gara sui 5.000m al Meeting "Bernardini" di Teramo, va al personale: 15:21.28. Lascia per terra almeno dieci secondi (peccato davvero, per lo stop and go fuori programma); ha limato comunque sedici secondi al personale. Va bene così.
Armandino Di Ciano porta pazienza e aiuta Lucrezia Anzideo a migliorare ancora sui 1000m Cadette: 3:04.96, sempre a al "Bernardini".
Erika Fusella, con un holter metabolico sul tricipite brachiale destro e un bel lavoro di recupero e costruzione in corso, mette via un inaspettato quanto fantomatico allenamento da 15:40.40 sui 3 km di marcia Cadette, ancora al "Bernardini".
Bravi ragazzi. Grazie! (Grazie Teramo!).

martedì 28 giugno 2011

Gratuiti masochismi atletici

Torno sulla questione “allenatori”.

Meno di un piatto di lenticchie, senza cotechino. Ecco per alcuni di noi (allenatori) il valore del proprio ruolo professionale (professionale?). Sere fa, nel corso di una bonaria – neanche tanto – chiacchierata tra colleghi in riunione plenaria, ecco riaffiorare in molti (troppi) dei convenuti, ataviche frustrazioni, livelli di autostima prossimi a zero, antiche e nuove nevrosi.

“Gli atleti vanno via, verso altri lidi, se non possiamo garantire loro il materiale tecnico (scarpette, borse, tute, ecc., nds) e i soldi per le trasferte. Vanno via pure se non hanno la squadra (la possibilità cioè di fare i campionati di società a livello nazionale, nds)”. Questa la sintesi di almeno un paio di refrain menati a ciclo continuo nel corso di quella riunione. Ok, qualche mugugno ci può stare, dico io. L’atletica del volontariato sconta anche così i suoi ‘peccati’. Poi però le cose bisogna dirle tutte. E cioè: gli atleti di cui si parla sono per lo più Cadetti e Allievi. Allora avanzo una domanda: ma io, come tecnico di una associazione sportiva che praticamente svolge volontariato sociale per individui in età evolutiva, per lo più mediocri atleticamente, valgo davvero meno di un paio di scarpe l’anno e quattro spiccioli per gareggiare due tre volte in giro per l’Italia (spesso ad un paio di centinaia di chilometri da casa), tanto da essere buttato nel cestone come si farebbe con un calzino sudato? Quanto vale la mia competenza? Quanto valgono le ore che dedico all’educazione di quei ragazzi (educazione e allenamento)? Molto, dico io. Tanto che nessuno degli atleti che alleno si sognerebbe di mollare la casacca del 'mio' sodalizio sportivo. Il rispetto per il lavoro che svolgo passa anche per questo.

Ognuno è libero di fare tutto il volontariato che vuole, ci mancherebbe. Ne ho fatto tanto, ne faccio ancora (decisamente meno); altro ne farò. Quello dell’insegnante è però il mio lavoro e so che gli insegnanti non sono bravi tutti allo stesso modo. Anche quando decidono (perché è una scelta, cazzo; è una scelta!) di farsi pagare alla stessa maniera (a zero €). E so pure che il volontariato gratuito può essere il paravento naturale di zelanti dilettanti allo sbaraglio.

lunedì 27 giugno 2011

Cinque, e non più cinque...

Non suoni il titolo del post come profetico-apocalittico. Piuttosto prendiamolo come un augurio acché sia davvero l'ultima volta che a giocarsi il titolo italiano assoluto dei 10.000m maschili (ieri, a Torino) siano in cinque (Rari nantes in gurgite vasto, Virgilio, Eneide, I, 118). Complimenti al nuovo Campione Italiano dei 10.000m, Domenico Ricatti (Aeronautica Militare), con 29:51.84. Complimenti pure al suo compagno di squadra, Francesco Bona, secondo in 29:57.21, e a tutti gli atleti classificati. Chi lotta per un titolo nazionale merita il massimo rispetto possibile. A noi tecnici però, l'ennesimo momento di riflessione sulle condizioni in cui versa il  movimento dell'endurance atletico nazionale. Perché non ci sono soltanto le tristi evidenze del 10.000m maschile. Buttate pure un occhio ai 5.000m maschili o alle due prove della marcia, maschile e femminile (la marcia, dico, la marcia!): sommando i partenti di queste tre gare arriviamo a 21 atleti!
Scriveva ieri Sat in un suo interessante commento: "Leggevo ancora su Correre, che il progetto Oregon della Nike ha portato ben 19 atleti statunitensi ad abbattere il muro dei 28’ sui 10.000m. E non parliamo solo di atleti naturalizzati, ma anche e soprattutto di atleti bianchi, il cui capofila è senz’altro Chris Solinsky, dopo il 26.59” della scorsa stagione [...] Purtroppo, però, non possiamo trascurare che la Nike ha investito somme che qui ci sogniamo [...]".
Già, soldi; investimenti; progetti...


martedì 21 giugno 2011

Tutti a Teramo...

... venerdì 1 luglio! Io ci sarò, coi miei ragazzi, ed invito tutti gli appassionati di Atletica a partecipare al gioiellino di Meeting Nazionale che gli amici Maurizio Salvi, Massimo Pompei, Luigi Chiodi (assieme ai tecnici e ai collaboratori delle loro Società Sportive, l'ASD Gran Sasso Teramo e l'ASD Ecologica "G" di Giulianova, e al Comitato Provinciale AICS di Teramo) hanno saputo realizzare. Buona Atletica a Tutti, quindi. Di seguito la locandina della manifestazione, dispositivo tecnico incluso.





domenica 19 giugno 2011

Lucrezia cresce...

L’ossessione del crono, del risultato, quel bruciare le tappe perché… (chissà mai perché). Ma questa non è la dimensione che appartiene a Lucrezia. Lei corre perché le piace, come le garba assai limare i suoi primati personali, ci mancherebbe! Ma il suo approccio alle competizioni, al training necessario, è quello giusto: grinta da vendere, una vagonata di pazienza da spendere quando le cose non girano nel verso giusto, ed un sorriso intelligente e malandrino.

Ieri ad Orvieto è scesa a 3:07.62 sui 1000m (il suo secondo 1000m quest’anno). Sta crescendo bene Lucrezia (quindici anni in agosto), senza scossoni, né pressioni di sorta. I tempi che segna non sono primati mondiali, né nazionali. Sono però interessanti perché definiscono una crescita costante e ponderata nella direzione che ritengo essere giusta.

Sorride Lucrezia, alla brutta broncopolmonite dell’anno scorso in aprile (mamma mia che botta!), alla scelta – discutibilissima, ne ho già parlato – del settore tecnico locale di non convocarla al Criterium Nazionale Cadetti a Cles, sempre nel 2010, come ad altre ‘dimenticanze’ federali. Sorride pure quando le dico che il suo 7:01.4 sui 2000m, alla sua prima uscita quest’anno in pista, è a meno di due secondi dalla migliore prestazione regionale (datata 1997) sulla distanza. Ed un sorriso, quel sorriso, credete a me, dice più del mio cronometro, o di tutti gli altri mille accrocchi digitali che mi porto dietro, in pista o su strada, alla ricerca di chissà quale verità…

martedì 14 giugno 2011

Let's Run For Solidarity

Danilo Tomei è uomo concreto, d’azione. Assieme agli amici del “Let’s Run For Solidarity”, sodalizio podistico di cui è presidente, ha saputo realizzare una straordinaria successione di eventi culturali centrati sulla promozione dell’educazione al movimento e alla corretta pratica dello sport, nel decisivo segmento dell’età evolutiva che va dai 5-6 anni ai 14-15.

Ecco a voi quindi “YES WE RUN”. Leggete bene il documento cliccando sull’url http://www.letsrun.it/letsrun_g0000cc.pdf. Troverete, tra le molte iniziative di pregio (su tutte quella di sensibilizzare i giovanissimi sul delicato tema della donazione degli organi), i motivi che sono solito ripetere, a mo’ di mantra, da qualche anno a questa parte.

Bene. Bravo Danilo. Bravi gli amici del “Let’s Run For Solidarity”. Complimenti ancora per il vostro impegno intelligente e costante. La famiglia cresce, cresce…



venerdì 10 giugno 2011

Big in Japan



Di Tokyo, di quei formidabili giorni di agosto, anno 1991, ricorderò, sopra tutte le altre,  le immagini notturne di una città equorea, evanescente, avvolta dai vapori colorati 'bladerunneriani' delle cucine dei "Don Don", mense per operai, stradini che asfaltavano alle due di notte, mentre la città faceva finta di dormire. E poi c'era la pioggia. E la nebbia. E l'aria condizionata dappertutto.
Passai quasi un mese a Tokyo. A guardare le vetrine dei ristoranti con le copie in plastica dei piatti più gettonati. Macabro. (Macabro e ordinario in Giappone sono facce della stessa medaglia).

Di quei formidabili giorni di agosto ricorderò pure la 20 km di marcia dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera. Ero là per la prova di mio fratello. Nel video potete vedermi sgambettare e dare istruzioni, di fianco al gruppo di testa, dopo 13:55 di registrazione. A 3:58/km leggevo la gara, davo istruzioni... Avevo ventisei anni. Bei tempi.

sabato 21 maggio 2011

Drop-out, dropouts e dintorni

Nel post precedente si parlava delle discipline di endurance dell’Atletica Leggera; di infanzia, pre-adolescenza e adolescenza. Di ‘pensieri pesanti’ (demotivazione; incapacità di finalizzare il proprio impegno sportivo) e, senza citarli in modo diretto, di involuzione tecnica e conseguente abbandono dell’attività. Drop-out nello sport significa abbandono dello sport agonistico prima di giungere all’apice della carriera agonistica (Elbe, Beckmann, Szymanski, 2002), un fenomeno che non dovrebbe riguardare affatto i giovanissimi. Il drop-out è l’abbandono e dropout, secondo i summenzionati autori, è il soggetto, agonista o semplice sportivo, che abbandona anzitempo la pratica sportiva.

Il drop-out sembra però fisiologico anche nei giovanissimi, nel mezzofondo e nella marcia, soprattutto oggi, nell’era delle merendine a tutte le ore, dei gadget tecnologici e dei motorini ‘obbligatori’ dai quattordici anni in su per percorrere poche centinaia di metri. Bamboccioni e bamboccetti motorizzati, dalla pappa pronta e dall’autonomia zero, è assai improbabile che possano affermarsi nei ‘podismi di elite’.

Per la selezione del talento (qualcosa di assolutamente diverso dal reclutare ragazzini cui proporre attività ludico-motorie ‘buone per la salute’ – passatemi l’infelice dizione) Paul Schmidt, ex-campione tedesco degli 800m negli anni ’50-’60, allenatore di molti campioni del mezzofondo (Thomas Wessinghage su tutti) ha stilato un profilo delle attitudini verso le corse di mezzofondo (Schmidt, 2005, nella trad. di M. Gulinelli). In esso, nella sezione "Sistemi funzionali", mi è caduto l’occhio su tre delle otto sottosezioni: quella del "Controllo dello stress", dell’"Autoorganizzazione" e delle "Condizioni ambientali". La prima recita così: “Lo stress di allenamento e di gara è tollerato e rielaborato bene; la tolleranza dello stress aumenta con l’aumento dell’esperienza in situazioni di allenamento e di gara – ciò vale anche per le delusioni”. La seconda: “Le esigenze della scuola, della formazione professionale, della professione come anche le necessità private sono coordinate in modo tale che il tempo disponibile è sufficiente per riuscire a raggiungere gli obiettivi”. La terza: “Famiglia, amici, scuola/professione, allenatore, mentore, club promuovono lo sviluppo motorio e si sforzano di creare i presupposti che sono indispensabili perché si possa realizzare completamente il potenziale individuale”.

Schmidt scrive scientificamente del talento nel mezzofondo distinguendo tra talenti e grandi talenti. Molti dei nostri migliori ragazzini, corridori e marciatori, vivono la iattura di essere considerati talenti senza esserlo. Ce lo dicono le scarne e viepiù pietose graduatorie regionali – e nazionali – delle categorie Allievi e Juniores. (Negli anni ’80 la mezz’ora di corsa in pista, categoria Allievi, in Abruzzo contava, mediamente, una quindicina di partenti; chiedete all’unico partecipante di quest’anno, l’ottimo ed eroico Antonio Lupone della Gran Sasso Teramo, cosa significhi girare in tondo mezz’ora, da solo).

mercoledì 18 maggio 2011

... e poi si cresce

Ogni tanto ci penso. Ai ragazzini di qualche anno fa che correvano su pista e su strada facendo intravedere ipotesi convincenti di runners dal futuro luminoso (mica keniani, per carità! Ma atleti sì, almeno atleti…). Qualcuno è rimasto – pochi in verità –, è cresciuto; la sua stella (o stellina, non ha importanza) brilla ancora su quel futuro che dicevamo, oggi un po’ più vicino. Qualcun altro viaggia da solo, incaponendosi ed avvitandosi su pensieri troppo pesanti; troppo distanti dall’unico modo di intendere la corsa (o la marcia, è lo stesso): fare fatica divertendosi. Altri ancora hanno smesso da un pezzo o, come quelli dai ‘pensieri pesanti’, stanno lì lì per farlo. Peccato. Peccato davvero.

Giorni fa l’amico Augusto mi diceva: “Porca miseria Mario, i tuoi ragazzini si scaldano tutti insieme, tutti insieme vengono a chiederti lumi sul lavoro della giornata; insieme, dopo il defaticamento (meglio “colding”, nds) imboccano la via degli spogliatoi. Complimenti”. Riflettevo su queste sue constatazioni. La mia deformazione professionale di insegnante elementare ha fatto sì che, prima dell’impianto metodologico adottato per la preparazione dei miei ragazzi (rispettoso delle delicate fasi dell’età evolutiva che gli appartengono) ogni mia azione abbia un significato educativo forte. E la disciplina che chiedo ai miei ragazzi è parte essenziale di quell’impronta educativa.
Di questi aspetti dell’allenamento, dell’educazione sportiva, potremmo parlare per giorni (magari qualcuno può pure intervenire con uno o più commenti). Io vado avanti per la mia strada, ostinatamente, trasferendo anche nel WJR – Scuola di Podismi il ‘mio stile’, convinto che, educando gli adulti, genitori e, perché no, nonni, si possa, sinergicamente, ritrovare i fili di un dialogo generazionale interrotto da un po’.

Ci vorrà troppo tempo? Io non ho fretta. (L’atletica non può permettersi fretta).

domenica 15 maggio 2011

Raffaello Ducceschi sulla Tregua Olimpica

Mi scrive l'amico Raffaello Ducceschi. Anche lui entusiasta dell'impegno intrapreso da Valerio Di Vincenzo. Chi più di un marciatore olimpionico può conoscere il senso profondo, etico, dell'Ekecheiria?
Raffaello è un artista - fate un salto sul suo sito: http://www.raffaduc.com/ ed è stato uno dei più grandi talenti di ogni tempo della marcia atletica italiana (ed internazionale). Fa bene leggerlo. Ed è per questo che pubblico volentieri un suo recentissimo intervento sul tema della tregua olimpica. E lo incollo così come è stato scritto, di getto, dentro un'affettuosissima mail. La voce del Campione deve fluire così. Nell'augurarvi buona lettura invito tutti, una volta di più, qualora non l'aveste ancora fatto, a compilare il questionario (che è anonimo) sulla Cessazione dei Conflitti durante il periodo Olimpico, cliccando su http://www.surveymonkey.com/s/FSSJFGZ.  Grazie ancora.

Ciao Mario,


ho già partecipato al bellissimo sondaggio ed alla bellissima iniziativa
dell'amico Valerio Di Vincenzo
ho anche aggiunto un commento
frutto di miei riflessioni
che ho già proposto più volte in conferenza.
Vedo che è perfettamente in linea con il lavoro di Valerio
e persino superato in parte dal suo lavoro.
Mi sembra bello e giusto
girartelo per pubblicarlo, se ti piacesse,
nel tuo bellissimo blog
cui partecipo sempre troppo poco.

Se vuoi lo pubblichi come mio appello/contributo a sposare e promuovere l'iniziativa di Valerio.

"Alessandro Baricco nella sua bella "iliade" scrive: Achille, Ettore, Greci e Troiani, desiderano tutti la pace. Ma perché Achille smetta di far la guerra dobbiamo inventare "qualcosa di più bello della Guerra". Io, Raffaello Ducceschi, chiedo a Baricco: Ti sei accorto che il popolo di Omero aveva già inventato "qualcosa di più bello della guerra per smettere di far la guerra"? Son lo sport e le Olimpiadi, nate per interrompere la guerra con un breve periodo di pace (religione) e sport. Nel XX secolo De Coubertin è riuscito a invertire il rapporto: abbiamo avuto pochi anni di guerra e lunghi periodi di Pace e Sport... e la politica e la guerra vistesi in difficoltà hanno attaccato le Olimpiadi e lo sport cercando di usarli come strumenti; lo Sport e le Olimpiadi gli fan forse paura..."

un abbraccio a te e a tutti gli sportivi che leggono il tuo blog

Raffaello

Tregua

Nel ripubblicare con entusiasmo una recente lettera aperta dell'amico Valerio Di Vincenzo, vi invito tutti ad una attenta navigazione sul suo sito, http://www.tregua.org/ e a compilare un questionario cliccando sul secondo link presente  nella chiusura della lettera stessa.
Buona lettura.

Caro Mario,

Ho seguito a distanza, attraverso la lettura di questo blog, l’evoluzione del tuo impegno e la crescita del movimento che si esprime nella Scuola di Podismi, che avrà una delle sue celebrazioni nell’EVENT DAY del WJR di domenica 8 Maggio e al quale mi riprometto di non mancare.
Non ho ancora avuto il piacere di partecipare direttamente ad alcuna delle attività sul campo sebbene, come sai, mi sento parte integrante dello spirito che anima ogni contributo alla promozione di stili di vita che esprimano coerenza e “sudore” (che ancora preferisco far scivolare sul telaio della mia bicicletta).
Scrivo, anche in questa occasione, per rivolgermi ad un pubblico attento e selettivo nei confronti del quale, da alcuni anni e anche grazie alla tua ospitalità, ho assunto il ruolo di comunicatore dell’aspetto “etico” che lo sport ed in particolare le manifestazioni Olimpiche – malgrado le inevitabili contraddizioni – hanno assunto e che, sempre di più, hanno la possibilità di assumere.
Nel corso del 2010 la Fondazione OLOS, per il tramite del “Concorso petizione per immagini” ospitato dal sito web www.tregua.org ha promosso la raccolta di opere originali che esprimono una declinazione dei “temi della tregua”:
 http://www.tregua.org/concorsofilmaker/elenco_concorsofilmaker.aspx. Contemporaneamente il sito ha raccolto adesioni allo spirito, ma soprattutto ad un approccio concreto, volto alla applicazione della Tregua Olimpica e, cioè, alla cessazione dei conflitti durante il periodo di celebrazione dei Giochi Olimpici.
Nel 2010 ci siamo dedicati alla comunicazione internazionale di questa volontà e, un dato per tutti, il sito , nelle sue versioni in Italiano ed in Inglese, è stato frequentato da visitatori provenienti da oltre 70 Paesi diversi.
L’effetto della raccolta delle opere è stato il vigore con il quale ci siamo sentiti di inviare la petizione che sollecita le rappresentanze diplomatiche dei Paesi membri dell’ONU , i Comitati Olimpici e Paralimpici di tutti Paesi aderenti ai Comitati Internazionali ed ad altre decine di soggetti coinvolti affinchè assumano un ruolo attivo per ottenere che le prossime risoluzioni sulla Tregua Olimpica vengano adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, assumendo un impegno vincolante per gli Stati membri e vengano sostenute da campagne di sensibilizzazione promosse e finanziate dall’ONU stessa.
Quanto siamo lontani da questo traguardo non sono io a poterlo anticipare, ma sono testimone di significative pressioni esercitate da autorevoli esponenti del mondo politico, sportivo e diplomatico che fanno pensare che il 2012 , anno delle Olimpiadi invernali della gioventù di Innsbruck e delle Olimpiadi di Londra, possa diventare un anno memorabile a questo proposito.
In attesa di questi appuntamenti la Fondazione sta consolidando, in diversi Paesi, rapporti con Organismi che siano in grado di moltiplicare le risorse e l’impatto di una iniziativa che intende promuovere un movimento che dichiara “guerra alle guerre” e raccoglie le adesioni, in particolare, tra coloro che amano e praticano lo sport.
Abbiamo predisposto un questionario http://www.surveymonkey.com/s/FSSJFGZ che per noi è di grande importanza , in quanto ci serve a capire ed a comunicare quali siano gli orientamenti delle persone che riteniamo più sensibili all’argomento. Ti prego di fartene promotore tra tutte le persone che ti seguono.

Con l’affetto e la stima di sempre, mi piacerebbe celebrare il primo ventennale del Progetto ’92 in uno scenario in cui, il nostro impegno per un mondo migliore, sia festeggiato con una nuova consapevolezza: quella di un’Umanità capace di superare la falsa convinzione che le guerre facciano parte della sua natura.

Valerio Di Vincenzo

martedì 3 maggio 2011

Podismi a convegno

Domenica prossima, 8 maggio, alle 19.00 presso la sala Pascià del CONI di Pescara, in via Botticelli n. 26 (con ingresso da viale Bovio, di fianco alla sala "Bingo"), si svolgerà l'EVENT DAY del WJR - Scuola di Podismi. All'interno di questo simpatico e, spero, utile 'meet up aerobico', ci sarà un convegno nel quale terrò una relazione dal titolo "La necessità di un approccio scientifico nella pratica dei podismi e l'importanza dei test di valutazione nel monitoraggio dell'allenamento".
Per i dettagli dell'evento cercate WJR su facebook, lì c'è tutto, anche di più.
Siete tutti invitati!

domenica 24 aprile 2011

La base sta 'in alto'...

'In basso' dovrebbero esserci i più piccini: bambini, ragazzini e adolescenti, diciamo pure così. Per 'basso' intendo la base di un movimento sportivo qualsiasi. È da lì che si dovrebbe cominciare. E invece no. Nella nostra società 'ribaltata' la base del movimento atletico-podistico, ad esempio, è rappresentata dai cosiddetti 'amatori' o masters che dir si voglia. Insomma, un bel giorno ci si ritrova quarantenni o giù di lì (molto spesso anche su di lì) e si diventa runners, aspiranti maratoneti. Se dalle piste di atletica latitano da un pezzo gli adolescenti, i marciapiedi e le (sparute) ciclabili di Pescara sono zeppi, ad ogni ora del giorno, di ultraquarantenni che trotterellano e corrono. Attraverso l'esperienza del progetto WJR sto studiando, 'sviscerando', questo dilagante fenomeno popolare, che oscilla tra la necessità di movimento e la moda. C'è davvero di tutto dentro i podismi: la ricerca della forma perduta, il sogno di New York, l'illusione di un corpo perfetto; la magica soluzione alle proprie devastazioni alimentari; la fuga dalle nevrosi quotidiane. Anche il muoversi fine a se stesso.
E ci sto dentro pure io, con una casacca gialla fluorescente ad insegnare l'equilibrio nella marcia e la corsa...

sabato 16 aprile 2011

Blog, memoria, carne...

L’altra sera sono stato davvero bene. La birra rossa del pub persiano ha un sapore diverso se condivisa con un amico che non vedi da circa trent’anni. Piccoli miracoli del blog che avete sotto gli occhi.

Biase è l’amico ritrovato, saltato fuori da un post nostalgico – ce ne sono molti in Opinioni Aerobiche, e non me ne vergogno – attraverso un commento di quelli che lasciano il segno, almeno dentro il mio cuore ballerino e ipersensibile.
Biase correva da ragazzino. Un più che discreto mezzofondista veloce (1:58 sugli 800m a diciassette anni) che interruppe anzitempo la carriera atletica per dedicarsi agli studi e poi al lavoro.
Biase oggi corre con l’obiettivo di migliorare la propria salute – e devo dire che fisicamente sta come l’avevo lasciato trent’anni fa; complimenti a lui! – divertendosi assieme agli amici dell’associazione podistica per cui è tesserato, la Podistica Adriatico di Pineto (TE).
A Biase voglio dedicare un video particolare. È del giugno 1984. Mio fratello Giovanni vince i 5000m di marcia nell’edizione fiorentina delle Gymnasiadi. Le Gymnasiadi (ISF World Gymnasiade) sono una manifestazione sportiva multidisciplinare organizzata dalla International School Sport Federation per giovani studenti in età ginnasiale. Qualcuno, impropriamente, le ha definite Campionati del Mondo Studenteschi.
Il video balla un po’ ed è in bianco e nero. Si può sentire forte e chiara la voce dello speaker, l’amico Pino Gianfreda. Essa rimbalza tra gli spalti del comunale di Firenze, oggi mutilato del manto di gomma, e quindi non più accessibile all’Atletica.
Giovanni vincerà la gara in volata sullo spagnolo Regidor. Farà pure il record della manifestazione, indossando scarpe due misure più grandi. Potete trovare pure me nel video ad 1:48 di registrazione, mentre gli corro di fianco (di là della recinzione). Avevo diciannove anni e i passaggi al giro dovevo ricavarli a mente e al volo ché il mio casio aveva l’ora, il datario e il cronometro senza memorie…
Buona visione.

martedì 12 aprile 2011

Ghost 2

I gamberi hanno fatto marcia indietro. Cioè vanno avanti. Nulla di fatto quindi per i CCPP 'atletici' di casa nostra. Cancellati. A quasi un giorno dai Giochi Sportivi Studenteschi, fasi provinciali. Di nuovo, o forse no. Forse i CCPP non sono mai esistiti. 
Nella foto lo sguardo smarrito di uno dei due fantasmatici presidenti provinciali, gli occhi che cercano un segno dal Cielo; la speranza di poter rimanere ancora un istante al governo di progetti concreti, qui, in questa valle di lacrime.
Si cerca, in fondo al tunnel, la luce di una qualsiasi giustizia...

Giulianova mon amour...

Un omaggio a Giulianova. Un saluto affettuoso all'amico Luigi Chiodi, consigliere regionale Fidal e patron della "Su e Giù per Giulianova" (l'8 di maggio p.v. alla sua 32^ edizione!). Un abbraccio ideale a tutti gli amici dell'Ecologica "G" di Giulianova.
Buona visione.


giovedì 7 aprile 2011

Vivi(vintage)città

Vivicittà Pescara 1986
L’anno prima avevo provato a vincerlo, partendo come un assassino, davanti a tutti. Chi c’è c’è. “Guarda che il forestale non ti lascia mica andare. Quello c’ha sotto i 14’ sui 5000 e viene dai 1500”, provò a dirmi un amico il giorno prima di quella gara. Il monito stava a significare: se la butti giù dura dal primo metro quello ti sta incollato dietro; se la meni tattica ti secca lo stesso. Allora decisi di partire forte. Niente tatticismi. Se il forestale era più bravo del sottoscritto avrebbe comunque dovuto sudare per vincere.

Quel giorno si sudò tanto. Dal primo metro. La foto a sinistra mi ritrae davanti al gruppo dei primi, 600 metri dopo la partenza. (Se aguzzate bene la vista potete scorgere dietro il forestale, secondo, Camillo Campitelli l’immortale, un semicoperto e giovanissimo Marco Barbone – aveva sedici anni! – e al quarto posto il mitico Renato D’Amario). 2:50, 2:58, 2:59, 3:00, 3:02, 3:01 i primi 5 km. Personale sui 5000 demolito. E ne avevo ancora di birra!
Il forestale perdeva qualche metro, ma mi aveva sempre nel mirino. Arrivò a staccarsi trenta metri, intorno all’8° km. Pensavo di avercela fatta. Pensavo male. Al 9° km, chiusi un filo sotto i 27’, vado in crisi. Al 10° il forestale rientra. L’11° km è un gioco di nervi. Spalla a spalla. Ci pesiamo reciprocamente la fatica con occhiatacce rapidissime. Il forestale rimbalza ancora bene sui piedi. So che a momenti mi lascerà sul posto. Quel momento comincia alla fine dell’11° km. Una mazzata tremenda. Sembrava stesse partendo allora per un 1500. Chiusi gli occhi e feci finta di andargli dietro (che cacchio avevo da perdere? Il terzo era ad un minuto e mezzo). A 400 metri dalla fine il forestale gira a sinistra. Sta infilando il traguardo al contrario. Non ha capito che deve fare ancora un giretto intorno ai campi da tennis. Allora è cotto pure lui! Provo a ripartire, mi avvicino (sembra). Finisco secondo in 36:11, a 5” dal primo. Era il 1986.

Vivicittà Pescara 1987
L’anno dopo Pescara era Budapest. Erano calati gli Unni. La nazionale ungherese di mezzofondo, quasi al completo, schierava per quell’edizione del Vivicittà pescarese nomi che soltanto a leggerli davano i brividi: Attila Kozma, Robert Banai, Mallar Zolt… (erano una decina). Tutta gente con personali che andavano dai 7:55 sui 3000, 28:30 sui 10.000, 2:12 sulla maratona, 8:25 sui 3000 siepi, 3:38 sui 1500. Giusto per dare un’idea. E poi c’era pure il forestale dell’anno precedente, e due carissimi amici abruzzesi al 100%, quell’anno tesserati per l’Aeronautica (scontavano l’anno di naia): Maurizio Salvi e Carlo Simongini (‘ragazzini‘ terribili da 14:07 sui 5000 il primo e 8:01 sui 3000 il secondo!).
Venivo da un inverno tribolato assai: una sciatalgia mi aveva fermato per tutto il mese di gennaio. Ripresi come un mulo a febbraio. Farcito di fatica arrivai a correre a metà marzo la mia prima ed unica (almeno con velleità agonistiche) mezza maratona: la Roma-Ostia. Lì sballai tutto andando subito dietro ai primi e passando ai 10 km abbondantemente sotto i 31’. Il vento gelido e contrario sulla Cristoforo Colombo fece il resto. Finii sulle ginocchia al 20° posto in 1:06:48 (di mezze in carriera ne ho corse due: quella, nell’’87, ed un’altra vent’anni dopo, per scommessa, in 1:18:54).
Tre settimane dopo la Roma-Ostia c’era il Vivicittà. Sì, c’erano gli ungheresi e gli altri, ma io volevo giocare con loro. E scendere sotto i 36 minuti.
La sera precedente la gara, prima di andare a nanna, feci la sciocchezza di mandare giù a canna mezzo litro di una bevanda isotonica gelata di frigo. Passai la notte al cesso tra spasmi addominali allucinanti e brividi di freddo che correvano su e giù per la schiena. Provai a prender sonno alle quattro del mattino. Alle sei mi alzai. Indossai calzamaglia, scarpette e felpa. Scesi in strada e, ‘a secco’, corsi tre chilometri così: 3:30, 3:20, 2:50 (ma che cazzo mi girava per la testa a ventidue anni?). Tornai a casa contento. Le gambe sembravano frullare come volevo (quei tre chilometri servirono a portare a metà cottura una patata che ebbe il tempo di lessarsi ben bene qualche ora dopo).
Alle 10:30 il via dello starter liberò tutte le mie tensioni e le mie paure. Ma stavo da schifo. Le gambe erano di burro. E avevo addosso pure qualche linea di febbre. Neanche stavolta però mi sottrassi al mio ruolo di front runner scassa palle. Tirai io, vento in faccia, i primi 8 km. Poi le gambe mi lasciarono. Chiusi al 9° posto, ma feci comunque il personale: 35:59. Gli ungheresi ne piazzarono cinque nei primi dieci. Primo Attila Kozma, secondo Mallar Zolt e, per il terzo, non ricordo come finì la volata tra Robert Banai e Simongini. Tutti ad una ventina di secondi da me.

Ventiquattro anni fa, avevo ventidue anni, viaggiavo a 3’00”/km su 12-15 km. E, nonostante ciò, in Italia, atleticamente, non ero un cazzo di nessuno.