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domenica 11 dicembre 2016

Ultralogico

(da sx: Fulvio Traino, Fabrizio Samuele, Mauro Trubiano, Mario de Benedictis)

È arrivato il momento di mettere ordine nel caotico universo dell'endurance podistico in chiave "ultra" (dai 50 km in su, per intenderci), qui in Abruzzo.

Chi mi conosce sa come la penso in merito a certe esasperazioni podistiche, spesso fuori controllo (sovente agli "ultrarunner" mancano i necessari supporti medico-scientifici di base) e governate unicamente da pericolosi slanci emotivi.

Si apre perciò un nuovo capitolo della mia esperienza sportiva; un progetto di ricerca a più mani che - lo spero profondamente - possa essere un riferimento certo per quanti intendano avvicinarsi, secondo scienza e coscienza, all'affascinante ma assai insidioso mondo delle ultra distanze.

Il passo è quindi fatto; un "passologico", che potremmo definire simpaticamente "ultralogico".

Ma qui nessuno ha voglia di scherzare, ché siamo già alacremente al lavoro.

Il Team è pronto: Fulvio Traino (medico), Fabrizio Samuele (ultrarunner), Mario de Benedictis (allenatore), Mauro Trubiano (Presidente di "passologico", atleta e team manager).

Il Team è "passologico".








mercoledì 25 aprile 2012

Lettera aperta a Giorgio Calcaterra

(foto da  http://onemarathonforcapasso2005.wordpress.com/)

Caro Giorgio,

complimenti per il tuo ennesimo capolavoro. La cifra della tua impresa credo stia tutta dentro una parola: dignità. Dignità come primato morale che nobilita il risultato atletico, ponendolo ad un livello molto alto di apprezzamento e condivisione generale, all’interno del multiforme ambiente dell’atletica leggera; tanto alto da rimanerne io stesso stupito. Mi spiego meglio: correre in quel modo, a quarant’anni, chiudere una prova così difficile sorridendo con la leggerezza dei grandi, ha portato molti di noi, allenatori di atletica leggera, a riflettere con un interesse nuovo sul dato tecnico della tua prova.

L’altro ieri, parlando con uno stimatissimo coach delle mie parti (addirittura un tecnico nazionale del settore velocità!) mi sorprendevo a sentirgli dire queste precise parole: “Che fenomeno Calcaterra, sembra non innescare mai…”. Sì, Giorgio, in quel momento nelle parole di quell’allenatore ho letto l’ammirazione, quasi infantile, che si può provare per un Bolt o per un Powell; un’ammirazione però limpida, intelligente, scevra da ogni sospetto che nulla, purtroppo, ha a che vedere coi sentimenti che affollano il nostro animo ogni qual volta un campione ‘stellare’ (il velocista ipermuscolato di turno, ad esempio) straccia l’ennesimo primato mondiale.

Giorgio, ci fai tornare a Dorando Pietri, alla parte più genuina di quell’epica che tu hai saputo epurare dalla vuota e talvolta pericolosa retorica della mitologia da bar. Sei riuscito a farlo con inimitabile semplicità, con sacrifici immensi ma possibili, realizzati attraverso l’esatta conoscenza che hai del tuo corpo e della tua psiche.

Il compianto Carmelo Bosco, uno scienziato vero prestato per nostra fortuna allo Sport, amava dire ai suoi allievi più o meno questo: ”Ignoranza e fantasia fanno la fantascienza (ovviamente non si riferiva al genere letterario del grande Asimov, nds). Conoscenza e fantasia fanno la Scienza”.

Grazie Giorgio per averci mostrato, una volta di più e con la dignità che ti appartiene, la strada da percorrere.

Un abbraccio

mario de benedictis